{"id":7278,"date":"2022-10-27T15:23:56","date_gmt":"2022-10-27T13:23:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=7278"},"modified":"2022-10-27T15:23:56","modified_gmt":"2022-10-27T13:23:56","slug":"giovani-attivisti-intervista-allautrice-marta-sabatino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/giovani-attivisti-intervista-allautrice-marta-sabatino\/","title":{"rendered":"Giovani attivisti: intervista all\u2019autrice Marta Sabatino"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">Quest\u2019anno il Master in editoria di Pavia, in collaborazione con Legambiente Lombardia e la Fondazione Cariplo, ha preso parte al progetto \u201cRead2green: leggere di ambiente\u201d, con l\u2019obiettivo di promuovere la\u00a0lettura legata ai temi ambientali. Quale occasione migliore per consigliare un libro che si inserisce alla perfezione in questo progetto? Ho fatto due chiacchiere con una persona davvero in gamba, autrice esordiente e attivista per il clima e per i diritti civili e sociali: Marta Sabatino, classe 2003, ex rappresentante d\u2019istituto al Regina Margherita di Palermo ed ex responsabile formazione della Rete degli Studenti Medi\u00a0Palermo.<\/span><\/p>\n<p><b><\/b><\/p>\n<p><b>Marta, comincerei chiedendoti com&#8217;\u00e8 nata l&#8217;idea per il tuo libro <\/b><b><i>Solstizio di fiamme. Cenere e amuleti<\/i><\/b><b>?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019idea del libro \u00e8 nata dalla realt\u00e0 della Sicilia e del mio attivismo per il clima: prendendo parte al movimento <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Fridays for future<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, a cui mi sono interessata fin dall\u2019inizio, e partecipando ai primi global strike in Italia, ho cominciato a riflettere un po\u2019 di pi\u00f9 sulle tematiche ambientali e a guardare tutto quello che mi circondava in un\u2019ottica diversa. Vado spesso a trovare i miei nonni che stanno vicino le Madonie e, lungo il tragitto in auto, io e miei genitori passiamo accanto a Termini Imerese, dove si trova una zona industriale, che \u00e8 stata di ispirazione per la creazione dei luoghi del libro. Ho cominciato poi a chiedermi come saranno tutti questi luoghi in futuro se si continua cos\u00ec. Inoltre, quello che scrivo \u00e8 anche molto influenzato da ci\u00f2 che leggo e studio, ho ricevuto una serie di stimoli nuovi che hanno contaminato il modo in cui scrivo e sicuramente anche i contenuti del libro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>\u200cIl tema ambientale nel romanzo fa da sfondo a tutte le vicende: siamo nella Sicilia dell\u2019anno 2120, governata da un regime oligarchico fortemente militarizzato in seguito ai disastrosi effetti della crisi climatica e delle guerre per l&#8217;acquisizione delle poche risorse rimaste. Cosa ti ha spinto a portare il tuo attivismo per l\u2019ambiente anche nella tua scrittura? A chi \u00e8 rivolto questo libro?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il motivo per cui ho cominciato a scrivere \u00e8 stato perch\u00e9 durante il lockdown non potevo proseguire la mia attivit\u00e0 da attivista come avevo sempre fatto, quindi volevo trovare un altro modo per dire quello che pensavo. Quando ho scritto questo libro pensavo alle persone della mia generazione, a tutti i giovani che sono scesi in piazza e che spesso fanno un po\u2019 fatica a immaginare come potrebbe essere il futuro. A volte questa fatica porta a scoraggiarsi, soprattutto nella lotta politica: si considera tutto ci\u00f2 che si fa vano perch\u00e9 alla fine probabilmente non avremo un futuro. Invece quello che volevo mostrare con il mio romanzo \u00e8 che un futuro ci sar\u00e0 di sicuro, ma se sar\u00e0 positivo o negativo lo decideremo noi, con le nostre azioni. Ho cercato di rivolgermi alle persone della mia generazione per far capire che quello che facciamo oggi avr\u00e0 un effetto sul domani, non si tratta solo di chiacchiere inutili.