{"id":8147,"date":"2023-07-04T11:00:29","date_gmt":"2023-07-04T09:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=8147"},"modified":"2023-07-05T15:35:45","modified_gmt":"2023-07-05T13:35:45","slug":"dare-nuovi-occhi-per-guardare-in-modo-nuovo-intervista-a-emanuela-pulvirenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/dare-nuovi-occhi-per-guardare-in-modo-nuovo-intervista-a-emanuela-pulvirenti\/","title":{"rendered":"&#8220;Dare nuovi occhi per guardare in modo nuovo&#8221;: intervista a Emanuela Pulvirenti"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>La finestra \u00e8 il punto di incontro tra lo spazio umano e la realt\u00e0 esterna, tra cultura e natura, tra la misura e l\u2019infinito.<\/p><\/blockquote>\n<p>La finestra \u00e8 lo strumento d\u2019osservazione simbolico privilegiato da Emanuela Pulvirenti, che in <a href=\"https:\/\/www.rizzolilibri.it\/libri\/il-mondo-alla-finestra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il mondo alla finestra. La storia dell\u2019arte raccontata dalla cornice di una finestra<\/em><\/a>, edito da BUR Rizzoli, ci permette di esplorare le meraviglie dell\u2019arte descrivendo con intelligente semplicit\u00e0 un itinerario di storie, dettagli e curiosit\u00e0 dai capolavori dei maggior artisti alle rarit\u00e0 dei pittori meno noti.<\/p>\n<p>Emanuela Pulvirenti \u00e8 architetto con specializzazione in illuminotecnica, insegnante e divulgatrice di storia dell\u2019arte. Nel 2011 ha aperto il blog <a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Didatticarte<\/a>, diventato in pochi anni uno dei siti di divulgazione artistica pi\u00f9 seguiti in Italia, grazie alla proposta di spunti interessanti e alla sua chiarezza espositiva.<\/p>\n<p>L\u2019abbiamo intervistata, insieme al suo editor Lucio Lorenzi (<a href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/divulgare-arte-nello-spirito-della-bur-intervista-a-lucio-lorenzi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> il suo intervento), per conoscere meglio le ragioni che l\u2019hanno portata a scrivere il suo ultimo volume, una vera e propria immersione tra le storie dell\u2019arte pittorica. L\u2019autrice suggerisce al lettore di lasciarsi guidare dalle immagini, seguendo solo le emozioni che suscitano i dipinti, senza seguire per forza un ordine di lettura ben preciso. \u00c8 un libro che consente di spaziare, non \u00e8 un manuale. \u00c8 come fare una passeggiata tra le storie dell\u2019arte in cui la finestra \u00e8 un elemento centrale, che illumina non solo tutto ci\u00f2 che il pittore ha voluto mettere in rilievo, ma anche l\u2019intero significato dell\u2019opera.<\/p>\n<h4><strong>Quando \u00e8 nata l\u2019idea di scrivere un libro di storia dell\u2019arte con un punto di vista insolito? <\/strong><\/h4>\n<p>Era il 24 gennaio 2022 quando sono stata contattata attraverso il mio blog Didatticarte dall\u2019editor di saggistica della BUR Rizzoli, Lucio Lorenzi. Mi disse che stava cercando un autore che scrivesse un volume sull\u2019arte ma con un taglio divulgativo. Era interessato al modo pi\u00f9 trasversale di divulgare l\u2019arte, in una maniera nuova rispetto a quella tradizionale dei libri d\u2019arte in circolazione. E aveva trovato in me quella capacit\u00e0 di raccontare che cercava, per cui mi ha commissionato quest\u2019opera di saggistica divulgativa. Allora ho subito disposto delle proposte: c\u2019erano vari spunti alternativi, ma sono stati scartati, perch\u00e9 troppo tecnici o gi\u00e0 visti. Non erano soluzioni adatte al pubblico della BUR, secondo Lucio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8151\" aria-describedby=\"caption-attachment-8151\" style=\"width: 199px\" class=\"wp-caption alignright\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8151\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Finestra-a-Tangeri.jpeg\" alt=\"Finestra a Tangeri\" width=\"199\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Finestra-a-Tangeri.jpeg 525w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Finestra-a-Tangeri-208x300.jpeg 