{"id":9463,"date":"2026-02-28T11:59:49","date_gmt":"2026-02-28T10:59:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9463"},"modified":"2026-04-08T13:17:14","modified_gmt":"2026-04-08T11:17:14","slug":"sentirsi-a-kasa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/","title":{"rendered":"Sentirsi a Kasa"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Compito dell\u2019educatore moderno non \u00e8 abbattere giungle, <\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>ma irrigare deserto<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">(C.S. Lewis, <em>L\u2019abolizione dell\u2019uomo<\/em>, Torino: Adelphi, 2026)<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Milano, in un concentrato di banche e grattacieli, sorge un condomino che non si contraddistingue dai tanti altri della citt\u00e0: le linee rigorose del disegno, il cemento armato, la tinta pastello della facciata non suscitano la curiosit\u00e0 del passante. Ma al suo interno vive una fondazione speciale, divisa in tre appartamenti distribuiti su altrettanti piani: la Kasa dei libri. Il nome, la cui essenzialit\u00e0 \u00e8 contrastata soltanto dal kappa militaresco, d\u00e0 un\u2019idea di che cosa si tratta: una casa popolata da libri, ma non solo; meglio \u00e8 dire, una casa pensata precisamente per la sistemazione di libri. I libri sono quelli di Andrea Kerbaker &#8211; ecco perch\u00e9 quel kappa! \u2013 e sono pi\u00f9 di trentamila, molti dei quali vere rarit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Kerbaker inizi\u00f2 a collezionare libri quando aveva meno di vent\u2019anni, affidandosi ai tanti venditori di bancarelle che lo conoscevano da molto prima. Quando era bambino, il fondatore della Kasa acquistava fumetti da quelle stesse persone, rivendendoli poi a un prezzo maggiorato, tre quattro cinque volte tanto, rimpolpando cos\u00ec la paghetta. Alle soglie dell\u2019et\u00e0 adulta, l\u2019interesse per il fumetto si spost\u00f2 verso il libro (del \u2018900 in particolare), mentre la ricerca del guadagno si perse per strada: ironicamente, non c\u2019\u00e8 libro che la versione adulta di quel piccolo imprenditore in erba abbia acquistato pensando al valore economico o a una potenziale rivendita. Via via che la collezione aumentava, il problema di dove disporla si faceva pi\u00f9 tormentosa; finalmente, all\u2019inizio degli anni duemila, fu maturata la scelta di utilizzare gli appartamenti in Largo De Benedetti, propriet\u00e0 di famiglia miracolosamente scampate ai bombardamenti americani su Milano \u2013 e chiss\u00e0 che una stella tanto buona non sia di perenne buon auspicio. Dopo alcuni anni, il passo successivo: la trasformazione in centro culturale, aperto ai cittadini e ai curiosi, alloggio di eventi di ogni tipo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"247\" height=\"370\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine2-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9469\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine2-3.jpg 247w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine2-3-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine2-3-16x24.jpg 16w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine2-3-24x36.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine2-3-32x48.jpg 32w\" sizes=\"(max-width: 247px) 100vw, 247px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Kasa non \u00e8 pensata come una biblioteca, e fa di tutto per non diventarlo. Esiste una coerenza nella disposizione dei libri, ma la si deve comprendere. Bisogna avvicinarsi agli scaffali, alzare e abbassare il collo, passare in rassegna i nomi degli autori vicini di posto; insomma, esplorare. Un catalogo dei libri esiste, ma \u00e8 custodito con gelosia. Al visitatore non resta che camminare per i corridoi, protetto dal mondo di fuori che bussa alla finestra, e perdersi tra le migliaia di volumi, godendo della mescolanza di alto e basso: Carducci, Joyce, Proust, Ginzburg accanto a pagine di giornale, disegni di Mir\u00f2, statuette kitsch, arredamento di gusto pop. