{"id":6269,"date":"2021-05-18T12:00:53","date_gmt":"2021-05-18T10:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=6269"},"modified":"2021-05-18T12:15:21","modified_gmt":"2021-05-18T10:15:21","slug":"terrarossa-premio-strega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/terrarossa-premio-strega\/","title":{"rendered":"Tra timori e gratificazioni: l&#8217;esperienza vincente di TerraRossa"},"content":{"rendered":"<p>Nella <a href=\"https:\/\/premiostrega.it\/PS\/i-dodici-libri-candidati-alla-lxxv-edizione-del-premio-strega\/\">dozzina<\/a> del<strong> Premio Strega<\/strong> figurano da sempre autori dai nomi pi\u00f9 o meno risonanti e case editrici note o non ancora tali. Quest\u2019anno, nella <strong>LXXV edizione<\/strong> del premio<strong>, <\/strong>a far parlare di s\u00e9 \u00e8 stata la casa editrice <strong>TerraRossa<\/strong>, che dai trulli di Alberobello ha conquistato con tenacia il panorama nazionale, si \u00e8 fatta notare e si \u00e8 fatta scegliere. Il merito, si sa, va all\u2019autore, ma cosa sarebbe stato del testo se non avesse avuto la spinta di persone competenti, curiose e spesso audaci che, prima degli altri, hanno saputo notare il valore del prodotto letterario? E figurare nei dodici sicuramente \u00e8 una vittoria che il caso di <em>La casa delle madri<\/em> di Daniele Petruccioli pu\u00f2 vantare senza preoccuparsi delle scaramanzie, qualsiasi sar\u00e0 l\u2019esito.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Turi<\/strong>, direttore editoriale di TerraRossa, ci spiega cosa c\u2019\u00e8 dietro una casa editrice, nella scelta di una linea editoriale e davanti al prodotto finito, tra ardore e ponderatezza.<\/p>\n<p><strong>\u00abLe ragioni per le quali un tempo si faceva editoria ormai sembra vengano considerate folli: cercare di proporre libri diversi da quelli che il pubblico si aspetta, sforzarsi di formare lettori pensanti e consapevoli, perseguire un\u2019idea di letteratura che sondi le possibilit\u00e0 del linguaggio e quelle dell\u2019invenzione\u00bb. Sono questi gli elementi che la casa editrice TerraRossa \u2013 nata nel 2017 ad Alberobello, citt\u00e0 nota per la sua architettura, adesso anche per i suoi prodotti editoriali \u2013 dichiara fondamentali sulla sua <a href=\"https:\/\/www.terrarossaedizioni.it\/terrarossa\/\">pagina internet<\/a>. Qual era la volont\u00e0 o necessit\u00e0 che ha portato alla fondazione di una nuova casa editrice?<\/strong><\/p>\n<p>Proprio quella di ragionare su un catalogo incentrato sul valore letterario delle proprie opere, a prescindere dal loro potenziale commerciale. Sembra un\u2019ovviet\u00e0, ma basta fare un giro in una grande libreria per intuire che non lo \u00e8 affatto.<\/p>\n<p><strong>Adesso avete due collane, entrambe di narrativa: \u201cFondanti\u201d che ripropone, in una nuova edizione rivista, romanzi recenti ma introvabili di autori che hanno rinnovato il panorama letterario e \u201cSperimentali\u201d che accoglie opere inedite, capaci di affrontare temi attuali attraverso una ricerca stilistica originale. Sembrano seguire due percorsi differenti, ma fanno riferimento a un ideale comune: qual \u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, in comune hanno la centralit\u00e0 della scrittura: che siano opere nuove o gi\u00e0 pubblicate ma fuori commercio, a noi interessa che si riconosca il tratto stilistico del loro autore, la sua voce. Per la scelta dei testi da pubblicare contano poco la notoriet\u00e0 dell\u2019autore (abbiamo diversi esordi in catalogo) e anche dei temi: a noi interessano storie raccontate con una scrittura che sappia azzardare e sperimentare, sondare le diverse possibilit\u00e0 del linguaggio, senza per questo ridursi mai a esercizio di stile, ma sempre al servizio della narrazione.