{"id":6102,"date":"2021-04-14T12:00:24","date_gmt":"2021-04-14T10:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=6102"},"modified":"2021-04-13T17:31:58","modified_gmt":"2021-04-13T15:31:58","slug":"un-grande-giocattolo-cartaceo-e-digitale-il-libro-ergodico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-grande-giocattolo-cartaceo-e-digitale-il-libro-ergodico\/","title":{"rendered":"Un grande giocattolo cartaceo (e digitale): il libro ergodico"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Il libro \u00e8 un\u2019autostrada con una direzione ben precisa, e la possibilit\u00e0 di una breve deviazione per far rifornimento alla stazione di servizio non ne modifica la natura fondamentalmente lineare.<\/p>\n<p>Gino Roncaglia, <em>La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro<\/em>, Laterza, Bari 2010<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti noi siamo sempre stati abituati alle storie con un inizio, uno svolgimento ed una fine. Questo vale per una serie tv, un film o un libro. Ma vi \u00e8 mai capitato di sentire parlare di letteratura non lineare, definita anche &#8220;ergodica&#8221;? Mettiamo da parte per un attimo il racconto tradizionale e il modo convenzionale che abbiamo di leggere un libro e immaginiamo di diventare noi stessi gli autori, o forse anche i protagonisti, del racconto che stiamo leggendo. Tutto questo facendo delle scelte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_6104\" aria-describedby=\"caption-attachment-6104\" style=\"width: 192px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6104\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cover_iching-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cover_iching-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cover_iching-15x24.jpg 15w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cover_iching-23x36.jpg 23w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cover_iching-31x48.jpg 31w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cover_iching.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6104\" class=\"wp-caption-text\"><em>I Ching<\/em>, a cura di Richard Wilhelm e prefazione di C.G. Jung, Adelphi, 1991<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Letteratura ergodica. Cos&#8217;\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8\u00a0importante comprendere l\u2019origine della parola, coniata da Espen Aarseth nel suo libro <em>Cybertext \u2013 Perspectives on Ergodic Literature<\/em> nel 1997. Si potrebbe pensare che l\u2019origine di tale letteratura sia quindi moderna, ma testimonianze di alcuni critici, che si occupano dell\u2019argomento, citano l\u2019<a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845908699\"><em>I Ching <\/em><\/a>come primo esempio di libro ergodico. Solo dopo molti anni i media hanno sperimentato questo tipo di letteratura in formato digitale.<\/p>\n<p>Nella letteratura ergodica il lettore \u00e8 chiamato a compiere uno sforzo in pi\u00f9, mentale e fisico, perch\u00e9 la narrazione richiede operazioni come capovolgere il libro, metterlo in obliquo o servirsi di uno specchio per poter leggere una frase riflessa. Azioni rese ancora pi\u00f9 interessanti dall\u2019incontro tra una tipografia ed un <em>layout<\/em> sempre nuovi che rendono dinamica e sempre diversa la lettura.<\/p>\n<p>Nel caso del libro <em>I Ching<\/em>, il lettore deve unire degli esagrammi \u2013 cio\u00e8 segni grafici rappresentati da sei linee diverse tra loro \u2013 e queste combinazioni danno vita a 64 esagrammi, ognuno caratterizzato da un nome, una spiegazione e un&#8217;immagine. Il lettore diventa il vero protagonista del testo, quello in grado di decidere quale tipo di narrazione dare al racconto.<\/p>\n<p>Altri esempi pi\u00f9 conosciuti sono i poemi di Queneau o i calligrammi di Apollinaire, dove le parole scritte in ordine sparso danno vita a diverse figure, o ancora quei testi dove \u00e8 possibile saltare pagina a proprio piacimento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6106\" aria-describedby=\"caption-attachment-6106\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6106\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/I-ching-trigrammi-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/I-ching-trigrammi-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/I-ching-trigrammi-1-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/I-ching-trigrammi-1-36x24.