{"id":5383,"date":"2020-06-22T09:00:03","date_gmt":"2020-06-22T07:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=5383"},"modified":"2020-06-22T13:29:25","modified_gmt":"2020-06-22T11:29:25","slug":"quando-lamore-per-la-letteratura-per-linfanzia-nacque-per-caso-in-unuggiosissima-estate-di-tanti-anni-fa-intervista-ad-anna-lavatelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/quando-lamore-per-la-letteratura-per-linfanzia-nacque-per-caso-in-unuggiosissima-estate-di-tanti-anni-fa-intervista-ad-anna-lavatelli\/","title":{"rendered":"Quando l\u2019amore per la letteratura per l\u2019infanzia nacque per caso, in \u201cun\u2019uggiosissima estate di tanti anni fa\u201d: intervista ad Anna Lavatelli"},"content":{"rendered":"<h2>L&#8217;autrice<\/h2>\n<p>Laureata in filosofia e insegnante per molti anni, dal 1986 Anna Lavatelli si dedica a tempo pieno alla letteratura per l\u2019infanzia, vincendo nel 2005 il prestigioso premio H. C. Andersen Italia. Presente nello scenario italiano degli scrittori per ragazzi da oltre trent\u2019anni, l\u2019autrice ha visto crescere con i suoi libri generazioni di giovani lettori ed \u00e8 altres\u00ec testimonianza di come e quanto l\u2019approccio a un tale genere sia mutato nel corso degli ultimi decenni. Il mondo cambia, le esigenze dei giovani si modificano e con essesi trasforma pure l\u2019editoria per ragazzi,nella necessit\u00e0 di doversi adeguare ai nuovi bisogni di un target giovanile sempre pi\u00f9 vario e multiforme, di cui senza dubbio Anna Lavatelli pu\u00f2 essere considerata uno dei nostri pilastri fondamentali di cui andare fermamente orgogliosi. Pubblicata da Piemme, Interlinea, Giunti ed Einaudi, dal 2007 le sue opere sono sbarcate in America Latina e il 29 maggio 2020 \u00e8 stata ospite del master in Professioni e Prodotti dell\u2019Editoria dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia per una <em>lectio magistralis<\/em> sul <a href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/cat\/editoria-per-ragazzi\/\">mondo editoriale per ragazzi<\/a> e sulla sua esperienza di scrittrice, da cui \u00e8 stata tratta questa intervista.<\/p>\n<h3>L&#8217;intervista ad Anna Lavatelli<\/h3>\n<p><em>di: Steven Gori \/ Master Editoria 2020<\/em><\/p>\n<p><strong>Steven Gori:<\/strong> <em>Autrice ormai affermata in Italia e nel mondo latino nel panorama della letteratura per ragazzi, quali sono le ragioni che l&#8217;hanno spinta a scegliere questo genere, facendolo diventare la sua professione?<\/em><\/p>\n<p><strong>Anna Lavatelli:<\/strong> \u00c8 sempre difficile spiegare le ragioni dei propri amori. E forse non conviene nemmeno cercarle. Se Quinto Orazio Flacco scriveva in versi e non sapeva perch\u00e9, chi sono io per avere una risposta convincente? Ogni idea che mi frulla in testa si traduce inesorabilmente in un racconto per ragazzi, perch\u00e9 solo cos\u00ec trovo un senso (e un appagamento) nella scrittura. Per dire di pi\u00f9 dovrei essere meno sincera e cercare di arrampicarmi su complicate impalcature intellettuali. Farei forse miglior figura, ma racconterei solo \u201cfiction\u201d. L\u2019unica cosa certa \u00e8 che durante un\u2019uggiosissima estate di tanti anni fa mi sedetti a scrivere per ingannare la noia. E scrissi una fiaba per bambini.<\/p>\n<p><strong>S.G.:<\/strong> <em>Cos&#8217;ha imparato dopo pi\u00f9 di trent&#8217;anni dedicati a investigare il mondo della fiction per ragazzi? Le generazioni cambiano e con esse mutano le esigenze narrative: quanto sono cambiate le sue storie e il suo approccio alla narrativa per l&#8217;infanzia da quando ha iniziato a scrivere nel 1986 a oggi?