<\/p>\n<p><strong>Credete che sar\u00e0 necessario ampliare il vostro catalogo in futuro o vorreste continuare con la linea editoriale selezionata fino ad ora?<\/strong><\/p>\n<p>No, continueremo a pubblicare pochi titoli l\u2019anno, per poterli selezionare con attenzione e poi promuovere con dedizione; oltretutto siamo una realt\u00e0 piccola e non abbiamo le strutture, il personale e le risorse economiche per allargare i nostri orizzonti.<\/p>\n<p><strong>Per una casa editrice cos\u00ec giovane, com\u2019\u00e8 stato dover affrontare la situazione pandemica? Quali sono stati gli effetti della chiusura delle librerie sulle vendite e sulla progettazione editoriale?<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0, lo scossone \u00e8 stato soprattutto emotivo; proprio perch\u00e9 piccoli, abbiamo una maggiore capacit\u00e0 di adattarci ai mutamenti. Certo, sono saltate tutte le fiere dell\u2019editoria e per un mese e mezzo le librerie sono rimaste chiuse, ma abbiamo posticipato di un paio di mesi l\u2019uscita del romanzo di Marco Rovelli, <em>La parte del fuoco<\/em>, e per il resto ci siamo concentrati sul lavoro redazionale e abbiamo cercato di essere maggiormente presenti sui social network.<\/p>\n<p><strong>\u00abQuanto alla scelta dei materiali e alla cura grafica, vi baster\u00e0 sfogliare uno qualunque dei nostri libri per comprendere quanta importanza abbiano per noi\u00bb. Vorreste descrivere qual \u00e8 la veste che avete scelto per i vostri libri e quale la sua importanza?<\/strong><\/p>\n<p>Beh, abbiamo una linea grafica ben definita, riconoscibile, e le illustrazioni sono tutte curate da Francesco Dezio, che ha un tratto originale e molto accattivante; sulle copertine c\u2019\u00e8 un cerchio sul quale deve focalizzarsi l\u2019attenzione del lettore, sul dorso un simbolo e dietro la copertina un\u2019immagine in negativo e\u2026 insomma, i nostri libri bisogna sfogliarli per coglierne i dettagli.<\/p>\n<p><strong>Spostiamoci, infine, su un libro di cui si \u00e8 molto parlato ultimamente. Come \u00e8 st<\/strong><strong>ato scelto <em>La casa delle madri<\/em> di Daniele Petruccioli? A quali esigenze\u00a0<\/strong><b>ideologiche<\/b><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6270 alignright\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/PS21_Petruccioli_Cover_Web-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/PS21_Petruccioli_Cover_Web-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/PS21_Petruccioli_Cover_Web-16x24.jpg 16w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/PS21_Petruccioli_Cover_Web-24x36.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/PS21_Petruccioli_Cover_Web-32x48.jpg 32w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/PS21_Petruccioli_Cover_Web.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><strong> o commerciali risponde e in che modo rispecchia le caratteristiche della collana \u201cSperimentali\u201d? Immagino che, avendolo pubblicato, siate stati i primi a credere nel valore del testo, vi aspettavate un riscontro del genere?<\/strong><\/p>\n<p>Me ne aveva parlato un nostro consulente, Giuseppe Girimonti Greco (fine traduttore letterario, per altro), e mi ha subito entusiasmato: Daniele Petruccioli ha una scrittura ricca e armoniosa, che trascina il lettore, lo stordisce e lo incanta, mentre racconta una storia di contrasti famigliari e mette a confronto la labilit\u00e0 della vita umana con la persistenza della sua impronta sui luoghi in cui vive. Sapevamo fosse un romanzo importante, ma entrare in dozzina al Premio Strega va anche oltre le nostre aspettative.