{"id":5689,"date":"2021-02-20T12:00:29","date_gmt":"2021-02-20T11:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=5689"},"modified":"2021-03-09T17:12:37","modified_gmt":"2021-03-09T16:12:37","slug":"dietro-le-quinte-del-premio-bagutta-intervista-ad-andrea-kerbaker","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/dietro-le-quinte-del-premio-bagutta-intervista-ad-andrea-kerbaker\/","title":{"rendered":"Dietro le quinte del Premio Bagutta \u2013 Intervista ad Andrea Kerbaker"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante il difficile anno trascorso, la giuria del Premio Bagutta ha portato avanti i consueti obiettivi e a fine gennaio sono stati annunciati i vincitori dell\u2019edizione 2021. Per l\u2019occasione, abbiamo intervistato il segretario del premio milanese, Andrea Kerbaker, con il quale abbiamo parlato della storia, degli aneddoti e dei retroscena di questa particolare edizione di Bagutta. E non solo!<\/p>\n<figure id=\"attachment_5693\" aria-describedby=\"caption-attachment-5693\" style=\"width: 696px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5693\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Vignetta-depoca-sul-Premio-Bagutta-696x480-1.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Vignetta-depoca-sul-Premio-Bagutta-696x480-1.jpg 696w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Vignetta-depoca-sul-Premio-Bagutta-696x480-1-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Vignetta-depoca-sul-Premio-Bagutta-696x480-1-24x17.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Vignetta-depoca-sul-Premio-Bagutta-696x480-1-36x25.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Vignetta-depoca-sul-Premio-Bagutta-696x480-1-48x33.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5693\" class=\"wp-caption-text\">Il &#8220;cenacolo&#8221; del Bagutta (Fonte: artribune.com)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Vorremmo iniziare ricordando le origini del Premio Bagutta. \u00c8 stato il primo premio letterario italiano e ancora adesso ha un notevole prestigio. Quali sono le caratteristiche che lo rendono tuttora cos\u00ec importante e quali le specificit\u00e0 che lo contraddistinguono rispetto agli altri premi, che oggi sono moltissimi?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, sono moltissimi, ma il nostro \u00e8 un premio che ha mantenuto le caratteristiche della sua fondazione.<\/p>\n<p>Una sera un gruppo di artisti e scrittori che andavano a mangiare in una trattoria nel centro di Milano che costava poco, non sapendo bene cosa fare della serata, optarono per un premio letterario. Questo \u00e8 il clima un po\u2019 leggendario in cui nasce Bagutta nel 1926. Non solo \u00e8 il primo premio in Italia, ma ha sempre mantenuto questo clima di amicizia. Vive di <strong>atmosfera<\/strong>. Un tempo aveva anche l\u2019atmosfera del ristorante: c\u2019erano le liste dei men\u00f9 appese al muro, dietro alle quali un paio di giurati disegnavano una caricatura di qualcuno e tutti i presenti firmavano.<\/p>\n<p>Ormai non ci ritroviamo pi\u00f9 nella trattoria Bagutta, che ha chiuso da qualche anno. Ci siamo invece trasferiti da Francesco Micheli, imprenditore milanese e finanziatore del premio, che, oltretutto, ci offre il pranzo, perch\u00e9 la riunione di Bagutta resta conviviale e del tutto informale. \u00c8 informale anche il modo in cui vengono candidati i libri: noi non accettiamo candidature dall\u2019esterno, sono solo nostre. Insomma, \u00e8 questo il clima che vive tutt\u2019oggi: quello di un gruppo di amici che premia il libro che quell\u2019anno gli \u00e8 piaciuto di pi\u00f9, indifferente a tutto il resto, o quasi.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 stato il passaggio da vincitore del premio Opera Prima con <\/strong><strong><em>Fotogrammi<\/em><\/strong><strong> nel 1998 a segretario?