\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>A.L.:<\/strong> Tutto cambia, continuamente. E dunque cambiano le storie, cambia il modo di raccontarle, cambia il \u201cfocus\u201d dell&#8217;interesse. Io colgo l&#8217;aria che tira, cerco di condensarla in parole e in storie, provo a seguire il ritmo della vita che viviamo. I miei ultimi libri sono certamente distanti dai primi, forse soprattutto nello stile, nel registro, che si \u00e8 fatto meno aulico. All&#8217;inizio uno scrittore (io almeno ricordo di me questa iniziale debolezza) vuole dimostrare di saper scrivere bene, di &#8216;possedere&#8217; le parole e di saperle usare con maestria, vuole stupire con le metafore, le doppie aggettivazioni o i termini desueti\u2026 Poi capisce che ci\u00f2 che conta \u00e9 la storia da raccontare, che le parole devono mettersi al servizio del racconto e non viceversa. Il raggiungimento della nettezza, dell&#8217;economia verbale, di una eleganza naturale e non artefatta della parola \u00e8 stata per me la chiave per accedere alle storie migliori, oggi lo so. Scrivo senza dimenticare che mi rivolgo a degli apprendisti lettori, che il mio compito principale \u00e8 contribuire a formare la loro passione per la lettura libera e autonoma. Questo \u00e8 il nord che segna la mia bussola, e che d\u00e0 senso a tutto il mio percorso letterario. Ho ben presente che la mia scrittura debba essere psicologicamente vicina al vissuto dei ragazzi, ma anche osare qualcosa di pi\u00f9 (nello stile, nella trama, nel genere) affinch\u00e9 il lettore si affini e cresca nella sua capacit\u00e0 di godimento della lettura. So che il punto di vista da cui racconto pu\u00f2 fare la vera differenza, indipendentemente dal soggetto. Mi sono data un\u2019etica da seguire, un impegno di lealt\u00e0 con il lettore, una responsabilit\u00e0 persino, perch\u00e9 \u00e8 attraverso il ponte della letteratura per ragazzi che si arriva alla letteratura tout-court. Essere parte, anche piccola, di questo progetto \u00e8 per me una opportunit\u00e0 affascinante.<\/p>\n<p><strong>S.G.:<\/strong> <em>Quanto le difficolt\u00e0 affrontate in classe nel suo lavoro passato d&#8217;insegnante hanno influito e influiscono nelle tematiche trattate nei suoi testi? Mi riferisco in particolare a &#8220;Valeria sei in ritardo&#8221; (Giunti Junior, 2012) e a &#8220;Tito Stordito&#8221; (Giunti Junior, Colibr\u00ec, 2016)?<\/em><\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5386 alignleft\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Valeria-sei-in-ritardo.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Valeria-sei-in-ritardo.jpg 346w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Valeria-sei-in-ritardo-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Valeria-sei-in-ritardo-17x24.jpg 17w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Valeria-sei-in-ritardo-25x36.jpg 25w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Valeria-sei-in-ritardo-33x48.jpg 33w\" sizes=\"(max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/>A.L.:<\/strong> Insegnare \u00e8 stato un modo per comprendere quanto sia difficile trasmettere le passioni, insieme alle nozioni che si insegnano. E anche per constatare quanto la routine possa soffocare le passioni che sono dentro di te. Io amavo soprattutto la letteratura, o dovrei dire meglio la lettura, e il mio modo di uscir fuori dalla gabbia dei programmi \u00e8 stato quello di fare a meno dei libri di testo e di lavorare con la narrativa (non scolastica, ovviamente). Combattere la pigrizia mentale che il libro di testo in qualche modo incoraggia, mi ha permesso di esplorare la letteratura giovanile insieme ai miei alunni e di motivarmi pi\u00f9 fortemente al lavoro. Ma la scuola non \u00e8 una palestra per lo scrittore. \u00c8 vero, le dinamiche di una classe sono ispiratrici, tuttavia gli avvenimenti pi\u00f9 interessanti accadono pi\u00f9 facilmente fuori dal tempo scuola, nel gruppo degli amici e nella vita familiare. \u00c8 quella la parte narrativamente pi\u00f9 interessante da esplorare.<\/p>\n<p><strong>S.G.:<\/strong> <em>Nel &#8220;Violino di Auschwitz&#8221; (<a href=\"https:\/\/www.interlinea.com\/\">Interlinea<\/a>, Le Rane, 2019) ha provato a narrare l&#8217;orrore dell&#8217;olocausto per mezzo del valore salvifico della musica. Quanto \u00e8 stato impegnativo per lei (se lo \u00e8 stato) trasporre un evento cos\u00ec drammatico della storia d&#8217;Europa in un testo per ragazzi? Come narrare la morte, il dolore, a dei bambini, soprattutto se si tratta di una storia vera come in questo caso?