<\/span><\/p>\n<p><b>Ritieni che il genere distopico \u2013 come per il tuo libro \u2013 possa aiutare a far prendere coscienza pi\u00f9 di altri generi letterari?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Tra i primi romanzi distopici popolari troviamo quelli di Orwell, scritti in tempi di grandi incertezze, in cui i regimi totalitari erano ancora una minaccia molto pi\u00f9 concreta di quanto sembra che lo siano adesso, anche se vediamo che con la guerra tra la Russia e l\u2019Ucraina in realt\u00e0 la minaccia del totalitarismo esiste ancora. Quindi s\u00ec, penso che per la questione ambientale, cos\u00ec come per la questione dell\u2019importanza della democrazia e della partecipazione, quello distopico sia un genere che molto spesso viene utilizzato come canale di espressione per i movimenti sociali che si auspicano. \u00c8 quello che \u00e8 successo anche con <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Il Racconto dell\u2019ancella<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, diventato simbolo della lotta per il diritto all\u2019aborto.<\/span><\/p>\n<p><b>Il genere distopico pu\u00f2 dunque essere molto efficace, ma quanto pu\u00f2 essere \u201cpericoloso\u201d nei libri a tema green l\u2019allarmismo, che non sempre \u00e8 percepito in maniera positiva dai lettori?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Se qualcosa viene dipinta come una tragedia enorme e immediata, si tende sempre ad allontanarla da noi e a pensare che non pu\u00f2 accadere davvero. Invece il cambiamento climatico non sar\u00e0 la grande catastrofe che accade in un unico momento, ma piuttosto si tratta di tante piccole cose nel nostro quotidiano di cui magari non ci rendiamo conto ma di cui alla fine patiremo gli effetti. Quindi fare troppo allarmismo e immaginare una catastrofe in stile apocalittico \u00e8 scientificamente sbagliato perch\u00e9 non si tratter\u00e0 di quello: gli effetti del cambiamento climatico sono visibili gi\u00e0 ora ma non ce ne rendiamo conto perch\u00e9 si continua ad allontanare la catastrofe, sostenendo che nel 2050 la civilt\u00e0 umana collasser\u00e0. Invece i disastri ambientali esistono gi\u00e0 adesso, magari per popolazioni marginalizzate, che vengono da parti del mondo che spesso tendiamo a non considerare, e le cui terre sono devastate dalla crisi climatica.<\/span><\/p>\n<p><b>\u00abLe ingiustizie non sarebbero scomparse solo perch\u00e9 si riusciva a delinearle in maniera pi\u00f9 o meno precisa\u00bb si legge a un certo punto della storia, ma pi\u00f9 avanti la protagonista stessa \u00e8 \u00abconsapevole che neanche lei riusciva ad astenersi dalle valutazioni circa la giustizia e l\u2019ingiustizia delle cose\u00bb. Si pu\u00f2 collegare questo passo del libro all\u2019attivismo ambientale? Abbiamo delineato in maniera precisa quelle che sono le problematiche ambientali eppure non stiamo facendo nulla per migliorarle.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Io penso che nessuno di noi si possa astenere dal pensare che qualcosa sia giusto o sbagliato, anche se spesso ci viene detto che non ci riguarda. Adesso capiamo tutti quali sono i problemi, quali sono le azioni da intraprendere e le misure da mettere in atto. Adesso sappiamo tutti cosa \u00e8 giusto ma nessuno sente di avere il potere per cambiare le cose, quindi molto spesso riconosciamo l\u2019ingiustizia ma non pensiamo che questo possa determinare un cambiamento, quando invece si dovrebbe capire che il cambiamento \u00e8 prima di tutto interiore. Dobbiamo renderci conto che le tematiche ambientali sono assolutamente pressanti e che le soluzioni proposte devono essere attuate adesso, prima che sia troppo tardi. E prima ce ne rendiamo conto, prima la societ\u00e0 sar\u00e0 pronta anche a livello di attivismo, cio\u00e8 ci saranno pi\u00f9 persone pronte a fare pressione sui governi affinch\u00e9 siano messe in atto tali misure. Quindi sicuramente riconoscere le ingiustizie \u00e8 importante, ma ci\u00f2 che spesso si confonde con il non riconoscerle \u00e8 il pensare di non poter agire, pensare che debba essere qualcun altro a prendere le decisioni al nostro posto.