<\/p>\n<p><strong>Quali consigli darebbe ai giovani che si approcciano al mondo editoriale? C&#8217;\u00e8 posto per noi?<\/strong><\/p>\n<p>Riguardo ai consigli, non so davvero: prima della pandemia il mio primo lavoro per cinque mesi l\u2019anno era quello di guida turistica e anche tutti gli altri collaboratori di TerraRossa hanno una seconda occupazione (Elena Manzari, l\u2019addetta stampa, gestisce una libreria; Tiziana Giudice, la correttrice di bozze, \u00e8 un\u2019insegnante; ecc). Quindi l\u2019unico consiglio che posso dare \u00e8 quello di non precludersi altri percorsi professionali, perch\u00e9 quello editoriale \u00e8 un ambito spesso molto frustrante sul versante remunerativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In definitiva\u2026 spirito di iniziativa, mente aperta e piedi per terra: questa sembra essere la combinazione perfetta per il successo di una giovane casa editrice e, soprattutto, la chiave per guardare, giorno dopo giorno, al proprio operato con fierezza, orgoglio e sempre rinnovata passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Stefania Malerba<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella dozzina del Premio Strega figurano da sempre autori dai nomi pi\u00f9 o meno risonanti e case editrici note o non ancora tali. Quest\u2019anno, nella LXXV edizione del premio, a far parlare di s\u00e9 \u00e8 stata la casa editrice TerraRossa, che dai trulli di Alberobello ha conquistato con tenacia il panorama nazionale, si \u00e8 fatta notare e si \u00e8 fatta scegliere. Il merito, si sa, va all\u2019autore, ma cosa sarebbe stato del testo se non avesse avuto la spinta di persone competenti, curiose e spesso audaci che, prima degli altri, hanno saputo notare il valore del prodotto letterario? E figurare nei dodici sicuramente \u00e8 una vittoria che il caso di La casa delle madri di Daniele Petruccioli pu\u00f2 vantare senza preoccuparsi delle scaramanzie, qualsiasi sar\u00e0 l\u2019esito. Giovanni Turi, direttore editoriale di TerraRossa, ci spiega cosa c\u2019\u00e8 dietro una casa editrice, nella scelta di una linea editoriale e davanti al prodotto finito, tra ardore e ponderatezza. \u00abLe ragioni per le quali un tempo si faceva editoria ormai sembra vengano considerate folli: cercare di proporre libri diversi da quelli che il pubblico si aspetta, sforzarsi di formare lettori pensanti e consapevoli, perseguire un\u2019idea di letteratura che sondi le possibilit\u00e0 del linguaggio e quelle dell\u2019invenzione\u00bb. Sono questi gli elementi che la casa editrice TerraRossa \u2013 nata nel 2017 ad Alberobello, citt\u00e0 nota per la sua architettura, adesso anche per i suoi prodotti editoriali \u2013 dichiara fondamentali sulla sua pagina internet. Qual era la volont\u00e0 o necessit\u00e0 che ha portato alla fondazione di una nuova casa editrice? Proprio quella di ragionare su un catalogo incentrato sul valore letterario delle proprie opere, a prescindere dal loro potenziale commerciale. Sembra un\u2019ovviet\u00e0, ma basta fare un giro in una grande libreria per intuire che non lo \u00e8 affatto. Adesso avete due collane, entrambe di narrativa: \u201cFondanti\u201d che ripropone, in una nuova edizione rivista, romanzi recenti ma introvabili di autori che hanno rinnovato il panorama letterario e \u201cSperimentali\u201d che accoglie opere inedite, capaci di affrontare temi attuali attraverso una ricerca stilistica originale. Sembrano seguire due percorsi differenti, ma fanno riferimento a un ideale comune: qual \u00e8? S\u00ec, in comune hanno la centralit\u00e0 della scrittura: che siano opere nuove o gi\u00e0 pubblicate ma fuori commercio, a noi interessa che si