{"id":8434,"date":"2024-05-02T15:58:04","date_gmt":"2024-05-02T13:58:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=8434"},"modified":"2024-05-02T16:06:23","modified_gmt":"2024-05-02T14:06:23","slug":"baumgartner-perdita-e-memoria-nellultimo-romanzo-di-paul-auster","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/baumgartner-perdita-e-memoria-nellultimo-romanzo-di-paul-auster\/","title":{"rendered":"Baumgartner, perdita e memoria nell\u2019ultimo romanzo di Paul Auster"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>\u00abSono diventato vecchio, ma siccome le giornate passavano in fretta, nel complesso mi sento ancora giovane, e finch\u00e9 riesco ancora a tenere una matita in mano e a vedere la frase che ho davanti, immagino che continuer\u00f2 con lo stesso tran-tran che seguo dal mattino del mio arrivo qui. E se poi verr\u00e0 il momento in cui non potr\u00f2 pi\u00f9 continuare, non dovr\u00f2 fare altro che alzarmi e andarmene\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Paul Auster \u201csi \u00e8 alzato e se n\u2019\u00e8 andato\u201d<\/strong>, lasciando ai lettori quello che sembra, a tutti gli effetti, un <strong>libro-testamento<\/strong>.<\/p>\n<p>Il ritorno alla narrativa, dopo sei anni dal successo di <em>4321<\/em> (Einaudi, 2018), si manifesta attraverso un <strong>libro breve ma intenso<\/strong>, colmo di riferimenti a opere precedenti e tematiche gi\u00e0 largamente esplorate. Uscito a novembre 2023, <strong><em>Baumgartner<\/em> <\/strong>\u00e8 stato pubblicato da Einaudi (con la traduzione di Cristiana Mennella) a poca distanza dall\u2019uscita negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Professore di filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Princeton, <strong>Seymour \u201cSy\u201d Baumgartner, settantenne e vedovo da dieci anni<\/strong>, cerca di fare i conti ancora una volta, nonostante il tempo passato, con la <strong>perdita di Anna, sua moglie<\/strong>, travolta da un\u2019onda anomala durante una vacanza a Cape Cod. Quando il lettore lo incontra, Sy ha appena interrotto la stesura di una monografia sugli pseudonimi di Kierkegaard per iniziare la ricerca di un libro da cui trarre una citazione. Questa azione innesca una catena di fatti accidentali che porter\u00e0 il protagonista ad aprire le porte della sua psiche: una<strong> scatola dei ricordi<\/strong> in cui gran parte dello spazio \u00e8 occupato dalla vita passata con Anna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u00abMi manca, tutto qui. Era l\u2019unica persona al mondo che io abbia mai amato, e ora devo trovare un modo per continuare a vivere senza di lei\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Baumgartner soppesa la sua esistenza, tracciando un <strong>solco tra la sua vita prima e dopo Anna<\/strong>. A volte dimentica che sia morta. Mette in ordine i pensieri e, al contempo, tutto ci\u00f2 che di lei resta tangibile: prime bozze di traduzioni pubblicate, poesie, lettere, romanzi allo stato embrionale; materiale che l\u2019autore inserisce per spezzare il flusso dei ricordi, ma che allo stesso tempo contribuisce a <strong>scavare pi\u00f9 a fondo nella memoria del protagonista<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Anna Blume<\/strong>, gi\u00e0 protagonista di <em>Nel paese delle ultime cose<\/em> (scritto nel 1987, in Italia pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Einaudi, cos\u00ec come tutti gli altri titoli dell\u2019autore), comparsa anche in <em>Moon Palace<\/em> (1997) e in <em>Viaggi nello scriptorium<\/em> (2008), non rappresenta l\u2019unico collegamento con le precedenti opere di Auster. In <em>Baumgartner<\/em>, i richiami sono molteplici: dai telefoni che, squillando, segnano un momento di svolta come in <em>Trilogia di New York<\/em> (2014), alla <strong>tematica del lutto<\/strong>, della quale ha gi\u00e0 scritto in diverse occasioni. <em>Il libro delle illusioni<\/em> (2002) si costruisce attorno al dolore provato dal professore David Zimmer in seguito alla morte di moglie e figli; ci\u00f2 ricorre anche in <em>4321<\/em>, in cui Archie Ferguson sperimenta la perdita e la devastazione vivendo quattro possibili scenari esistenziali. Vi sono poi il luogo natio \u2013 Newark \u2013 un frammento di vita newyorkese e il cognome da nubile della madre del protagonista: Auster. Non mancano anche il<strong> ruolo dello scrittore<\/strong> e il <strong>potere salvifico della letteratura<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>narrazione non