{"id":5984,"date":"2021-03-30T12:00:18","date_gmt":"2021-03-30T10:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=5984"},"modified":"2021-03-25T19:28:10","modified_gmt":"2021-03-25T18:28:10","slug":"intervista-marco-cassini-sur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/intervista-marco-cassini-sur\/","title":{"rendered":"Chiacchiere sui dieci anni di Sur | Intervista a Marco Cassini"},"content":{"rendered":"<p>Il giorno in cui ho girato l\u2019ultima pagina di <a href=\"https:\/\/www.edizionisur.it\/catalogo\/paese\/gran-bretagna\/ragazza-donna-altro\/\"><em>Ragazza, donna, altro<\/em><\/a> di Bernardine Evaristo e ho pensato a quanto fosse prezioso ci\u00f2 che avevo tra le mani, mi sono seduta alla scrivania e ho mandato una mail alla redazione di SUR. \u00c8 stato un gesto istintivo. Il volume di Evaristo ha un valore letterario e sociale, che ben esemplifica le intenzioni di tutto il catalogo di questa casa editrice. \u00c8 un libro ambizioso, corale e politico. Curato nei dettagli, ma anticonvenzionale nella scrittura. Come una delle protagoniste, queste cinquecento pagine riescono a vedere la realt\u00e0 \u201ca raggi X\u201d, sezionandola e restituendo al lettore un quadro di un\u2019attualit\u00e0 e una verit\u00e0 disarmante.<\/p>\n<p>Volevo saperne di pi\u00f9 su <em>come<\/em> questo valore viene costruito e sulle \u201cricette\u201d vincenti di Edizioni SUR. Per questo, discutere con Marco Cassini, il direttore editoriale, di un progetto cos\u00ec potente, come \u00e8 quello di questa casa editrice, ha significato toccare con mano quanto l\u2019impegno e la passione possano tradursi in qualcosa di bello e importante.<\/p>\n<p>Dunque, il giorno del nostro incontro su zoom, mi sono preparata (dalla vita in su), ho completato la carica del computer e mi sono seduta alla scrivania. \u00c8 strano interagire con le persone tramite uno schermo: la sensazione \u00e8 di lontananza, \u00e8 vero, ma lo sfondo e il clima sembra quasi casereccio. \u00c8 inevitabile sbirciare le scaffalature sullo sfondo o la vista dalla finestra. Quando poi ti trovi davanti a una persona cos\u00ec disponibile, per quanto cos\u00ec impegnata, la strada \u00e8 sicuramente in discesa.<\/p>\n<p>Quello che volevo fare era ripercorrere una linea temporale di questa impresa, partire dal passato, passare dal presente e guardare al futuro. Una cosa sistematica. Quello che ho fatto \u2013 in realt\u00e0 era inevitabile \u2013 \u00e8 stata una chiacchierata su alcuni aspetti di SUR, quelli che ho ritenuto essere i pi\u00f9 caratterizzanti, gli ingredienti della ricetta sopracitata, affascinata dalla storia e dalla competenza di quest\u2019uomo. Si fa quello che si pu\u00f2.<\/p>\n<p>Marco Cassini fa l\u2019editore dal 1994, quando fond\u00f2 minimum fax, ma \u00e8 nel 2011 che nasce SUR. A ottobre di quest\u2019anno, quindi, compir\u00e0 dieci anni. Soffiare su dieci candeline con un catalogo di questo livello \u00e8 un traguardo prezioso, e farlo con uno stile del genere \u00e8 qualcosa di invidiabile. Partecipare con la mia voce a una ricorrenza cos\u00ec speciale mi ha fatto sentire fortunata. Per questo, la prima e scontata domanda ha voluto fare riferimento alla genesi della casa editrice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quindi, come nasce SUR?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MC: nel 2010 lavoravo ancora in minimum fax e ci stavamo guardando intorno per allargare i nostri confini. Fino a quel momento pubblicavamo letteratura italiana e straniera, soprattutto angloamericana, ma era un momento in cui sentivamo stanchezza nella proposta letteraria che arrivava dagli Stati Uniti e stavamo immaginando di ampliare il nostro orizzonte. Un po\u2019 irrazionalmente, con il semplice sentore che da quelle parti del mondo potesse arrivare qualcosa di interessante, e ragionando anche sul fatto che non sembrava esistere in Italia, in quel momento, un progetto complessivo sulla letteratura latino-americana, decisi di esplorare quel terreno. Era un progetto della casa editrice che seguivo personalmente, e per questo ho fatto un percorso conoscitivo partendo dall\u2019ABC: un corso in lingua spagnola, approfondimenti sulla letteratura sudamericana, tantissimi viaggi. Ho iniziato a conoscere e frequentare diversi editori argentini, messicani, cileni e colombiani. Avevo deciso di affrontare la cosa con impegno, dato che avevo scontato il fatto che quando avevo iniziato a minimum fax non ne sapevo nulla e avevo dovuto improvvisare. Va bene l\u2019avventuroso, ma avevo gi\u00e0 quasi 20 anni di esperienza e non volevo ripetere troppi errori.