<\/em><\/p>\n<p><strong>A.L.:<\/strong> I temi narrativi \u201calti\u201d sono molto insidiosi e vanno visitati in punta di piedi, provando ad accostarvisi da un punto di vista inconsueto, oppure usando l\u2019ironia, il paradosso, scegliendo uno stile volutamente asciutto, parco di parole.\u00a0 Bisogna stare attenti a non impigliarsi in frasi fatte, in clich\u00e9 prevedibili e falsi.\u00a0 Stare alla larga dal pantano del sentimentalismo mi sembra il primo passo da compiere, quando si ha qualcosa da dire su di un argomento che ci chiama fortemente. Rifuggire anche dalla semplificazione, dove \u00e8 fin troppo facile dividere il bene dal male, e recuperare invece gli argomenti con un approccio trasversale che entri nel vivo della quotidianit\u00e0, del vissuto personale e li metta in questione, senza per questo pretendere di trovare sempre la \u2018risposta\u2019 a tutti i perch\u00e9. Ecco un modo onesto per parlare ai bambini della sopraffazione, della morte o del dolore o di qualunque altro argomento difficile, ecco su che cosa pu\u00f2 esercitarsi la \u2018fantasia\u2019 di uno scrittore. Altrimenti si fa pedagogismo della peggior specie, si manipolano i fatti per manipolare i bambini, e in pi\u00f9 si crea quel pericoloso scollamento tra vita fittizia e vita reale,da cui quei bei racconti rimangono distanti, scollegati. Con il passo giusto, con le parole giuste, si pu\u00f2 dire anche una verit\u00e0 difficile. Il giovane lettore ha diritto a conoscere e di sapere.<br \/>\nIl primo impatto con \u201cIl violino di Auschwitz\u201d, o meglio con la persona che me ne ha raccontato la storia, \u00e8 stato per me fulminante. Poi \u00e8 seguito un paziente lavoro di ricerca, fondamentale per ricostruire un\u2019epoca, l\u2019aria che vi si respirava. In questo modo ho cominciato a \u2018vedere\u2019 i protagonisti muoversi dentro la realt\u00e0 in cui erano immersi e l\u00ec ho capito che la grande bellezza della storia veniva da due elementi che la contraddistinguono e la rendono esemplare. \u00c8 la vicenda stessa che ce la regala. Da una parte, l\u2019amore per la musica, per la libert\u00e0 dell\u2019arte, che attraversa tutta la breve vita di Eva Maria.\u00a0<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5384 alignright\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Anna-Lavatelli.jpg\" alt=\"Anna Lavatelli\" width=\"257\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Anna-Lavatelli.jpg 600w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Anna-Lavatelli-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Anna-Lavatelli-15x24.jpg 15w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Anna-Lavatelli-22x36.jpg 22w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Anna-Lavatelli-30x48.jpg 30w\" sizes=\"(max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><br \/>\nDall\u2019altra, la figura di Carlo Alberto Carutti, un anziano imprenditore pieno di energia e di umanit\u00e0 profonda, che ha salvato un violino per salvare qualcosa di ancora pi\u00f9 importante: la voce di uno strumento che ci ricorda come l\u2019odio possa schiacciare le persone ma non distruggere gli ideali che portano dentro di s\u00e9. Pi\u00f9 ci ragionavo sopra e pi\u00f9 mi sentivo sicura che i ragazzi avrebbero apprezzato la storia ne se ne poteva ricavare. Solo chi non li conosce non immagina quanto sia forte il loro anelito ad esser considerati \u2018abbastanza\u2019 grandi per fronteggiare anche le cose difficili, quelle da cui noi adulti di solito cerchiamo di tenerli lontani. Di tutto si pu\u00f2 parlare con i ragazzi, io credo invece, \u00e8 il modo che fa la differenza. Bisogna rispettare la loro sensibilit\u00e0 e considerare il loro diritto ad aver fiducia nel futuro.