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/I-ching-trigrammi-1-48x32.jpg 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/I-ching-trigrammi-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6106\" class=\"wp-caption-text\">I 64 esagrammi dell\u2019<em>I Ching<\/em> sono la combinazione di otto trigrammi<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Queste operazioni sono state riscontrate nell\u2019ipertesto \u2013 strumento del web in grado di creare e organizzare contenuti di un libro digitale \u2013 e consistono nel fare clic sui collegamenti ipertestuali per saltare da una parte del testo ad un\u2019altra o utilizzare il men\u00f9 per continuare a leggere qualcos\u2019altro in un nuovo posto. Tutte operazioni che potremmo collegare al testo tradizionale, se pensiamo alle note a pi\u00e8 di pagina, ai commenti, alle glosse, agli indici e ai rimandi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il caso digitale di <em>Afternoon: A Story <\/em>di Michael Joyce<\/strong><\/p>\n<p>Michael Joyce, scrittore e critico letterario statunitense, non ha dubbi sulla potenzialit\u00e0 che tali operazioni ipertestuali possano avere su un testo, escludendo le tradizionali pagine web. Pubblica grazie alla Eastgate \u2013 mix di piccola casa editrice e di casa produttrice di software nel 1999 \u2013 il primo libro digitale non lineare-ergodico dal nome <em>Afternoon: A Story<\/em>. Si tratta di un racconto sotto forma di libro-game che si rif\u00e0 ad alcune sperimentazioni letterarie novecentesche come <em>Castello dei destini incrociati<\/em> di Calvino e al primo e vero libro-game <em>Lucky Les: The Adventures of a Cat of Five Tales\u00a0<\/em>pubblicato nel 1967. <em>Lucky Les<\/em> \u00e8 un libro per bambini il cui protagonista \u00e8 il gatto Les, guidato nelle sue avventure dalle scelte del lettore.<\/p>\n<p>Il libro di Joyce \u00e8 costituito da diversi percorsi e a seconda di quello che il lettore sceglier\u00e0 il significato dell\u2019opera cambier\u00e0 di conseguenza. Questi percorsi hanno testi brevi e molto frammentari che non raccontano storie e avvenimenti ma solo pensieri e immagini senza una collocazione temporale precisa. In conclusione, la lettura dell\u2019opera risulta molto difficile perch\u00e9 l\u2019autore spinge il lettore ad un\u2019interpretazione del libro pi\u00f9 che ad una comprensione, specialmente per l\u2019assenza di un <em>layout<\/em> accattivante. Tale esperimento non porta al successo, per cui la progettazione di tali modelli letterari non ha un seguito. Lo stesso, per\u00f2, non si pu\u00f2 dire della narrazione non lineare nell\u2019oggetto libro cartaceo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alcuni esempi di libri cartacei ergodici<\/strong><\/p>\n<p>Elencarli tutti sarebbe alquanto complicato, ma <em>non<\/em> citarne alcuni davvero importanti sarebbe altrettanto complicato per capire ancora meglio cosa risiede all\u2019interno di questi libri e cosa li rende cos\u00ec curiosi, affascinanti e strani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_6108\" aria-describedby=\"caption-attachment-6108\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6108\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta-1024x695.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta-1536x1043.jpg 1536w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta-1140x774.jpg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta-36x24.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta-48x33.jpg 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saporta.