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si deve fare l\u2019errore di pensare che la Kasa sia uno spazio privo di regole, giacch\u00e9 esistono, in foggia di decalogo biblico, e sono ben esposte. 1) Nessun discorso dura pi\u00f9 di dieci minuti 2) ogni intervento deve far ridere almeno un paio di volte 3) nessun incontro dura pi\u00f9 di un\u2019ora 4) al primo sbadiglio, si chiude 5) ogni incontro si festeggia con un bicchiere 6) le didascalie non oltrepassano mai le 10 righe 7) sono severamente vietati linguaggio accademico e tecnicismi 8) niente parole incomprensibili al 90% della popolazione 9) non si spiega, si racconta 10) nessuno \u00e8 autorizzato a prendersi troppo sul serio. La cultura non viene svilita, semmai elevata da tali linee guida di comunicazione simpaticamente comandate: al bando tromboni e atteggiamenti di certa accademia, spazio a creativit\u00e0, divertimento, amore per la Letteratura e i suoi autori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non stupisce che un\u2019attenzione particolare sia rivolta ai bambini, senza dubbio i pi\u00f9 capaci di cogliere il senso del luogo, privi come sono di preconcetti di sorta. Scorrere le pagine del libro delle visite, ripassando i saluti, i disegni e, perch\u00e9 no, anche le frasi sceme che i piccoli hanno lasciato, esemplifica l\u2019importanza di dare ai bambini stimoli e fiducia. Accoglierli, raccontare delle storie, metterli alla prova con esercizi di scrittura permette loro di creare tra le nuvole, dimenticando per un momento i banchi di scuola. Il galoppo della fantasia, alla Kasa, nessuno ha intenzione di fermarlo. &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"374\" height=\"561\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9470\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine3.jpg 374w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine3-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine3-16x24.jpg 16w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine3-24x36.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Immagine3-32x48.jpg 32w\" sizes=\"(max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La visita guidata soddisfa certamente gli adulti avidi di storie e aneddoti. Sentirsi raccontare dalla voce viva di Kerbaker o dei suoi collaboratori le storie dei millemila libri, di come sia stata trovata la prima edizione dei <em>Mis\u00e8rables<\/em>, dei consunti volumi del sanscritista Michele (bisnonno di Andrea) Kerbaker, di quel libro tibetano donato da un monaco buddista e della tesi di laurea di Eco, non ha prezzo. Il cercatore pi\u00f9 curioso ha a sua disposizione una stanza intera di libri con dedica: l\u00e0 potr\u00e0 cercare il colpaccio, il legame ignorato o insospettabile tra due grandi personalit\u00e0; e se anche non riconosce il dedicatario poco male, rimane la bellezza di perdersi nei pensieri scritti a persone care. Perch\u00e9 il libro vive e parla, soprattutto quando vecchio e scarabocchiato. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CONTATTI <\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Indirizzo: Largo Aldo de Benedetti, 4, 20124 Milano (MI)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Telefono: 02 6698 9018 e-mail: mostre@lakasadeilibri.