<\/p>\n<p>Dopo tutte queste ricerche, durate quasi due anni, e un bagaglio di esperienza che mi permetteva di orientarmi, avevo un panorama cos\u00ec ampio di possibilit\u00e0 che capimmo non essere sufficiente pensare a una sola collana. Per questo, l\u2019idea di SUR venne ampliata e divent\u00f2 un marchio editoriale a s\u00e9 a latere di minimum fax.<\/p>\n<p>Creare questo marchio nuovo mi aveva dato uno slancio in pi\u00f9, quella carica del dedicarsi a un progetto completamente nuovo, nonostante ancora molto piccolo: nel 2011 sono stati pubblicati solo tre titoli e nel 2012 sei. Aveva ancora le dimensioni di una collana, ma avevamo messo sotto contratto parecchi autori con progetti anche molto ampi: tra i primi Onetti e Cort\u00e0zar.<\/p>\n<p>Ho continuato a seguire entrambi i progetti fino al 2014, quando c\u2019\u00e8 stata una separazione e mi sono dedicato esclusivamente a SUR, continuando a essere socio di minimum fax, senza lavorarci, fino al 2018. Nel 2014, quindi, era arrivato il momento di allargare il progetto di SUR: avevo passione, consapevolezza e una piccola competenza (altro che piccola! Ndr), e non avevo intenzione di fare concorrenza a minimum fax. Successivamente, nel 2015, due editor con cui avevo lavorato in casa editrice, mi hanno proposto di portare avanti quel lavoro sulla letteratura nordamericana che per tanti anni avevamo fatto insieme. Da questo, nasce la nostra seconda collana, big SUR, curata da Dario Matrone e Martina Testa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nonostante le diverse collane, nel panorama editoriale le pubblicazioni di SUR hanno sempre un marcato \u201ccarattere SUR\u201d: sono sempre coerenti con l\u2019identit\u00e0 della casa editrice. A questo riguardo, ritengo che esistano dei libri, all\u2019 interno dei cataloghi, che stabiliscono pi\u00f9 di altri quale sia la linea editoriale. Libri che possono essere considerati <em>superfood<\/em>, come le bacche di goji, volumi che fanno benissimo all\u2019 organismo della casa editrice e che fanno non solo crescere, ma crescere in salute. Quali sono quindi le caratteristiche che permettono di definire la vostra identit\u00e0 e che ricercate nei vostri autori? E quali sono le vostre bacche di goji?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MC: per riprendere la metafora di Calasso, per cui il catalogo della casa editrice \u00e8 un grande libro di cui ogni volume pubblicato \u00e8 una pagina, e cos\u00ec come l\u2019ambizione di ogni autore \u00e8 essere riconoscibile dal lettore leggendo solo poche righe, anche a noi piacerebbe che ciascun libro del nostro catalogo fosse rappresentativo del nostro progetto editoriale nella sua interezza.<\/p>\n<p>Ci sono due interi mondi linguistici a cui guardiamo, ma, paradossalmente, non \u00e8 cos\u00ec facile scegliere i libri da pubblicare. C\u2019\u00e8 tanto tra cui scegliere e noi siamo molto esigenti, vogliamo che ogni libro ci rappresenti. Non solo secondo un criterio geografico e culturale, ma anche attraverso altri filtri: per esempio, escludiamo quasi sempre i libri di genere (nonostante alcune eccezioni, tra cui <a href=\"https:\/\/www.edizionisur.it\/catalogo\/paese\/stati-uniti\/rosemarys-baby\/\"><em>Rosemary\u2019s Baby<\/em><\/a> di Ira Levin, che per\u00f2 risponde all\u2019esigenza di un alto valore letterario, o <a href=\"https:\/\/www.edizionisur.it\/catalogo\/paese\/stati-uniti\/la-ferrovia-sotterranea\/\"><em>La ferrovia sotterranea<\/em><\/a> di Colson Whitehead, considerato da alcuni quasi realismo magico).