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esperienza come <strong>vincitore<\/strong> \u00e8 stata inaspettata. Fui premiato da una giuria veramente notevole, personaggi che per me erano firme sui giornali o nei libri che leggevo, ma che mai avrei pensato potessero leggere un mio libro e per di pi\u00f9 decidere di premiarlo. Io sapevo di essere candidato \u2013 cosa che normalmente noi giurati tendiamo a non dire per non creare aspettative \u2013 ma io lo sapevo e trepidavo. Alla fine \u00e8 andata bene.<\/p>\n<p>Diventare giurato poi \u00e8 stato un passaggio non banale. Entrando in un gruppo affiatato di grandi intellettuali e volti celebri, in cui ero il pi\u00f9 giovane, con 42 anni, mi chiedevo che cosa potessi mai dire a personaggi del genere, che conoscevano gi\u00e0 tutto. Alla fine, era domenica e finimmo per rompere il ghiaccio parlando di calcio.<\/p>\n<p>Ero gi\u00e0 giurato da due o tre anni invece quando passai al ruolo di <strong>segretario<\/strong>. Ero molto amico del segretario storico del premio, Guido Vergani, un personaggio meraviglioso, oltre che un amico. Guido aveva sempre detto che avrebbe voluto che io entrassi in giuria per prendere un giorno il suo posto. Nell\u2019ultimo periodo della sua vita, quando era gi\u00e0 devastato dal tumore, andavo a trovarlo spesso e l\u2019ultima volta che parlammo \u2013 mor\u00ec il giorno dopo \u2013 mi consegn\u00f2 il premio. Mi ha detto: \u00abMi raccomando, Bagutta tienimelo bene\u00bb ed \u00e8 per questo che lo sento come un dovere di eredit\u00e0; un passaggio, quasi dinastico, da Orio, fondatore del premio, a Guido a me.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 qualche episodio di questi anni che ricorda con particolare affetto o simpatia?<\/strong><\/p>\n<p>Qualche anno prima che io entrassi, la moglie di uno dei giurati mi raccont\u00f2 che avevano deciso di far entrare dei giovani e delle donne in giuria, finendo poi per far entrare tre nuovi membri, nessuno di giovane et\u00e0 e tutti uomini, concludendo con: \u00abA volte non sono tanto coerenti\u00bb. Questo mi sembr\u00f2 abbastanza divertente.<\/p>\n<p>Invece c\u2019\u00e8 un aneddoto che io trovo molto commovente. Alla morte di Giovanni Raboni, Guido e io pensammo a Isabella Bossi Fedrigotti come presidentessa. La invitammo a mangiare un boccone a casa di Vergani e in quell\u2019occasione, dopo che Guido le propose il ruolo, Isabella, che era precocemente rimasta vedova, disse: \u00abUna decisione cos\u00ec e non avere mio marito con cui condividerla\u00bb. Penso che si dicano tante cose un po\u2019 ciniche dei matrimoni, per\u00f2 nei dettagli spesso si trovano delle cose molto belle.<\/p>\n<p><strong>Il Bagutta \u00e8 sempre stato un premio informale in cui la giuria si ritrova e discute convivialmente. Come sono cambiate l\u2019organizzazione e l\u2019atmosfera del Premio nel 2020? <\/strong><\/p>\n<p>Siamo riusciti a vederci comunque due o tre volte a pranzo nel corso dell&#8217;anno, anche se non da Francesco Micheli. Distanti, tranquilli, senza fare grandi assembramenti. Quando, dopo l\u2019estate, la situazione \u00e8 peggiorata, le circostanze ci hanno consigliato di proseguire le nostre riunioni su Zoom. Il che non ha cambiato le modalit\u00e0, ci sono stati comunque episodi simpatici. Intendiamoci: \u00e8 dibattito serio e vero, ma di gente che si vuole bene e non ha motivi di tacere cose che legittimamente pensa.<\/p>\n<p><strong>Ci sar\u00e0, auspicando in tempi migliori, una cerimonia di premiazione ufficiale? In che forma ve la immaginate?<\/strong><\/p>\n<p>La cerimonia normalmente avviene con una cena a inviti da Micheli, con circa 150-200 persone, i cosiddetti \u201camici del premio\u201d. Non ci sono autorit\u00e0: come si \u00e8 capito, siamo anarchici di natura e di tradizione. Parlano la presidentessa Isabella Bossi Fedrigotti, che fa un discorso iniziale; seguono due di noi che motivano i vincitori \u2013 la motivazione spesso \u00e8 scritta, ma talvolta \u00e8 improvvisata; infine, ovviamente, i vincitori. Tutto questo non \u00e8 avvenuto quest\u2019anno, per\u00f2 abbiamo voluto mantenere la scadenza del premio \u201ccome se\u201d, perch\u00e9 ci sembrava importante cominciare a lavorare al prossimo in primavera. La cerimonia \u00e8 rimandata a quando si potr\u00e0; magari non cos\u00ec ampia, probabilmente all\u2019aperto, ma comunque simpatica. Ecco, l\u2019aggettivo \u00e8 proprio \u201csimpatica\u201d, non si tratta di una serata formale. Cara grazia che ci mettiamo una giacca e una cravatta, ma finisce l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Come siete arrivati a scegliere i due romanzi vincitori, rispettivamente, del Premio Bagutta per la narrativa, saggistica e poesia e del Premio Bagutta Sezione Opera Prima?