sequenziale<\/strong> degli eventi asseconda il ritmo dei pensieri del protagonista, che inciampa <strong>tra casualit\u00e0 e allucinazioni<\/strong>, come il ticchettio dei tasti della macchina da scrivere di sua moglie o lo squillo \u201cfantasma\u201d del telefono staccato al cui capo opposto c\u2019\u00e8 Anna, confinata in un \u00abGrande Nulla\u00bb nel quale si trova proprio a causa di Sy e del suo perpetuo ricordare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNon ha idea di come succeda, n\u00e9 capisce perch\u00e9 sia in grado di parlargli in questo momento, sa soltanto che tra i vivi e i morti c\u2019\u00e8 un legame, e che un legame profondo come quello che c\u2019era tra loro quando lei era in vita pu\u00f2 proseguire anche dopo la morte\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La fotografia di Teun Hocks (<em>Untitled n.249<\/em>) scelta da Einaudi per la copertina dell\u2019edizione italiana comunica perfettamente ci\u00f2 che si trova all\u2019interno: <strong>un personaggio con un occhio al presente<\/strong> \u2013 rappresentato dal giornale \u2013 ma che allo stesso tempo<strong> tiene aperta una fessura sulla memoria passata<\/strong>.<\/p>\n<p>Un <strong>romanzo dalla forte componente elegiaca, autentico e commovente<\/strong>, che induce a interrogarsi sul potere della reminiscenza, sulla fugacit\u00e0 dei ricordi e su <strong>ci\u00f2 che resta di un individuo quando si confronta con la morte<\/strong>. Nella prosa di Auster non c\u2019\u00e8 pesantezza, n\u00e9 autocommiserazione, ma delicatezza e gratitudine. E anche un pizzico di speranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6 style=\"text-align: right\"><strong>Ilenia Fortunato<\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSono diventato vecchio, ma siccome le giornate passavano in fretta, nel complesso mi sento ancora giovane, e finch\u00e9 riesco ancora a tenere una matita in mano e a vedere la frase che ho davanti, immagino che continuer\u00f2 con lo stesso tran-tran che seguo dal mattino del mio arrivo qui. E se poi verr\u00e0 il momento in cui non potr\u00f2 pi\u00f9 continuare, non dovr\u00f2 fare altro che alzarmi e andarmene\u00bb. &nbsp; Paul Auster \u201csi \u00e8 alzato e se n\u2019\u00e8 andato\u201d, lasciando ai lettori quello che sembra, a tutti gli effetti, un libro-testamento. 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Questa azione innesca una catena di fatti accidentali che porter\u00e0 il protagonista ad aprire le porte della sua psiche: una scatola dei ricordi in cui gran parte dello spazio \u00e8 occupato dalla vita passata con Anna. &nbsp; \u00abMi manca, tutto qui. Era l\u2019unica persona al mondo che io abbia mai amato, e ora devo trovare un modo per continuare a vivere senza di lei\u00bb. &nbsp; Baumgartner soppesa la sua esistenza, tracciando un solco tra la sua vita prima e dopo Anna. A volte dimentica che sia morta. Mette in ordine i pensieri e, al contempo, tutto ci\u00f2 che di lei resta tangibile: prime bozze di traduzioni pubblicate, poesie, lettere, romanzi allo stato embrionale; materiale che l\u2019autore inserisce per spezzare il flusso dei ricordi, ma che allo stesso tempo contribuisce a scavare pi\u00f9 a fondo nella memoria del protagonista. Anna Blume, gi\u00e0 protagonista di Nel paese delle ultime cose (scritto nel 1987, in Italia pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Einaudi, cos\u00ec come tutti gli altri titoli dell\u2019autore), comparsa anche in Moon Palace (1997) e in Viaggi nello scriptorium (2008), non rappresenta l\u2019unico collegamento con le precedenti opere di Auster. In Baumgartner, i richiami sono molteplici: dai telefoni che, squillando, segnano un momento di svolta come in Trilogia di New York (2014), alla tematica del lutto, della quale ha gi\u00e0 scritto in diverse occasioni. Il libro delle illusioni (2002) si costruisce attorno al dolore provato dal professore David Zimmer in seguito alla morte di moglie e figli; ci\u00f2 ricorre anche in 4321, in cui Archie Ferguson sperimenta la perdita e la devastazione vivendo quattro possibili scenari esistenziali. Vi sono poi il luogo natio \u2013 Newark \u2013 un frammento di vita newyorkese e il cognome da nubile della madre del protagonista: Auster. Non mancano anche il ruolo dello scrittore e il potere salvifico della letteratura. La narrazione non sequenziale degli eventi asseconda il ritmo dei pensieri del protagonista, che inciampa tra casualit\u00e0 e allucinazioni, come il ticchettio dei tasti della macchina da