<\/p>\n<p>Nonostante i filtri, resta comunque molto e la scelta viene presa collegialmente. Questo non significa che tutti gli editor approvino <em>ogni<\/em> scelta. \u00c8 bello che all\u2019interno del gruppo ognuno mantenga il gusto proprio, oltre al gusto della casa editrice, che nel nostro caso deriva da una sintesi dialogica di posizioni diverse.<\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che quando si fa una scelta anche cos\u00ec filtrata il lettore che trova il libro sul bancone riesca a percepire a ritroso tutto il percorso fatto per deciderne la pubblicazione: ci sono libri che ci rappresentano forse pi\u00f9 di altri per il loro gusto e che non sempre coincidono con il maggior numero di vendite. \u00c8 ovvio per\u00f2 che il sogno di ogni editore \u00e8 che il libro che pi\u00f9 ti rappresenta sia anche quello che vende di pi\u00f9. <em>La ferrovia sotterranea<\/em> o <em>Ragazza, donna, altro <\/em>sono titoli a cui teniamo particolarmente, carichi di tutto quel di pi\u00f9 extra letterario, etico, di visione sociale e politica che ci sta a cuore, e quando questi elementi incontrano anche il favore del pubblico \u00e8 il coronamento di quel sogno: un libro che ti rappresenta, in cui metti tutto te stesso, e che \u00e8 anche successo commerciale. Dire che il libro commerciale \u00e8 quello qualitativamente meno riuscito \u00e8 falso in certi casi, la storia dell\u2019editoria \u00e8 piena di grandi capolavori riconosciuti come tali da una grande fetta di pubblico.<\/p>\n<p>Ci piace forse ancora di pi\u00f9 quando questo\u00a0succede con autori esordienti: qualche anno fa abbiamo pubblicato il primo e (per ora) unico libro di Laia Jufresa, <a href=\"https:\/\/www.edizionisur.it\/catalogo\/paese\/messico\/umami\/\"><em>Umami<\/em><\/a>, che ha venduto circa 5000 copie. Un grande traguardo per un\u2019esordiente messicana, per altro con un nome difficile da pronunciare e un titolo che alcuni hanno preso come un refuso per \u201cumani\u201d. Si \u00e8 riuscito a fare accogliere un nome del tutto sconosciuto ed \u00e8 stata una grande soddisfazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A questo punto gli racconto della mia esperienza con <a href=\"https:\/\/www.edizionisur.it\/catalogo\/paese\/stati-uniti\/esercizi-di-fiducia\/\"><em>Esercizi di fiducia<\/em><\/a>, scritto da Susan Choi. Un libro di un\u2019autrice inspiegabilmente non pubblicata prima in Italia, che sviscera il rapporto tra rappresentazione e realt\u00e0. Tra i ruoli che ognuno vuole attribuirsi e la verit\u00e0 di quello che si \u00e8. Tra i rapporti tossici in cui ognuno gioca come un attore e quelli autentici, i pi\u00f9 difficili. Cito questo libro perch\u00e9, prima di leggerlo, mi sembrava un volume lontano dalle intenzioni di SUR. Una volta terminato, per\u00f2, il gusto della casa editrice si sente. Quella sintesi dialogica che inizialmente non credevo di poter percepire emerge in modo evidente. Alla fine, \u00e8 tutto coerente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E la coerenza di SUR si nota non solo nelle pubblicazioni, ma anche nel paratesto. Rispetto per\u00f2 alle prime edizioni di SUR, minimali, in copertina rigida e coloratissime, a un certo punto c\u2019\u00e8 stata un\u2019inversione di rotta. Come si \u00e8 arrivati alla veste grafica di adesso?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MC: Il progetto grafico iniziale nasce in un momento dell\u2019editoria italiana successivo alla scorpacciata di autori latino-americani avvenuta tra gli anni \u201960 e \u201980. Erano gli anni, questi, di una quasi eccessiva traduzione di tutto ci\u00f2 che veniva da quella parte del mondo, anche sull\u2019onda dei successi di Garc\u00eda M\u00e0rquez. In maniera forse simile a come abbiamo visto nascere e affievolirsi il fenomeno del giallo svedese recentemente: nel momento del picco tutti pubblicano tutto purch\u00e9 rientri (o possa rientrare, a volte con un po\u2019 di forzatura) in quella categoria, creando sovrapposizione. Con il passare del tempo alcune cose importanti restano, e molto di quello che era solo moda senza un gran valore non resiste. Nel caso della letteratura latino-americana, per\u00f2, erano scomparsi anche libri e autori importanti, trascurati e dimenticati. Di Cort\u00e0zar in Italia erano rimaste poche opere. Di Onetti, nemmeno una. <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5986 alignright\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SUR40_Onetti_Perunatombasenzanome_cover-2.