<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_5695\" aria-describedby=\"caption-attachment-5695\" style=\"width: 193px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5695\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Prima-di-noi-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Prima-di-noi-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Prima-di-noi-15x24.jpg 15w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Prima-di-noi-23x36.jpg 23w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Prima-di-noi-31x48.jpg 31w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Prima-di-noi.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5695\" class=\"wp-caption-text\"><em>Prima di noi<\/em>, ed. Sellerio<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Partiamo dal primo, assegnato a <a href=\"https:\/\/sellerio.it\/it\/catalogo\/Prima-Noi\/Fontana\/12243\"><em>Prima di noi<\/em><\/a> di Giorgio Fontana<\/strong><\/p>\n<p>Il libro di Fontana ha delle ambizioni importanti, \u00e8 quasi acrobatico per un autore cos\u00ec giovane. Scrive una saga, la cronaca di una famiglia nei suoi spostamenti nel tempo e nello spazio, e la scrive molto bene. Questo per noi \u00e8 molto importante: anche se non sta nel regolamento e non ce lo siamo detti, prestiamo molta attenzione allo <strong>stile<\/strong>. \u00c8 una cosa che tutti noi sentiamo molto. Spesso altre giurie preferiscono privilegiare i significati, i discorsi, gli impianti narrativi, cose che naturalmente esistono ed \u00e8 giusto considerare, ma per noi dire che un libro \u00e8 scritto male \u00e8 una condanna a morte.<\/p>\n<p><em>Prima di noi<\/em> \u00e8 scritto molto bene e ha una padronanza del linguaggio, della narrazione e anche del suo sviluppo storico che \u00e8 sicuramente una certezza. D\u2019altronde non era una sorpresa, non \u00e8 il primo romanzo dell\u2019autore, ma ha convinto il fatto non banale che Fontana abbia tenuto per quasi 900 pagine. Scrivere bene un romanzo cos\u00ec lungo vuol dire che la scrittura devi avercela dentro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_5696\" aria-describedby=\"caption-attachment-5696\" style=\"width: 213px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5696\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/valenti-213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/valenti-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/valenti-17x24.jpg 17w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/valenti-26x36.jpg 26w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/valenti-34x48.jpg 34w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/valenti.jpg 354w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5696\" class=\"wp-caption-text\"><em>Ho provato a morire e non ci sono riuscito<\/em>, ed. Blu Atlantide<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Invece il Premio Sezione Opera Prima \u00e8 andato a un autore giovanissimo, Alessandro Valenti, e al suo <a href=\"https:\/\/www.edizionidiatlantide.it\/prodotto\/ho-provato-a-morire-e-non-ci-sono-riuscito\/\"><em>Ho provato a morire e non ci sono riuscito<\/em><\/a>.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il libro di un diciassettenne. Si trovava a scuola quando gli hanno comunicato che aveva vinto il premio, hanno dovuto riferirglielo a fine lezione. \u00c8 una storia davvero originale. Racconta di un grande innamoramento, ma \u00e8 un amore a distanza: lui a Verona e lei a Roma; nella loro storia c\u2019\u00e8 una bella ambiguit\u00e0 di fondo che ricorda un vecchio romanzo di Buzzati, <em>Un amore<\/em>, dove lei era una prostituta e lui, innamoratissimo, non capiva se era ricambiato o meno. Qui non abbiamo assolutamente una prostituta, si tratta di una ragazzina, ma c\u2019\u00e8 questa ambiguit\u00e0 in cui il ragazzo si perde e alla fine la storia ha una conclusione inaspettata. Valenti ha una fantasia notevole.