<\/span><\/p>\n<p><b>Oltre ad essere attivista per il clima, lo sei anche per i diritti civili e sociali. E nel tuo libro troviamo dei personaggi LGBTQ+ di cui hai trattato in maniera direi un po&#8217; diversa rispetto alla rappresentazione che troviamo in altri media, senza un grande focus sulla scoperta di s\u00e9 e della propria sessualit\u00e0 o sul coming out: come hai pensato questi personaggi?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Direi che nella situazione descritta nel libro il tema del coming out non \u00e8 cos\u00ec prestante soprattutto perch\u00e9 si tratta di un privilegio in questo momento storico: soprattutto in una situazione di repressione a livello governativo o, anche banalmente, a livello familiare, sicuramente il coming out non \u00e8 la cosa preminente per una persona appartenente alla comunit\u00e0 LGBTQ+. Penso che prima di poter affermare la propria identit\u00e0 personale si debbano affermare i diritti collettivi. Vedere l\u2019affermazione dell\u2019identit\u00e0 personale come battaglia che precede quella per l\u2019affermazione della democrazia \u00e8 un po\u2019 autoreferenziale, perch\u00e9 non si vive mai bene se non si vive in comunit\u00e0. Perci\u00f2 s\u00ec, l\u2019aver rappresentato i personaggi in tal modo \u00e8 una forma di attivismo ma proprio perch\u00e9 nell\u2019affermazione della democrazia c\u2019\u00e8 anche l\u2019affermazione delle nostre individualit\u00e0, perch\u00e9 una societ\u00e0 democratica e libera \u00e8 fatta da persone che vivono la propria identit\u00e0 in maniera libera.<\/span><\/p>\n<p><b>C\u2019\u00e8 un personaggio del libro a cui ti senti pi\u00f9 legata, anche per come l\u2019hai costruito durante il processo di scrittura?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00c8 una domanda abbastanza difficile. Leggendo il libro si nota che tutti i personaggi rientrano all\u2019interno di archetipi, sono personaggi che hanno tutti un fine preciso all\u2019interno della storia. Raramente mi \u00e8 capitato di sentire un legame in particolare nei confronti di un personaggio per\u00f2 penso che sia Al che pi\u00f9 incarna il valore del libro: inizialmente si discosta un po\u2019 dal tipico personaggio dell\u2019eroina di un romanzo YA perch\u00e9 parte da una condizione diversa, di marginalit\u00e0 sociale e di insicurezza. Quindi penso che all\u2019interno della storia sia il personaggio che ha uno sviluppo pi\u00f9 interessante, anche a livello di coinvolgimento del lettore. Inoltre, mi ricorda molto diverse ragazze che ho conosciuto a scuola, provenienti da contesti complessi e che spesso pensavano di non poter mai essere protagoniste della propria storia e di dover essere subalterne a qualcun altro.<\/span><\/p>\n<p><b>A questo proposito, il tuo libro \u00e8 stato pubblicato da Women Plot, casa editrice che pubblica solo libri di autrici per ridare voce alle donne, voce che spesso \u00e8 mancata nel corso della storia. Cosa ha significato riuscire a pubblicare con questo editore?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Ha sicuramente avuto un valore aggiunto, avevo ricevuto anche altre proposte di pubblicazione per\u00f2 ho scelto Women Plot proprio per questo motivo. Molto raramente ci sono state autrici donne nel corso della storia a cui \u00e8 stata data la giusta attenzione. Arrivata alla fine del liceo non ho mai approfondito un\u2019autrice donna in nessuna delle tre lingue che studio. Quindi pensavo fosse particolarmente importante contribuire a un progetto che ritengo utile e necessario.