208w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Finestra-a-Tangeri-17x24.jpeg 17w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Finestra-a-Tangeri-25x36.jpeg 25w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Finestra-a-Tangeri-33x48.jpeg 33w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8151\" class=\"wp-caption-text\">Henri Matisse,<em> Finestra a Tangeri<\/em>, 1912<\/figcaption><\/figure>\n<p>Alla fine del confronto sui possibili argomenti \u00e8 arrivata l\u2019idea della finestra. Cos\u00ec abbiamo deciso di provare: era un filone che non era stato ancora trattato, se non in testi stranieri o in cataloghi di mostre. Ma soprattutto era un tema che mi intrigava per la mia formazione professionale in illuminotecnica e che sapevo essere stato molto apprezzato dalla community della pagina Facebook del mio blog, in cui per anni ogni mattina ho pubblicato immagini (arrivando a collezionarne circa 2500) di finestre nei dipinti, con una breve didascalia, ma senza approfondire. Mi ispirava l\u2019idea di avere finalmente la possibilit\u00e0 di raccontare la storia e i dettagli di quei dipinti, superando la prima impressione che se ne pu\u00f2 avere con uno sguardo veloce e distratto, tipico dello scrolling dei social media. La prova \u00e8 iniziata da un racconto sul quadro di Matisse <em>Finestra a Tangeri<\/em>. Ha funzionato, cos\u00ec ho proseguito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Nell\u2019introduzione scrive che \u00abnon \u00e8 necessario essere esperti di pittura\u00bb per leggere questo libro. Quindi per quale pubblico \u00e8 stato pensato? E in che modo il target ha influenzato lo stile di scrittura e il confezionamento del volume? <\/strong><\/h4>\n<p>Si tratta di un\u2019opera divulgativa, per cui il potenziale lettore \u00e8 un amante dell\u2019arte, ma non necessariamente uno storico o un critico. Tuttavia c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9. Il target ideale \u00e8 s\u00ec una persona appassionata d\u2019arte, per\u00f2 anche (e soprattutto) una che non se ne \u00e8 mai interessata, ma che scopre che l\u2019arte racconta qualcosa che la riguarda da vicino e fa parte della propria vita.<\/p>\n<p>\u00c8 un libro in cui l\u2019aspetto visivo prevale su quello testuale. Ci sono pi\u00f9 immagini che testi, quasi 200 dipinti su 300 pagine. L\u2019idea era quella di realizzare un libro che il lettore ha il piacere di sfogliare soltanto vedendo le immagini e le figure, senza il timore della descrizione specialistica. Volevo attirare l\u2019attenzione prima con le immagini e poi con un racconto, che proprio perch\u00e9 rivolto a chi non ne sa nulla \u00e8 il meno tecnico possibile. I termini tecnici, ridotti al minimo, vengono subito spiegati tra le parentesi. Non voglio escludere nessun lettore. Non voglio che il lettore senta la descrizione aulica di un esperto della materia. \u00c8 una tendenza dello storico dell\u2019arte per raccontare in maniera difficile ci\u00f2 che sa. Invece io mi sforzo di raccontare qualcosa di difficile in parole semplici. \u00c8 nato come libro divulgativo per un pubblico il pi\u00f9 vasto possibile e generico, con l\u2019obiettivo di avvicinare anche non esperti di determinate materie. Ovviamente cambio registro e stile a seconda della casa editrice e del target per cui scrivo. Lo stile qui adottato non \u00e8 di certo paragonabile a quello che utilizzo quando mi occupo dei testi scolastici per Zanichelli.<\/p>\n<h4><strong>Ci ha detto che la collezione di immagini \u00e8 iniziata anni prima: come ha scelto quelle da inserire e quelle da scartare? Quali criteri ha seguito per la selezione e il reperimento? <\/strong><\/h4>\n<p>Una prima valutazione mi ha spinta a includere i nomi dei pittori pi\u00f9 importanti, come Van Gogh, Matisse, Leonardo, Caravaggio. Poi tutti gli altri non sono stati selezionati in base alla loro importanza, ma in base a ci\u00f2 che la loro finestra rappresentava all\u2019interno di quel determinato percorso. Quindi la scelta andava sul fatto che quell\u2019opera era funzionale o meno a raccontare quel tema. Il percorso si svolge lungo trentaquattro microracconti, costruiti