<\/p>\n<p><strong>Sono sempre facili le votazioni, per l\u2019uno e l\u2019altro premio? <\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto le nostre votazioni hanno un limite, che per\u00f2 \u00e8 anche una particolarit\u00e0: noi non votiamo per iscritto n\u00e9 segretamente; votiamo ad alta voce, quindi gli orientamenti della giuria possono oscillare, a seconda di come va il giro, che \u00e8 casuale, e di come si imposta la votazione. Non \u00e8 comunque il caso di Fontana, la cui vittoria era evidente.<\/p>\n<p>Per la Sezione Opera Prima avevamo altri due o tre libri. Da qualche anno le opere prime sono pi\u00f9 difficili, tanto che abbiamo sentito il bisogno di mettere il limite ai 40 anni per evitare di prendere in considerazione, come \u00e8 avvenuto, autori piuttosto anziani che non avevano mai scritto niente prima. Per\u00f2 non troviamo molti libri, non ce ne segnalano cos\u00ec tanti e spesso sono fragili, acerbi.<\/p>\n<p><strong>Il Premio Bagutta nasce come premio di appassionati, potremmo dire persone accomunate dal \u201c<a href=\"https:\/\/youtu.be\/8vuw3ffCqz0\">piacere di leggere<\/a>\u201d, come l&#8217;ha descritto in altre occasioni. Crede che <em>Prima di noi<\/em> possa rientrare in questa categoria di libri, che rispondono, cio\u00e8, al piacere di leggere? <\/strong><\/p>\n<p>Io penso proprio di s\u00ec. La lunghezza pu\u00f2 essere qualcosa di un po\u2019 ostativo, anche se non mi pare. Al di l\u00e0 di questo, non \u00e8 un libro complesso, \u00e8 ben condotto e si lascia leggere, viene voglia di sapere cosa succede, non solo ai singoli personaggi, ma anche al proseguo delle vicende familiari. Perci\u00f2 s\u00ec, fa trovare o ritrovare il <strong>piacere della lettura<\/strong>.<\/p>\n<p>A volte ci \u00e8 capitato di obiettare contro certi libri belli ma molto impegnativi, scritti per addetti ai lavori e molto sofisticati, tanto da farci dire: \u00abMa se noi premiamo una cosa del genere, il nostro pubblico cosa deve pensare?\u00bb Se il lettore si trova invischiato in una narrazione \u2013 o una raccolta di poesie \u2013 troppo difficile diventa un guaio: potrebbe arrivare ad evitare il prossimo libro premiato. Il premio dovrebbe sempre essere un invito a leggere per chiunque lo incontri in una recensione, un articolo di giornale o una fascetta.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ultima domanda nasce proprio da <em>Prima di noi<\/em>. Un libro ricco di temi e ricco anche di domande, alcune delle quali rimangono anche alla fine della <a href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/prima-di-noi-recensione\/\">lettura<\/a>. Dunque vorremmo rilanciarle alcuni dei quesiti che ci sembrano il \u201clascito\u201d del romanzo. Siamo o no determinati dalla nostra genealogia? Chi viene \u201cprima di noi\u201d ci definisce come persone?<\/strong><\/p>\n<p>Quando arrivi alla mia et\u00e0, ti guardi allo specchio e vedi che drammaticamente somigli a tuo padre, quando non a tuo nonno, queste domande non te le fai neanche pi\u00f9. Fontana \u00e8 pi\u00f9 giovane di me ma queste cose le sa bene. Siamo figli di dove nasciamo; poi possiamo passare dal Friuli alla Lombardia e dalla Lombardia al vasto mondo, per\u00f2 siamo quella cosa l\u00ec. E Fontana, anche nell\u2019impianto narrativo, ha voluto dirci questo. Il titolo stesso \u00e8 programmatico: <em>Prima di noi<\/em>, che ci siamo adesso, ci sono stati questi signori che sono parte della nostra storia. A me sembra molto ben detto e molto sottoscrivibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Serena Di Giovine e Stefania Malerba<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante il difficile anno trascorso, la giuria del Premio Bagutta ha portato avanti i consueti obiettivi e a fine gennaio sono stati annunciati i vincitori dell\u2019edizione 2021. Per l\u2019occasione, abbiamo intervistato il segretario del premio