{"id":9131,"date":"2025-05-19T18:12:23","date_gmt":"2025-05-19T16:12:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9131"},"modified":"2025-05-19T18:19:01","modified_gmt":"2025-05-19T16:19:01","slug":"la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/","title":{"rendered":"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Moony Witcher \u00e8 lo pseudonimo di Roberta Rizzo, nata a Venezia nel 1957 e per anni inviata di cronaca nera per il Gruppo \u201cL\u2019Espresso\u201d prima di dedicarsi totalmente alla narrativa per ragazzi. Nel 2002 ha pubblicato <em>La bambina della Sesta Luna<\/em>, vendendo oltre un milione di copie e arrivando a tradurre la saga in pi\u00f9 di 30 paesi. Nel 2004 ha fondato la societ\u00e0 Sesta Luna srl, attiva non solo nella pubblicazione ma anche nell\u2019organizzazione di eventi e corsi di scrittura creativa per giovani. Tra il 2007 e il 2008 ha ideato il <em>Fantasio Festival<\/em>, coinvolgendo pi\u00f9 di 70.000 ragazzi in laboratori, spettacoli e incontri con autori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal giornalismo alla narrativa per ragazzi: com\u2019\u00e8 avvenuto questo passaggio e cosa ti ha spinto a diventare Moony Witcher?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra una risposta assurda ma \u00e8 l\u2019amore. A un certo punto, mentre facevo l\u2019inviata di cronaca nera e giudiziaria per il gruppo espresso, quando avevo 42 anni, mi sono innamorata di un uomo, gi\u00e0 padre di 2 bambini (Francesco e Alessandra, rispettivamente 10 e 8 anni). Nell\u2019incontro con i bambini \u00e8 nata in me questa magia: era una notte di Natale, eravamo nella mia casa a Venezia per le vacanze. Avevamo affisso al soffitto le decorazioni fosforescenti e al buio pareva un cielo stellato: abbiamo cominciato a contare le lune arrivando alla sesta e Alessandra mi chiese: \u201cMa chi c\u2019\u00e8 in questa luna?\u201d. \u00c8 l\u00ec che in me \u00e8 tornata una bambina, che era la mia amica immaginaria d\u2019infanzia Nina, con la quale giocavo e sognavo di fare tante cose. Avevo questa amica perch\u00e9 ho avuto un\u2019infanzia complicata, difficile, dolorosa. Quella notte di Natale ho estratto dal cuore la mia amica immaginaria per loro e cos\u00ec \u00e8 nata <em>Nina la bambina della sesta luna<\/em>. I bambini hanno iniziato a raccontare storie su Nina (magia, alchimia, animali strani ecc). Per non dimenticarle ho iniziato ad appuntarle e mi sono accorta che avevo scritto tantissimo. Era l\u2019inizio del 2001 e spontaneamente ho deciso di inviare i primi 5 capitoli di <em>Nina<\/em> a Giunti. Il 30 gennaio ci fu il delitto di Cogne e come inviata rimasi ad Aosta 3 mesi, dimenticandomi del manoscritto. A un certo punto mi ha telefonato l\u2019editor della casa editrice chiedendo il resto del racconto perch\u00e9 avrebbero voluto pubblicarlo. Chiesi io di inventare uno pseudonimo perch\u00e9 non andava bene che un giornalista di cronaca scrivesse fantasy per bambini, e cos\u00ec \u00e8 nata Moony Witcher. Dopo il successo del primo romanzo ho continuato con pi\u00f9 di 30 romanzi, e a un certo punto ho deciso di lasciare il giornalismo perch\u00e9 non riuscivo pi\u00f9 a conciliare le due cose, non avevo pi\u00f9 tempo per entrambi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nella tua formazione hai approfondito gli studi di Piaget e Galimberti: in che modo queste esperienze hanno influenzato la tua scrittura, soprattutto quella rivolta ai giovani lettori?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio mentore \u00e8 stato Umberto Galimberti. Studiando filosofia a Ca\u2019\u202fFoscari, ho avuto il privilegio di confrontarmi con lui ed Emanuele Severino, due maestri che mi hanno mostrato come i grandi temi morali e culturali nascano da radici profonde. Da Piaget ho appreso l\u2019importanza dello sviluppo cognitivo e del linguaggio nel bambino: oggi, nei miei romanzi, intreccio immaginazione e pedagogia, costruendo storie che parlino al cuore dei giovani lettori ma stimolino anche la loro crescita interiore. La filosofia, per me, \u00e8 la base stessa di ogni avventura fantastica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali sono i libri pi\u00f9 importanti per te? Quelli che ti hanno segnato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I testi che pi\u00f9 mi hanno influenzato spaziano da Tolkien e <em>Dune<\/em> \u2014 veri pilastri del fantasy adulto \u2014 ai grandi classici per ragazzi: Verne, Salgari e Lewis Carroll, che hanno acceso la mia fantasia fin da bambina. Credo fermamente che la filosofia sia il cuore di ogni storia, quindi nei miei ultimi lavori non ho esitato a inserire riferimenti a Emily Dickinson e Shakespeare: se usati con cura, persino i pi\u00f9 giovani possono confrontarsi con tematiche profonde all\u2019interno di un\u2019avventura fantastica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I tuoi libri sono ricchi di immaginazione ma affrontano anche temi profondi. C\u2019\u00e8 un messaggio in particolare che cerchi sempre di trasmettere, anche tra le righe di una storia fantasy?