riconosca il tratto stilistico del loro autore, la sua voce. Per la scelta dei testi da pubblicare contano poco la notoriet\u00e0 dell\u2019autore (abbiamo diversi esordi in catalogo) e anche dei temi: a noi interessano storie raccontate con una scrittura che sappia azzardare e sperimentare, sondare le diverse possibilit\u00e0 del linguaggio, senza per questo ridursi mai a esercizio di stile, ma sempre al servizio della narrazione. Credete che sar\u00e0 necessario ampliare il vostro catalogo in futuro o vorreste continuare con la linea editoriale selezionata fino ad ora? No, continueremo a pubblicare pochi titoli l\u2019anno, per poterli selezionare con attenzione e poi promuovere con dedizione; oltretutto siamo una realt\u00e0 piccola e non abbiamo le strutture, il personale e le risorse economiche per allargare i nostri orizzonti. Per una casa editrice cos\u00ec giovane, com\u2019\u00e8 stato dover affrontare la situazione pandemica? Quali sono stati gli effetti della chiusura delle librerie sulle vendite e sulla progettazione editoriale? In realt\u00e0, lo scossone \u00e8 stato soprattutto emotivo; proprio perch\u00e9 piccoli, abbiamo una maggiore capacit\u00e0 di adattarci ai mutamenti. Certo, sono saltate tutte le fiere dell\u2019editoria e per un mese e mezzo le librerie sono rimaste chiuse, ma abbiamo posticipato di un paio di mesi l\u2019uscita del romanzo di Marco Rovelli, La parte del fuoco, e per il resto ci siamo concentrati sul lavoro redazionale e abbiamo cercato di essere maggiormente presenti sui social network. \u00abQuanto alla scelta dei materiali e alla cura grafica, vi baster\u00e0 sfogliare uno qualunque dei nostri libri per comprendere quanta importanza abbiano per noi\u00bb. Vorreste descrivere qual \u00e8 la veste che avete scelto per i vostri libri e quale la sua importanza? Beh, abbiamo una linea grafica ben definita, riconoscibile, e le illustrazioni sono tutte curate da Francesco Dezio, che ha un tratto originale e molto accattivante; sulle copertine c\u2019\u00e8 un cerchio sul quale deve focalizzarsi l\u2019attenzione del lettore, sul dorso un simbolo e dietro la copertina un\u2019immagine in negativo e\u2026 insomma, i nostri libri bisogna sfogliarli per coglierne i dettagli. Spostiamoci, infine, su un libro di cui si \u00e8 molto parlato ultimamente. Come \u00e8 stato scelto La casa delle madri di Daniele Petruccioli? A quali esigenze\u00a0ideologiche o commerciali risponde e in che modo rispecchia le caratteristiche della collana \u201cSperimentali\u201d? Immagino che, avendolo pubblicato, siate stati i primi a credere nel valore del testo, vi aspettavate un riscontro del genere? Me ne aveva parlato un nostro consulente, Giuseppe Girimonti Greco (fine traduttore letterario, per altro), e mi ha subito entusiasmato: Daniele Petruccioli ha una scrittura ricca e armoniosa, che trascina il lettore, lo stordisce e lo incanta, mentre racconta una storia di contrasti famigliari e mette a confronto la labilit\u00e0 della vita umana con la persistenza della sua impronta sui luoghi in cui vive. Sapevamo fosse un romanzo importante, ma entrare in dozzina al Premio Strega va anche oltre le nostre aspettative. Quali consigli darebbe ai giovani che si approcciano al mondo editoriale? C&#8217;\u00e8 posto per noi? Riguardo ai consigli, non so davvero: prima della pandemia il mio primo lavoro per cinque mesi l\u2019anno era quello di guida turistica e anche tutti gli altri collaboratori di TerraRossa hanno una seconda occupazione (Elena Manzari, l\u2019addetta stampa, gestisce una libreria; Tiziana Giudice, la correttrice di bozze, \u00e8 un\u2019insegnante; ecc). 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