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SUR40_Onetti_Perunatombasenzanome_cover-2.jpg 663w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SUR40_Onetti_Perunatombasenzanome_cover-2-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SUR40_Onetti_Perunatombasenzanome_cover-2-16x24.jpg 16w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SUR40_Onetti_Perunatombasenzanome_cover-2-24x36.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SUR40_Onetti_Perunatombasenzanome_cover-2-32x48.jpg 32w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/p>\n<p>La grafica dei primi titoli era un progetto preciso: si trattava innanzi tutto di un omaggio alla grafica editoriale con cui alcuni di questi grandi autori classici latinoamericani erano stati conosciuti in Italia: per esempio la grafica con cui Bompiani pubblic\u00f2 <em><a href=\"https:\/\/www.abebooks.it\/pazzi-Roberto-Arlt-Bompiani\/30229264259\/bd\">I sette pazzi<\/a><\/em> di Roberto Arlt o quella dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.libreriadelnovecento.it\/shop\/letteratura-straniera-narrativa-2\/juan-carlos-onetti-la-vita-breve-i-narratori-di-feltrinelli-179-prima-ed-1970\/\">Onetti<\/a> di Feltrinelli.<\/p>\n<p>Aveva s\u00ec i pregi di visibilit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 immediata, ma con il tempo ha dimostrato un paio di problematiche. La prima ha a che fare con un aspetto cartotecnico e commerciale: una fetta di lettori non si avvicinava al progetto perch\u00e9 non gradiva la copertina rigida, giudicata scomoda e poco pratica. L\u2019altro aspetto, invece, \u00e8 legato al tipo di proposta: l\u2019idea era quella di indicare in grande il nome dell\u2019autore, accompagnato da un disegno stilizzato che racchiudesse il significato del libro. Questo \u00e8 pi\u00f9 facile da fare quando devi pubblicare un libro di un autore gi\u00e0 canonizzato. Con Onetti o Cort\u00e0zar basta dire il nome dell\u2019autore perch\u00e9 la gente si avvicini come a qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 un classico, senza il bisogno di fascette o immagini di copertina accattivanti. Viceversa, si rischiava di penalizzare alcuni autori contemporanei, che in questo modo non avevano la possibilit\u00e0 di parlare ai lettori tramite una grafica pi\u00f9 accessibile. Quindi, quando si \u00e8 ampliata la ricerca sugli autori contemporanei, si \u00e8 avvertita anche l\u2019esigenza di cambiare la grafica.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 legato al discorso precedente: \u00e8 importante non solo che ogni libro sia rappresentativo del progetto editoriale, ma che anche ogni elemento del libro sia rappresentativo, compresa la grafica. Fare una copertina ammiccante e ipercommerciale, con strilli a tutta pagina, per un classico come Onetti non c\u2019entrerebbe molto. Tanto quanto una grafica compassata e difficile da penetrare per un libro che potrebbe avere una circolazione maggiore risulterebbe fuori luogo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una domanda pi\u00f9 frivola: nel vostro catalogo sono gi\u00e0 presenti grandi autori, tra gli altri, i gi\u00e0 citati Cort\u00e0zar e Onetti, a cui quest\u2019anno verr\u00e0 dedicata una collana esclusiva, arricchita dalle prefazioni di grandi scrittori italiani. Ma se potesse scegliere un qualsiasi autore da inserire nel vostro catalogo chi sarebbe?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MC: ce ne sono tanti! Ci \u00e8 capitato parecchie volte di perdere un autore. Colson Whitehead \u00e8 un autore particolare perch\u00e9 \u00e8 andato perso due volte: lo abbiamo pubblicato in minimum fax all\u2019inizio degli anni Novanta, poi \u00e8 andato a Einaudi, siamo riusciti a riprenderlo a SUR e ci era piaciuta l\u2019idea di averlo riconquistato, ma ora \u00e8 andato a Mondadori.