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6108\" class=\"wp-caption-text\"><em>Composizione n\u00b01, <\/em>Marc Saporta<br \/>Credits: Popinga blog<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mondadoristore.it\/Composizione-N-1-Marc-Saporta\/eai979128011403\/\"><em>Composizione n\u00b01<\/em><\/a>; Marc Saporta (1961)<\/p>\n<p>Il libro, pubblicato nel 1961, si presenta con il <em>packaging<\/em> di una scatola che contiene il libro. Le sue pagine non sono rilegate, bens\u00ec si tratta di fogli volanti e stampati solo fronte. Il lettore deve giocare con un mazzo di carte e, a seconda del risultato, leggere una pagina del libro. Le combinazioni che vengono fuori sono infinite, infinite come le storie che il lettore pu\u00f2 creare e poi leggere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.oscarmondadori.it\/libri\/il-castello-dei-destini-incrociati-italo-calvino\/\">Il castello dei destini incrociati<\/a><\/em>, Italo Calvino (1973)<\/p>\n<figure id=\"attachment_6109\" aria-describedby=\"caption-attachment-6109\" style=\"width: 175px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6109\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cf2ccc022d69f023f8e378683a964623-175x300.jpg\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cf2ccc022d69f023f8e378683a964623-175x300.jpg 175w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cf2ccc022d69f023f8e378683a964623-596x1024.jpg 596w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cf2ccc022d69f023f8e378683a964623-14x24.jpg 14w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cf2ccc022d69f023f8e378683a964623-21x36.jpg 21w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cf2ccc022d69f023f8e378683a964623-28x48.jpg 28w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cf2ccc022d69f023f8e378683a964623.jpg 734w\" sizes=\"(max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6109\" class=\"wp-caption-text\">Tarocchi presenti in <em>Castello dei destini incrociati<\/em>, Italo Calvino, 1973<\/figcaption><\/figure>\n<p>Calvino affianca ad ogni pagina del libro la riproduzione delle carte dei Tarocchi senza conoscerne assolutamente il significato. \u00c8 questa sua non conoscenza a rendere il libro ancor pi\u00f9 intrigante. La non conoscenza del significato di ogni singola carta gli permette di associarla, prima o dopo, ad altre carte dal significato altrettanto sconosciuto che gli d\u00e0 cos\u00ec modo di avere \u00abun numero finito di elementi le cui combinazioni si moltiplicano a un miliardo di miliardi\u00bb, come afferma lui stesso. La cosa interessante \u00e8 che nell\u2019intreccio di queste vicende \u00e8 possibile rintracciare riferimenti collegabili a precedenti testi letterari come l\u2019<em>Orlando furioso<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_6110\" aria-describedby=\"caption-attachment-6110\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6110\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1-300x175.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1-1024x596.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1-1536x894.jpg 1536w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1-1140x663.jpg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1-24x14.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1-36x21.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1-48x28.jpg 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Danielewski-Casa-di-foglie-4-1856x1080-1.jpg 1856w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6110\" class=\"wp-caption-text\">Pagine interne, Mark Z. Danielewski, <em>Casa di foglie<\/em>, 66thand2nd, 2019<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Casa-foglie-Mark-Z-Danielewski\/dp\/8832970945\/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;dchild=1&amp;keywords=case+di+foglie&amp;qid=1616495801&amp;s=books&amp;sr=1-1\"><em>Casa di foglie<\/em><\/a>, Mark Z. Danielewski (2000)<\/p>\n<p>Fino ad ora ci siamo imbattuti in libri dove \u00e8 possibile creare storie senza alcun tipo di difficolt\u00e0 dal punto di vista testuale. Le pagine sono costituite da una tipografia ed un <em>layout<\/em> regolare. Ma un libro che nel 2000 diventa un vero e proprio caso mediatico ed editoriale \u00e8 <em>House of Leaves<\/em>, tradotto in Italia <em>Casa di foglie<\/em>, di Mark Z. Danielwski. Il racconto attira cos\u00ec tanto i lettori che, dopo qualche anno, all\u2019autore viene persino commissionato un pilot della serie tv. L\u2019impaginazione del libro appare davvero confusionaria e difficile, proprio come la trama: un documentarista si trasferisce con la sua famiglia in una nuova casa, che \u00e8 pi\u00f9 grande al suo interno che all\u2019esterno. Questo porta l\u2019intera famiglia alla pazzia. Il racconto viene narrato da un ragazzo americano dopo il ritrovamento di un manoscritto in cui \u00e8 raccontata l\u2019intera storia.