attorno a dei temi, partendo da un\u2019immagine principale, che nella maggior parte dei casi \u00e8 di un autore rilevante, per poi seguire con altre che funzionano in maniera ancillare a esplorare quel determinato argomento. Alcune immagini sono state escluse perch\u00e9 avrebbero rischiato di essere dei doppioni di altre. Il libro non doveva essere un\u2019enciclopedia delle finestre: non ci dovevano stare tutte, ma solo quelle che mi permettevano di illustrare alcuni concetti. Naturalmente, i temi selezionati in partenza sono stati rispettati, anche se alcuni sono emersi lavorando, come quello dell\u2019autoritratto.<\/p>\n<p>La mia ricerca \u00e8 iniziata dalle immagini, che ho dapprima scelto, poi montato ed impaginato su InDesign, circa 5 su 4 pagine, e solo dopo le ho raccontate. Anche la sequenza delle immagini doveva gi\u00e0 a prima vista costituire un racconto. Poi nell\u2019impaginato finale fatto dai grafici di Rizzoli le 4 pagine sono diventate 6. La sequenza si \u00e8 quasi sempre salvata. In alcuni casi la pagina ha visto una divisione tra testo e immagine, ma non \u00e8 stato un problema grave. Anche perch\u00e9 questo libro pu\u00f2 essere sfogliato e letto come un libro qualsiasi, non studiato come un testo scolastico, quindi si pu\u00f2 evitare di seguire la sequenza imposta dall\u2019impaginato. Oltre al fatto che ogni racconto \u00e8 indipendente e autoconcluso.<\/p>\n<h4><strong>Nel momento in cui non si sono potuti acquistare i diritti di un\u2019immagine, come e quanto ha condizionato la logica dei racconti?<\/strong><\/h4>\n<p>Dopo una prima stesura, ho realizzato una tabella per capire quali fossero le problematiche. Per fortuna nessun racconto \u00e8 saltato a causa della mancanza di immagini: nei casi complessi sono state scelte delle immagini alternative, molto simili. Dopo la revisione immagini ci sono state da fare delle modifiche e minime ricuciture delle cose da rivedere, che comunque sono state delle piccole azioni. Quindi, nel complesso non ci sono stati grandi problemi che hanno alterato la narrazione originaria. Inoltre, non sono stati fatti tagli o aggiunte in base al numero di pagine. Seguendo le indicazioni del progetto originario, che prevedeva circa 200 immagini, sono riuscita a regolarmi in base al tonnellaggio delle pagine. L\u2019obiettivo era dare stimoli e iniziare a portare dentro l\u2019argomento, come si fa in BUR.<\/p>\n<h4><strong>Quante immagini dell\u2019archivio del blog ha prelevato per raccontare dei temi del libro?<\/strong><\/h4>\n<p>Da quell\u2019archivio ho pescato numerose immagini, che sono confluite nella collezione di quelle da inserire nel libro. Tra quelle pubblicate sulla pagina Facebook del mio blog molte non erano adatte, perch\u00e9 erano fotografie o illustrazioni, argomenti esclusi dal tema del libro, che appunto \u00e8 incentrato sulla pittura. Ho tolto anche quelle di minore qualit\u00e0 pittorica. Altre immagini sono state scartate in base alla tecnica. La maggior parte di immagini presenti nel libro sono quelle prese dal primo anno di pubblicazione su Facebook, che sono anche quelle pi\u00f9 significative.<\/p>\n<h4><strong>Quanta parte della sua formazione \u00e8 servita ai fini della composizione e della realizzazione del progetto grafico?<\/strong><\/h4>\n<p>La mia formazione mi ha reso ipersensibile alle parti grafiche o paratestuali del libro. Ma non ci sono stati problemi, perch\u00e9 il libro gi\u00e0 era stato pensato per storia e bisognava soltanto dare un ordine visivo. Ho avuto qualche sobbalzo per i colori delle immagini, perch\u00e9 quelle comprate avevano delle luminanti un po\u2019 differenti e particolari rispetto alle colorazioni delle immagini che avevo trovato all\u2019inizio. Comunque il discorso della qualit\u00e0 cromatica delle immagini \u00e8 del tutto relativa, perch\u00e9 anch\u2019io partivo da immagini digitali. Per forza non c\u2019era esatta corrispondenza alle sfumature degli originali. I contrasti di luce e i colori delle immagini sono fondamentali per la logica del libro, che tratta appunto di queste atmosfere: se l\u2019immagine non le trasmette, perch\u00e9 piatta o senza contrasto, allora diminuisce l\u2019efficacia.