<\/p>\n<p>Per l\u2019anniversario quest\u2019anno pubblicheremo invece un grande classico di Eduardo Galeano, fondamentale per gli aspetti geopolitici della storia latino-americana, <em>Le vene aperte dell\u2019America latina<\/em>, che ripubblichiamo nel cinquantesimo anniversario dalla sua prima pubblicazione e che era nel catalogo di Sperling e Kupfer.<\/p>\n<p>Un rimpianto \u00e8 non essere riuscito a pubblicare \u00e8 Juan Rulfo, stabilmente nel catalogo Einaudi (fortunati!), un grande autore messicano che a me sta molto simpatico perch\u00e9 in tutta la sua carriera ha scritto pochissimo, ma ogni pagina \u00e8 densa e meditata.<\/p>\n<p>Una cosa simile \u00e8 successa con il nostro autore brasiliano <a href=\"https:\/\/www.edizionisur.it\/autori\/raduan-nassar\/\">Raduan Nassar<\/a>, tutt\u2019ora vivente, ultraottuagenario che ha pubblicato due libri e negli anni Ottanta \u00e8 andato a vivere in campagna e ha smesso di scrivere.<\/p>\n<p>Per restare nell\u2019attualit\u00e0, se avessi saputo che in minimum fax non era stato rinnovato il contratto con Walter Tevis, autore de <em>La regina degli scacchi<\/em>, ora in Mondadori, avrei cercato di prenderlo io: \u00e8 un autore a cui tenevo molto; e questo era il suo unico titolo, tra quelli che ho avuto la fortuna di pubblicare, che non era ancora stato adattato in una trasposizione filmica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E di che colore avrebbe fatto <em>La regina degli scacchi<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MC: non ho ancora guardato la serie, non so se potrebbe risultare un colore dominante che mi possa ispirare per un\u2019eventuale copertina. Mondadori ha usato l\u2019immagine della locandina, e probabilmente avremmo fatto la stessa cosa. L\u2019edizione di minimum fax aveva un giallo di fondo a cui forse sarei rimasto affezionato, oppure avrei fatto una cosa opposta per non confonderci. Si potrebbe anche giocare con il tema della scacchiera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Forse proprio il mestiere dell\u2019editore \u00e8 come una partita a scacchi: si sceglie quali pezzi muovere, come muoverli. Si applica una strategia, che \u00e8 utile rimanga coerente per tutta la partita. Si preferiscono alcune mosse rispetto ad altre, alcune pi\u00f9 prudenti, alcune pi\u00f9 azzardate, alcune sorprendenti. Si gioca con un proprio stile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Spegniamo la telecamera e sono contenta che qualcuno mi abbia fatto vedere come muove i propri pezzi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Cristina Gimini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno in cui ho girato l\u2019ultima pagina di Ragazza, donna, altro di Bernardine Evaristo e ho pensato a quanto fosse prezioso ci\u00f2 che avevo tra le mani, mi sono seduta alla scrivania e ho mandato una mail alla redazione di SUR. \u00c8 stato un gesto istintivo. Il volume di Evaristo ha un valore letterario e sociale, che ben esemplifica le intenzioni di tutto il catalogo di questa casa editrice. \u00c8 un libro ambizioso, corale e politico. Curato nei dettagli, ma anticonvenzionale nella scrittura. Come una delle protagoniste, queste cinquecento pagine riescono a vedere la realt\u00e0 \u201ca raggi X\u201d, sezionandola e restituendo al lettore un quadro di un\u2019attualit\u00e0 e una verit\u00e0 disarmante. Volevo saperne di pi\u00f9 su come questo valore viene costruito e sulle \u201cricette\u201d vincenti di Edizioni SUR. Per questo, discutere con Marco Cassini, il direttore editoriale, di un progetto cos\u00ec potente, come \u00e8 quello di questa casa editrice, ha significato toccare con mano quanto l\u2019impegno e la passione possano tradursi in qualcosa di bello e importante. Dunque, il giorno del nostro incontro su zoom, mi sono preparata (dalla vita in su), ho completato la carica del computer e mi sono seduta alla scrivania. \u00c8 strano interagire con le persone tramite uno schermo: la sensazione \u00e8 di lontananza, \u00e8 vero, ma lo sfondo e il clima sembra quasi casereccio. \u00c8 inevitabile sbirciare le