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Dario Mazzocchi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCompito dell\u2019educatore moderno non \u00e8 abbattere giungle, &nbsp; ma irrigare deserto\u00bb (C.S. Lewis, L\u2019abolizione dell\u2019uomo, Torino: Adelphi, 2026) A Milano, in un concentrato di banche e grattacieli, sorge un condomino che non si contraddistingue dai tanti altri della citt\u00e0: le linee rigorose del disegno, il cemento armato, la tinta pastello della facciata non suscitano la curiosit\u00e0 del passante. Ma al suo interno vive una fondazione speciale, divisa in tre appartamenti distribuiti su altrettanti piani: la Kasa dei libri. Il nome, la cui essenzialit\u00e0 \u00e8 contrastata soltanto dal kappa militaresco, d\u00e0 un\u2019idea di che cosa si tratta: una casa popolata da libri, ma non solo; meglio \u00e8 dire, una casa pensata precisamente per la sistemazione di libri. I libri sono quelli di Andrea Kerbaker &#8211; ecco perch\u00e9 quel kappa! \u2013 e sono pi\u00f9 di trentamila, molti dei quali vere rarit\u00e0. Kerbaker inizi\u00f2 a collezionare libri quando aveva meno di vent\u2019anni, affidandosi ai tanti venditori di bancarelle che lo conoscevano da molto prima. Quando era bambino, il fondatore della Kasa acquistava fumetti da quelle stesse persone, rivendendoli poi a un prezzo maggiorato, tre quattro cinque volte tanto, rimpolpando cos\u00ec la paghetta. Alle soglie dell\u2019et\u00e0 adulta, l\u2019interesse per il fumetto si spost\u00f2 verso il libro (del \u2018900 in particolare), mentre la ricerca del guadagno si perse per strada: ironicamente, non c\u2019\u00e8 libro che la versione adulta di quel piccolo imprenditore in erba abbia acquistato pensando al valore economico o a una potenziale rivendita. Via via che la collezione aumentava, il problema di dove disporla si faceva pi\u00f9 tormentosa; finalmente, all\u2019inizio degli anni duemila, fu maturata la scelta di utilizzare gli appartamenti in Largo De Benedetti, propriet\u00e0 di famiglia miracolosamente scampate ai bombardamenti americani su Milano \u2013 e chiss\u00e0 che una stella tanto buona non sia di perenne buon auspicio. Dopo alcuni anni, il passo successivo: la trasformazione in centro culturale, aperto ai cittadini e ai curiosi, alloggio di eventi di ogni tipo. La Kasa non \u00e8 pensata come una biblioteca, e fa di tutto per non diventarlo. Esiste una coerenza nella disposizione dei libri, ma la si deve comprendere. Bisogna avvicinarsi agli scaffali, alzare e abbassare il collo, passare in rassegna i nomi degli autori vicini di posto; insomma, esplorare. Un catalogo dei libri esiste, ma \u00e8 custodito con gelosia. Al visitatore non resta che camminare per i corridoi, protetto dal mondo di fuori che bussa alla finestra, e perdersi tra le migliaia di volumi, godendo della mescolanza di alto e basso: Carducci, Joyce, Proust, Ginzburg accanto a pagine di giornale, disegni di Mir\u00f2, statuette kitsch, arredamento di gusto pop. &nbsp; Non si deve fare l\u2019errore di pensare che la Kasa sia uno spazio privo di regole, giacch\u00e9 esistono, in foggia di decalogo biblico, e sono ben esposte. 1) Nessun discorso dura pi\u00f9 di dieci minuti 2) ogni intervento deve far ridere almeno un paio di volte 3) nessun incontro dura pi\u00f9 di un\u2019ora 4) al primo sbadiglio, si chiude 5) ogni incontro si festeggia con un bicchiere 6) le didascalie non oltrepassano mai le 10 righe 7) sono severamente vietati linguaggio accademico e tecnicismi 8) niente parole incomprensibili al 90% della popolazione 9) non si spiega, si racconta 10) nessuno \u00e8 autorizzato a prendersi troppo sul serio. La cultura non viene svilita, semmai elevata da tali linee guida di comunicazione simpaticamente comandate: al bando tromboni e atteggiamenti di certa accademia, spazio a creativit\u00e0, divertimento, amore per la Letteratura e i suoi autori.