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che il fantasy sia uno strumento unico per veicolare valori universali \u2014 bene e male, giustizia, coraggio e amicizia \u2014 in modo molto pi\u00f9 coinvolgente per i ragazzi. In Italia il genere \u00e8 spesso considerato di serie&nbsp;B e raramente premiato dai critici, ma proprio per questo io inserisco consapevolmente concetti filosofici e pedagogici all\u2019interno delle mie trame: voglio che i giovani lettori, immersi nella meraviglia, si interrogino sul senso delle proprie azioni e portino con s\u00e9 un insegnamento profondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Con \u201cSesta Luna\u201d ti occupi anche di formazione e servizi editoriali. Qual \u00e8 l\u2019aspetto che ti entusiasma di pi\u00f9 nel lavorare con giovani scrittori o aspiranti autori?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che mi appassiona \u00e8 scoprire la loro motivazione profonda: scrivono per s\u00e9 stessi o per comunicare qualcosa agli altri? Solo chi ha una spinta autentica pu\u00f2 trasformare un\u2019idea in un buon libro. Dei corsisti che seguo, su mille almeno una decina sono oggi autori pubblicati: penso a Luca Casetta e Martina Pucciarelli, due esordienti che stanno avendo un grande riscontro. \u00c8 una soddisfazione veder nascere nuove voci grazie alla mia esperienza, ma mi rendo conto che i talenti veri sono rari. Per questo credo che le scuole di scrittura debbano essere esigenti e offrire una preparazione rigorosa, cosa che purtroppo non sempre accade.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Con la ripubblicazione de <em>La bambina della Sesta Luna<\/em>, Nina incontra una nuova generazione di lettori. Che rapporto pensi possa nascere oggi tra i suoi occhi curiosi e quelli dei ragazzi di oggi, cresciuti in un mondo cos\u00ec diverso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nina continua a parlare ai lettori di oggi come parlava a quelli di vent\u2019anni fa. I temi che affronto \u2013 amicizia, coraggio, giustizia, bene e male \u2013 sono universali e non hanno tempo. Me ne accorgo ogni volta che incontro i bambini nelle scuole: le loro domande sono simili a quelle che mi facevano i lettori del 2000. Spesso sono proprio le madri, ex lettrici della saga, a regalarla ai figli. Tuttavia noto un cambiamento: i bambini di oggi faticano di pi\u00f9 a usare l\u2019immaginazione. Molti sembrano influenzati da ci\u00f2 che vedono nei videogiochi e nei cartoni, e ripetono idee gi\u00e0 pronte. La tecnologia, che dovrebbe essere uno strumento, spesso prende il sopravvento sulla fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa ne pensi dell\u2019AI, cosa ci riserva il futuro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019AI ha un enorme potenziale\u2014dalla ricerca scientifica alla medicina, pu\u00f2 davvero migliorare la vita. Il mio timore, per\u00f2, \u00e8 che cerchiamo in essa una perfezione che la natura e l\u2019uomo non possono dare: la macchina non ha un\u2019anima e non pu\u00f2 sostituire il nostro sguardo critico o creativo. Io ho scritto una trilogia che si chiama <em>Morga<\/em>, in cui parlo di un altro pianeta occupato dagli ultimi superstiti della terra, ma occupato in modo sbagliato. Morga cerca di tornare sulla terra, anche se le hanno detto che \u00e8 stata disrtutta da una guerra nucleare, alla fine ci torner\u00e0. Credo che serva un vero risveglio culturale, soprattutto tra i giovani: non lasciare che il digitale diventi la nostra unica realt\u00e0, ma usarlo come strumento per costruire un futuro pi\u00f9 consapevole e sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Stai gi\u00e0 lavorando a un nuovo libro o progetto? Ci puoi anticipare qualcosa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sto progettando un\u2019accademia di scrittura e editoria a Venezia: un luogo dove insegnare \u201cletteratura vera\u201d e formare autori consapevoli. So che \u00e8 una sfida in una citt\u00e0 complessa e in un mercato dominato da mode editoriali e influencer, ma credo sia essenziale contrastare la superficialit\u00e0 con una formazione solida. Il mio obiettivo \u00e8 creare uno spazio dove il valore delle parole torni al centro, al di l\u00e0 delle tendenze dirompenti del momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Daniel Remus<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Moony Witcher \u00e8 lo pseudonimo di Roberta Rizzo, nata a Venezia nel 1957 e per anni inviata di cronaca nera per il Gruppo \u201cL\u2019Espresso\u201d prima di dedicarsi totalmente alla narrativa per ragazzi. Nel 2002 ha pubblicato La bambina della Sesta