<br \/>\nTrovare il passo adeguato alla storia che volevo narrare non \u00e8 stato semplice, considerata la mia intenzione di farne una lettura per tutti: diretta, in primo luogo, ai ragazzi, ma interessante anche per gli adulti. \u00c8 stato proprio il violino a venirmi incontro, a permettermi di temperare il dolore con la speranza, la brutalit\u00e0 con l\u2019armonia, nello svolgersi e nel precipitare del racconto verso uno spaventoso destino. Il violino mi offriva la possibilit\u00e0 di introdurre un testimone che era anche portatore di valori, il violino era la persistenza dell\u2019umanit\u00e0 che ama e sogna e spera. Sentivo che questo avrebbe aiutato i lettori a capire, a pensare, a interrogarsi. E difatti cos\u00ec \u00e8 stato, nei molti incontri che ho fatto nelle biblioteche e nelle scuole.<br \/>\n\u201cLa musica rende liberi\u201d scrive Enzo, nei campi di Auschwitz, alla sorella che ora suona nell\u2019orchestrina insieme ad altre prigioniere. Glielo scrive in tedesco: \u201cArbeitmactfrei\u201d, perch\u00e9 sia pi\u00f9 chiaro per lei da dove provenga la declinazione della frase. La libert\u00e0 sognata che si mantiene viva con la musica \u00e8 stata la mia guida nella narrazione, l\u2019immagine drammatica e preziosa che lascia intravvedere un chiarore nel buio inferno del campo. E il violino difatti racconta, \u00e8 lui il testimone che tutto ha visto e conservato, \u00e8 lui che con la sua voce mantiene viva la memoria. \u00c8 un dolore esteticamente bello, la storia di Eva Maria, per questo i lettori ne accettano la tragedia, perch\u00e9 li illumina di sentimenti veri.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><strong>Steven Gori<\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;autrice Laureata in filosofia e insegnante per molti anni, dal 1986 Anna Lavatelli si dedica a tempo pieno alla letteratura per l\u2019infanzia, vincendo nel 2005 il prestigioso premio H. C. Andersen Italia. Presente nello scenario italiano degli scrittori per ragazzi da oltre trent\u2019anni, l\u2019autrice ha visto crescere con i suoi libri generazioni di giovani lettori ed \u00e8 altres\u00ec testimonianza di come e quanto l\u2019approccio a un tale genere sia mutato nel corso degli ultimi decenni. Il mondo cambia, le esigenze dei giovani si modificano e con essesi trasforma pure l\u2019editoria per ragazzi,nella necessit\u00e0 di doversi adeguare ai nuovi bisogni di un target giovanile sempre pi\u00f9 vario e multiforme, di cui senza dubbio Anna Lavatelli pu\u00f2 essere considerata uno dei nostri pilastri fondamentali di cui andare fermamente orgogliosi. Pubblicata da Piemme, Interlinea, Giunti ed Einaudi, dal 2007 le sue opere sono sbarcate in America Latina e il 29 maggio 2020 \u00e8 stata ospite del master in Professioni e Prodotti dell\u2019Editoria dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia per una lectio magistralis sul mondo editoriale per ragazzi e sulla sua esperienza di scrittrice, da cui \u00e8 stata tratta questa intervista. 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L\u2019unica cosa certa \u00e8 che durante un\u2019uggiosissima estate di tanti anni fa mi sedetti a scrivere per ingannare la noia. E scrissi una fiaba per bambini. S.G.: Cos&#8217;ha imparato dopo pi\u00f9 di trent&#8217;anni dedicati a investigare il mondo della fiction per ragazzi? Le generazioni cambiano e con esse mutano le esigenze narrative: quanto sono cambiate le sue storie e il suo approccio alla narrativa per l&#8217;infanzia da quando ha iniziato a scrivere nel 1986 a oggi?\u00a0 A.L.: Tutto cambia, continuamente. E dunque cambiano le storie, cambia il modo di raccontarle, cambia il \u201cfocus\u201d dell&#8217;interesse. Io colgo l&#8217;aria che tira, cerco di condensarla in parole e in storie, provo a seguire il ritmo della vita che viviamo. I miei ultimi libri sono certamente distanti dai primi, forse soprattutto nello stile, nel registro, che si \u00e8 fatto meno aulico. 