milanese, Andrea Kerbaker, con il quale abbiamo parlato della storia, degli aneddoti e dei retroscena di questa particolare edizione di Bagutta. E non solo! Vorremmo iniziare ricordando le origini del Premio Bagutta. \u00c8 stato il primo premio letterario italiano e ancora adesso ha un notevole prestigio. Quali sono le caratteristiche che lo rendono tuttora cos\u00ec importante e quali le specificit\u00e0 che lo contraddistinguono rispetto agli altri premi, che oggi sono moltissimi? S\u00ec, sono moltissimi, ma il nostro \u00e8 un premio che ha mantenuto le caratteristiche della sua fondazione. Una sera un gruppo di artisti e scrittori che andavano a mangiare in una trattoria nel centro di Milano che costava poco, non sapendo bene cosa fare della serata, optarono per un premio letterario. Questo \u00e8 il clima un po\u2019 leggendario in cui nasce Bagutta nel 1926. Non solo \u00e8 il primo premio in Italia, ma ha sempre mantenuto questo clima di amicizia. Vive di atmosfera. Un tempo aveva anche l\u2019atmosfera del ristorante: c\u2019erano le liste dei men\u00f9 appese al muro, dietro alle quali un paio di giurati disegnavano una caricatura di qualcuno e tutti i presenti firmavano. Ormai non ci ritroviamo pi\u00f9 nella trattoria Bagutta, che ha chiuso da qualche anno. Ci siamo invece trasferiti da Francesco Micheli, imprenditore milanese e finanziatore del premio, che, oltretutto, ci offre il pranzo, perch\u00e9 la riunione di Bagutta resta conviviale e del tutto informale. \u00c8 informale anche il modo in cui vengono candidati i libri: noi non accettiamo candidature dall\u2019esterno, sono solo nostre. Insomma, \u00e8 questo il clima che vive tutt\u2019oggi: quello di un gruppo di amici che premia il libro che quell\u2019anno gli \u00e8 piaciuto di pi\u00f9, indifferente a tutto il resto, o quasi. Com\u2019\u00e8 stato il passaggio da vincitore del premio Opera Prima con Fotogrammi nel 1998 a segretario? L\u2019esperienza come vincitore \u00e8 stata inaspettata. Fui premiato da una giuria veramente notevole, personaggi che per me erano firme sui giornali o nei libri che leggevo, ma che mai avrei pensato potessero leggere un mio libro e per di pi\u00f9 decidere di premiarlo. Io sapevo di essere candidato \u2013 cosa che normalmente noi giurati tendiamo a non dire per non creare aspettative \u2013 ma io lo sapevo e trepidavo. Alla fine \u00e8 andata bene. Diventare giurato poi \u00e8 stato un passaggio non banale. Entrando in un gruppo affiatato di grandi intellettuali e volti celebri, in cui ero il pi\u00f9 giovane, con 42 anni, mi chiedevo che cosa potessi mai dire a personaggi del genere, che conoscevano gi\u00e0 tutto. Alla fine, era domenica e finimmo per rompere il ghiaccio parlando di calcio. Ero gi\u00e0 giurato da due o tre anni invece quando passai al ruolo di segretario. Ero molto amico del segretario storico del premio, Guido Vergani, un personaggio meraviglioso, oltre che un amico. Guido aveva sempre detto che avrebbe voluto che io entrassi in giuria per prendere un giorno il suo posto. Nell\u2019ultimo periodo della sua vita, quando era gi\u00e0 devastato dal tumore, andavo a trovarlo spesso e l\u2019ultima volta che parlammo \u2013 mor\u00ec il giorno dopo \u2013 mi consegn\u00f2 il premio. Mi ha detto: \u00abMi raccomando, Bagutta tienimelo bene\u00bb ed \u00e8 per questo che lo sento come un dovere di eredit\u00e0; un passaggio, quasi dinastico, da Orio, fondatore del premio, a Guido a me. C\u2019\u00e8 qualche episodio di questi anni che ricorda con particolare affetto o simpatia? Qualche anno prima che io entrassi, la moglie di uno dei giurati mi raccont\u00f2 che avevano deciso di far entrare dei giovani e delle donne in giuria, finendo poi per far entrare tre nuovi membri, nessuno di giovane et\u00e0 e tutti uomini, concludendo con: \u00abA volte non sono tanto coerenti\u00bb. Questo mi sembr\u00f2 abbastanza divertente. Invece c\u2019\u00e8 un aneddoto che io trovo molto commovente. Alla morte di Giovanni Raboni, Guido e io pensammo a Isabella Bossi Fedrigotti come presidentessa. La invitammo a mangiare un boccone a casa di