scaffalature sullo sfondo o la vista dalla finestra. Quando poi ti trovi davanti a una persona cos\u00ec disponibile, per quanto cos\u00ec impegnata, la strada \u00e8 sicuramente in discesa. Quello che volevo fare era ripercorrere una linea temporale di questa impresa, partire dal passato, passare dal presente e guardare al futuro. Una cosa sistematica. Quello che ho fatto \u2013 in realt\u00e0 era inevitabile \u2013 \u00e8 stata una chiacchierata su alcuni aspetti di SUR, quelli che ho ritenuto essere i pi\u00f9 caratterizzanti, gli ingredienti della ricetta sopracitata, affascinata dalla storia e dalla competenza di quest\u2019uomo. Si fa quello che si pu\u00f2. Marco Cassini fa l\u2019editore dal 1994, quando fond\u00f2 minimum fax, ma \u00e8 nel 2011 che nasce SUR. A ottobre di quest\u2019anno, quindi, compir\u00e0 dieci anni. Soffiare su dieci candeline con un catalogo di questo livello \u00e8 un traguardo prezioso, e farlo con uno stile del genere \u00e8 qualcosa di invidiabile. Partecipare con la mia voce a una ricorrenza cos\u00ec speciale mi ha fatto sentire fortunata. Per questo, la prima e scontata domanda ha voluto fare riferimento alla genesi della casa editrice. &nbsp; Quindi, come nasce SUR? &nbsp; MC: nel 2010 lavoravo ancora in minimum fax e ci stavamo guardando intorno per allargare i nostri confini. Fino a quel momento pubblicavamo letteratura italiana e straniera, soprattutto angloamericana, ma era un momento in cui sentivamo stanchezza nella proposta letteraria che arrivava dagli Stati Uniti e stavamo immaginando di ampliare il nostro orizzonte. Un po\u2019 irrazionalmente, con il semplice sentore che da quelle parti del mondo potesse arrivare qualcosa di interessante, e ragionando anche sul fatto che non sembrava esistere in Italia, in quel momento, un progetto complessivo sulla letteratura latino-americana, decisi di esplorare quel terreno. Era un progetto della casa editrice che seguivo personalmente, e per questo ho fatto un percorso conoscitivo partendo dall\u2019ABC: un corso in lingua spagnola, approfondimenti sulla letteratura sudamericana, tantissimi viaggi. Ho iniziato a conoscere e frequentare diversi editori argentini, messicani, cileni e colombiani. Avevo deciso di affrontare la cosa con impegno, dato che avevo scontato il fatto che quando avevo iniziato a minimum fax non ne sapevo nulla e avevo dovuto improvvisare. Va bene l\u2019avventuroso, ma avevo gi\u00e0 quasi 20 anni di esperienza e non volevo ripetere troppi errori. Dopo tutte queste ricerche, durate quasi due anni, e un bagaglio di esperienza che mi permetteva di orientarmi, avevo un panorama cos\u00ec ampio di possibilit\u00e0 che capimmo non essere sufficiente pensare a una sola collana. Per questo, l\u2019idea di SUR venne ampliata e divent\u00f2 un marchio editoriale a s\u00e9 a latere di minimum fax. Creare questo marchio nuovo mi aveva dato uno slancio in pi\u00f9, quella carica del dedicarsi a un progetto completamente nuovo, nonostante ancora molto piccolo: nel 2011 sono stati pubblicati solo tre titoli e nel 2012 sei. Aveva ancora le dimensioni di una collana, ma avevamo messo sotto contratto parecchi autori con progetti anche molto ampi: tra i primi Onetti e Cort\u00e0zar. Ho continuato a seguire entrambi i progetti fino al 2014, quando c\u2019\u00e8 stata una separazione e mi sono dedicato esclusivamente a SUR, continuando a essere socio di minimum fax, senza lavorarci, fino al 2018. Nel 2014, quindi, era arrivato il momento di allargare il progetto di SUR: avevo passione, consapevolezza e una piccola competenza (altro che piccola! Ndr), e non avevo intenzione di fare concorrenza a minimum fax. Successivamente, nel 2015, due editor con cui avevo lavorato in casa editrice, mi hanno proposto di portare avanti quel lavoro sulla letteratura nordamericana che per tanti anni avevamo fatto insieme. Da questo, nasce la nostra seconda collana, big SUR, curata da Dario Matrone e Martina Testa. &nbsp; Nonostante le diverse collane, nel panorama editoriale le pubblicazioni di SUR hanno sempre un marcato \u201ccarattere SUR\u201d: sono sempre coerenti con