<\/p>\n<h4><strong>Com\u2019\u00e8 stata selezionata l\u2019immagine di copertina?<\/strong><\/h4>\n<p>In redazione si \u00e8 discusso tantissimo sulla scelta della copertina, svolgendo numerose prove con molti dei dipinti contenuti nel libro per vedere l\u2019effetto finale. Io ne ho suggerite alcune, circa 30, perch\u00e9 pensavo che potessero funzionare. E per funzionare dovevano avere determinate caratteristiche: non coprire il titolo, essere quadri verticali e non orizzontali, essere troppo minimaliste o monocromatiche (sui toni del grigio), che poteva non piacere al lettore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8149\" aria-describedby=\"caption-attachment-8149\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-8149\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/La-danza-della-polvere-al-sole.jpeg\" alt=\"La danza della polvere al sole\" width=\"210\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/La-danza-della-polvere-al-sole.jpeg 620w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/La-danza-della-polvere-al-sole-265x300.jpeg 265w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/La-danza-della-polvere-al-sole-21x24.jpeg 21w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/La-danza-della-polvere-al-sole-32x36.jpeg 32w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/La-danza-della-polvere-al-sole-42x48.jpeg 42w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8149\" class=\"wp-caption-text\">Vilhelm Hammersh\u00f8i,<em> La danza della polvere al sole<\/em>, 1900<\/figcaption><\/figure>\n<p>La finestra inoltre doveva contenere una figura umana, per dare il senso di vicinanza e calore al lettore, e che facesse qualcosa di molto umano o suggestivo, com\u2019\u00e8 leggere una lettera. L\u2019immagine doveva puntare sulla sua riconoscibilit\u00e0. Abbiamo preferito un quadro che i pi\u00f9 non conoscono, ma che comunque trovano una pittura familiare, antica e moderna, rassicurante. Comunque, la copertina definitiva \u00e8 stata la scelta migliore, soprattutto per la presenza della figura umana. L\u2019unica riserva che ho avuto sull\u2019immagine di copertina era che la finestra fosse l\u2019aspetto pi\u00f9 sacrificato, perch\u00e9 stava nel bordo sinistro, e non comunicava la sua funzione principale, che era quella di offrire uno sguardo sull\u2019esterno. Ma tutto sommato il libro parla di mondi e di vite, quindi si capisce che \u00e8 la finestra che inonda di luce l\u2019interno e la figura umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>L&#8217;aneddoto del quadro di Cupido<\/strong><\/h4>\n<p>Nelle bozze avevo messo la versione di questo quadro che esiste da due anni, cio\u00e8 da quando i restauratori hanno trovato una parete bianca raffigurante un appariscente Cupido, che era una chiave interpretativa del gesto di lettura della giovane. Nell\u2019800 qualcuno aveva ridipinto tutto lo sfondo in stile <em>La Lattaia<\/em>, simile ad altri dipinti di Vermeer, quindi ormai era conosciuto cos\u00ec nella versione senza Cupido. Io ho inserito nella bozza quella col Cupido, mentre l\u2019ufficio iconografico ha comprato la versione precedente al restauro, quindi senza. Dopo una serie di ragionamenti con Lucio, abbiamo optato per la versione precedente al restauro, cio\u00e8 quella senza Cupido \u2013 decisione segnalata a inizio libro. Secondo noi, l\u2019azione che ha uniformato lo sfondo, cancellando Cupido, \u00e8 stata migliorativa, perch\u00e9 in questo modo l\u2019attenzione si concentra sulla donna.<\/p>\n<h4><strong>Com\u2019\u00e8 avvenuta la promozione del libro?