&nbsp; Non stupisce che un\u2019attenzione particolare sia rivolta ai bambini, senza dubbio i pi\u00f9 capaci di cogliere il senso del luogo, privi come sono di preconcetti di sorta. Scorrere le pagine del libro delle visite, ripassando i saluti, i disegni e, perch\u00e9 no, anche le frasi sceme che i piccoli hanno lasciato, esemplifica l\u2019importanza di dare ai bambini stimoli e fiducia. Accoglierli, raccontare delle storie, metterli alla prova con esercizi di scrittura permette loro di creare tra le nuvole, dimenticando per un momento i banchi di scuola. Il galoppo della fantasia, alla Kasa, nessuno ha intenzione di fermarlo. &nbsp; La visita guidata soddisfa certamente gli adulti avidi di storie e aneddoti. Sentirsi raccontare dalla voce viva di Kerbaker o dei suoi collaboratori le storie dei millemila libri, di come sia stata trovata la prima edizione dei Mis\u00e8rables, dei consunti volumi del sanscritista Michele (bisnonno di Andrea) Kerbaker, di quel libro tibetano donato da un monaco buddista e della tesi di laurea di Eco, non ha prezzo. Il cercatore pi\u00f9 curioso ha a sua disposizione una stanza intera di libri con dedica: l\u00e0 potr\u00e0 cercare il colpaccio, il legame ignorato o insospettabile tra due grandi personalit\u00e0; e se anche non riconosce il dedicatario poco male, rimane la bellezza di perdersi nei pensieri scritti a persone care. Perch\u00e9 il libro vive e parla, soprattutto quando vecchio e scarabocchiato. &nbsp; CONTATTI &nbsp; Indirizzo: Largo Aldo de Benedetti, 4, 20124 Milano (MI) Telefono: 02 6698 9018 e-mail: mostre@lakasadeilibri.it Dario Mazzocchi<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":9464,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-9463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sentirsi a Kasa - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sentirsi a Kasa - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abCompito dell\u2019educatore moderno non \u00e8 abbattere giungle, &nbsp; ma irrigare deserto\u00bb (C.S. 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Kerbaker inizi\u00f2 a collezionare libri quando aveva meno di vent\u2019anni, affidandosi ai tanti venditori di bancarelle che lo conoscevano da molto prima. Quando era bambino, il fondatore della Kasa acquistava fumetti da quelle stesse persone, rivendendoli poi a un prezzo maggiorato, tre quattro cinque volte tanto, rimpolpando cos\u00ec la paghetta. Alle soglie dell\u2019et\u00e0 adulta, l\u2019interesse per il fumetto si spost\u00f2 verso il libro (del \u2018900 in particolare), mentre la ricerca del guadagno si perse per strada: ironicamente, non c\u2019\u00e8 libro che la versione adulta di quel piccolo imprenditore in erba abbia acquistato pensando al valore economico o a una potenziale rivendita. Via via che la collezione aumentava, il problema di dove disporla si faceva pi\u00f9 tormentosa; finalmente, all\u2019inizio degli anni duemila, fu maturata la scelta di utilizzare gli appartamenti in Largo De Benedetti, propriet\u00e0 di famiglia miracolosamente scampate ai bombardamenti americani su Milano \u2013 e chiss\u00e0 che una stella tanto buona non sia di perenne buon auspicio. Dopo alcuni anni, il passo successivo: la trasformazione in centro culturale, aperto ai cittadini e ai curiosi, alloggio di eventi di ogni tipo. La Kasa non \u00e8 pensata come una biblioteca, e fa di tutto per non diventarlo. Esiste una coerenza nella disposizione dei libri, ma la si deve comprendere. Bisogna avvicinarsi agli scaffali, alzare e abbassare il collo, passare in rassegna i nomi degli autori vicini di posto; insomma, esplorare. Un catalogo dei libri esiste, ma \u00e8 custodito con gelosia. Al visitatore non resta che camminare per i corridoi, protetto dal mondo di fuori che bussa alla finestra, e perdersi tra le migliaia di volumi, godendo della mescolanza di alto e basso: Carducci, Joyce, Proust, Ginzburg accanto a pagine di giornale, disegni di Mir\u00f2, statuette kitsch, arredamento di gusto pop. &nbsp; Non si deve fare l\u2019errore di pensare che la Kasa sia uno spazio privo di regole, giacch\u00e9 esistono, in foggia di decalogo biblico, e sono ben esposte. 