{"id":8442,"date":"2024-05-07T17:23:51","date_gmt":"2024-05-07T15:23:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=8442"},"modified":"2024-05-07T17:23:51","modified_gmt":"2024-05-07T15:23:51","slug":"viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/","title":{"rendered":"Viaggio all&#8217;interno del fumetto: intervista a Vanessa Nascimbene"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>BAO Publishing \u00e8 nata nel 2009. Attualmente pubblica circa quarantacinque titoli a fumetti l\u2019anno ed \u00e8 tra gli editori di fumetti leader nelle librerie generaliste italiane. Un team di tredici persone lavora a tempo pieno per offrire ai lettori italiani un\u2019esperienza di lettura coinvolgente, immersiva, significativa, centrata sulla qualit\u00e0 delle storie e dei materiali con cui i libri sono fabbricati. Niente \u00e8 pi\u00f9 importante per noi di essere associati nel ricordo a emozioni positive da parte dei nostri lettori.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec la casa editrice milanese <strong>Bao Publishing<\/strong> si presenta sulla propria pagina web. Ce ne parla <strong>Vanessa Nascimbene<\/strong>, ex alunna e attuale docente del <strong>Master<\/strong> per il modulo Graphic Novel. Da otto anni all\u2019interno della casa editrice, Vanessa si occupa ora del <strong>Dipartimento di Diritti esteri<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><strong>Qual \u00e8 stato il percorso che ti ha portato a entrare nel mondo dell\u2019editoria? Che ruoli hai ricoperto nella tua carriera? Quali sono i titoli su cui hai lavorato personalmente che ti sono rimasti pi\u00f9 a cuore?<\/strong><\/h6>\n<p>Diciamo che la passione per i libri mi accompagna da sempre: quando ero bambina prendevo i fogli di carta e li rilegavo alla bell\u2019e meglio per creare dei libricini che poi illustravo e riempivo di poesie da regalare ad amici e parenti (non ho mai scoperto se fossero davvero graditi, sia ben chiaro). Ho frequentato Lettere Moderne e poi Filologia, con una tesi su <strong>Ottiero Ottieri<\/strong> che mi ha portato ad approfondire il legame tra letteratura ed editoria. Da l\u00ec al <strong>Master in Professioni e Prodotti dell\u2019editoria<\/strong> il passo \u00e8 stato breve.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 stato il momento di decidere dove svolgere lo stage curricolare non ho avuto dubbi: entrando in libreria, sullo scaffale, i libri da cui ero istintivamente attratta erano quelli di <strong>Bao<\/strong>, per le storie e la cura editoriale. \u00c8 stato un colpo di fulmine: un colloquio al <strong>Salone di Torino<\/strong> e da l\u00ec non ci siamo pi\u00f9 separati. Mi ero presentata come redattrice, ma nel tempo ho imparato ad affiancare al lavoro sui testi quello pi\u00f9 squisitamente grafico e la formazione come editor. Da pi\u00f9 di otto anni ho trovato il modo di combinare questi due aspetti redazionali affinandoli, per occuparmi del Dipartimento dei Diritti esteri: insomma, seguo la storia dei libri Bao dall\u2019inizio alla fine della filiera editoriale.<\/p>\n<p>Per ogni ruolo che ho ricoperto in casa editrice ti porto un esempio di \u201clibro del cuore\u201d: nel ruolo di editor sicuramente <em>Melvina<\/em> di Rachele Aragno; nel ruolo di grafica il primo volume di <em>La mia cosa preferita sono i mostri<\/em> di Emil Ferris; per i Diritti Esteri ti cito un caso recente, <em>Loops<\/em> di Luca Pozzi e Elisa Macellari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><strong>Parliamo di Bao Publishing, una realt\u00e0 ormai affermata nel panorama editoriale italiano e tra gli appassionati di fumetto. Cosa cerca di comunicare con le sue pubblicazioni? E quali sono i criteri che si applicano nella scelta dei nuovi titoli?<\/strong><\/h6>\n<p>Come sanno i nostri lettori, quello di Bao \u00e8 un catalogo piuttosto eterogeneo, ma assolutamente riconoscibile. Il motivo di questa ambivalenza \u00e8 che negli anni ci siamo concentrati su pi\u00f9 fronti: importazioni di libri di pregio, sviluppo di progetti italiani originali e&#8230; \u201clibri che non ti aspetti\u201d. Il filo conduttore \u00e8 l\u2019altissima qualit\u00e0 dei materiali che scegliamo per confezionare l\u2019oggetto libro, anche nelle vesti pi\u00f9 estrose e originali, una scommessa che ci piace rinnovare ad ogni progetto. Ogni anno la nostra proposta editoriale comprende una certa percentuale di progetti che sfuggono alle definizioni di genere, ma che contribuiscono a rafforzare l\u2019identit\u00e0 di Bao. <strong>Le nostre scelte sono dettate da una forte coerenza, nel non essere mai scontate e velleitarie, a volte coraggiose e a volte un po\u2019 incoscienti<\/strong>. E la vera magia \u00e8 che i lettori hanno imparato a fidarsi di noi e della cura che mettiamo nel nostro lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><strong>L\u2019editor \u00e8 una figura fondamentale della filiera editoriale. Facciamo un po\u2019 di chiarezza sul suo ruolo. Quali sono i suoi compiti e responsabilit\u00e0 all\u2019interno di una casa editrice di fumetti?<\/strong><\/h6>\n<p>Come dicevi, l\u2019editor \u00e8 una delle figure chiave della filiera editoriale, ma nel caso di una casa editrice di fumetto deve affiancare alle competenze canoniche anche altre abilit\u00e0 specifiche. Per semplificare un po\u2019, raccontiamo qui due scenari tipici del lavoro di editing: l\u2019affiancamento agli autori nello sviluppo di un progetto originale, e la direzione di una collana editoriale. Nel primo caso, proprio come per i libri di narrativa, l\u2019editor vede nascere la storia e spesso ne conosce i retroscena, le <em>sliding doors<\/em> scartate e tutti i possibili sviluppi, accompagnando e vigilando sul lavoro dell\u2019autore dalla stesura del soggetto, per proseguire con la sceneggiatura fino ad arrivare allo storyboard. Le ultime due fasi implicano una conoscenza approfondita del medium, e una forte sensibilit\u00e0 riguardo allo stile e alla colorazione che l\u2019illustratore decide di utilizzare per realizzare il libro. Diciamo che \u00e8 difficile improvvisarsi editor di fumetti, \u00e8 necessaria una buona consuetudine e un\u2019abitudine a questo tipo di lettura, che si regge su un\u2019<strong>alchimia tra parola, scelta del font, illustrazioni e vuoti che permettono all\u2019occhio di riposare<\/strong>. Una peculiarit\u00e0 poi dell\u2019editing del fumetto \u00e8 quella che riguarda lo<strong> stretto rapporto che si instaura tra editor e grafico<\/strong>: spesso chi non lavora in ambito editoriale tende a dimenticare che il libro non \u00e8 il prodotto dell\u2019intelletto di una sola persona ma, anzi, un lavoro collettivo che implica la collaborazione di una squadra forte e coesa, e nel caso di un fumetto mi sento di dire che questa cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 vera. Il secondo scenario a cui ti accennavo, invece, riguarda la curatela di una collana editoriale, di cui l\u2019editor garantisce la coerenza interna a livello testuale e grafico, supervisionando tutte le fasi di lavorazione. Ecco, possiamo dire che un editor di fumetto difficilmente si annoia!