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Ho ben presente che la mia scrittura debba essere psicologicamente vicina al vissuto dei ragazzi, ma anche osare qualcosa di pi\u00f9 (nello stile, nella trama, nel genere) affinch\u00e9 il lettore si affini e cresca nella sua capacit\u00e0 di godimento della lettura. So che il punto di vista da cui racconto pu\u00f2 fare la vera differenza, indipendentemente dal soggetto. Mi sono data un\u2019etica da seguire, un impegno di lealt\u00e0 con il lettore, una responsabilit\u00e0 persino, perch\u00e9 \u00e8 attraverso il ponte della letteratura per ragazzi che si arriva alla letteratura tout-court. Essere parte, anche piccola, di questo progetto \u00e8 per me una opportunit\u00e0 affascinante. S.G.: Quanto le difficolt\u00e0 affrontate in classe nel suo lavoro passato d&#8217;insegnante hanno influito e influiscono nelle tematiche trattate nei suoi testi? 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Ma la scuola non \u00e8 una palestra per lo scrittore. \u00c8 vero, le dinamiche di una classe sono ispiratrici, tuttavia gli avvenimenti pi\u00f9 interessanti accadono pi\u00f9 facilmente fuori dal tempo scuola, nel gruppo degli amici e nella vita familiare. \u00c8 quella la parte narrativamente pi\u00f9 interessante da esplorare. S.G.: Nel &#8220;Violino di Auschwitz&#8221; (Interlinea, Le Rane, 2019) ha provato a narrare l&#8217;orrore dell&#8217;olocausto per mezzo del valore salvifico della musica. Quanto \u00e8 stato impegnativo per lei (se lo \u00e8 stato) trasporre un evento cos\u00ec drammatico della storia d&#8217;Europa in un testo per ragazzi? Come narrare la morte, il dolore, a dei bambini, soprattutto se si tratta di una storia vera come in questo caso? A.L.: I temi narrativi \u201calti\u201d sono molto insidiosi e vanno visitati in punta di piedi, provando ad accostarvisi da un punto di vista inconsueto, oppure usando l\u2019ironia, il paradosso, scegliendo uno stile volutamente asciutto, parco di parole.\u00a0 Bisogna stare attenti a non impigliarsi in frasi fatte, in clich\u00e9 prevedibili e falsi.\u00a0 Stare alla larga dal pantano del sentimentalismo mi sembra il primo passo da compiere, quando si ha qualcosa da dire su di un argomento che ci chiama fortemente. Rifuggire anche dalla semplificazione, dove \u00e8 fin troppo facile dividere il bene dal male, e recuperare invece gli argomenti con un approccio trasversale che entri nel vivo della quotidianit\u00e0, del vissuto personale e li metta in questione, senza per questo pretendere di trovare sempre la \u2018risposta\u2019 a tutti i perch\u00e9. 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In questo modo ho cominciato a \u2018vedere\u2019 i protagonisti muoversi dentro la realt\u00e0 in cui erano immersi e l\u00ec ho capito che la grande bellezza della storia veniva da due elementi che la contraddistinguono e la rendono esemplare. \u00c8 la vicenda stessa che ce la regala. Da una parte, l\u2019amore per la musica, per la libert\u00e0 dell\u2019arte, che attraversa tutta la breve vita di Eva Maria.\u00a0 Dall\u2019altra, la figura di Carlo Alberto Carutti, un anziano imprenditore pieno di energia e di umanit\u00e0 profonda, che ha salvato un violino per salvare qualcosa di ancora pi\u00f9 importante: la voce di uno strumento che ci ricorda come l\u2019odio possa schiacciare le persone ma non distruggere gli ideali che portano dentro di s\u00e9. Pi\u00f9 ci ragionavo sopra e pi\u00f9 mi sentivo sicura che i ragazzi avrebbero apprezzato la storia ne se ne poteva ricavare. Solo chi non li conosce non immagina quanto sia forte il loro anelito ad esser considerati \u2018abbastanza\u2019 grandi per fronteggiare anche le cose difficili, quelle da cui noi adulti di solito cerchiamo di tenerli lontani. Di tutto si pu\u00f2 parlare con i ragazzi, io credo invece, \u00e8 il modo che fa la differenza. Bisogna rispettare la loro sensibilit\u00e0 e considerare il loro diritto ad aver fiducia nel futuro. Trovare il passo adeguato alla storia che volevo narrare non \u00e8 stato semplice, considerata la mia intenzione di farne una lettura per tutti: diretta, in primo luogo, ai ragazzi, ma interessante anche per gli adulti. \u00c8 stato proprio il violino a venirmi incontro, a permettermi di temperare il dolore con la speranza, la brutalit\u00e0 con l\u2019armonia, nello svolgersi e nel precipitare del racconto verso uno spaventoso destino. 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