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><span style=\"font-weight: 400\">Chiara Diquattro<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Sito online dell&#8217;<\/span>editore Women Plot<span>: <\/span><a href=\"https:\/\/womenplot.com\/\"><span>https:\/\/womenplot.com\/<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Profilo Instagram di Marta Sabatino: <\/span><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/martasabatino_\/?hl=en\"><span style=\"font-weight: 400\">https:\/\/www.instagram.com\/martasabatino_\/?hl=en<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Presto in tutte le librerie il nostro libro <strong><em>Via col verde<\/em><\/strong>, un&#8217;analisi della filiera editoriale legata al tema dell&#8217;ambiente.<\/h6>\n<h6>Il 5 novembre 2022, a Ivrea, presenteremo il nostro <strong>manifesto per un&#8217;editoria pi\u00f9 sostenibile<\/strong>. Inoltre, interverranno anche i rappresentanti di AIE, ALI, AIB, ADEI, Centro per il Libro del Ministero, Salone del libro, oltre naturalmente a Ivrea capitale del libro.<\/h6>\n<h6>L&#8217;entrata \u00e8 libera e l&#8217;invito \u00e8 esteso a tutti.<\/h6>\n<h6>Vi aspettiamo!<\/h6>\n<h6><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7281 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-300x212.jpg\" alt=\"ivrea \" width=\"444\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-1536x1086.jpg 1536w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-2048x1449.jpg 2048w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-1140x806.jpg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-24x17.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-36x25.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/invito-Ivrea-5nov2022-Manifesto-editoria-sostenibile-48x34.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest\u2019anno il Master in editoria di Pavia, in collaborazione con Legambiente Lombardia e la Fondazione Cariplo, ha preso parte al progetto \u201cRead2green: leggere di ambiente\u201d, con l\u2019obiettivo di promuovere la\u00a0lettura legata ai temi ambientali. 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Vado spesso a trovare i miei nonni che stanno vicino le Madonie e, lungo il tragitto in auto, io e miei genitori passiamo accanto a Termini Imerese, dove si trova una zona industriale, che \u00e8 stata di ispirazione per la creazione dei luoghi del libro. Ho cominciato poi a chiedermi come saranno tutti questi luoghi in futuro se si continua cos\u00ec. Inoltre, quello che scrivo \u00e8 anche molto influenzato da ci\u00f2 che leggo e studio, ho ricevuto una serie di stimoli nuovi che hanno contaminato il modo in cui scrivo e sicuramente anche i contenuti del libro.\u00a0 \u200cIl tema ambientale nel romanzo fa da sfondo a tutte le vicende: siamo nella Sicilia dell\u2019anno 2120, governata da un regime oligarchico fortemente militarizzato in seguito ai disastrosi effetti della crisi climatica e delle guerre per l&#8217;acquisizione delle poche risorse rimaste. Cosa ti ha spinto a portare il tuo attivismo per l\u2019ambiente anche nella tua scrittura? A chi \u00e8 rivolto questo libro? Il motivo per cui ho cominciato a scrivere \u00e8 stato perch\u00e9 durante il lockdown non potevo proseguire la mia attivit\u00e0 da attivista come avevo sempre fatto, quindi volevo trovare un altro modo per dire quello che pensavo. Quando ho scritto questo libro pensavo alle persone della mia generazione, a tutti i giovani che sono scesi in piazza e che spesso fanno un po\u2019 fatica a immaginare come potrebbe essere il futuro. A volte questa fatica porta a scoraggiarsi, soprattutto nella lotta politica: si considera tutto ci\u00f2 che si fa vano perch\u00e9 alla fine probabilmente non avremo un futuro. Invece quello che volevo mostrare con il mio romanzo \u00e8 che un futuro ci sar\u00e0 di sicuro, ma se sar\u00e0 positivo o negativo lo decideremo noi, con le nostre azioni. Ho cercato di