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><strong>Si parla spesso del lavoro dell\u2019ufficio diritti, focalizzandosi quasi esclusivamente sul processo di acquisizione da case editrici estere. Viene posta minore attenzione, invece, all\u2019esportazione dei titoli pubblicati esclusivamente in Italia. Quali sono le criticit\u00e0 dei due aspetti? Come si inserisce Bao Publishing nel mercato del fumetto estero?<\/strong><\/h6>\n<p>Hai ragione, forse \u2013 almeno nell\u2019ambito del fumetto \u2013 si tende a raccontare di pi\u00f9 il processo di acquisizione rispetto a quello delle vendite, ma credo che dipenda proprio dal contesto. Per qualsiasi editore \u00e8 pi\u00f9 facile iniziare a strutturare il proprio catalogo a partire da titoli acquisiti, conoscendone gi\u00e0 i risultati di vendita negli altri Paesi e avendo tra le mani un prodotto finito che non necessita di investimenti, tempo per lo sviluppo e lavorazione preliminare. Ma \u00e8 anche naturale che a un certo punto, avendo accumulato esperienza e affinando i propri gusti, ci si voglia mettere alla prova dando vita a progetti originali. \u00c8 stato cos\u00ec anche per Bao, che ha visto un primo periodo pi\u00f9 sbilanciato verso le importazioni per poi dedicarsi al catalogo degli autori italiani: quella iniziale \u00e8 una fase importantissima, senza la quale non si potrebbe arrivare alla seconda, due facce della stessa medaglia. Quindi non parlerei di criticit\u00e0, ma piuttosto di un processo naturale di crescita della casa editrice, attraverso cui si affinano i gusti e si studia tantissimo.<\/p>\n<p>Da qualche anno a questa parte <strong>Bao \u00e8 una delle case editrici capofila nell\u2019esportazione di titoli italiani<\/strong>: questo dipende in primo luogo dall\u2019essere strutturati, cosa che ci permette di avere una persona che segue a tempo pieno il Dipartimento di Diritti Esteri, le richieste degli editori stranieri e tutto il conseguente processo di adattamento. Il merito, per\u00f2, \u00e8 dell\u2019alchimia che siamo riusciti a creare con i nostri autori: <strong>sappiamo costruire insieme storie che non hanno confini e sanno parlare al cuore di molti lettori<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><strong>Il processo editoriale che porta alla pubblicazione di un nuovo volume si svolge all\u2019interno della casa editrice. Ma in alcune occasioni la distanza fra questo mondo e i lettori si riduce fino a sparire: le fiere. Qual \u00e8 la loro importanza a livello sia nazionale che internazionale?<\/strong><\/h6>\n<p>Personalmente \u00e8 la parte che preferisco, quella che restituisce il senso del lavoro che si \u00e8 fatto per mesi in redazione. Ti rispondo con ordine, perch\u00e9 va fatto un distinguo tra le<strong> fiere nazionali<\/strong> (come il <strong>Salone del Libro<\/strong> di Torino o <strong>Pi\u00f9 Libri Pi\u00f9 Liberi<\/strong> a Roma) e le <strong>fiere dedicate allo scambio di diritti<\/strong>, che implicano forze ed energie diverse messe in campo. Per quel che riguarda le fiere nazionali, l\u2019incontro con i lettori \u00e8 fondamentale per mantenere vitale il rapporto con loro e creare connessioni con gli autori. Siamo convinti che la fiera non possa essere un momento impersonale, votato solo alla vendita dei libri e al fatturato; quindi\u00a0\u2013 da sempre \u2013 quando decidiamo di partecipare siamo noi a gestire lo stand e gli incontri con gli autori, oltre a tutte le relazioni con la stampa.<\/p>\n<p>Uno scenario completamente diverso, invece, \u00e8 quello delle fiere internazionali a cui partecipiamo per lo scambio dei diritti: si tratta di momenti fondamentali, in cui si inizia a <strong>immaginare il piano editoriale degli anni a venire attraverso le acquisizioni<\/strong>, mentre i progetti originali italiani hanno la possibilit\u00e0 di iniziare un lungo viaggio intorno al mondo. Ecco, questo \u00e8 dal mio punto di vista il momento pi\u00f9 stimolante di tutta la filiera editoriale, perch\u00e9<strong> se il libro raggiunge lettori che hanno culture molto diverse da quella di partenza significa che la sua storia \u00e8 davvero universale<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><strong>Secondo i dati dell\u2019AIE, tra il 2019 e il 2022 il mercato del fumetto ha subito una grandissima crescita, toccando vette mai viste prima. Al momento si trova in leggero calo. Perch\u00e9 questa crescita esponenziale? Nonostante ci\u00f2, rimane una grossa distanza tra il pubblico lettore di libri e quello lettore di fumetti. Non \u00e8 sempre letteratura?