{"id":8378,"date":"2024-04-08T17:35:50","date_gmt":"2024-04-08T15:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=8378"},"modified":"2024-04-08T17:44:51","modified_gmt":"2024-04-08T15:44:51","slug":"lultima-cosa-bella-sulla-faccia-della-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/lultima-cosa-bella-sulla-faccia-della-terra\/","title":{"rendered":"L&#8217;ultima cosa bella sulla faccia della terra"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_8391\" aria-describedby=\"caption-attachment-8391\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption alignright\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8397\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1-1140x641.jpg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1-24x14.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1-36x20.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1-48x27.jpg 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/autorebible-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8391\" class=\"wp-caption-text\">Michael Bible, gi\u00e0 autore in patria di <em>Empire of Light<\/em> (2018) e <em>Sophia<\/em> (2016) per Melville House Publishing, Brooklin, ex librario della Square Books di Oxford, Mississippi e collaboratore di &#8220;Oxford American&#8221;, &#8220;The Paris Review Daily&#8221;, &#8220;Al-Jazeera America&#8221;, &#8220;ESPN The magazine&#8221;, &#8220;New York Tyrant Magazine&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>\u00abUn pugno nello stomaco\u00bb<\/strong>: cos\u00ec il \u201cNew York Times Book Review\u201d ha definito <strong><em>L\u2019ultima cosa bella sulla faccia della terra<\/em><\/strong>, il nuovo romanzo breve dello scrittore statunitense <strong>Michael Bible<\/strong>, uscito di recente nella collana \u201cFabula\u201d di Adelphi, inserendosi di diritto tra i grandi titoli della tradizione letteraria sudista.<\/p>\n<p><strong>\u00abNon so chi legger\u00e0 queste pagine\u00bb<\/strong>, si chiede Iggy, il protagonista, in uno dei passi pi\u00f9 significativi dell\u2019intero racconto, tra i pi\u00f9 enigmatici e colmi di poesia, il testamento di un condannato a morte che scandisce il tempo guardando dalla finestra della sua cella le foglie che cadono da un albero di corniolo: per lui, in bilico tra sogno e realt\u00e0, <strong>\u00abl\u2019ultima cosa bella sulla faccia della terra\u00bb<\/strong>. Passaggio con cui la casa editrice milanese ha titolato la sua traduzione, distaccandosi dall\u2019originale e riscuotendo peraltro grande apprezzamento da parte dello stesso autore:<\/p>\n<blockquote><p><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8385\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/copertinaeng-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/copertinaeng-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/copertinaeng-16x24.jpg 16w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/copertinaeng-24x36.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/copertinaeng-32x48.jpg 32w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/copertinaeng.jpg 667w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/strong>\u00abIl titolo italiano \u00e8 decisamente molto pi\u00f9 bello \u2013 ha affermato Bible in un\u2019intervista alla Fondazione Circolo dei lettori di Torino \u2013. Sono pessimo a proporre titoli, una delle opzioni era <em>Endless Idiot<\/em>, che viene dalla citazione della scrittrice statunitense Carlson McCullers \u201cwhile time, the endless idiot, runs screaming around the world\u201d, ma all\u2019editore non piaceva. Abbiamo quindi scelto <em>The Ancient Hours <\/em>perch\u00e9 si riferisce al tempo, vero protagonista della storia\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Un tempo che dialoga, lungo il percorso narrativo, con la cosiddetta \u201cCostante\u201d, descritta in questo dramma corale come disperazione e amore <strong>in un connubio di sentimenti che si mescolano creando forti sensazioni di disagio e speranza<\/strong>; emozioni che nascono da un tragico evento avvenuto in una tranquilla cittadina dell\u2019estremo Sud degli Stati Uniti, Harmony, uno di quei luoghi in cui non succede mai niente, in cui chi lo abita fatica a riconoscersi, bramando di fuggire lontano da quell\u2019oscuro morbo, da quel dolore segreto di cui solo pochi sembrano avere consapevolezza. <strong>Preghiere di lutto<\/strong> nella notte si alternano nelle quattro parti che compongono il racconto, quattro voci disperate segnate da una scrittura serrata, cruda, a tratti metafisica, restituita fedelmente dalla traduzione di Martina Testa che ci rende partecipi di quella <strong>smisurata tragedia<\/strong> che caratterizza la narrazione e con cui la silenziosa comunit\u00e0 deve riuscire a convivere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8388\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverbible-300x172.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverbible-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverbible-1024x586.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverbible-1140x652.jpg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverbible-24x14.