Luna, vendendo oltre un milione di copie e arrivando a tradurre la saga in pi\u00f9 di 30 paesi. Nel 2004 ha fondato la societ\u00e0 Sesta Luna srl, attiva non solo nella pubblicazione ma anche nell\u2019organizzazione di eventi e corsi di scrittura creativa per giovani. Tra il 2007 e il 2008 ha ideato il Fantasio Festival, coinvolgendo pi\u00f9 di 70.000 ragazzi in laboratori, spettacoli e incontri con autori. Dal giornalismo alla narrativa per ragazzi: com\u2019\u00e8 avvenuto questo passaggio e cosa ti ha spinto a diventare Moony Witcher? Sembra una risposta assurda ma \u00e8 l\u2019amore. A un certo punto, mentre facevo l\u2019inviata di cronaca nera e giudiziaria per il gruppo espresso, quando avevo 42 anni, mi sono innamorata di un uomo, gi\u00e0 padre di 2 bambini (Francesco e Alessandra, rispettivamente 10 e 8 anni). Nell\u2019incontro con i bambini \u00e8 nata in me questa magia: era una notte di Natale, eravamo nella mia casa a Venezia per le vacanze. Avevamo affisso al soffitto le decorazioni fosforescenti e al buio pareva un cielo stellato: abbiamo cominciato a contare le lune arrivando alla sesta e Alessandra mi chiese: \u201cMa chi c\u2019\u00e8 in questa luna?\u201d. \u00c8 l\u00ec che in me \u00e8 tornata una bambina, che era la mia amica immaginaria d\u2019infanzia Nina, con la quale giocavo e sognavo di fare tante cose. Avevo questa amica perch\u00e9 ho avuto un\u2019infanzia complicata, difficile, dolorosa. Quella notte di Natale ho estratto dal cuore la mia amica immaginaria per loro e cos\u00ec \u00e8 nata Nina la bambina della sesta luna. I bambini hanno iniziato a raccontare storie su Nina (magia, alchimia, animali strani ecc). Per non dimenticarle ho iniziato ad appuntarle e mi sono accorta che avevo scritto tantissimo. Era l\u2019inizio del 2001 e spontaneamente ho deciso di inviare i primi 5 capitoli di Nina a Giunti. Il 30 gennaio ci fu il delitto di Cogne e come inviata rimasi ad Aosta 3 mesi, dimenticandomi del manoscritto. A un certo punto mi ha telefonato l\u2019editor della casa editrice chiedendo il resto del racconto perch\u00e9 avrebbero voluto pubblicarlo. Chiesi io di inventare uno pseudonimo perch\u00e9 non andava bene che un giornalista di cronaca scrivesse fantasy per bambini, e cos\u00ec \u00e8 nata Moony Witcher. Dopo il successo del primo romanzo ho continuato con pi\u00f9 di 30 romanzi, e a un certo punto ho deciso di lasciare il giornalismo perch\u00e9 non riuscivo pi\u00f9 a conciliare le due cose, non avevo pi\u00f9 tempo per entrambi. Nella tua formazione hai approfondito gli studi di Piaget e Galimberti: in che modo queste esperienze hanno influenzato la tua scrittura, soprattutto quella rivolta ai giovani lettori? Il mio mentore \u00e8 stato Umberto Galimberti. Studiando filosofia a Ca\u2019\u202fFoscari, ho avuto il privilegio di confrontarmi con lui ed Emanuele Severino, due maestri che mi hanno mostrato come i grandi temi morali e culturali nascano da radici profonde. Da Piaget ho appreso l\u2019importanza dello sviluppo cognitivo e del linguaggio nel bambino: oggi, nei miei romanzi, intreccio immaginazione e pedagogia, costruendo storie che parlino al cuore dei giovani lettori ma stimolino anche la loro crescita interiore. La filosofia, per me, \u00e8 la base stessa di ogni avventura fantastica. Quali sono i libri pi\u00f9 importanti per te? Quelli che ti hanno segnato? I testi che pi\u00f9 mi hanno influenzato spaziano da Tolkien e Dune \u2014 veri pilastri del fantasy adulto \u2014 ai grandi classici per ragazzi: Verne, Salgari e Lewis Carroll, che hanno acceso la mia fantasia fin da bambina. Credo fermamente che la filosofia sia il cuore di ogni storia, quindi nei miei ultimi lavori non ho esitato a inserire riferimenti a Emily Dickinson e Shakespeare: se usati con cura, persino i pi\u00f9 giovani possono confrontarsi con tematiche profonde all\u2019interno di un\u2019avventura fantastica. I tuoi libri sono ricchi di immaginazione ma affrontano anche temi profondi. C\u2019\u00e8 un messaggio in particolare che cerchi sempre di trasmettere, anche tra le righe di una storia fantasy? Credo che il fantasy sia uno strumento unico per veicolare valori universali \u2014 bene e male, giustizia, coraggio e amicizia \u2014 in modo molto pi\u00f9 coinvolgente per i ragazzi. In Italia il genere \u00e8 spesso considerato di serie&nbsp;B e raramente premiato dai critici, ma proprio per questo io inserisco consapevolmente concetti filosofici e pedagogici all\u2019interno delle mie trame: voglio che i giovani lettori, immersi nella meraviglia, si interrogino sul senso delle proprie azioni e portino con s\u00e9 un insegnamento profondo. Con \u201cSesta Luna\u201d ti occupi anche di formazione e servizi editoriali. Qual \u00e8 l\u2019aspetto che ti entusiasma di pi\u00f9 nel lavorare con giovani scrittori o aspiranti autori? Ci\u00f2 che mi appassiona \u00e8 