<\/strong><\/h6>\n<p>La crescita esponenziale di questo mercato \u00e8 stato un fenomeno travolgente, che ha sorpreso tutti (anche noi editori che di fumetto ci occupiamo quotidianamente e crediamo profondamente nelle sue potenzialit\u00e0), tanto da spingere per la prima volta anche l\u2019AIE a dedicarvi uno studio approfondito. I motivi sono molteplici: al primo posto metterei la <strong>qualit\u00e0 dei fumetti e delle graphic novel pubblicati negli ultimi anni<\/strong> (sia in importazione che firmate da autori italiani), senza dimenticare che la spinta iniziale \u00e8 arrivata dalla distribuzione, che ha garantito sempre pi\u00f9 spazio sugli scaffali delle librerie a fronte della crisi delle edicole. Si \u00e8 venuto a creare una sorta di circolo virtuoso, insomma, che ha stimolato anche gli autori a creare storie per un pubblico pi\u00f9 ampio e a esplorare temi nuovi e attuali. Anche la comunit\u00e0 letteraria si \u00e8 accorta di questa nuova tendenza: il fatto che alcune graphic novel siano state candidate al<strong> Premio Strega<\/strong> ne \u00e8 l\u2019esempio lampante, traghettate dal successo trascinante di Zerocalcare. Credo che sia davvero \u00a0stata una serie di concause fortunate a portarci a sdoganare il fumetto e riconoscerlo in tutte le sue potenzialit\u00e0, anche se il lavoro da fare \u00e8 ancora molto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6 style=\"text-align: right\"><strong>Alessandro Pensi<\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BAO Publishing \u00e8 nata nel 2009. Attualmente pubblica circa quarantacinque titoli a fumetti l\u2019anno ed \u00e8 tra gli editori di fumetti leader nelle librerie generaliste italiane. Un team di tredici persone lavora a tempo pieno per offrire ai lettori italiani un\u2019esperienza di lettura coinvolgente, immersiva, significativa, centrata sulla qualit\u00e0 delle storie e dei materiali con cui i libri sono fabbricati. Niente \u00e8 pi\u00f9 importante per noi di essere associati nel ricordo a emozioni positive da parte dei nostri lettori. &nbsp; Cos\u00ec la casa editrice milanese Bao Publishing si presenta sulla propria pagina web. Ce ne parla Vanessa Nascimbene, ex alunna e attuale docente del Master per il modulo Graphic Novel. Da otto anni all\u2019interno della casa editrice, Vanessa si occupa ora del Dipartimento di Diritti esteri. &nbsp; Qual \u00e8 stato il percorso che ti ha portato a entrare nel mondo dell\u2019editoria? Che ruoli hai ricoperto nella tua carriera? Quali sono i titoli su cui hai lavorato personalmente che ti sono rimasti pi\u00f9 a cuore? Diciamo che la passione per i libri mi accompagna da sempre: quando ero bambina prendevo i fogli di carta e li rilegavo alla bell\u2019e meglio per creare dei libricini che poi illustravo e riempivo di poesie da regalare ad amici e parenti (non ho mai scoperto se fossero davvero graditi, sia ben chiaro). Ho frequentato Lettere Moderne e poi Filologia, con una tesi su Ottiero Ottieri che mi ha portato ad approfondire il legame tra letteratura ed editoria. Da l\u00ec al Master in Professioni e Prodotti dell\u2019editoria il passo \u00e8 stato breve. Quando \u00e8 stato il momento di decidere dove svolgere lo stage curricolare non ho avuto dubbi: entrando in libreria, sullo scaffale, i libri da cui ero istintivamente attratta erano quelli di Bao, per le storie e la cura editoriale. \u00c8 stato un colpo di fulmine: un colloquio al Salone di Torino e da l\u00ec non ci siamo pi\u00f9 separati. Mi ero presentata come redattrice, ma nel tempo ho imparato ad affiancare al lavoro sui testi quello pi\u00f9 squisitamente grafico e la formazione come editor. Da pi\u00f9 di otto anni ho trovato il modo di combinare questi due aspetti redazionali affinandoli, per occuparmi del Dipartimento dei Diritti esteri: insomma, seguo la storia dei libri Bao dall\u2019inizio alla fine della filiera editoriale. Per ogni ruolo che ho ricoperto in casa editrice ti porto un esempio di \u201clibro del cuore\u201d: nel ruolo di editor sicuramente Melvina di Rachele Aragno; nel ruolo di grafica il primo volume di La mia cosa preferita sono i mostri di Emil Ferris; per i Diritti Esteri ti cito un caso recente, Loops di Luca Pozzi e Elisa Macellari. &nbsp; Parliamo di Bao Publishing, una realt\u00e0 ormai affermata nel panorama editoriale italiano e tra gli appassionati di fumetto. Cosa cerca di comunicare con le sue pubblicazioni? E quali sono i criteri che si applicano nella scelta dei nuovi titoli? Come sanno i nostri lettori, quello di Bao \u00e8 un catalogo piuttosto eterogeneo, ma assolutamente riconoscibile. Il motivo di questa ambivalenza \u00e8 che negli anni ci siamo concentrati su pi\u00f9 fronti: importazioni di libri di pregio, sviluppo di progetti italiani originali e&#8230; \u201clibri che non ti aspetti\u201d. Il filo conduttore \u00e8 l\u2019altissima qualit\u00e0 dei materiali che scegliamo per confezionare l\u2019oggetto libro, anche nelle vesti pi\u00f9 estrose e originali, una scommessa che ci piace rinnovare ad ogni progetto. Ogni anno la nostra proposta editoriale comprende una certa percentuale di progetti che sfuggono alle definizioni di genere, ma che contribuiscono a rafforzare l\u2019identit\u00e0 di Bao. Le nostre scelte sono dettate da una forte coerenza, nel non essere mai scontate e velleitarie, a volte coraggiose e a volte un po\u2019 incoscienti. E la vera magia \u00e8 che i lettori hanno imparato a fidarsi di noi e della cura che mettiamo nel nostro lavoro. &nbsp; L\u2019editor \u00e8 una figura fondamentale della filiera editoriale. Facciamo un po\u2019 di chiarezza sul suo ruolo. Quali sono i suoi compiti e responsabilit\u00e0 all\u2019interno di una casa editrice di fumetti? Come dicevi, l\u2019editor \u00e8 una delle figure chiave della filiera editoriale, ma nel caso di una casa editrice di fumetto deve affiancare alle competenze canoniche anche altre abilit\u00e0 specifiche. Per semplificare un po\u2019, raccontiamo qui due scenari tipici del lavoro di editing: l\u2019affiancamento agli autori nello sviluppo di un progetto originale, e la direzione di una collana editoriale. Nel primo caso, proprio come per i libri di narrativa, l\u2019editor vede nascere la storia e spesso ne conosce i retroscena, le sliding doors scartate e tutti i possibili sviluppi, accompagnando e vigilando sul lavoro dell\u2019autore dalla stesura del soggetto, per proseguire con la sceneggiatura fino ad arrivare allo storyboard. Le ultime due fasi implicano una conoscenza approfondita del medium, e una forte sensibilit\u00e0 riguardo allo stile e alla colorazione che l\u2019illustratore decide di utilizzare per realizzare il libro. Diciamo che \u00e8 difficile improvvisarsi editor di fumetti, \u00e8 necessaria una buona consuetudine e un\u2019abitudine a questo tipo di lettura, che si regge su un\u2019alchimia tra parola, scelta del font, illustrazioni e vuoti che permettono all\u2019occhio di riposare. Una peculiarit\u00e0 poi