Vergani e in quell\u2019occasione, dopo che Guido le propose il ruolo, Isabella, che era precocemente rimasta vedova, disse: \u00abUna decisione cos\u00ec e non avere mio marito con cui condividerla\u00bb. Penso che si dicano tante cose un po\u2019 ciniche dei matrimoni, per\u00f2 nei dettagli spesso si trovano delle cose molto belle. Il Bagutta \u00e8 sempre stato un premio informale in cui la giuria si ritrova e discute convivialmente. Come sono cambiate l\u2019organizzazione e l\u2019atmosfera del Premio nel 2020? Siamo riusciti a vederci comunque due o tre volte a pranzo nel corso dell&#8217;anno, anche se non da Francesco Micheli. Distanti, tranquilli, senza fare grandi assembramenti. Quando, dopo l\u2019estate, la situazione \u00e8 peggiorata, le circostanze ci hanno consigliato di proseguire le nostre riunioni su Zoom. Il che non ha cambiato le modalit\u00e0, ci sono stati comunque episodi simpatici. Intendiamoci: \u00e8 dibattito serio e vero, ma di gente che si vuole bene e non ha motivi di tacere cose che legittimamente pensa. Ci sar\u00e0, auspicando in tempi migliori, una cerimonia di premiazione ufficiale? In che forma ve la immaginate? La cerimonia normalmente avviene con una cena a inviti da Micheli, con circa 150-200 persone, i cosiddetti \u201camici del premio\u201d. Non ci sono autorit\u00e0: come si \u00e8 capito, siamo anarchici di natura e di tradizione. Parlano la presidentessa Isabella Bossi Fedrigotti, che fa un discorso iniziale; seguono due di noi che motivano i vincitori \u2013 la motivazione spesso \u00e8 scritta, ma talvolta \u00e8 improvvisata; infine, ovviamente, i vincitori. Tutto questo non \u00e8 avvenuto quest\u2019anno, per\u00f2 abbiamo voluto mantenere la scadenza del premio \u201ccome se\u201d, perch\u00e9 ci sembrava importante cominciare a lavorare al prossimo in primavera. La cerimonia \u00e8 rimandata a quando si potr\u00e0; magari non cos\u00ec ampia, probabilmente all\u2019aperto, ma comunque simpatica. Ecco, l\u2019aggettivo \u00e8 proprio \u201csimpatica\u201d, non si tratta di una serata formale. Cara grazia che ci mettiamo una giacca e una cravatta, ma finisce l\u00ec. Come siete arrivati a scegliere i due romanzi vincitori, rispettivamente, del Premio Bagutta per la narrativa, saggistica e poesia e del Premio Bagutta Sezione Opera Prima? Partiamo dal primo, assegnato a Prima di noi di Giorgio Fontana Il libro di Fontana ha delle ambizioni importanti, \u00e8 quasi acrobatico per un autore cos\u00ec giovane. Scrive una saga, la cronaca di una famiglia nei suoi spostamenti nel tempo e nello spazio, e la scrive molto bene. Questo per noi \u00e8 molto importante: anche se non sta nel regolamento e non ce lo siamo detti, prestiamo molta attenzione allo stile. \u00c8 una cosa che tutti noi sentiamo molto. Spesso altre giurie preferiscono privilegiare i significati, i discorsi, gli impianti narrativi, cose che naturalmente esistono ed \u00e8 giusto considerare, ma per noi dire che un libro \u00e8 scritto male \u00e8 una condanna a morte. Prima di noi \u00e8 scritto molto bene e ha una padronanza del linguaggio, della narrazione e anche del suo sviluppo storico che \u00e8 sicuramente una certezza. D\u2019altronde non era una sorpresa, non \u00e8 il primo romanzo dell\u2019autore, ma ha convinto il fatto non banale che Fontana abbia tenuto per quasi 900 pagine. Scrivere bene un romanzo cos\u00ec lungo vuol dire che la scrittura devi avercela dentro. &nbsp; Invece il Premio Sezione Opera Prima \u00e8 andato a un autore giovanissimo, Alessandro Valenti, e al suo Ho provato a morire e non ci sono riuscito. \u00c8 il libro di un diciassettenne. Si trovava a scuola quando gli hanno comunicato che aveva vinto il premio, hanno dovuto riferirglielo a fine lezione. \u00c8 una storia davvero originale. Racconta di un grande innamoramento, ma \u00e8 un amore a distanza: lui a Verona e lei a Roma; nella loro storia c\u2019\u00e8 una bella ambiguit\u00e0 di fondo che ricorda un vecchio romanzo di Buzzati, Un amore, dove lei era una prostituta e lui, innamoratissimo, non capiva se era ricambiato o meno. Qui non abbiamo