<\/strong><\/h4>\n<p>Ho pubblicizzato molto il libro, a partire dal blog, continuando con presentazioni, incontri, interviste in tv e radio. Ad esempio, ho promosso il saggio a un festival sul libro d\u2019arte in Sicilia, ma anche a un corso d\u2019aggiornamento per gli architetti di Catania. Quindi mi sono rivolta a pubblici diversi, non solo a studenti ma anche a tecnici; l&#8217;ho presentato pure in ambienti non pensati in fase di progettazione. In questo modo il libro ha raggiunto anche lettori non previsti: \u00e8 stato molto acquistato da storici e critici dell\u2019arte, perch\u00e9 non c\u2019era in Italia un testo del genere dedicato alle finestre. \u00c8 stato un arricchimento anche per gli storici dell\u2019arte che non avevano mai visto assieme quel tipo di raccolta e anche tanti autori presenti nel volume, perch\u00e9 meno noti. A ci\u00f2 si lega la difficolt\u00e0 di reperimento delle immagini, perch\u00e9 sconosciute o non in circolazione.<\/p>\n<h4><strong>L\u2019interfacciarsi con un pubblico diverso, come quello di utenti digitali (Facebook), ha contribuito a fornirle un feedback per la scelta finale della copertina?<\/strong><\/h4>\n<p>Il pubblico mi ha un po\u2019 guidato nella scelta della copertina, perch\u00e9 ho evitato di mettere immagini che suscitassero solitudine, malinconia o situazioni spiacevoli. Ma l\u2019importante \u00e8 raccontare e andare oltre la prima impressione. Quindi nel libro ho spiegato la storia dei quadri, a volte confermando altre smentendo i sentimenti che il pubblico di Facebook diceva di provare di fronte a quelle immagini. Non ritenevo giusto nei confronti dell\u2019arte quell\u2019&#8221;emozionismo&#8221; dilagante, perch\u00e9 se da un lato \u00e8 giusto esprimere le emozioni che suscita l\u2019arte, dall\u2019altro spesso si travisano le intenzioni dell\u2019autore. In questo modo il libro rende giustizia a quelle immagini che erano state fagocitate con troppa leggerezza e velocit\u00e0. Qui il lettore si ferma a leggere la storia, evitando l\u2019approccio troppo istintivo. Secondo me, non \u00e8 corretto macinare immagini scrollando i social network. Non mi piace che l\u2019arte venga ridotta a mero intrattenimento di utenti distratti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>La sua irresistibile moltitudine di significati e di ruoli \u00e8 qualcosa che rende la finestra un elemento assolutamente speciale nel panorama della storia dell\u2019arte. Quando si entra in questa molteplicit\u00e0 di sguardi, nessuna finestra pu\u00f2 lasciare indifferenti. \u00c8 un regalo che sa donare l\u2019arte: dare nuovi occhi per guardare in modo nuovo. Anche attraverso un vetro.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>P.S.: Non perdetevi la seconda parte dell&#8217;intervista!<\/p>\n<h6 style=\"text-align: right\">Elena Vanore<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La finestra \u00e8 il punto di incontro tra lo spazio umano e la realt\u00e0 esterna, tra cultura e natura, tra la misura e l\u2019infinito. La finestra \u00e8 lo strumento d\u2019osservazione simbolico privilegiato da Emanuela Pulvirenti, che in Il mondo alla finestra. La storia dell\u2019arte raccontata dalla cornice di una finestra, edito da BUR Rizzoli, ci permette di esplorare le meraviglie dell\u2019arte descrivendo con intelligente semplicit\u00e0 un itinerario di storie, dettagli e curiosit\u00e0 dai capolavori dei maggior artisti alle rarit\u00e0 dei pittori meno noti. Emanuela Pulvirenti \u00e8 architetto con specializzazione in illuminotecnica, insegnante e divulgatrice di storia dell\u2019arte. Nel 2011 ha aperto il blog Didatticarte, diventato in pochi anni uno dei siti di divulgazione artistica pi\u00f9 seguiti in Italia, grazie alla proposta di spunti interessanti e alla sua chiarezza espositiva. L\u2019abbiamo intervistata, insieme al suo editor Lucio Lorenzi (qui il suo intervento), per conoscere meglio le ragioni che l\u2019hanno portata a scrivere il suo ultimo volume, una vera e propria immersione tra le storie dell\u2019arte pittorica. L\u2019autrice suggerisce al lettore di lasciarsi guidare dalle immagini, seguendo solo le emozioni che suscitano i dipinti, senza seguire per forza un ordine di lettura ben preciso. \u00c8 un libro che consente di spaziare, non \u00e8 un manuale. \u00c8 come fare una passeggiata tra le storie dell\u2019arte in cui la finestra \u00e8 un elemento centrale, che illumina non solo tutto ci\u00f2 che il pittore ha voluto mettere in rilievo, ma anche l\u2019intero significato