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverbible-36x21.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverbible-48x27.jpg 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/coverbible.jpg 1484w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/>Oltre al titolo, che contribuisce a rendere l\u2019esordio italiano di Bible un successo letterario, anche la scelta di copertina si discosta dall\u2019originale: mentre l\u2019edizione di Melville House Publishing (Brooklyn) \u00e8 caratterizzata da uno sfondo minimale color carta da zucchero su cui aleggia, in primo piano, il ricamo di una foglia che cade, la brossura con alette di Adelphi \u00e8 invece armonizzata da un\u2019illustrazione (<em>La nuvola rossa<\/em>) dell\u2019artista di Bilbao David de las Heras; <strong>una soluzione grafica che convince<\/strong> grazie alla descrizione sintetica dell\u2019artista spagnolo, in grado di catturare lo spirito del testo attraverso la rappresentazione di un rogo in mezzo a un paesaggio immobile.<\/p>\n<p>Lo stesso dualismo che si cela nelle profetiche parole di Bible, tanto legate alla duplice simbologia del fuoco, purificatore e distruttivo, quanto attente al ritmo e alla forma del linguaggio che si fa principe rispetto alla storia: vi si percepiscono alcune soluzioni narrative riprese da J. D. Salinger, William Faulkner e dal cinema orientale di Akira Kurosawa e Hong Sang-soo, <strong>citazioni caratterizzate sensibilmente da un\u2019orchestra di voci che inseguono la \u201cCostante\u201d, la verit\u00e0, il perdono e la speranza.<\/strong> Quel piccolo teatro quotidiano degno di essere percepito come l\u2019ultima cosa bella sulla faccia della terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPer concludere voglio dire solo questo. Se c\u2019\u00e8 qualcosa che amate, tenetevelo stretto perch\u00e9 non si pu\u00f2 mai sapere quando verranno a portarvelo via\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<h6 style=\"text-align: right\"><strong>Francesco Marinello<\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00abUn pugno nello stomaco\u00bb: cos\u00ec il \u201cNew York Times Book Review\u201d ha definito L\u2019ultima cosa bella sulla faccia della terra, il nuovo romanzo breve dello scrittore statunitense Michael Bible, uscito di recente nella collana \u201cFabula\u201d di Adelphi, inserendosi di diritto tra i grandi titoli della tradizione letteraria sudista. \u00abNon so chi legger\u00e0 queste pagine\u00bb, si chiede Iggy, il protagonista, in uno dei passi pi\u00f9 significativi dell\u2019intero racconto, tra i pi\u00f9 enigmatici e colmi di poesia, il testamento di un condannato a morte che scandisce il tempo guardando dalla finestra della sua cella le foglie che cadono da un albero di corniolo: per lui, in bilico tra sogno e realt\u00e0, \u00abl\u2019ultima cosa bella sulla faccia della terra\u00bb. 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Un tempo che dialoga, lungo il percorso narrativo, con la cosiddetta \u201cCostante\u201d, descritta in questo dramma corale come disperazione e amore in un connubio di sentimenti che si mescolano creando forti sensazioni di disagio e speranza; emozioni che nascono da un tragico evento avvenuto in una tranquilla cittadina dell\u2019estremo Sud degli Stati Uniti, Harmony, uno di quei luoghi in cui non succede mai niente, in cui chi lo abita fatica a riconoscersi, bramando di fuggire lontano da quell\u2019oscuro morbo, da quel dolore segreto di cui solo pochi sembrano avere consapevolezza. Preghiere di lutto nella notte si alternano nelle quattro parti che compongono il racconto, quattro voci disperate segnate da una scrittura serrata, cruda, a tratti metafisica, restituita fedelmente dalla traduzione di Martina Testa che ci rende partecipi di quella smisurata tragedia che caratterizza la narrazione e con cui la silenziosa comunit\u00e0 deve riuscire a convivere. Oltre al titolo, che contribuisce a rendere l\u2019esordio italiano di Bible un successo letterario, anche la scelta di copertina si discosta dall\u2019originale: mentre l\u2019edizione di Melville House Publishing (Brooklyn) \u00e8 caratterizzata da uno sfondo minimale color carta da zucchero su cui aleggia, in primo piano, il ricamo di una foglia che cade, la brossura con alette di Adelphi \u00e8 invece armonizzata da un\u2019illustrazione (La nuvola rossa) dell\u2019artista di Bilbao David de las Heras; una soluzione grafica che convince grazie alla descrizione sintetica dell\u2019artista spagnolo, in grado di catturare lo spirito del testo attraverso la rappresentazione di un rogo in mezzo a un paesaggio immobile. Lo stesso dualismo che si cela nelle profetiche parole di Bible, tanto legate alla duplice simbologia del fuoco, purificatore e distruttivo, quanto attente al ritmo e alla forma del linguaggio che si fa principe rispetto alla storia: vi si percepiscono alcune soluzioni narrative riprese da J. D. Salinger, William Faulkner e dal cinema orientale di Akira Kurosawa e Hong Sang-soo, citazioni caratterizzate sensibilmente da un\u2019orchestra di voci che inseguono la \u201cCostante\u201d, la verit\u00e0, il perdono e la speranza. Quel piccolo teatro quotidiano degno di essere percepito come l\u2019ultima cosa bella sulla faccia della terra. &nbsp; \u00abPer concludere voglio dire solo questo. 