dell\u2019editing del fumetto \u00e8 quella che riguarda lo stretto rapporto che si instaura tra editor e grafico: spesso chi non lavora in ambito editoriale tende a dimenticare che il libro non \u00e8 il prodotto dell\u2019intelletto di una sola persona ma, anzi, un lavoro collettivo che implica la collaborazione di una squadra forte e coesa, e nel caso di un fumetto mi sento di dire che questa cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 vera. Il secondo scenario a cui ti accennavo, invece, riguarda la curatela di una collana editoriale, di cui l\u2019editor garantisce la coerenza interna a livello testuale e grafico, supervisionando tutte le fasi di lavorazione. Ecco, possiamo dire che un editor di fumetto difficilmente si annoia! &nbsp; Si parla spesso del lavoro dell\u2019ufficio diritti, focalizzandosi quasi esclusivamente sul processo di acquisizione da case editrici estere. Viene posta minore attenzione, invece, all\u2019esportazione dei titoli pubblicati esclusivamente in Italia. Quali sono le criticit\u00e0 dei due aspetti? Come si inserisce Bao Publishing nel mercato del fumetto estero? Hai ragione, forse \u2013 almeno nell\u2019ambito del fumetto \u2013 si tende a raccontare di pi\u00f9 il processo di acquisizione rispetto a quello delle vendite, ma credo che dipenda proprio dal contesto. Per qualsiasi editore \u00e8 pi\u00f9 facile iniziare a strutturare il proprio catalogo a partire da titoli acquisiti, conoscendone gi\u00e0 i risultati di vendita negli altri Paesi e avendo tra le mani un prodotto finito che non necessita di investimenti, tempo per lo sviluppo e lavorazione preliminare. Ma \u00e8 anche naturale che a un certo punto, avendo accumulato esperienza e affinando i propri gusti, ci si voglia mettere alla prova dando vita a progetti originali. \u00c8 stato cos\u00ec anche per Bao, che ha visto un primo periodo pi\u00f9 sbilanciato verso le importazioni per poi dedicarsi al catalogo degli autori italiani: quella iniziale \u00e8 una fase importantissima, senza la quale non si potrebbe arrivare alla seconda, due facce della stessa medaglia. Quindi non parlerei di criticit\u00e0, ma piuttosto di un processo naturale di crescita della casa editrice, attraverso cui si affinano i gusti e si studia tantissimo. Da qualche anno a questa parte Bao \u00e8 una delle case editrici capofila nell\u2019esportazione di titoli italiani: questo dipende in primo luogo dall\u2019essere strutturati, cosa che ci permette di avere una persona che segue a tempo pieno il Dipartimento di Diritti Esteri, le richieste degli editori stranieri e tutto il conseguente processo di adattamento. Il merito, per\u00f2, \u00e8 dell\u2019alchimia che siamo riusciti a creare con i nostri autori: sappiamo costruire insieme storie che non hanno confini e sanno parlare al cuore di molti lettori. &nbsp; Il processo editoriale che porta alla pubblicazione di un nuovo volume si svolge all\u2019interno della casa editrice. Ma in alcune occasioni la distanza fra questo mondo e i lettori si riduce fino a sparire: le fiere. Qual \u00e8 la loro importanza a livello sia nazionale che internazionale? Personalmente \u00e8 la parte che preferisco, quella che restituisce il senso del lavoro che si \u00e8 fatto per mesi in redazione. Ti rispondo con ordine, perch\u00e9 va fatto un distinguo tra le fiere nazionali (come il Salone del Libro di Torino o Pi\u00f9 Libri Pi\u00f9 Liberi a Roma) e le fiere dedicate allo scambio di diritti, che implicano forze ed energie diverse messe in campo. Per quel che riguarda le fiere nazionali, l\u2019incontro con i lettori \u00e8 fondamentale per mantenere vitale il rapporto con loro e creare connessioni con gli autori. Siamo convinti che la fiera non possa essere un momento impersonale, votato solo alla vendita dei libri e al fatturato; quindi\u00a0\u2013 da sempre \u2013 quando decidiamo di partecipare siamo noi a gestire lo stand e gli incontri con gli autori, oltre a tutte le relazioni con la stampa. Uno scenario completamente diverso, invece, \u00e8 quello delle fiere internazionali a cui partecipiamo per lo scambio dei diritti: si tratta di momenti fondamentali, in cui si inizia a immaginare il piano editoriale degli anni a venire attraverso le acquisizioni, mentre i progetti originali italiani hanno la possibilit\u00e0 di iniziare un lungo viaggio intorno al mondo. Ecco, questo \u00e8 dal mio punto di vista il momento pi\u00f9 stimolante di tutta la filiera editoriale, perch\u00e9 se il libro raggiunge lettori che hanno culture molto diverse da quella di partenza significa che la sua storia \u00e8 davvero universale. &nbsp; Secondo i dati dell\u2019AIE, tra il 2019 e il 2022 il mercato del fumetto ha subito una grandissima crescita, toccando vette mai viste prima. Al momento si trova in leggero calo. Perch\u00e9 questa crescita esponenziale? Nonostante ci\u00f2, rimane una grossa distanza tra il pubblico lettore di libri e quello lettore di fumetti. Non \u00e8 sempre letteratura? La crescita esponenziale di questo mercato \u00e8 stato un fenomeno travolgente, che ha sorpreso tutti (anche noi editori che di fumetto ci occupiamo quotidianamente e crediamo profondamente nelle sue potenzialit\u00e0), tanto da spingere per la prima volta anche l\u2019AIE a dedicarvi uno studio approfondito. I motivi sono molteplici: al primo posto metterei la qualit\u00e0 dei fumetti e delle graphic novel pubblicati negli ultimi anni (sia in importazione che firmate da autori italiani), senza dimenticare che la spinta iniziale \u00e8 arrivata dalla distribuzione, che ha garantito sempre pi\u00f9 spazio sugli scaffali delle librerie a fronte della crisi delle edicole. Si \u00e8 venuto a creare una sorta di circolo virtuoso, insomma, che ha stimolato anche gli autori a creare storie per un pubblico pi\u00f9 ampio e a esplorare temi nuovi e attuali. Anche la comunit\u00e0 letteraria si \u00e8 accorta di questa nuova tendenza: il fatto che alcune graphic novel siano state candidate al Premio Strega ne \u00e8 l\u2019esempio lampante, traghettate dal successo trascinante di Zerocalcare. Credo che sia davvero \u00a0stata una serie di concause fortunate a portarci a sdoganare il fumetto e riconoscerlo in tutte le sue potenzialit\u00e0, anche se il lavoro da fare \u00e8 ancora molto. &nbsp; Alessandro Pensi<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":8445,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1112,802],"tags":[601,1058,1096,1060,566,1757],"class_list":["post-8442","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-mondo-editoriale","tag-bao-publishing","tag-fiere","tag-fumetto","tag-graphic-novel","tag-intervista","tag-ufficio-diritti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Viaggio all&#039;interno del fumetto: intervista a Vanessa Nascimbene - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Viaggio all&#039;interno del fumetto: intervista a Vanessa Nascimbene - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"BAO Publishing \u00e8 nata nel 2009. 