dell\u2019opera. Quando \u00e8 nata l\u2019idea di scrivere un libro di storia dell\u2019arte con un punto di vista insolito? Era il 24 gennaio 2022 quando sono stata contattata attraverso il mio blog Didatticarte dall\u2019editor di saggistica della BUR Rizzoli, Lucio Lorenzi. Mi disse che stava cercando un autore che scrivesse un volume sull\u2019arte ma con un taglio divulgativo. Era interessato al modo pi\u00f9 trasversale di divulgare l\u2019arte, in una maniera nuova rispetto a quella tradizionale dei libri d\u2019arte in circolazione. E aveva trovato in me quella capacit\u00e0 di raccontare che cercava, per cui mi ha commissionato quest\u2019opera di saggistica divulgativa. Allora ho subito disposto delle proposte: c\u2019erano vari spunti alternativi, ma sono stati scartati, perch\u00e9 troppo tecnici o gi\u00e0 visti. Non erano soluzioni adatte al pubblico della BUR, secondo Lucio. Alla fine del confronto sui possibili argomenti \u00e8 arrivata l\u2019idea della finestra. Cos\u00ec abbiamo deciso di provare: era un filone che non era stato ancora trattato, se non in testi stranieri o in cataloghi di mostre. Ma soprattutto era un tema che mi intrigava per la mia formazione professionale in illuminotecnica e che sapevo essere stato molto apprezzato dalla community della pagina Facebook del mio blog, in cui per anni ogni mattina ho pubblicato immagini (arrivando a collezionarne circa 2500) di finestre nei dipinti, con una breve didascalia, ma senza approfondire. Mi ispirava l\u2019idea di avere finalmente la possibilit\u00e0 di raccontare la storia e i dettagli di quei dipinti, superando la prima impressione che se ne pu\u00f2 avere con uno sguardo veloce e distratto, tipico dello scrolling dei social media. La prova \u00e8 iniziata da un racconto sul quadro di Matisse Finestra a Tangeri. Ha funzionato, cos\u00ec ho proseguito. &nbsp; &nbsp; Nell\u2019introduzione scrive che \u00abnon \u00e8 necessario essere esperti di pittura\u00bb per leggere questo libro. Quindi per quale pubblico \u00e8 stato pensato? E in che modo il target ha influenzato lo stile di scrittura e il confezionamento del volume? Si tratta di un\u2019opera divulgativa, per cui il potenziale lettore \u00e8 un amante dell\u2019arte, ma non necessariamente uno storico o un critico. Tuttavia c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9. Il target ideale \u00e8 s\u00ec una persona appassionata d\u2019arte, per\u00f2 anche (e soprattutto) una che non se ne \u00e8 mai interessata, ma che scopre che l\u2019arte racconta qualcosa che la riguarda da vicino e fa parte della propria vita. \u00c8 un libro in cui l\u2019aspetto visivo prevale su quello testuale. Ci sono pi\u00f9 immagini che testi, quasi 200 dipinti su 300 pagine. L\u2019idea era quella di realizzare un libro che il lettore ha il piacere di sfogliare soltanto vedendo le immagini e le figure, senza il timore della descrizione specialistica. Volevo attirare l\u2019attenzione prima con le immagini e poi con un racconto, che proprio perch\u00e9 rivolto a chi non ne sa nulla \u00e8 il meno tecnico possibile. I termini tecnici, ridotti al minimo, vengono subito spiegati tra le parentesi. Non voglio escludere nessun lettore. Non voglio che il lettore senta la descrizione aulica di un esperto della materia. \u00c8 una tendenza dello storico dell\u2019arte per raccontare in maniera difficile ci\u00f2 che sa. Invece io mi sforzo di raccontare qualcosa di difficile in parole semplici. \u00c8 nato come libro divulgativo per un pubblico il pi\u00f9 vasto possibile e generico, con l\u2019obiettivo di avvicinare anche non esperti di determinate materie. Ovviamente cambio registro e stile a seconda della casa editrice e del target per cui scrivo. Lo stile qui adottato non \u00e8 di certo paragonabile a quello che utilizzo quando mi occupo dei testi scolastici per Zanichelli. Ci ha detto che la collezione di immagini \u00e8 iniziata anni prima: come ha scelto quelle da inserire e quelle da scartare? Quali criteri ha seguito per la selezione e il reperimento? Una prima valutazione mi ha spinta a includere i nomi dei pittori pi\u00f9 