rivolgermi alle persone della mia generazione per far capire che quello che facciamo oggi avr\u00e0 un effetto sul domani, non si tratta solo di chiacchiere inutili. Ritieni che il genere distopico \u2013 come per il tuo libro \u2013 possa aiutare a far prendere coscienza pi\u00f9 di altri generi letterari? Tra i primi romanzi distopici popolari troviamo quelli di Orwell, scritti in tempi di grandi incertezze, in cui i regimi totalitari erano ancora una minaccia molto pi\u00f9 concreta di quanto sembra che lo siano adesso, anche se vediamo che con la guerra tra la Russia e l\u2019Ucraina in realt\u00e0 la minaccia del totalitarismo esiste ancora. Quindi s\u00ec, penso che per la questione ambientale, cos\u00ec come per la questione dell\u2019importanza della democrazia e della partecipazione, quello distopico sia un genere che molto spesso viene utilizzato come canale di espressione per i movimenti sociali che si auspicano. \u00c8 quello che \u00e8 successo anche con Il Racconto dell\u2019ancella, diventato simbolo della lotta per il diritto all\u2019aborto. Il genere distopico pu\u00f2 dunque essere molto efficace, ma quanto pu\u00f2 essere \u201cpericoloso\u201d nei libri a tema green l\u2019allarmismo, che non sempre \u00e8 percepito in maniera positiva dai lettori? Se qualcosa viene dipinta come una tragedia enorme e immediata, si tende sempre ad allontanarla da noi e a pensare che non pu\u00f2 accadere davvero. Invece il cambiamento climatico non sar\u00e0 la grande catastrofe che accade in un unico momento, ma piuttosto si tratta di tante piccole cose nel nostro quotidiano di cui magari non ci rendiamo conto ma di cui alla fine patiremo gli effetti. Quindi fare troppo allarmismo e immaginare una catastrofe in stile apocalittico \u00e8 scientificamente sbagliato perch\u00e9 non si tratter\u00e0 di quello: gli effetti del cambiamento climatico sono visibili gi\u00e0 ora ma non ce ne rendiamo conto perch\u00e9 si continua ad allontanare la catastrofe, sostenendo che nel 2050 la civilt\u00e0 umana collasser\u00e0. Invece i disastri ambientali esistono gi\u00e0 adesso, magari per popolazioni marginalizzate, che vengono da parti del mondo che spesso tendiamo a non considerare, e le cui terre sono devastate dalla crisi climatica. \u00abLe ingiustizie non sarebbero scomparse solo perch\u00e9 si riusciva a delinearle in maniera pi\u00f9 o meno precisa\u00bb si legge a un certo punto della storia, ma pi\u00f9 avanti la protagonista stessa \u00e8 \u00abconsapevole che neanche lei riusciva ad astenersi dalle valutazioni circa la giustizia e l\u2019ingiustizia delle cose\u00bb. Si pu\u00f2 collegare questo passo del libro all\u2019attivismo ambientale? Abbiamo delineato in maniera precisa quelle che sono le problematiche ambientali eppure non stiamo facendo nulla per migliorarle. Io penso che nessuno di noi si possa astenere dal pensare che qualcosa sia giusto o sbagliato, anche se spesso ci viene detto che non ci riguarda. Adesso capiamo tutti quali sono i problemi, quali sono le azioni da intraprendere e le misure da mettere in atto. Adesso sappiamo tutti cosa \u00e8 giusto ma nessuno sente di avere il potere per cambiare le cose, quindi molto spesso riconosciamo l\u2019ingiustizia ma non pensiamo che questo possa determinare un cambiamento, quando invece si dovrebbe capire che il cambiamento \u00e8 prima di tutto interiore. Dobbiamo renderci conto che le tematiche ambientali sono assolutamente pressanti e che le soluzioni proposte devono essere attuate adesso, prima che sia troppo tardi. E prima ce ne rendiamo conto, prima la societ\u00e0 sar\u00e0 pronta anche a livello di attivismo, cio\u00e8 ci saranno pi\u00f9 persone pronte a fare pressione sui governi affinch\u00e9 siano messe in atto tali misure. Quindi sicuramente riconoscere le ingiustizie \u00e8 importante, ma ci\u00f2 che spesso si confonde con il non riconoscerle \u00e8 il pensare di non