scrivere di sua moglie o lo squillo \u201cfantasma\u201d del telefono staccato al cui capo opposto c\u2019\u00e8 Anna, confinata in un \u00abGrande Nulla\u00bb nel quale si trova proprio a causa di Sy e del suo perpetuo ricordare. &nbsp; \u00abNon ha idea di come succeda, n\u00e9 capisce perch\u00e9 sia in grado di parlargli in questo momento, sa soltanto che tra i vivi e i morti c\u2019\u00e8 un legame, e che un legame profondo come quello che c\u2019era tra loro quando lei era in vita pu\u00f2 proseguire anche dopo la morte\u00bb. &nbsp; La fotografia di Teun Hocks (Untitled n.249) scelta da Einaudi per la copertina dell\u2019edizione italiana comunica perfettamente ci\u00f2 che si trova all\u2019interno: un personaggio con un occhio al presente \u2013 rappresentato dal giornale \u2013 ma che allo stesso tempo tiene aperta una fessura sulla memoria passata. 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Quando il lettore lo incontra, Sy ha appena interrotto la stesura di una monografia sugli pseudonimi di Kierkegaard per iniziare la ricerca di un libro da cui trarre una citazione. Questa azione innesca una catena di fatti accidentali che porter\u00e0 il protagonista ad aprire le porte della sua psiche: una scatola dei ricordi in cui gran parte dello spazio \u00e8 occupato dalla vita passata con Anna. &nbsp; \u00abMi manca, tutto qui. Era l\u2019unica persona al mondo che io abbia mai amato, e ora devo trovare un modo per continuare a vivere senza di lei\u00bb. &nbsp; Baumgartner soppesa la sua esistenza, tracciando un solco tra la sua vita prima e dopo Anna. A volte dimentica che sia morta. Mette in ordine i pensieri e, al contempo, tutto ci\u00f2 che di lei resta tangibile: prime bozze di traduzioni pubblicate, poesie, lettere, romanzi allo stato embrionale; materiale che l\u2019autore inserisce per spezzare il flusso dei ricordi, ma che allo stesso tempo contribuisce a scavare pi\u00f9 a fondo nella memoria del protagonista. Anna Blume, gi\u00e0 protagonista di Nel paese delle ultime cose (scritto nel 1987, in Italia pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Einaudi, cos\u00ec come tutti gli altri titoli dell\u2019autore), comparsa anche in Moon Palace (1997) e in Viaggi nello scriptorium (2008), non rappresenta l\u2019unico collegamento con le precedenti opere di Auster. In Baumgartner, i richiami sono molteplici: dai telefoni che, squillando, segnano un momento di svolta come in Trilogia di New York (2014), alla tematica del lutto, della quale ha gi\u00e0 scritto in diverse occasioni. Il libro delle illusioni (2002) si costruisce attorno al dolore provato dal professore David Zimmer in seguito alla morte di moglie e figli; ci\u00f2 ricorre anche in 4321, in cui Archie Ferguson sperimenta la perdita e la devastazione vivendo quattro possibili scenari esistenziali. Vi sono poi il luogo natio \u2013 Newark \u2013 un frammento di vita newyorkese e il cognome da nubile della madre del protagonista: Auster. Non mancano anche il ruolo dello scrittore e il potere salvifico della letteratura. La narrazione non sequenziale degli eventi asseconda il ritmo dei pensieri del protagonista, che inciampa tra casualit\u00e0 e allucinazioni, come il ticchettio dei tasti della macchina da scrivere di sua moglie o lo squillo \u201cfantasma\u201d del telefono staccato al cui capo opposto c\u2019\u00e8 Anna, confinata in un \u00abGrande Nulla\u00bb nel quale si trova proprio a causa di Sy e del suo perpetuo ricordare. &nbsp; \u00abNon ha idea di come succeda, n\u00e9 capisce perch\u00e9 sia in grado di parlargli in questo momento, sa soltanto che tra i vivi e i morti c\u2019\u00e8 un legame, e che un legame profondo come quello che c\u2019era tra loro quando lei era in vita pu\u00f2 proseguire anche dopo la morte\u00bb. &nbsp; La fotografia di Teun Hocks (Untitled n.249) scelta da Einaudi per la copertina dell\u2019edizione italiana comunica perfettamente ci\u00f2 che si trova all\u2019interno: un personaggio con un occhio al presente \u2013 rappresentato dal giornale \u2013 ma che allo stesso tempo tiene aperta una fessura sulla memoria passata. Un romanzo dalla forte componente elegiaca, autentico e commovente, che induce a interrogarsi sul potere della reminiscenza, sulla fugacit\u00e0 dei ricordi e su ci\u00f2 che resta di un individuo quando si confronta con la morte. Nella prosa di Auster non c\u2019\u00e8 pesantezza, n\u00e9 autocommiserazione, ma delicatezza e gratitudine. 