scoprire la loro motivazione profonda: scrivono per s\u00e9 stessi o per comunicare qualcosa agli altri? Solo chi ha una spinta autentica pu\u00f2 trasformare un\u2019idea in un buon libro. Dei corsisti che seguo, su mille almeno una decina sono oggi autori pubblicati: penso a Luca Casetta e Martina Pucciarelli, due esordienti che stanno avendo un grande riscontro. \u00c8 una soddisfazione veder nascere nuove voci grazie alla mia esperienza, ma mi rendo conto che i talenti veri sono rari. Per questo credo che le scuole di scrittura debbano essere esigenti e offrire una preparazione rigorosa, cosa che purtroppo non sempre accade. Con la ripubblicazione de La bambina della Sesta Luna, Nina incontra una nuova generazione di lettori. Che rapporto pensi possa nascere oggi tra i suoi occhi curiosi e quelli dei ragazzi di oggi, cresciuti in un mondo cos\u00ec diverso? Nina continua a parlare ai lettori di oggi come parlava a quelli di vent\u2019anni fa. I temi che affronto \u2013 amicizia, coraggio, giustizia, bene e male \u2013 sono universali e non hanno tempo. Me ne accorgo ogni volta che incontro i bambini nelle scuole: le loro domande sono simili a quelle che mi facevano i lettori del 2000. Spesso sono proprio le madri, ex lettrici della saga, a regalarla ai figli. Tuttavia noto un cambiamento: i bambini di oggi faticano di pi\u00f9 a usare l\u2019immaginazione. Molti sembrano influenzati da ci\u00f2 che vedono nei videogiochi e nei cartoni, e ripetono idee gi\u00e0 pronte. La tecnologia, che dovrebbe essere uno strumento, spesso prende il sopravvento sulla fantasia. Cosa ne pensi dell\u2019AI, cosa ci riserva il futuro? L\u2019AI ha un enorme potenziale\u2014dalla ricerca scientifica alla medicina, pu\u00f2 davvero migliorare la vita. Il mio timore, per\u00f2, \u00e8 che cerchiamo in essa una perfezione che la natura e l\u2019uomo non possono dare: la macchina non ha un\u2019anima e non pu\u00f2 sostituire il nostro sguardo critico o creativo. Io ho scritto una trilogia che si chiama Morga, in cui parlo di un altro pianeta occupato dagli ultimi superstiti della terra, ma occupato in modo sbagliato. Morga cerca di tornare sulla terra, anche se le hanno detto che \u00e8 stata disrtutta da una guerra nucleare, alla fine ci torner\u00e0. Credo che serva un vero risveglio culturale, soprattutto tra i giovani: non lasciare che il digitale diventi la nostra unica realt\u00e0, ma usarlo come strumento per costruire un futuro pi\u00f9 consapevole e sostenibile. Stai gi\u00e0 lavorando a un nuovo libro o progetto? Ci puoi anticipare qualcosa? Sto progettando un\u2019accademia di scrittura e editoria a Venezia: un luogo dove insegnare \u201cletteratura vera\u201d e formare autori consapevoli. So che \u00e8 una sfida in una citt\u00e0 complessa e in un mercato dominato da mode editoriali e influencer, ma credo sia essenziale contrastare la superficialit\u00e0 con una formazione solida. Il mio obiettivo \u00e8 creare uno spazio dove il valore delle parole torni al centro, al di l\u00e0 delle tendenze dirompenti del momento. Daniel Remus<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":9132,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1112,1],"tags":[968,566,112],"class_list":["post-9131","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-news","tag-editoria-per-ragazzi","tag-intervista","tag-master-professioni-e-prodotti-delleditoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Moony Witcher \u00e8 lo pseudonimo di Roberta Rizzo, nata a Venezia nel 1957 e per anni inviata di cronaca nera per il Gruppo \u201cL\u2019Espresso\u201d prima di dedicarsi totalmente alla narrativa per ragazzi. Nel 2002 ha pubblicato La bambina della Sesta Luna, vendendo oltre un milione di copie e arrivando a tradurre la saga in pi\u00f9 di 30 paesi. Nel 2004 ha fondato la societ\u00e0 Sesta Luna srl, attiva non solo nella pubblicazione ma anche nell\u2019organizzazione di eventi e corsi di scrittura creativa per giovani. Tra il 2007 e il 2008 ha ideato il Fantasio Festival, coinvolgendo pi\u00f9 di 70.000 ragazzi in laboratori, spettacoli e incontri con autori. Dal giornalismo alla narrativa per ragazzi: com\u2019\u00e8 avvenuto questo passaggio e cosa ti ha spinto a diventare Moony Witcher? Sembra una risposta assurda ma \u00e8 l\u2019amore. A un certo punto, mentre facevo l\u2019inviata di cronaca nera e giudiziaria per il gruppo espresso, quando avevo 42 anni, mi sono innamorata di un uomo, gi\u00e0 padre di 2 bambini (Francesco e Alessandra, rispettivamente 10 e 8 anni). Nell\u2019incontro con i bambini \u00e8 nata in me questa magia: era una notte di Natale, eravamo nella mia casa a Venezia per le vacanze. Avevamo affisso al soffitto le decorazioni fosforescenti e al buio pareva un cielo stellato: abbiamo cominciato a contare le lune arrivando alla sesta e Alessandra mi chiese: \u201cMa chi c\u2019\u00e8 in questa luna?