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Quali sono i titoli su cui hai lavorato personalmente che ti sono rimasti pi\u00f9 a cuore? Diciamo che la passione per i libri mi accompagna da sempre: quando ero bambina prendevo i fogli di carta e li rilegavo alla bell\u2019e meglio per creare dei libricini che poi illustravo e riempivo di poesie da regalare ad amici e parenti (non ho mai scoperto se fossero davvero graditi, sia ben chiaro). Ho frequentato Lettere Moderne e poi Filologia, con una tesi su Ottiero Ottieri che mi ha portato ad approfondire il legame tra letteratura ed editoria. Da l\u00ec al Master in Professioni e Prodotti dell\u2019editoria il passo \u00e8 stato breve. Quando \u00e8 stato il momento di decidere dove svolgere lo stage curricolare non ho avuto dubbi: entrando in libreria, sullo scaffale, i libri da cui ero istintivamente attratta erano quelli di Bao, per le storie e la cura editoriale. \u00c8 stato un colpo di fulmine: un colloquio al Salone di Torino e da l\u00ec non ci siamo pi\u00f9 separati. Mi ero presentata come redattrice, ma nel tempo ho imparato ad affiancare al lavoro sui testi quello pi\u00f9 squisitamente grafico e la formazione come editor. Da pi\u00f9 di otto anni ho trovato il modo di combinare questi due aspetti redazionali affinandoli, per occuparmi del Dipartimento dei Diritti esteri: insomma, seguo la storia dei libri Bao dall\u2019inizio alla fine della filiera editoriale. Per ogni ruolo che ho ricoperto in casa editrice ti porto un esempio di \u201clibro del cuore\u201d: nel ruolo di editor sicuramente Melvina di Rachele Aragno; nel ruolo di grafica il primo volume di La mia cosa preferita sono i mostri di Emil Ferris; per i Diritti Esteri ti cito un caso recente, Loops di Luca Pozzi e Elisa Macellari. &nbsp; Parliamo di Bao Publishing, una realt\u00e0 ormai affermata nel panorama editoriale italiano e tra gli appassionati di fumetto. Cosa cerca di comunicare con le sue pubblicazioni? E quali sono i criteri che si applicano nella scelta dei nuovi titoli? Come sanno i nostri lettori, quello di Bao \u00e8 un catalogo piuttosto eterogeneo, ma assolutamente riconoscibile. Il motivo di questa ambivalenza \u00e8 che negli anni ci siamo concentrati su pi\u00f9 fronti: importazioni di libri di pregio, sviluppo di progetti italiani originali e&#8230; \u201clibri che non ti aspetti\u201d. Il filo conduttore \u00e8 l\u2019altissima qualit\u00e0 dei materiali che scegliamo per confezionare l\u2019oggetto libro, anche nelle vesti pi\u00f9 estrose e originali, una scommessa che ci piace rinnovare ad ogni progetto. Ogni anno la nostra proposta editoriale comprende una certa percentuale di progetti che sfuggono alle definizioni di genere, ma che contribuiscono a rafforzare l\u2019identit\u00e0 di Bao. Le nostre scelte sono dettate da una forte coerenza, nel non essere mai scontate e velleitarie, a volte coraggiose e a volte un po\u2019 incoscienti. E la vera magia \u00e8 che i lettori hanno imparato a fidarsi di noi e della cura che mettiamo nel nostro lavoro. &nbsp; L\u2019editor \u00e8 una figura fondamentale della filiera editoriale. Facciamo un po\u2019 di chiarezza sul suo ruolo. Quali sono i suoi compiti e responsabilit\u00e0 all\u2019interno di una casa editrice di fumetti? Come dicevi, l\u2019editor \u00e8 una delle figure chiave della filiera editoriale, ma nel caso di una casa editrice di fumetto deve affiancare alle competenze canoniche anche altre abilit\u00e0 specifiche. Per semplificare un po\u2019, raccontiamo qui due scenari tipici del lavoro di editing: l\u2019affiancamento agli autori nello sviluppo di un progetto originale, e la direzione di una collana editoriale. Nel primo caso, proprio come per i libri di narrativa, l\u2019editor vede nascere la storia e spesso ne conosce i retroscena, le sliding doors scartate e tutti i possibili sviluppi, accompagnando e vigilando sul lavoro dell\u2019autore dalla stesura del soggetto, per proseguire con la sceneggiatura fino ad arrivare allo storyboard. Le ultime due fasi implicano una conoscenza approfondita del medium, e una forte sensibilit\u00e0 riguardo allo stile e alla colorazione che l\u2019illustratore decide di utilizzare per realizzare il libro. Diciamo che \u00e8 difficile improvvisarsi editor di fumetti, \u00e8 necessaria una buona consuetudine e un\u2019abitudine a questo tipo di lettura, che si regge su un\u2019alchimia tra parola, scelta del font, illustrazioni e vuoti che permettono all\u2019occhio di riposare. Una peculiarit\u00e0 poi dell\u2019editing del fumetto \u00e8 quella che riguarda lo stretto rapporto che si instaura tra editor e grafico: spesso chi non lavora in ambito editoriale tende a dimenticare che il libro non \u00e8 il prodotto dell\u2019intelletto di una sola persona ma, anzi, un lavoro collettivo che implica la collaborazione di una squadra forte e coesa, e nel caso di un fumetto mi sento di dire che questa cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 vera. Il secondo scenario a cui ti accennavo, invece, riguarda la curatela di una collana editoriale, di cui l\u2019editor garantisce la coerenza interna a livello testuale e grafico, supervisionando tutte le fasi di lavorazione. Ecco, possiamo dire che un editor di fumetto difficilmente si annoia! &nbsp; Si parla spesso del lavoro dell\u2019ufficio diritti, focalizzandosi quasi esclusivamente sul processo di acquisizione da case editrici estere. Viene posta minore attenzione, invece, all\u2019esportazione