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E se poi verr\u00e0 il momento in cui non potr\u00f2 pi\u00f9 continuare, non dovr\u00f2 fare altro che alzarmi e andarmene\u00bb. &nbsp; Paul Auster \u201csi \u00e8 alzato e se n\u2019\u00e8 andato\u201d, lasciando ai lettori quello che sembra, a tutti gli effetti, un libro-testamento. Il ritorno alla narrativa, dopo sei anni dal successo di 4321 (Einaudi, 2018), si manifesta attraverso un libro breve ma intenso, colmo di riferimenti a opere precedenti e tematiche gi\u00e0 largamente esplorate. Uscito a novembre 2023, Baumgartner \u00e8 stato pubblicato da Einaudi (con la traduzione di Cristiana Mennella) a poca distanza dall\u2019uscita negli Stati Uniti. Professore di filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Princeton, Seymour \u201cSy\u201d Baumgartner, settantenne e vedovo da dieci anni, cerca di fare i conti ancora una volta, nonostante il tempo passato, con la perdita di Anna, sua moglie, travolta da un\u2019onda anomala durante una vacanza a Cape Cod. Quando il lettore lo incontra, Sy ha appena interrotto la stesura di una monografia sugli pseudonimi di Kierkegaard per iniziare la ricerca di un libro da cui trarre una citazione. Questa azione innesca una catena di fatti accidentali che porter\u00e0 il protagonista ad aprire le porte della sua psiche: una scatola dei ricordi in cui gran parte dello spazio \u00e8 occupato dalla vita passata con Anna. &nbsp; \u00abMi manca, tutto qui. Era l\u2019unica persona al mondo che io abbia mai amato, e ora devo trovare un modo per continuare a vivere senza di lei\u00bb. &nbsp; Baumgartner soppesa la sua esistenza, tracciando un solco tra la sua vita prima e dopo Anna. A volte dimentica che sia morta. Mette in ordine i pensieri e, al contempo, tutto ci\u00f2 che di lei resta tangibile: prime bozze di traduzioni pubblicate, poesie, lettere, romanzi allo stato embrionale; materiale che l\u2019autore inserisce per spezzare il flusso dei ricordi, ma che allo stesso tempo contribuisce a scavare pi\u00f9 a fondo nella memoria del protagonista. Anna Blume, gi\u00e0 protagonista di Nel paese delle ultime cose (scritto nel 1987, in Italia pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Einaudi, cos\u00ec come tutti gli altri titoli dell\u2019autore), comparsa anche in Moon Palace (1997) e in Viaggi nello scriptorium (2008), non rappresenta l\u2019unico collegamento con le precedenti opere di Auster. In Baumgartner, i richiami sono molteplici: dai telefoni che, squillando, segnano un momento di svolta come in Trilogia di New York (2014), alla tematica del lutto, della quale ha gi\u00e0 scritto in diverse occasioni. Il libro delle illusioni (2002) si costruisce attorno al dolore provato dal professore David Zimmer in seguito alla morte di moglie e figli; ci\u00f2 ricorre anche in 4321, in cui Archie Ferguson sperimenta la perdita e la devastazione vivendo quattro possibili scenari esistenziali. Vi sono poi il luogo natio \u2013 Newark \u2013 un frammento di vita newyorkese e il cognome da nubile della madre del protagonista: Auster. Non mancano anche il ruolo dello scrittore e il potere salvifico della letteratura. La narrazione non sequenziale degli eventi asseconda il ritmo dei pensieri del protagonista, che inciampa tra casualit\u00e0 e allucinazioni, come il ticchettio dei tasti della macchina da scrivere di sua moglie o lo squillo \u201cfantasma\u201d del telefono staccato al cui capo opposto c\u2019\u00e8 Anna, confinata in un \u00abGrande Nulla\u00bb nel quale si trova proprio a causa di Sy e del suo perpetuo ricordare. &nbsp; \u00abNon ha idea di come succeda, n\u00e9 capisce perch\u00e9 sia in grado di parlargli in questo momento, sa soltanto che tra i vivi e i morti c\u2019\u00e8 un legame, e che un legame profondo come quello che c\u2019era tra loro quando lei era in vita pu\u00f2 proseguire anche dopo la morte\u00bb. &nbsp; La fotografia di Teun Hocks (Untitled n.249) scelta da Einaudi per la copertina dell\u2019edizione italiana comunica perfettamente ci\u00f2 che si trova all\u2019interno: un personaggio con un occhio al presente \u2013 rappresentato dal giornale \u2013 ma che allo stesso tempo tiene aperta una fessura sulla memoria passata. Un romanzo dalla forte componente elegiaca, autentico e commovente, che induce a interrogarsi sul potere della reminiscenza, sulla fugacit\u00e0 dei ricordi e su ci\u00f2 che resta di un individuo quando si confronta con la morte. Nella prosa di Auster non c\u2019\u00e8 pesantezza, n\u00e9 autocommiserazione, ma delicatezza e gratitudine. 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