\u201d. \u00c8 l\u00ec che in me \u00e8 tornata una bambina, che era la mia amica immaginaria d\u2019infanzia Nina, con la quale giocavo e sognavo di fare tante cose. Avevo questa amica perch\u00e9 ho avuto un\u2019infanzia complicata, difficile, dolorosa. Quella notte di Natale ho estratto dal cuore la mia amica immaginaria per loro e cos\u00ec \u00e8 nata Nina la bambina della sesta luna. I bambini hanno iniziato a raccontare storie su Nina (magia, alchimia, animali strani ecc). Per non dimenticarle ho iniziato ad appuntarle e mi sono accorta che avevo scritto tantissimo. Era l\u2019inizio del 2001 e spontaneamente ho deciso di inviare i primi 5 capitoli di Nina a Giunti. Il 30 gennaio ci fu il delitto di Cogne e come inviata rimasi ad Aosta 3 mesi, dimenticandomi del manoscritto. A un certo punto mi ha telefonato l\u2019editor della casa editrice chiedendo il resto del racconto perch\u00e9 avrebbero voluto pubblicarlo. Chiesi io di inventare uno pseudonimo perch\u00e9 non andava bene che un giornalista di cronaca scrivesse fantasy per bambini, e cos\u00ec \u00e8 nata Moony Witcher. Dopo il successo del primo romanzo ho continuato con pi\u00f9 di 30 romanzi, e a un certo punto ho deciso di lasciare il giornalismo perch\u00e9 non riuscivo pi\u00f9 a conciliare le due cose, non avevo pi\u00f9 tempo per entrambi. Nella tua formazione hai approfondito gli studi di Piaget e Galimberti: in che modo queste esperienze hanno influenzato la tua scrittura, soprattutto quella rivolta ai giovani lettori? Il mio mentore \u00e8 stato Umberto Galimberti. Studiando filosofia a Ca\u2019\u202fFoscari, ho avuto il privilegio di confrontarmi con lui ed Emanuele Severino, due maestri che mi hanno mostrato come i grandi temi morali e culturali nascano da radici profonde. Da Piaget ho appreso l\u2019importanza dello sviluppo cognitivo e del linguaggio nel bambino: oggi, nei miei romanzi, intreccio immaginazione e pedagogia, costruendo storie che parlino al cuore dei giovani lettori ma stimolino anche la loro crescita interiore. La filosofia, per me, \u00e8 la base stessa di ogni avventura fantastica. Quali sono i libri pi\u00f9 importanti per te? Quelli che ti hanno segnato? I testi che pi\u00f9 mi hanno influenzato spaziano da Tolkien e Dune \u2014 veri pilastri del fantasy adulto \u2014 ai grandi classici per ragazzi: Verne, Salgari e Lewis Carroll, che hanno acceso la mia fantasia fin da bambina. Credo fermamente che la filosofia sia il cuore di ogni storia, quindi nei miei ultimi lavori non ho esitato a inserire riferimenti a Emily Dickinson e Shakespeare: se usati con cura, persino i pi\u00f9 giovani possono confrontarsi con tematiche profonde all\u2019interno di un\u2019avventura fantastica. I tuoi libri sono ricchi di immaginazione ma affrontano anche temi profondi. C\u2019\u00e8 un messaggio in particolare che cerchi sempre di trasmettere, anche tra le righe di una storia fantasy? Credo che il fantasy sia uno strumento unico per veicolare valori universali \u2014 bene e male, giustizia, coraggio e amicizia \u2014 in modo molto pi\u00f9 coinvolgente per i ragazzi. In Italia il genere \u00e8 spesso considerato di serie&nbsp;B e raramente premiato dai critici, ma proprio per questo io inserisco consapevolmente concetti filosofici e pedagogici all\u2019interno delle mie trame: voglio che i giovani lettori, immersi nella meraviglia, si interrogino sul senso delle proprie azioni e portino con s\u00e9 un insegnamento profondo. Con \u201cSesta Luna\u201d ti occupi anche di formazione e servizi editoriali. Qual \u00e8 l\u2019aspetto che ti entusiasma di pi\u00f9 nel lavorare con giovani scrittori o aspiranti autori? Ci\u00f2 che mi appassiona \u00e8 scoprire la loro motivazione profonda: scrivono per s\u00e9 stessi o per comunicare qualcosa agli altri? Solo chi ha una spinta autentica pu\u00f2 trasformare un\u2019idea in un buon libro. Dei corsisti che seguo, su mille almeno una decina sono oggi autori pubblicati: penso a Luca Casetta e Martina Pucciarelli, due esordienti che stanno avendo un grande riscontro. \u00c8 una soddisfazione veder nascere nuove voci grazie alla mia esperienza, ma mi rendo conto che i talenti veri sono rari. Per questo credo che le scuole di scrittura debbano essere esigenti e offrire una preparazione rigorosa, cosa che purtroppo non sempre accade. Con la ripubblicazione de La bambina della Sesta Luna, Nina incontra una nuova generazione di lettori. Che rapporto pensi possa nascere oggi tra i suoi occhi curiosi e quelli dei ragazzi di oggi, cresciuti in un mondo cos\u00ec diverso? Nina continua a parlare ai lettori di oggi come parlava a quelli di vent\u2019anni fa. I temi che affronto \u2013 amicizia, coraggio, giustizia, bene e male \u2013 sono universali e non hanno tempo. Me ne accorgo ogni volta che incontro i bambini nelle scuole: le loro domande sono simili a quelle