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Passaggio con cui la casa editrice milanese ha titolato la sua traduzione, distaccandosi dall\u2019originale e riscuotendo peraltro grande apprezzamento da parte dello stesso autore: \u00abIl titolo italiano \u00e8 decisamente molto pi\u00f9 bello \u2013 ha affermato Bible in un\u2019intervista alla Fondazione Circolo dei lettori di Torino \u2013. Sono pessimo a proporre titoli, una delle opzioni era Endless Idiot, che viene dalla citazione della scrittrice statunitense Carlson McCullers \u201cwhile time, the endless idiot, runs screaming around the world\u201d, ma all\u2019editore non piaceva. Abbiamo quindi scelto The Ancient Hours perch\u00e9 si riferisce al tempo, vero protagonista della storia\u00bb. Un tempo che dialoga, lungo il percorso narrativo, con la cosiddetta \u201cCostante\u201d, descritta in questo dramma corale come disperazione e amore in un connubio di sentimenti che si mescolano creando forti sensazioni di disagio e speranza; emozioni che nascono da un tragico evento avvenuto in una tranquilla cittadina dell\u2019estremo Sud degli Stati Uniti, Harmony, uno di quei luoghi in cui non succede mai niente, in cui chi lo abita fatica a riconoscersi, bramando di fuggire lontano da quell\u2019oscuro morbo, da quel dolore segreto di cui solo pochi sembrano avere consapevolezza. Preghiere di lutto nella notte si alternano nelle quattro parti che compongono il racconto, quattro voci disperate segnate da una scrittura serrata, cruda, a tratti metafisica, restituita fedelmente dalla traduzione di Martina Testa che ci rende partecipi di quella smisurata tragedia che caratterizza la narrazione e con cui la silenziosa comunit\u00e0 deve riuscire a convivere. 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Passaggio con cui la casa editrice milanese ha titolato la sua traduzione, distaccandosi dall\u2019originale e riscuotendo peraltro grande apprezzamento da parte dello stesso autore: \u00abIl titolo italiano \u00e8 decisamente molto pi\u00f9 bello \u2013 ha affermato Bible in un\u2019intervista alla Fondazione Circolo dei lettori di Torino \u2013. Sono pessimo a proporre titoli, una delle opzioni era Endless Idiot, che viene dalla citazione della scrittrice statunitense Carlson McCullers \u201cwhile time, the endless idiot, runs screaming around the world\u201d, ma all\u2019editore non piaceva. Abbiamo quindi scelto The Ancient Hours perch\u00e9 si riferisce al tempo, vero protagonista della storia\u00bb. Un tempo che dialoga, lungo il percorso narrativo, con la cosiddetta \u201cCostante\u201d, descritta in questo dramma corale come disperazione e amore in un connubio di sentimenti che si mescolano creando forti sensazioni di disagio e speranza; emozioni che nascono da un tragico evento avvenuto in una tranquilla cittadina dell\u2019estremo Sud degli Stati Uniti, Harmony, uno di quei luoghi in cui non succede mai niente, in cui chi lo abita fatica a riconoscersi, bramando di fuggire lontano da quell\u2019oscuro morbo, da quel dolore segreto di cui solo pochi sembrano avere consapevolezza. Preghiere di lutto nella notte si alternano nelle quattro parti che compongono il racconto, quattro voci disperate segnate da una scrittura serrata, cruda, a tratti metafisica, restituita fedelmente dalla traduzione di Martina Testa che ci rende partecipi di quella smisurata tragedia che caratterizza la narrazione e con cui la silenziosa comunit\u00e0 deve riuscire a convivere. Oltre al titolo, che contribuisce a rendere l\u2019esordio italiano di Bible un successo letterario, anche la scelta di copertina si discosta dall\u2019originale: mentre l\u2019edizione di Melville House Publishing (Brooklyn) \u00e8 caratterizzata da uno sfondo minimale color carta da zucchero su cui aleggia, in primo piano, il ricamo di una foglia che cade, la brossura con alette di Adelphi \u00e8 invece armonizzata da un\u2019illustrazione (La nuvola rossa) dell\u2019artista di Bilbao David de las Heras; una soluzione grafica che convince grazie alla descrizione sintetica dell\u2019artista spagnolo, in grado di catturare lo spirito del testo attraverso la rappresentazione di un rogo in mezzo a un paesaggio immobile. Lo stesso dualismo che si cela nelle profetiche parole di Bible, tanto legate alla duplice simbologia del fuoco, purificatore e distruttivo, quanto attente al ritmo e alla forma del linguaggio che si fa principe rispetto alla storia: vi si percepiscono alcune soluzioni narrative riprese da J. D. Salinger, William Faulkner e dal cinema orientale di Akira Kurosawa e Hong Sang-soo, citazioni caratterizzate sensibilmente da un\u2019orchestra di voci che inseguono la \u201cCostante\u201d, la verit\u00e0, il perdono e la speranza. Quel piccolo teatro quotidiano degno di essere percepito come l\u2019ultima cosa bella sulla faccia della terra. &nbsp; \u00abPer concludere voglio dire solo questo. 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