assolutamente una prostituta, si tratta di una ragazzina, ma c\u2019\u00e8 questa ambiguit\u00e0 in cui il ragazzo si perde e alla fine la storia ha una conclusione inaspettata. Valenti ha una fantasia notevole. Sono sempre facili le votazioni, per l\u2019uno e l\u2019altro premio? Innanzitutto le nostre votazioni hanno un limite, che per\u00f2 \u00e8 anche una particolarit\u00e0: noi non votiamo per iscritto n\u00e9 segretamente; votiamo ad alta voce, quindi gli orientamenti della giuria possono oscillare, a seconda di come va il giro, che \u00e8 casuale, e di come si imposta la votazione. Non \u00e8 comunque il caso di Fontana, la cui vittoria era evidente. Per la Sezione Opera Prima avevamo altri due o tre libri. Da qualche anno le opere prime sono pi\u00f9 difficili, tanto che abbiamo sentito il bisogno di mettere il limite ai 40 anni per evitare di prendere in considerazione, come \u00e8 avvenuto, autori piuttosto anziani che non avevano mai scritto niente prima. Per\u00f2 non troviamo molti libri, non ce ne segnalano cos\u00ec tanti e spesso sono fragili, acerbi. Il Premio Bagutta nasce come premio di appassionati, potremmo dire persone accomunate dal \u201cpiacere di leggere\u201d, come l&#8217;ha descritto in altre occasioni. Crede che Prima di noi possa rientrare in questa categoria di libri, che rispondono, cio\u00e8, al piacere di leggere? Io penso proprio di s\u00ec. La lunghezza pu\u00f2 essere qualcosa di un po\u2019 ostativo, anche se non mi pare. Al di l\u00e0 di questo, non \u00e8 un libro complesso, \u00e8 ben condotto e si lascia leggere, viene voglia di sapere cosa succede, non solo ai singoli personaggi, ma anche al proseguo delle vicende familiari. Perci\u00f2 s\u00ec, fa trovare o ritrovare il piacere della lettura. A volte ci \u00e8 capitato di obiettare contro certi libri belli ma molto impegnativi, scritti per addetti ai lavori e molto sofisticati, tanto da farci dire: \u00abMa se noi premiamo una cosa del genere, il nostro pubblico cosa deve pensare?\u00bb Se il lettore si trova invischiato in una narrazione \u2013 o una raccolta di poesie \u2013 troppo difficile diventa un guaio: potrebbe arrivare ad evitare il prossimo libro premiato. Il premio dovrebbe sempre essere un invito a leggere per chiunque lo incontri in una recensione, un articolo di giornale o una fascetta. L\u2019ultima domanda nasce proprio da Prima di noi. Un libro ricco di temi e ricco anche di domande, alcune delle quali rimangono anche alla fine della lettura. Dunque vorremmo rilanciarle alcuni dei quesiti che ci sembrano il \u201clascito\u201d del romanzo. Siamo o no determinati dalla nostra genealogia? Chi viene \u201cprima di noi\u201d ci definisce come persone? Quando arrivi alla mia et\u00e0, ti guardi allo specchio e vedi che drammaticamente somigli a tuo padre, quando non a tuo nonno, queste domande non te le fai neanche pi\u00f9. Fontana \u00e8 pi\u00f9 giovane di me ma queste cose le sa bene. Siamo figli di dove nasciamo; poi possiamo passare dal Friuli alla Lombardia e dalla Lombardia al vasto mondo, per\u00f2 siamo quella cosa l\u00ec. E Fontana, anche nell\u2019impianto narrativo, ha voluto dirci questo. Il titolo stesso \u00e8 programmatico: Prima di noi, che ci siamo adesso, ci sono stati questi signori che sono parte della nostra storia. A me sembra molto ben detto e molto sottoscrivibile. &nbsp; Serena Di Giovine e Stefania Malerba<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":5701,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1112,1],"tags":[1158,1157,1159,1155,1156,1154,577],"class_list":["post-5689","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-news","tag-alessandro-valenti","tag-andrea-kerbaker","tag-blu-atlantide","tag-giorgio-fontana","tag-premio-bagutta","tag-prima-di-noi","tag-sellerio"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dietro le quinte del Premio Bagutta \u2013 Intervista ad Andrea Kerbaker - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"A fine gennaio sono stati annunciati i vincitori dell\u2019edizione 2021 del Premio Bagutta. 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