l\u2019identit\u00e0 della casa editrice. A questo riguardo, ritengo che esistano dei libri, all\u2019 interno dei cataloghi, che stabiliscono pi\u00f9 di altri quale sia la linea editoriale. Libri che possono essere considerati superfood, come le bacche di goji, volumi che fanno benissimo all\u2019 organismo della casa editrice e che fanno non solo crescere, ma crescere in salute. Quali sono quindi le caratteristiche che permettono di definire la vostra identit\u00e0 e che ricercate nei vostri autori? E quali sono le vostre bacche di goji? &nbsp; MC: per riprendere la metafora di Calasso, per cui il catalogo della casa editrice \u00e8 un grande libro di cui ogni volume pubblicato \u00e8 una pagina, e cos\u00ec come l\u2019ambizione di ogni autore \u00e8 essere riconoscibile dal lettore leggendo solo poche righe, anche a noi piacerebbe che ciascun libro del nostro catalogo fosse rappresentativo del nostro progetto editoriale nella sua interezza. Ci sono due interi mondi linguistici a cui guardiamo, ma, paradossalmente, non \u00e8 cos\u00ec facile scegliere i libri da pubblicare. C\u2019\u00e8 tanto tra cui scegliere e noi siamo molto esigenti, vogliamo che ogni libro ci rappresenti. Non solo secondo un criterio geografico e culturale, ma anche attraverso altri filtri: per esempio, escludiamo quasi sempre i libri di genere (nonostante alcune eccezioni, tra cui Rosemary\u2019s Baby di Ira Levin, che per\u00f2 risponde all\u2019esigenza di un alto valore letterario, o La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead, considerato da alcuni quasi realismo magico). Nonostante i filtri, resta comunque molto e la scelta viene presa collegialmente. Questo non significa che tutti gli editor approvino ogni scelta. \u00c8 bello che all\u2019interno del gruppo ognuno mantenga il gusto proprio, oltre al gusto della casa editrice, che nel nostro caso deriva da una sintesi dialogica di posizioni diverse. Non \u00e8 detto che quando si fa una scelta anche cos\u00ec filtrata il lettore che trova il libro sul bancone riesca a percepire a ritroso tutto il percorso fatto per deciderne la pubblicazione: ci sono libri che ci rappresentano forse pi\u00f9 di altri per il loro gusto e che non sempre coincidono con il maggior numero di vendite. \u00c8 ovvio per\u00f2 che il sogno di ogni editore \u00e8 che il libro che pi\u00f9 ti rappresenta sia anche quello che vende di pi\u00f9. La ferrovia sotterranea o Ragazza, donna, altro sono titoli a cui teniamo particolarmente, carichi di tutto quel di pi\u00f9 extra letterario, etico, di visione sociale e politica che ci sta a cuore, e quando questi elementi incontrano anche il favore del pubblico \u00e8 il coronamento di quel sogno: un libro che ti rappresenta, in cui metti tutto te stesso, e che \u00e8 anche successo commerciale. Dire che il libro commerciale \u00e8 quello qualitativamente meno riuscito \u00e8 falso in certi casi, la storia dell\u2019editoria \u00e8 piena di grandi capolavori riconosciuti come tali da una grande fetta di pubblico. Ci piace forse ancora di pi\u00f9 quando questo\u00a0succede con autori esordienti: qualche anno fa abbiamo pubblicato il primo e (per ora) unico libro di Laia Jufresa, Umami, che ha venduto circa 5000 copie. Un grande traguardo per un\u2019esordiente messicana, per altro con un nome difficile da pronunciare e un titolo che alcuni hanno preso come un refuso per \u201cumani\u201d. Si \u00e8 riuscito a fare accogliere un nome del tutto sconosciuto ed \u00e8 stata una grande soddisfazione. &nbsp; A questo punto gli racconto della mia esperienza con Esercizi di fiducia, scritto da Susan Choi. Un libro di un\u2019autrice inspiegabilmente non pubblicata prima in Italia, che sviscera il rapporto tra rappresentazione e realt\u00e0. Tra i ruoli che ognuno vuole attribuirsi e la verit\u00e0 di quello che si \u00e8. Tra i rapporti tossici in cui ognuno gioca come un attore e quelli autentici, i pi\u00f9 difficili. Cito questo libro perch\u00e9, prima di leggerlo, mi sembrava un volume lontano dalle intenzioni di SUR. Una volta terminato, per\u00f2, il gusto della casa editrice si sente. Quella sintesi