che mi facevano i lettori del 2000. Spesso sono proprio le madri, ex lettrici della saga, a regalarla ai figli. Tuttavia noto un cambiamento: i bambini di oggi faticano di pi\u00f9 a usare l\u2019immaginazione. Molti sembrano influenzati da ci\u00f2 che vedono nei videogiochi e nei cartoni, e ripetono idee gi\u00e0 pronte. La tecnologia, che dovrebbe essere uno strumento, spesso prende il sopravvento sulla fantasia. Cosa ne pensi dell\u2019AI, cosa ci riserva il futuro? L\u2019AI ha un enorme potenziale\u2014dalla ricerca scientifica alla medicina, pu\u00f2 davvero migliorare la vita. Il mio timore, per\u00f2, \u00e8 che cerchiamo in essa una perfezione che la natura e l\u2019uomo non possono dare: la macchina non ha un\u2019anima e non pu\u00f2 sostituire il nostro sguardo critico o creativo. Io ho scritto una trilogia che si chiama Morga, in cui parlo di un altro pianeta occupato dagli ultimi superstiti della terra, ma occupato in modo sbagliato. Morga cerca di tornare sulla terra, anche se le hanno detto che \u00e8 stata disrtutta da una guerra nucleare, alla fine ci torner\u00e0. Credo che serva un vero risveglio culturale, soprattutto tra i giovani: non lasciare che il digitale diventi la nostra unica realt\u00e0, ma usarlo come strumento per costruire un futuro pi\u00f9 consapevole e sostenibile. Stai gi\u00e0 lavorando a un nuovo libro o progetto? Ci puoi anticipare qualcosa? Sto progettando un\u2019accademia di scrittura e editoria a Venezia: un luogo dove insegnare \u201cletteratura vera\u201d e formare autori consapevoli. So che \u00e8 una sfida in una citt\u00e0 complessa e in un mercato dominato da mode editoriali e influencer, ma credo sia essenziale contrastare la superficialit\u00e0 con una formazione solida. Il mio obiettivo \u00e8 creare uno spazio dove il valore delle parole torni al centro, al di l\u00e0 delle tendenze dirompenti del momento. Daniel Remus\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-05-19T16:12:23+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-05-19T16:19:01+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"600\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"600\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"7 minuti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/\"},\"author\":{\"name\":\"Studenti\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\"},\"headline\":\"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher\",\"datePublished\":\"2025-05-19T16:12:23+00:00\",\"dateModified\":\"2025-05-19T16:19:01+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/\"},\"wordCount\":1268,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg\",\"keywords\":[\"Editoria per ragazzi\",\"intervista\",\"Master Professioni e prodotti dell\u2019editoria\"],\"articleSection\":[\"Interviste\",\"News\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/\",\"name\":\"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher - il BLOG di EDITORIA\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg\",\"datePublished\":\"2025-05-19T16:12:23+00:00\",\"dateModified\":\"2025-05-19T16:19:01+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg\",\"width\":600,\"height\":600},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\",\"name\":\"il BLOG di EDITORIA\",\"description\":\"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; di Pavia\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\",\"name\":\"Master Editoria\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png\",\"width\":365,\"height\":292,\"caption\":\"Master Editoria\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\",\"name\":\"Studenti\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm\",\"contentUrl\":\"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm\",\"caption\":\"Studenti\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/x.com\/editoriaunipv\"],\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher - il BLOG di EDITORIA","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher - il BLOG di EDITORIA","og_description":"Moony Witcher \u00e8 lo pseudonimo di Roberta Rizzo, nata a Venezia nel 1957 e per anni inviata di cronaca nera per il Gruppo \u201cL\u2019Espresso\u201d prima di dedicarsi totalmente alla narrativa per ragazzi. Nel 2002 ha pubblicato La bambina della Sesta Luna, vendendo oltre un milione di copie e arrivando a tradurre la saga in pi\u00f9 di 30 paesi. Nel 2004 ha fondato la societ\u00e0 Sesta Luna srl, attiva non solo nella pubblicazione ma anche nell\u2019organizzazione di eventi e corsi di scrittura creativa per giovani. Tra il 2007 e il 2008 ha ideato il Fantasio Festival, coinvolgendo pi\u00f9 di 70.000 ragazzi in laboratori, spettacoli e incontri con autori. Dal giornalismo alla narrativa per ragazzi: com\u2019\u00e8 avvenuto questo passaggio e cosa ti ha spinto a diventare Moony Witcher? Sembra una risposta assurda ma \u00e8 l\u2019amore. A un certo punto, mentre facevo l\u2019inviata di cronaca nera e giudiziaria per il gruppo espresso, quando avevo 42 anni, mi sono innamorata di un uomo, gi\u00e0 padre di 2 bambini (Francesco e Alessandra, rispettivamente 10 e 8 anni). Nell\u2019incontro con i bambini \u00e8 nata in me questa magia: era una notte di Natale, eravamo nella mia casa a Venezia per le vacanze. Avevamo affisso al soffitto le decorazioni fosforescenti e al buio pareva un cielo stellato: abbiamo cominciato a contare le lune arrivando alla sesta e Alessandra mi chiese: \u201cMa chi c\u2019\u00e8 in questa luna?