dei titoli pubblicati esclusivamente in Italia. Quali sono le criticit\u00e0 dei due aspetti? Come si inserisce Bao Publishing nel mercato del fumetto estero? Hai ragione, forse \u2013 almeno nell\u2019ambito del fumetto \u2013 si tende a raccontare di pi\u00f9 il processo di acquisizione rispetto a quello delle vendite, ma credo che dipenda proprio dal contesto. Per qualsiasi editore \u00e8 pi\u00f9 facile iniziare a strutturare il proprio catalogo a partire da titoli acquisiti, conoscendone gi\u00e0 i risultati di vendita negli altri Paesi e avendo tra le mani un prodotto finito che non necessita di investimenti, tempo per lo sviluppo e lavorazione preliminare. Ma \u00e8 anche naturale che a un certo punto, avendo accumulato esperienza e affinando i propri gusti, ci si voglia mettere alla prova dando vita a progetti originali. \u00c8 stato cos\u00ec anche per Bao, che ha visto un primo periodo pi\u00f9 sbilanciato verso le importazioni per poi dedicarsi al catalogo degli autori italiani: quella iniziale \u00e8 una fase importantissima, senza la quale non si potrebbe arrivare alla seconda, due facce della stessa medaglia. Quindi non parlerei di criticit\u00e0, ma piuttosto di un processo naturale di crescita della casa editrice, attraverso cui si affinano i gusti e si studia tantissimo. Da qualche anno a questa parte Bao \u00e8 una delle case editrici capofila nell\u2019esportazione di titoli italiani: questo dipende in primo luogo dall\u2019essere strutturati, cosa che ci permette di avere una persona che segue a tempo pieno il Dipartimento di Diritti Esteri, le richieste degli editori stranieri e tutto il conseguente processo di adattamento. Il merito, per\u00f2, \u00e8 dell\u2019alchimia che siamo riusciti a creare con i nostri autori: sappiamo costruire insieme storie che non hanno confini e sanno parlare al cuore di molti lettori. &nbsp; Il processo editoriale che porta alla pubblicazione di un nuovo volume si svolge all\u2019interno della casa editrice. Ma in alcune occasioni la distanza fra questo mondo e i lettori si riduce fino a sparire: le fiere. Qual \u00e8 la loro importanza a livello sia nazionale che internazionale? Personalmente \u00e8 la parte che preferisco, quella che restituisce il senso del lavoro che si \u00e8 fatto per mesi in redazione. Ti rispondo con ordine, perch\u00e9 va fatto un distinguo tra le fiere nazionali (come il Salone del Libro di Torino o Pi\u00f9 Libri Pi\u00f9 Liberi a Roma) e le fiere dedicate allo scambio di diritti, che implicano forze ed energie diverse messe in campo. Per quel che riguarda le fiere nazionali, l\u2019incontro con i lettori \u00e8 fondamentale per mantenere vitale il rapporto con loro e creare connessioni con gli autori. Siamo convinti che la fiera non possa essere un momento impersonale, votato solo alla vendita dei libri e al fatturato; quindi\u00a0\u2013 da sempre \u2013 quando decidiamo di partecipare siamo noi a gestire lo stand e gli incontri con gli autori, oltre a tutte le relazioni con la stampa. Uno scenario completamente diverso, invece, \u00e8 quello delle fiere internazionali a cui partecipiamo per lo scambio dei diritti: si tratta di momenti fondamentali, in cui si inizia a immaginare il piano editoriale degli anni a venire attraverso le acquisizioni, mentre i progetti originali italiani hanno la possibilit\u00e0 di iniziare un lungo viaggio intorno al mondo. Ecco, questo \u00e8 dal mio punto di vista il momento pi\u00f9 stimolante di tutta la filiera editoriale, perch\u00e9 se il libro raggiunge lettori che hanno culture molto diverse da quella di partenza significa che la sua storia \u00e8 davvero universale. &nbsp; Secondo i dati dell\u2019AIE, tra il 2019 e il 2022 il mercato del fumetto ha subito una grandissima crescita, toccando vette mai viste prima. Al momento si trova in leggero calo. Perch\u00e9 questa crescita esponenziale? Nonostante ci\u00f2, rimane una grossa distanza tra il pubblico lettore di libri e quello lettore di fumetti. Non \u00e8 sempre letteratura? La crescita esponenziale di questo mercato \u00e8 stato un fenomeno travolgente, che ha sorpreso tutti (anche noi editori che di fumetto ci occupiamo quotidianamente e crediamo profondamente nelle sue potenzialit\u00e0), tanto da spingere per la prima volta anche l\u2019AIE a dedicarvi uno studio approfondito. I motivi sono molteplici: al primo posto metterei la qualit\u00e0 dei fumetti e delle graphic novel pubblicati negli ultimi anni (sia in importazione che firmate da autori italiani), senza dimenticare che la spinta iniziale \u00e8 arrivata dalla distribuzione, che ha garantito sempre pi\u00f9 spazio sugli scaffali delle librerie a fronte della crisi delle edicole. Si \u00e8 venuto a creare una sorta di circolo virtuoso, insomma, che ha stimolato anche gli autori a creare storie per un pubblico pi\u00f9 ampio e a esplorare temi nuovi e attuali. Anche la comunit\u00e0 letteraria si \u00e8 accorta di questa nuova tendenza: il fatto che alcune graphic novel siano state candidate al Premio Strega ne \u00e8 l\u2019esempio lampante, traghettate dal successo trascinante di Zerocalcare. Credo che sia davvero \u00a0stata una serie di concause fortunate a portarci a sdoganare il fumetto e riconoscerlo in tutte le sue potenzialit\u00e0, anche se il lavoro da fare \u00e8 ancora molto. &nbsp; Alessandro Pensi\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-05-07T15:23:51+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/intervistabao-e1715095306588.jpg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"972\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"864\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/\"},\"author\":{\"name\":\"Studenti\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\"},\"headline\":\"Viaggio all&#8217;interno del fumetto: intervista a Vanessa Nascimbene\",\"datePublished\":\"2024-05-07T15:23:51+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/\"},\"wordCount\":1794,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/intervistabao-e1715095306588.jpg\",\"keywords\":[\"bao publishing\",\"Fiere\",\"fumetto\",\"graphic novel\",\"intervista\",\"ufficio diritti\"],\"articleSection\":[\"Interviste\",\"Mondo