importanti, come Van Gogh, Matisse, Leonardo, Caravaggio. Poi tutti gli altri non sono stati selezionati in base alla loro importanza, ma in base a ci\u00f2 che la loro finestra rappresentava all\u2019interno di quel determinato percorso. Quindi la scelta andava sul fatto che quell\u2019opera era funzionale o meno a raccontare quel tema. Il percorso si svolge lungo trentaquattro microracconti, costruiti attorno a dei temi, partendo da un\u2019immagine principale, che nella maggior parte dei casi \u00e8 di un autore rilevante, per poi seguire con altre che funzionano in maniera ancillare a esplorare quel determinato argomento. Alcune immagini sono state escluse perch\u00e9 avrebbero rischiato di essere dei doppioni di altre. Il libro non doveva essere un\u2019enciclopedia delle finestre: non ci dovevano stare tutte, ma solo quelle che mi permettevano di illustrare alcuni concetti. Naturalmente, i temi selezionati in partenza sono stati rispettati, anche se alcuni sono emersi lavorando, come quello dell\u2019autoritratto. La mia ricerca \u00e8 iniziata dalle immagini, che ho dapprima scelto, poi montato ed impaginato su InDesign, circa 5 su 4 pagine, e solo dopo le ho raccontate. Anche la sequenza delle immagini doveva gi\u00e0 a prima vista costituire un racconto. Poi nell\u2019impaginato finale fatto dai grafici di Rizzoli le 4 pagine sono diventate 6. La sequenza si \u00e8 quasi sempre salvata. In alcuni casi la pagina ha visto una divisione tra testo e immagine, ma non \u00e8 stato un problema grave. Anche perch\u00e9 questo libro pu\u00f2 essere sfogliato e letto come un libro qualsiasi, non studiato come un testo scolastico, quindi si pu\u00f2 evitare di seguire la sequenza imposta dall\u2019impaginato. Oltre al fatto che ogni racconto \u00e8 indipendente e autoconcluso. Nel momento in cui non si sono potuti acquistare i diritti di un\u2019immagine, come e quanto ha condizionato la logica dei racconti? Dopo una prima stesura, ho realizzato una tabella per capire quali fossero le problematiche. Per fortuna nessun racconto \u00e8 saltato a causa della mancanza di immagini: nei casi complessi sono state scelte delle immagini alternative, molto simili. Dopo la revisione immagini ci sono state da fare delle modifiche e minime ricuciture delle cose da rivedere, che comunque sono state delle piccole azioni. Quindi, nel complesso non ci sono stati grandi problemi che hanno alterato la narrazione originaria. Inoltre, non sono stati fatti tagli o aggiunte in base al numero di pagine. Seguendo le indicazioni del progetto originario, che prevedeva circa 200 immagini, sono riuscita a regolarmi in base al tonnellaggio delle pagine. L\u2019obiettivo era dare stimoli e iniziare a portare dentro l\u2019argomento, come si fa in BUR. Quante immagini dell\u2019archivio del blog ha prelevato per raccontare dei temi del libro? Da quell\u2019archivio ho pescato numerose immagini, che sono confluite nella collezione di quelle da inserire nel libro. Tra quelle pubblicate sulla pagina Facebook del mio blog molte non erano adatte, perch\u00e9 erano fotografie o illustrazioni, argomenti esclusi dal tema del libro, che appunto \u00e8 incentrato sulla pittura. Ho tolto anche quelle di minore qualit\u00e0 pittorica. Altre immagini sono state scartate in base alla tecnica. La maggior parte di immagini presenti nel libro sono quelle prese dal primo anno di pubblicazione su Facebook, che sono anche quelle pi\u00f9 significative. Quanta parte della sua formazione \u00e8 servita ai fini della composizione e della realizzazione del progetto grafico? La mia formazione mi ha reso ipersensibile alle parti grafiche o paratestuali del libro. Ma non ci sono stati problemi, perch\u00e9 il libro gi\u00e0 era stato pensato per storia e bisognava soltanto dare un ordine visivo. Ho avuto qualche sobbalzo per i colori delle immagini, perch\u00e9 quelle comprate avevano delle luminanti un po\u2019 differenti e particolari rispetto alle colorazioni delle immagini che avevo trovato all\u2019inizio. Comunque il discorso della qualit\u00e0 cromatica delle immagini \u00e8 del tutto relativa, perch\u00e9 