poter agire, pensare che debba essere qualcun altro a prendere le decisioni al nostro posto. Oltre ad essere attivista per il clima, lo sei anche per i diritti civili e sociali. E nel tuo libro troviamo dei personaggi LGBTQ+ di cui hai trattato in maniera direi un po&#8217; diversa rispetto alla rappresentazione che troviamo in altri media, senza un grande focus sulla scoperta di s\u00e9 e della propria sessualit\u00e0 o sul coming out: come hai pensato questi personaggi? Direi che nella situazione descritta nel libro il tema del coming out non \u00e8 cos\u00ec prestante soprattutto perch\u00e9 si tratta di un privilegio in questo momento storico: soprattutto in una situazione di repressione a livello governativo o, anche banalmente, a livello familiare, sicuramente il coming out non \u00e8 la cosa preminente per una persona appartenente alla comunit\u00e0 LGBTQ+. Penso che prima di poter affermare la propria identit\u00e0 personale si debbano affermare i diritti collettivi. Vedere l\u2019affermazione dell\u2019identit\u00e0 personale come battaglia che precede quella per l\u2019affermazione della democrazia \u00e8 un po\u2019 autoreferenziale, perch\u00e9 non si vive mai bene se non si vive in comunit\u00e0. Perci\u00f2 s\u00ec, l\u2019aver rappresentato i personaggi in tal modo \u00e8 una forma di attivismo ma proprio perch\u00e9 nell\u2019affermazione della democrazia c\u2019\u00e8 anche l\u2019affermazione delle nostre individualit\u00e0, perch\u00e9 una societ\u00e0 democratica e libera \u00e8 fatta da persone che vivono la propria identit\u00e0 in maniera libera. C\u2019\u00e8 un personaggio del libro a cui ti senti pi\u00f9 legata, anche per come l\u2019hai costruito durante il processo di scrittura? \u00c8 una domanda abbastanza difficile. Leggendo il libro si nota che tutti i personaggi rientrano all\u2019interno di archetipi, sono personaggi che hanno tutti un fine preciso all\u2019interno della storia. Raramente mi \u00e8 capitato di sentire un legame in particolare nei confronti di un personaggio per\u00f2 penso che sia Al che pi\u00f9 incarna il valore del libro: inizialmente si discosta un po\u2019 dal tipico personaggio dell\u2019eroina di un romanzo YA perch\u00e9 parte da una condizione diversa, di marginalit\u00e0 sociale e di insicurezza. Quindi penso che all\u2019interno della storia sia il personaggio che ha uno sviluppo pi\u00f9 interessante, anche a livello di coinvolgimento del lettore. Inoltre, mi ricorda molto diverse ragazze che ho conosciuto a scuola, provenienti da contesti complessi e che spesso pensavano di non poter mai essere protagoniste della propria storia e di dover essere subalterne a qualcun altro. A questo proposito, il tuo libro \u00e8 stato pubblicato da Women Plot, casa editrice che pubblica solo libri di autrici per ridare voce alle donne, voce che spesso \u00e8 mancata nel corso della storia. Cosa ha significato riuscire a pubblicare con questo editore? Ha sicuramente avuto un valore aggiunto, avevo ricevuto anche altre proposte di pubblicazione per\u00f2 ho scelto Women Plot proprio per questo motivo. Molto raramente ci sono state autrici donne nel corso della storia a cui \u00e8 stata data la giusta attenzione. Arrivata alla fine del liceo non ho mai approfondito un\u2019autrice donna in nessuna delle tre lingue che studio. Quindi pensavo fosse particolarmente importante contribuire a un progetto che ritengo utile e necessario. Chiara Diquattro &nbsp; Sito online dell&#8217;editore Women Plot: https:\/\/womenplot.com\/ Profilo Instagram di Marta Sabatino: https:\/\/www.instagram.com\/martasabatino_\/?hl=en &nbsp; Presto in tutte le librerie il nostro libro Via col verde, un&#8217;analisi della filiera editoriale legata al tema dell&#8217;ambiente. Il 5 novembre 2022, a Ivrea, presenteremo il nostro manifesto per un&#8217;editoria pi\u00f9 sostenibile. 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