Editoriale\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/\",\"name\":\"Viaggio all'interno del fumetto: intervista a Vanessa Nascimbene - 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Quali sono i titoli su cui hai lavorato personalmente che ti sono rimasti pi\u00f9 a cuore? Diciamo che la passione per i libri mi accompagna da sempre: quando ero bambina prendevo i fogli di carta e li rilegavo alla bell\u2019e meglio per creare dei libricini che poi illustravo e riempivo di poesie da regalare ad amici e parenti (non ho mai scoperto se fossero davvero graditi, sia ben chiaro). Ho frequentato Lettere Moderne e poi Filologia, con una tesi su Ottiero Ottieri che mi ha portato ad approfondire il legame tra letteratura ed editoria. Da l\u00ec al Master in Professioni e Prodotti dell\u2019editoria il passo \u00e8 stato breve. Quando \u00e8 stato il momento di decidere dove svolgere lo stage curricolare non ho avuto dubbi: entrando in libreria, sullo scaffale, i libri da cui ero istintivamente attratta erano quelli di Bao, per le storie e la cura editoriale. \u00c8 stato un colpo di fulmine: un colloquio al Salone di Torino e da l\u00ec non ci siamo pi\u00f9 separati. Mi ero presentata come redattrice, ma nel tempo ho imparato ad affiancare al lavoro sui testi quello pi\u00f9 squisitamente grafico e la formazione come editor. Da pi\u00f9 di otto anni ho trovato il modo di combinare questi due aspetti redazionali affinandoli, per occuparmi del Dipartimento dei Diritti esteri: insomma, seguo la storia dei libri Bao dall\u2019inizio alla fine della filiera editoriale. Per ogni ruolo che ho ricoperto in casa editrice ti porto un esempio di \u201clibro del cuore\u201d: nel ruolo di editor sicuramente Melvina di Rachele Aragno; nel ruolo di grafica il primo volume di La mia cosa preferita sono i mostri di Emil Ferris; per i Diritti Esteri ti cito un caso recente, Loops di Luca Pozzi e Elisa Macellari. &nbsp; Parliamo di Bao Publishing, una realt\u00e0 ormai affermata nel panorama editoriale italiano e tra gli appassionati di fumetto. Cosa cerca di comunicare con le sue pubblicazioni? E quali sono i criteri che si applicano nella scelta dei nuovi titoli? Come sanno i nostri lettori, quello di Bao \u00e8 un catalogo piuttosto eterogeneo, ma assolutamente riconoscibile. Il motivo di questa ambivalenza \u00e8 che negli anni ci siamo concentrati su pi\u00f9 fronti: importazioni di libri di pregio, sviluppo di progetti italiani originali e&#8230; \u201clibri che non ti aspetti\u201d. Il filo conduttore \u00e8 l\u2019altissima qualit\u00e0 dei materiali che scegliamo per confezionare l\u2019oggetto libro, anche nelle vesti pi\u00f9 estrose e originali, una scommessa che ci piace rinnovare ad ogni progetto. Ogni anno la nostra proposta editoriale comprende una certa percentuale di progetti che sfuggono alle definizioni di genere, ma che contribuiscono a rafforzare l\u2019identit\u00e0 di Bao. Le nostre scelte sono dettate da una forte coerenza, nel non essere mai scontate e velleitarie, a volte coraggiose e a volte un po\u2019 incoscienti. E la vera magia \u00e8 che i lettori hanno imparato a fidarsi di noi e della cura che mettiamo nel nostro lavoro. &nbsp; L\u2019editor \u00e8 una figura fondamentale della filiera editoriale. Facciamo un po\u2019 di chiarezza sul suo ruolo. Quali sono i suoi compiti e responsabilit\u00e0 all\u2019interno di una casa editrice di fumetti? Come dicevi, l\u2019editor \u00e8 una delle figure chiave della filiera editoriale, ma nel caso di una casa editrice di fumetto deve affiancare alle competenze canoniche anche altre abilit\u00e0 specifiche. Per semplificare un po\u2019, raccontiamo qui due scenari tipici del lavoro di editing: l\u2019affiancamento agli autori nello sviluppo di un progetto originale, e la direzione di una collana editoriale. Nel primo caso, proprio come per i libri di narrativa, l\u2019editor vede nascere la storia e spesso ne conosce i retroscena, le sliding doors scartate e tutti i possibili sviluppi, accompagnando e vigilando sul lavoro dell\u2019autore dalla stesura del soggetto, per proseguire con la sceneggiatura fino ad arrivare allo storyboard. Le ultime due fasi implicano una conoscenza approfondita del medium, e una forte sensibilit\u00e0 riguardo allo stile e alla colorazione che l\u2019illustratore decide di utilizzare per realizzare il libro. Diciamo che \u00e8 difficile improvvisarsi editor di fumetti, \u00e8 necessaria una buona consuetudine e un\u2019abitudine a questo tipo di lettura, che si regge su un\u2019alchimia tra parola, scelta del font, illustrazioni e vuoti che permettono all\u2019occhio di riposare. Una peculiarit\u00e0 poi dell\u2019editing del fumetto \u00e8 quella che riguarda lo stretto rapporto che si instaura tra editor e grafico: spesso chi non lavora in ambito editoriale tende a dimenticare che il libro non \u00e8 il prodotto dell\u2019intelletto di una sola persona ma, anzi, un lavoro collettivo che implica la collaborazione di una squadra forte e coesa, e nel caso di un fumetto mi sento di dire che questa cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 vera. Il secondo scenario a cui ti accennavo, invece, riguarda la curatela di una collana editoriale, di cui l\u2019editor garantisce la coerenza interna a livello testuale e grafico, supervisionando tutte le fasi di lavorazione. Ecco, possiamo dire che un editor di fumetto difficilmente si annoia! &nbsp; Si parla spesso del lavoro dell\u2019ufficio diritti, focalizzandosi quasi esclusivamente sul processo di acquisizione da case editrici estere. Viene posta minore attenzione, invece, all\u2019esportazione dei titoli pubblicati esclusivamente in Italia. Quali sono le criticit\u00e0 dei due aspetti? Come si inserisce Bao Publishing nel mercato del fumetto estero? Hai ragione, forse \u2013 almeno nell\u2019ambito del fumetto \u2013 si tende a raccontare di pi\u00f9 il processo di acquisizione rispetto a quello delle vendite, ma credo che dipenda proprio dal contesto. Per qualsiasi editore \u00e8 pi\u00f9 facile iniziare a strutturare il proprio catalogo a partire da titoli acquisiti, conoscendone gi\u00e0 i risultati di vendita negli altri Paesi e avendo tra le mani un prodotto finito che non necessita di investimenti, tempo