<\/p>\n<p>L\u2019autore decide che il modo migliore per il lettore di leggere e vivere questa storia \u00e8 entrarci. Entrarci non con il solito modo di leggere a cui si \u00e8 abituati, ma usando gli occhi e la mente facendo uno sforzo in pi\u00f9, quasi noioso perch\u00e9 complicato, che vede il lettore saltare da una pagina all\u2019altra, ritrovarsi in un inferno di note a pi\u00e8 di pagina, parti del testo disposte a caso che formano figure e colori specifici per caratteri tipografici diversi. Il libro, in qualche modo, sfida il lettore nella dedica delle prime pagine: \u00abQuesto libro non fa per te\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa aspettarci<\/strong><\/p>\n<p>In conclusione, leggere un libro ergodico non \u00e8 affatto facile e ci\u00f2 che pu\u00f2 attirare il lettore ad acquistarlo e conservarlo \u2013 oltre che una buona composizione strutturale di segni e linearit\u00e0 \u2013 risiede nella volont\u00e0 del lettore di collezionare l\u2019oggetto libro, visto come un oggetto di culto da custodire in un tempio sacro, la libreria personale. Queste sono due componenti importanti, senza le quali il libro ergodico non esisterebbe e non sarebbe cos\u00ec attraente, a differenza dell\u2019esperimento sul libro ergodico digitale, caduto subito nell\u2019oblio. Senza ombra di dubbio, tali convinzioni sono dettate dall\u2019analisi di libri digitali scritti e pubblicati negli anni novanta e, da quel momento, il mondo digitale ne ha fatta di strada.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8: cosa dobbiamo aspettarci? I libri ergodici cartacei hanno ancora una possibilit\u00e0 di imporsi nel mercato editoriale e di entrare nelle biblioteche di tutti, anche di quel lettore non molto forte? I giochi di carte, di ruolo, di strategia e di logica attirano bambini, ragazzi e adulti di ogni et\u00e0. Bisognerebbe solo far capire loro che il libro in questione ha lo stesso scopo di un gioco, di far vivere un\u2019avventura un po\u2019 diversa. In questo modo si potrebbero avvicinare anche i lettori deboli all\u2019oggetto libro.<\/p>\n<p>Ma i libri ergodici digitali hanno lo stesso potere di quelli cartacei? Probabilmente solo con una buona composizione narrativa e grafica. C\u2019\u00e8 un&#8217;enorme differenza tra leggere un libro di per s\u00e9 gi\u00e0 abbastanza confuso e complicato sul web e leggerne uno cartaceo. Il toccarlo con mano, avere la possibilit\u00e0 di sfogliarlo velocemente, annotare quel che si vuole a matita e compiere tante altre operazioni sono pressappoco lontane dal modo di leggere e capire un libro su schermo. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che, nel caso in cui l\u2019ergodicit\u00e0 cartacea facesse il suo ritorno, dobbiamo aspettarci nuovi modelli di sperimentazione e progettazione di ergodicit\u00e0 digitale. Perch\u00e9 la vita del libro non \u00e8 pi\u00f9 una sola, quella cartacea, ma \u00e8 anche digitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Catherine Vaccaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro \u00e8 un\u2019autostrada con una direzione ben precisa, e la possibilit\u00e0 di una breve deviazione per far rifornimento alla stazione di servizio non ne modifica la natura fondamentalmente lineare. Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro, Laterza, Bari 2010 &nbsp; Tutti noi siamo sempre stati abituati alle storie con un inizio, uno svolgimento ed una fine. Questo vale per una serie tv, un film o un libro. Ma vi \u00e8 mai capitato di sentire parlare di letteratura non lineare, definita anche &#8220;ergodica&#8221;? Mettiamo da parte per un attimo il racconto tradizionale e il modo convenzionale che abbiamo di leggere un libro e immaginiamo di diventare noi stessi gli autori, o forse anche i protagonisti, del racconto che stiamo leggendo. Tutto questo facendo delle scelte. &nbsp; Letteratura ergodica. Cos&#8217;\u00e8? \u00c8\u00a0importante comprendere l\u2019origine della parola, coniata da Espen Aarseth nel suo libro Cybertext \u2013 Perspectives on Ergodic Literature nel 1997. Si potrebbe pensare che l\u2019origine di tale letteratura sia quindi moderna, ma testimonianze di alcuni critici, che si occupano dell\u2019argomento, citano l\u2019I Ching come primo esempio di libro ergodico. Solo dopo molti anni i media hanno sperimentato questo tipo di letteratura in formato