\u201d. \u00c8 l\u00ec che in me \u00e8 tornata una bambina, che era la mia amica immaginaria d\u2019infanzia Nina, con la quale giocavo e sognavo di fare tante cose. Avevo questa amica perch\u00e9 ho avuto un\u2019infanzia complicata, difficile, dolorosa. Quella notte di Natale ho estratto dal cuore la mia amica immaginaria per loro e cos\u00ec \u00e8 nata Nina la bambina della sesta luna. I bambini hanno iniziato a raccontare storie su Nina (magia, alchimia, animali strani ecc). Per non dimenticarle ho iniziato ad appuntarle e mi sono accorta che avevo scritto tantissimo. Era l\u2019inizio del 2001 e spontaneamente ho deciso di inviare i primi 5 capitoli di Nina a Giunti. Il 30 gennaio ci fu il delitto di Cogne e come inviata rimasi ad Aosta 3 mesi, dimenticandomi del manoscritto. A un certo punto mi ha telefonato l\u2019editor della casa editrice chiedendo il resto del racconto perch\u00e9 avrebbero voluto pubblicarlo. Chiesi io di inventare uno pseudonimo perch\u00e9 non andava bene che un giornalista di cronaca scrivesse fantasy per bambini, e cos\u00ec \u00e8 nata Moony Witcher. Dopo il successo del primo romanzo ho continuato con pi\u00f9 di 30 romanzi, e a un certo punto ho deciso di lasciare il giornalismo perch\u00e9 non riuscivo pi\u00f9 a conciliare le due cose, non avevo pi\u00f9 tempo per entrambi. Nella tua formazione hai approfondito gli studi di Piaget e Galimberti: in che modo queste esperienze hanno influenzato la tua scrittura, soprattutto quella rivolta ai giovani lettori? Il mio mentore \u00e8 stato Umberto Galimberti. Studiando filosofia a Ca\u2019\u202fFoscari, ho avuto il privilegio di confrontarmi con lui ed Emanuele Severino, due maestri che mi hanno mostrato come i grandi temi morali e culturali nascano da radici profonde. Da Piaget ho appreso l\u2019importanza dello sviluppo cognitivo e del linguaggio nel bambino: oggi, nei miei romanzi, intreccio immaginazione e pedagogia, costruendo storie che parlino al cuore dei giovani lettori ma stimolino anche la loro crescita interiore. La filosofia, per me, \u00e8 la base stessa di ogni avventura fantastica. Quali sono i libri pi\u00f9 importanti per te? Quelli che ti hanno segnato? I testi che pi\u00f9 mi hanno influenzato spaziano da Tolkien e Dune \u2014 veri pilastri del fantasy adulto \u2014 ai grandi classici per ragazzi: Verne, Salgari e Lewis Carroll, che hanno acceso la mia fantasia fin da bambina. Credo fermamente che la filosofia sia il cuore di ogni storia, quindi nei miei ultimi lavori non ho esitato a inserire riferimenti a Emily Dickinson e Shakespeare: se usati con cura, persino i pi\u00f9 giovani possono confrontarsi con tematiche profonde all\u2019interno di un\u2019avventura fantastica. I tuoi libri sono ricchi di immaginazione ma affrontano anche temi profondi. C\u2019\u00e8 un messaggio in particolare che cerchi sempre di trasmettere, anche tra le righe di una storia fantasy? Credo che il fantasy sia uno strumento unico per veicolare valori universali \u2014 bene e male, giustizia, coraggio e amicizia \u2014 in modo molto pi\u00f9 coinvolgente per i ragazzi. In Italia il genere \u00e8 spesso considerato di serie&nbsp;B e raramente premiato dai critici, ma proprio per questo io inserisco consapevolmente concetti filosofici e pedagogici all\u2019interno delle mie trame: voglio che i giovani lettori, immersi nella meraviglia, si interrogino sul senso delle proprie azioni e portino con s\u00e9 un insegnamento profondo. Con \u201cSesta Luna\u201d ti occupi anche di formazione e servizi editoriali. Qual \u00e8 l\u2019aspetto che ti entusiasma di pi\u00f9 nel lavorare con giovani scrittori o aspiranti autori? Ci\u00f2 che mi appassiona \u00e8 scoprire la loro motivazione profonda: scrivono per s\u00e9 stessi o per comunicare qualcosa agli altri? Solo chi ha una spinta autentica pu\u00f2 trasformare un\u2019idea in un buon libro. Dei corsisti che seguo, su mille almeno una decina sono oggi autori pubblicati: penso a Luca Casetta e Martina Pucciarelli, due esordienti che stanno avendo un grande riscontro. \u00c8 una soddisfazione veder nascere nuove voci grazie alla mia esperienza, ma mi rendo conto che i talenti veri sono rari. Per questo credo che le scuole di scrittura debbano essere esigenti e offrire