per lo sviluppo e lavorazione preliminare. Ma \u00e8 anche naturale che a un certo punto, avendo accumulato esperienza e affinando i propri gusti, ci si voglia mettere alla prova dando vita a progetti originali. \u00c8 stato cos\u00ec anche per Bao, che ha visto un primo periodo pi\u00f9 sbilanciato verso le importazioni per poi dedicarsi al catalogo degli autori italiani: quella iniziale \u00e8 una fase importantissima, senza la quale non si potrebbe arrivare alla seconda, due facce della stessa medaglia. Quindi non parlerei di criticit\u00e0, ma piuttosto di un processo naturale di crescita della casa editrice, attraverso cui si affinano i gusti e si studia tantissimo. Da qualche anno a questa parte Bao \u00e8 una delle case editrici capofila nell\u2019esportazione di titoli italiani: questo dipende in primo luogo dall\u2019essere strutturati, cosa che ci permette di avere una persona che segue a tempo pieno il Dipartimento di Diritti Esteri, le richieste degli editori stranieri e tutto il conseguente processo di adattamento. Il merito, per\u00f2, \u00e8 dell\u2019alchimia che siamo riusciti a creare con i nostri autori: sappiamo costruire insieme storie che non hanno confini e sanno parlare al cuore di molti lettori. &nbsp; Il processo editoriale che porta alla pubblicazione di un nuovo volume si svolge all\u2019interno della casa editrice. Ma in alcune occasioni la distanza fra questo mondo e i lettori si riduce fino a sparire: le fiere. Qual \u00e8 la loro importanza a livello sia nazionale che internazionale? Personalmente \u00e8 la parte che preferisco, quella che restituisce il senso del lavoro che si \u00e8 fatto per mesi in redazione. Ti rispondo con ordine, perch\u00e9 va fatto un distinguo tra le fiere nazionali (come il Salone del Libro di Torino o Pi\u00f9 Libri Pi\u00f9 Liberi a Roma) e le fiere dedicate allo scambio di diritti, che implicano forze ed energie diverse messe in campo. Per quel che riguarda le fiere nazionali, l\u2019incontro con i lettori \u00e8 fondamentale per mantenere vitale il rapporto con loro e creare connessioni con gli autori. Siamo convinti che la fiera non possa essere un momento impersonale, votato solo alla vendita dei libri e al fatturato; quindi\u00a0\u2013 da sempre \u2013 quando decidiamo di partecipare siamo noi a gestire lo stand e gli incontri con gli autori, oltre a tutte le relazioni con la stampa. Uno scenario completamente diverso, invece, \u00e8 quello delle fiere internazionali a cui partecipiamo per lo scambio dei diritti: si tratta di momenti fondamentali, in cui si inizia a immaginare il piano editoriale degli anni a venire attraverso le acquisizioni, mentre i progetti originali italiani hanno la possibilit\u00e0 di iniziare un lungo viaggio intorno al mondo. Ecco, questo \u00e8 dal mio punto di vista il momento pi\u00f9 stimolante di tutta la filiera editoriale, perch\u00e9 se il libro raggiunge lettori che hanno culture molto diverse da quella di partenza significa che la sua storia \u00e8 davvero universale. &nbsp; Secondo i dati dell\u2019AIE, tra il 2019 e il 2022 il mercato del fumetto ha subito una grandissima crescita, toccando vette mai viste prima. Al momento si trova in leggero calo. Perch\u00e9 questa crescita esponenziale? Nonostante ci\u00f2, rimane una grossa distanza tra il pubblico lettore di libri e quello lettore di fumetti. Non \u00e8 sempre letteratura? La crescita esponenziale di questo mercato \u00e8 stato un fenomeno travolgente, che ha sorpreso tutti (anche noi editori che di fumetto ci occupiamo quotidianamente e crediamo profondamente nelle sue potenzialit\u00e0), tanto da spingere per la prima volta anche l\u2019AIE a dedicarvi uno studio approfondito. I motivi sono molteplici: al primo posto metterei la qualit\u00e0 dei fumetti e delle graphic novel pubblicati negli ultimi anni (sia in importazione che firmate da autori italiani), senza dimenticare che la spinta iniziale \u00e8 arrivata dalla distribuzione, che ha garantito sempre pi\u00f9 spazio sugli scaffali delle librerie a fronte della crisi delle edicole. Si \u00e8 venuto a creare una sorta di circolo virtuoso, insomma, che ha stimolato anche gli autori a creare storie per un pubblico pi\u00f9 ampio e a esplorare temi nuovi e attuali. Anche la comunit\u00e0 letteraria si \u00e8 accorta di questa nuova tendenza: il fatto che alcune graphic novel siano state candidate al Premio Strega ne \u00e8 l\u2019esempio lampante, traghettate dal successo trascinante di Zerocalcare. Credo che sia davvero \u00a0stata una serie di concause fortunate a portarci a sdoganare il fumetto e riconoscerlo in tutte le sue potenzialit\u00e0, anche se il lavoro da fare \u00e8 ancora molto. &nbsp; Alessandro Pensi","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2024-05-07T15:23:51+00:00","og_image":[{"width":972,"height":864,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/intervistabao-e1715095306588.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Viaggio all&#8217;interno del fumetto: intervista a Vanessa Nascimbene","datePublished":"2024-05-07T15:23:51+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/"},"wordCount":1794,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/intervistabao-e1715095306588.jpg","keywords":["bao publishing","Fiere","fumetto","graphic novel","intervista","ufficio diritti"],"articleSection":["Interviste","Mondo Editoriale"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/","name":"Viaggio all'interno del fumetto: intervista a Vanessa Nascimbene - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/intervistabao-e1715095306588.jpg","datePublished":"2024-05-07T15:23:51+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/intervistabao-e1715095306588.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/intervistabao-e1715095306588.jpg","width":972,"height":864,"caption":"xr:d:DAFcC3CWxts:15,j:3041449685421173524,t:23062015"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/viaggio-allinterno-del-fumetto-intervista-a-vanessa-nascimbene\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Viaggio all&#8217;interno del fumetto: intervista a Vanessa Nascimbene"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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