dialogica che inizialmente non credevo di poter percepire emerge in modo evidente. Alla fine, \u00e8 tutto coerente. E la coerenza di SUR si nota non solo nelle pubblicazioni, ma anche nel paratesto. Rispetto per\u00f2 alle prime edizioni di SUR, minimali, in copertina rigida e coloratissime, a un certo punto c\u2019\u00e8 stata un\u2019inversione di rotta. Come si \u00e8 arrivati alla veste grafica di adesso? &nbsp; MC: Il progetto grafico iniziale nasce in un momento dell\u2019editoria italiana successivo alla scorpacciata di autori latino-americani avvenuta tra gli anni \u201960 e \u201980. Erano gli anni, questi, di una quasi eccessiva traduzione di tutto ci\u00f2 che veniva da quella parte del mondo, anche sull\u2019onda dei successi di Garc\u00eda M\u00e0rquez. In maniera forse simile a come abbiamo visto nascere e affievolirsi il fenomeno del giallo svedese recentemente: nel momento del picco tutti pubblicano tutto purch\u00e9 rientri (o possa rientrare, a volte con un po\u2019 di forzatura) in quella categoria, creando sovrapposizione. Con il passare del tempo alcune cose importanti restano, e molto di quello che era solo moda senza un gran valore non resiste. Nel caso della letteratura latino-americana, per\u00f2, erano scomparsi anche libri e autori importanti, trascurati e dimenticati. Di Cort\u00e0zar in Italia erano rimaste poche opere. Di Onetti, nemmeno una. La grafica dei primi titoli era un progetto preciso: si trattava innanzi tutto di un omaggio alla grafica editoriale con cui alcuni di questi grandi autori classici latinoamericani erano stati conosciuti in Italia: per esempio la grafica con cui Bompiani pubblic\u00f2 I sette pazzi di Roberto Arlt o quella dell\u2019Onetti di Feltrinelli. Aveva s\u00ec i pregi di visibilit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 immediata, ma con il tempo ha dimostrato un paio di problematiche. La prima ha a che fare con un aspetto cartotecnico e commerciale: una fetta di lettori non si avvicinava al progetto perch\u00e9 non gradiva la copertina rigida, giudicata scomoda e poco pratica. L\u2019altro aspetto, invece, \u00e8 legato al tipo di proposta: l\u2019idea era quella di indicare in grande il nome dell\u2019autore, accompagnato da un disegno stilizzato che racchiudesse il significato del libro. Questo \u00e8 pi\u00f9 facile da fare quando devi pubblicare un libro di un autore gi\u00e0 canonizzato. Con Onetti o Cort\u00e0zar basta dire il nome dell\u2019autore perch\u00e9 la gente si avvicini come a qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 un classico, senza il bisogno di fascette o immagini di copertina accattivanti. Viceversa, si rischiava di penalizzare alcuni autori contemporanei, che in questo modo non avevano la possibilit\u00e0 di parlare ai lettori tramite una grafica pi\u00f9 accessibile. Quindi, quando si \u00e8 ampliata la ricerca sugli autori contemporanei, si \u00e8 avvertita anche l\u2019esigenza di cambiare la grafica. Questo \u00e8 legato al discorso precedente: \u00e8 importante non solo che ogni libro sia rappresentativo del progetto editoriale, ma che anche ogni elemento del libro sia rappresentativo, compresa la grafica. Fare una copertina ammiccante e ipercommerciale, con strilli a tutta pagina, per un classico come Onetti non c\u2019entrerebbe molto. Tanto quanto una grafica compassata e difficile da penetrare per un libro che potrebbe avere una circolazione maggiore risulterebbe fuori luogo. &nbsp; Una domanda pi\u00f9 frivola: nel vostro catalogo sono gi\u00e0 presenti grandi autori, tra gli altri, i&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":5988,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1112,802,1],"tags":[1207,431,430,1206,566,175,1208,112,668],"class_list":["post-5984","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-mondo-editoriale","category-news","tag-decennale","tag-editor","tag-editoria","tag-edizioni-sur","tag-intervista","tag-libri","tag-marco-cassini","tag-master-professioni-e-prodotti-delleditoria","tag-sur"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ 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