digitale. Nella letteratura ergodica il lettore \u00e8 chiamato a compiere uno sforzo in pi\u00f9, mentale e fisico, perch\u00e9 la narrazione richiede operazioni come capovolgere il libro, metterlo in obliquo o servirsi di uno specchio per poter leggere una frase riflessa. Azioni rese ancora pi\u00f9 interessanti dall\u2019incontro tra una tipografia ed un layout sempre nuovi che rendono dinamica e sempre diversa la lettura. Nel caso del libro I Ching, il lettore deve unire degli esagrammi \u2013 cio\u00e8 segni grafici rappresentati da sei linee diverse tra loro \u2013 e queste combinazioni danno vita a 64 esagrammi, ognuno caratterizzato da un nome, una spiegazione e un&#8217;immagine. Il lettore diventa il vero protagonista del testo, quello in grado di decidere quale tipo di narrazione dare al racconto. Altri esempi pi\u00f9 conosciuti sono i poemi di Queneau o i calligrammi di Apollinaire, dove le parole scritte in ordine sparso danno vita a diverse figure, o ancora quei testi dove \u00e8 possibile saltare pagina a proprio piacimento. &nbsp; Queste operazioni sono state riscontrate nell\u2019ipertesto \u2013 strumento del web in grado di creare e organizzare contenuti di un libro digitale \u2013 e consistono nel fare clic sui collegamenti ipertestuali per saltare da una parte del testo ad un\u2019altra o utilizzare il men\u00f9 per continuare a leggere qualcos\u2019altro in un nuovo posto. Tutte operazioni che potremmo collegare al testo tradizionale, se pensiamo alle note a pi\u00e8 di pagina, ai commenti, alle glosse, agli indici e ai rimandi. &nbsp; Il caso digitale di Afternoon: A Story di Michael Joyce Michael Joyce, scrittore e critico letterario statunitense, non ha dubbi sulla potenzialit\u00e0 che tali operazioni ipertestuali possano avere su un testo, escludendo le tradizionali pagine web. Pubblica grazie alla Eastgate \u2013 mix di piccola casa editrice e di casa produttrice di software nel 1999 \u2013 il primo libro digitale non lineare-ergodico dal nome Afternoon: A Story. Si tratta di un racconto sotto forma di libro-game che si rif\u00e0 ad alcune sperimentazioni letterarie novecentesche come Castello dei destini incrociati di Calvino e al primo e vero libro-game Lucky Les: The Adventures of a Cat of Five Tales\u00a0pubblicato nel 1967. Lucky Les \u00e8 un libro per bambini il cui protagonista \u00e8 il gatto Les, guidato nelle sue avventure dalle scelte del lettore. Il libro di Joyce \u00e8 costituito da diversi percorsi e a seconda di quello che il lettore sceglier\u00e0 il significato dell\u2019opera cambier\u00e0 di conseguenza. Questi percorsi hanno testi brevi e molto frammentari che non raccontano storie e avvenimenti ma solo pensieri e immagini senza una collocazione temporale precisa. In conclusione, la lettura dell\u2019opera risulta molto difficile perch\u00e9 l\u2019autore spinge il lettore ad un\u2019interpretazione del libro pi\u00f9 che ad una comprensione, specialmente per l\u2019assenza di un layout accattivante. Tale esperimento non porta al successo, per cui la progettazione di tali modelli letterari non ha un seguito. Lo stesso, per\u00f2, non si pu\u00f2 dire della narrazione non lineare nell\u2019oggetto libro cartaceo. &nbsp; Alcuni esempi di libri cartacei ergodici Elencarli tutti sarebbe alquanto complicato, ma non citarne alcuni davvero importanti sarebbe altrettanto complicato per capire ancora meglio cosa risiede all\u2019interno di questi libri e cosa li rende cos\u00ec curiosi, affascinanti e strani. &nbsp; Composizione n\u00b01; Marc Saporta (1961) Il libro, pubblicato nel 1961, si presenta con il packaging di una scatola che contiene il libro. Le sue pagine non sono rilegate, bens\u00ec si tratta di fogli volanti e stampati solo fronte. Il lettore deve giocare con un mazzo di carte e, a seconda del risultato, leggere una pagina del libro. Le combinazioni che vengono fuori sono infinite, infinite come le storie che il lettore pu\u00f2 creare e poi leggere. &nbsp; Il castello dei destini incrociati, Italo Calvino (1973) Calvino affianca ad ogni pagina del libro la riproduzione delle carte dei Tarocchi senza conoscerne assolutamente il significato. \u00c8 questa sua non conoscenza a rendere il libro ancor pi\u00f9 intrigante. La non conoscenza del significato di ogni singola carta gli permette di associarla, prima o dopo, ad altre carte dal significato altrettanto sconosciuto che gli d\u00e0 cos\u00ec modo di avere \u00abun numero finito di elementi le cui combinazioni si moltiplicano a un miliardo di miliardi\u00bb, come afferma lui stesso. La cosa interessante \u00e8 che nell\u2019intreccio di queste vicende \u00e8 possibile rintracciare riferimenti collegabili a precedenti testi letterari come l\u2019Orlando furioso. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Casa di foglie, Mark Z. Danielewski (2000) Fino ad ora ci siamo imbattuti in libri dove \u00e8 possibile creare storie senza alcun tipo di difficolt\u00e0 dal punto di vista testuale. Le pagine sono costituite da una tipografia ed un layout regolare. Ma un libro che nel 2000 diventa un vero e proprio caso mediatico ed editoriale \u00e8 House of Leaves, tradotto in Italia Casa di foglie, di Mark Z. Danielwski. Il racconto attira cos\u00ec tanto i lettori che, dopo qualche anno, all\u2019autore viene persino commissionato un pilot della serie tv. L\u2019impaginazione del libro appare davvero confusionaria e difficile, proprio come la trama: un documentarista si trasferisce con la sua famiglia in una nuova casa, che \u00e8 pi\u00f9 grande al suo interno che all\u2019esterno. Questo porta l\u2019intera famiglia alla pazzia. Il racconto viene narrato da un ragazzo americano dopo il ritrovamento di un manoscritto in cui \u00e8 raccontata l\u2019intera storia. L\u2019autore decide che il modo migliore per il lettore di leggere e vivere questa storia \u00e8 entrarci. Entrarci non con il solito modo di leggere a cui si \u00e8 abituati, ma usando gli occhi e la mente facendo uno sforzo in pi\u00f9, quasi noioso perch\u00e9 complicato, che vede il lettore saltare da una pagina all\u2019altra, ritrovarsi in un inferno di note a pi\u00e8 di pagina, parti del testo disposte a caso che formano figure e colori specifici per caratteri tipografici diversi. Il libro, in qualche modo, sfida il lettore nella dedica delle prime pagine: \u00abQuesto libro non fa per te\u00bb. Cosa aspettarci In conclusione, leggere un libro ergodico non \u00e8 affatto facile e ci\u00f2 che pu\u00f2 attirare il lettore ad acquistarlo e conservarlo \u2013 oltre che una buona composizione strutturale di segni e linearit\u00e0 \u2013 risiede nella volont\u00e0 del lettore di collezionare l\u2019oggetto libro, visto come un oggetto di culto da custodire in un tempio sacro, la libreria personale. Queste sono due componenti importanti, senza le quali il libro ergodico non esisterebbe e non sarebbe cos\u00ec attraente, a differenza dell\u2019esperimento sul libro ergodico digitale, caduto subito nell\u2019oblio. Senza ombra di dubbio, tali convinzioni sono dettate dall\u2019analisi di libri digitali scritti e pubblicati negli anni novanta e, da quel momento, il mondo digitale ne ha fatta di strada. La domanda \u00e8: cosa dobbiamo aspettarci? I libri ergodici cartacei hanno ancora una possibilit\u00e0 di imporsi nel mercato editoriale e di entrare nelle biblioteche di tutti, anche di quel lettore non molto forte? I giochi di carte, di ruolo, di strategia e di logica attirano bambini, ragazzi e adulti di ogni et\u00e0. Bisognerebbe solo far capire loro che il libro in questione ha lo stesso scopo di un gioco, di far vivere un\u2019avventura un po\u2019 diversa. In questo modo si potrebbero avvicinare anche i lettori deboli all\u2019oggetto libro. Ma i libri ergodici digitali hanno lo stesso potere di quelli cartacei? Probabilmente solo con una buona composizione narrativa e grafica. C\u2019\u00e8 un&#8217;enorme differenza tra leggere un libro di per s\u00e9 gi\u00e0 abbastanza confuso e complicato sul web e leggerne uno cartaceo. Il toccarlo con mano, avere la possibilit\u00e0 di sfogliarlo velocemente, annotare quel che si vuole a matita e compiere tante altre operazioni sono pressappoco lontane dal modo di leggere e capire un libro su schermo. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che, nel caso in cui l\u2019ergodicit\u00e0 cartacea facesse il suo ritorno, dobbiamo aspettarci nuovi modelli di sperimentazione e progettazione di ergodicit\u00e0 digitale. Perch\u00e9 la vita del libro non \u00e8 pi\u00f9 una sola, quella cartacea, ma \u00e8 anche digitale. 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