anch\u2019io partivo da immagini digitali. Per forza non c\u2019era esatta corrispondenza alle sfumature degli originali. I contrasti di luce e i colori delle immagini sono fondamentali per la logica del libro, che tratta appunto di queste atmosfere: se l\u2019immagine non le trasmette, perch\u00e9 piatta o senza contrasto, allora diminuisce l\u2019efficacia. Com\u2019\u00e8 stata selezionata l\u2019immagine di copertina? In redazione si \u00e8 discusso tantissimo sulla scelta della copertina, svolgendo numerose prove con molti dei dipinti contenuti nel libro per vedere l\u2019effetto finale. Io ne ho suggerite alcune, circa 30, perch\u00e9 pensavo che potessero funzionare. E per funzionare dovevano avere determinate caratteristiche: non coprire il titolo, essere quadri verticali e non orizzontali, essere troppo minimaliste o monocromatiche (sui toni del grigio), che poteva non piacere al lettore. La finestra inoltre doveva contenere una figura umana, per dare il senso di vicinanza e calore al lettore, e che facesse qualcosa di molto umano o suggestivo, com\u2019\u00e8 leggere una lettera. L\u2019immagine doveva puntare sulla sua riconoscibilit\u00e0. Abbiamo preferito un quadro che i pi\u00f9 non conoscono, ma che comunque trovano una pittura familiare, antica e moderna, rassicurante. Comunque, la copertina definitiva \u00e8 stata la scelta migliore, soprattutto per la presenza della figura umana. L\u2019unica riserva che ho avuto sull\u2019immagine di copertina era che la finestra fosse l\u2019aspetto pi\u00f9 sacrificato, perch\u00e9 stava nel bordo sinistro, e non comunicava la sua funzione principale, che era quella di offrire uno sguardo sull\u2019esterno. Ma tutto sommato il libro parla di mondi e di vite, quindi si capisce che \u00e8 la finestra che inonda di luce l\u2019interno e la figura umana. &nbsp; &nbsp; L&#8217;aneddoto del quadro di Cupido Nelle bozze avevo messo la versione di questo quadro che esiste da due anni, cio\u00e8 da quando i restauratori hanno trovato una parete bianca raffigurante un appariscente Cupido, che era una chiave interpretativa del gesto di lettura della giovane. Nell\u2019800 qualcuno aveva ridipinto tutto lo sfondo in stile La Lattaia, simile ad altri dipinti di Vermeer, quindi ormai era conosciuto cos\u00ec nella versione senza Cupido. Io ho inserito nella bozza quella col Cupido, mentre l\u2019ufficio iconografico ha comprato la versione precedente al restauro, quindi senza. Dopo una serie di ragionamenti con Lucio, abbiamo optato per la versione precedente al restauro, cio\u00e8 quella senza Cupido \u2013 decisione segnalata a inizio libro. Secondo noi, l\u2019azione che ha uniformato lo sfondo, cancellando Cupido, \u00e8 stata migliorativa, perch\u00e9 in questo modo l\u2019attenzione si concentra sulla donna. Com\u2019\u00e8 avvenuta la promozione del libro? Ho pubblicizzato molto il libro, a partire dal blog, continuando con presentazioni, incontri, interviste in tv e radio. Ad esempio, ho promosso il saggio a un festival sul libro d\u2019arte in Sicilia, ma anche a un corso d\u2019aggiornamento per gli architetti di Catania. Quindi mi sono rivolta a pubblici diversi, non solo a studenti ma anche a tecnici; l&#8217;ho presentato pure in ambienti non pensati in fase di progettazione. In questo modo il libro ha raggiunto anche lettori non previsti: \u00e8 stato molto acquistato da storici e critici dell\u2019arte, perch\u00e9 non c\u2019era in Italia un testo del genere dedicato alle finestre. \u00c8 stato un arricchimento anche per gli storici dell\u2019arte che non avevano mai visto assieme quel tipo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":8148,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[803,1112],"tags":[1351,1714,566,1716,1715],"class_list":["post-8147","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-autori","category-interviste","tag-divulgazione","tag-emanuela-pulvirenti","tag-intervista","tag-mondo-alla-finestra","tag-storia-dellarte"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>&quot;Dare nuovi occhi per 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