una preparazione rigorosa, cosa che purtroppo non sempre accade. Con la ripubblicazione de La bambina della Sesta Luna, Nina incontra una nuova generazione di lettori. Che rapporto pensi possa nascere oggi tra i suoi occhi curiosi e quelli dei ragazzi di oggi, cresciuti in un mondo cos\u00ec diverso? Nina continua a parlare ai lettori di oggi come parlava a quelli di vent\u2019anni fa. I temi che affronto \u2013 amicizia, coraggio, giustizia, bene e male \u2013 sono universali e non hanno tempo. Me ne accorgo ogni volta che incontro i bambini nelle scuole: le loro domande sono simili a quelle che mi facevano i lettori del 2000. Spesso sono proprio le madri, ex lettrici della saga, a regalarla ai figli. Tuttavia noto un cambiamento: i bambini di oggi faticano di pi\u00f9 a usare l\u2019immaginazione. Molti sembrano influenzati da ci\u00f2 che vedono nei videogiochi e nei cartoni, e ripetono idee gi\u00e0 pronte. La tecnologia, che dovrebbe essere uno strumento, spesso prende il sopravvento sulla fantasia. Cosa ne pensi dell\u2019AI, cosa ci riserva il futuro? L\u2019AI ha un enorme potenziale\u2014dalla ricerca scientifica alla medicina, pu\u00f2 davvero migliorare la vita. Il mio timore, per\u00f2, \u00e8 che cerchiamo in essa una perfezione che la natura e l\u2019uomo non possono dare: la macchina non ha un\u2019anima e non pu\u00f2 sostituire il nostro sguardo critico o creativo. Io ho scritto una trilogia che si chiama Morga, in cui parlo di un altro pianeta occupato dagli ultimi superstiti della terra, ma occupato in modo sbagliato. Morga cerca di tornare sulla terra, anche se le hanno detto che \u00e8 stata disrtutta da una guerra nucleare, alla fine ci torner\u00e0. Credo che serva un vero risveglio culturale, soprattutto tra i giovani: non lasciare che il digitale diventi la nostra unica realt\u00e0, ma usarlo come strumento per costruire un futuro pi\u00f9 consapevole e sostenibile. Stai gi\u00e0 lavorando a un nuovo libro o progetto? Ci puoi anticipare qualcosa? Sto progettando un\u2019accademia di scrittura e editoria a Venezia: un luogo dove insegnare \u201cletteratura vera\u201d e formare autori consapevoli. So che \u00e8 una sfida in una citt\u00e0 complessa e in un mercato dominato da mode editoriali e influencer, ma credo sia essenziale contrastare la superficialit\u00e0 con una formazione solida. Il mio obiettivo \u00e8 creare uno spazio dove il valore delle parole torni al centro, al di l\u00e0 delle tendenze dirompenti del momento. Daniel Remus","og_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2025-05-19T16:12:23+00:00","article_modified_time":"2025-05-19T16:19:01+00:00","og_image":[{"width":600,"height":600,"url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"7 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#article","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher","datePublished":"2025-05-19T16:12:23+00:00","dateModified":"2025-05-19T16:19:01+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/"},"wordCount":1268,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg","keywords":["Editoria per ragazzi","intervista","Master Professioni e prodotti dell\u2019editoria"],"articleSection":["Interviste","News"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/","name":"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#primaryimage"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg","datePublished":"2025-05-19T16:12:23+00:00","dateModified":"2025-05-19T16:19:01+00:00","breadcrumb":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg","width":600,"height":600},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-fantasia-e-una-cosa-seria-intervista-a-moony-witcher\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La fantasia \u00e8 una cosa seria. Intervista a Moony Witcher"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; di Pavia","publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization","name":"Master Editoria","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png","width":365,"height":292,"caption":"Master Editoria"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171","name":"Studenti","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/image\/","url":"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm","contentUrl":"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm","caption":"Studenti"},"sameAs":["https:\/\/x.com\/editoriaunipv"],"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/"}]}},"views":825,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/moony-witcher.jpg.600x800_q50_upscale.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9131","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9131"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9137,"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9131\/revisions\/9137"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}