1) Nessun discorso dura pi\u00f9 di dieci minuti 2) ogni intervento deve far ridere almeno un paio di volte 3) nessun incontro dura pi\u00f9 di un\u2019ora 4) al primo sbadiglio, si chiude 5) ogni incontro si festeggia con un bicchiere 6) le didascalie non oltrepassano mai le 10 righe 7) sono severamente vietati linguaggio accademico e tecnicismi 8) niente parole incomprensibili al 90% della popolazione 9) non si spiega, si racconta 10) nessuno \u00e8 autorizzato a prendersi troppo sul serio. La cultura non viene svilita, semmai elevata da tali linee guida di comunicazione simpaticamente comandate: al bando tromboni e atteggiamenti di certa accademia, spazio a creativit\u00e0, divertimento, amore per la Letteratura e i suoi autori.&nbsp; Non stupisce che un\u2019attenzione particolare sia rivolta ai bambini, senza dubbio i pi\u00f9 capaci di cogliere il senso del luogo, privi come sono di preconcetti di sorta. Scorrere le pagine del libro delle visite, ripassando i saluti, i disegni e, perch\u00e9 no, anche le frasi sceme che i piccoli hanno lasciato, esemplifica l\u2019importanza di dare ai bambini stimoli e fiducia. Accoglierli, raccontare delle storie, metterli alla prova con esercizi di scrittura permette loro di creare tra le nuvole, dimenticando per un momento i banchi di scuola. Il galoppo della fantasia, alla Kasa, nessuno ha intenzione di fermarlo. &nbsp; La visita guidata soddisfa certamente gli adulti avidi di storie e aneddoti. Sentirsi raccontare dalla voce viva di Kerbaker o dei suoi collaboratori le storie dei millemila libri, di come sia stata trovata la prima edizione dei Mis\u00e8rables, dei consunti volumi del sanscritista Michele (bisnonno di Andrea) Kerbaker, di quel libro tibetano donato da un monaco buddista e della tesi di laurea di Eco, non ha prezzo. Il cercatore pi\u00f9 curioso ha a sua disposizione una stanza intera di libri con dedica: l\u00e0 potr\u00e0 cercare il colpaccio, il legame ignorato o insospettabile tra due grandi personalit\u00e0; e se anche non riconosce il dedicatario poco male, rimane la bellezza di perdersi nei pensieri scritti a persone care. 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ma irrigare deserto\u00bb (C.S. Lewis, L\u2019abolizione dell\u2019uomo, Torino: Adelphi, 2026) A Milano, in un concentrato di banche e grattacieli, sorge un condomino che non si contraddistingue dai tanti altri della citt\u00e0: le linee rigorose del disegno, il cemento armato, la tinta pastello della facciata non suscitano la curiosit\u00e0 del passante. Ma al suo interno vive una fondazione speciale, divisa in tre appartamenti distribuiti su altrettanti piani: la Kasa dei libri. Il nome, la cui essenzialit\u00e0 \u00e8 contrastata soltanto dal kappa militaresco, d\u00e0 un\u2019idea di che cosa si tratta: una casa popolata da libri, ma non solo; meglio \u00e8 dire, una casa pensata precisamente per la sistemazione di libri. I libri sono quelli di Andrea Kerbaker &#8211; ecco perch\u00e9 quel kappa! \u2013 e sono pi\u00f9 di trentamila, molti dei quali vere rarit\u00e0. Kerbaker inizi\u00f2 a collezionare libri quando aveva meno di vent\u2019anni, affidandosi ai tanti venditori di bancarelle che lo conoscevano da molto prima. Quando era bambino, il fondatore della Kasa acquistava fumetti da quelle stesse persone, rivendendoli poi a un prezzo maggiorato, tre quattro cinque volte tanto, rimpolpando cos\u00ec la paghetta. Alle soglie dell\u2019et\u00e0 adulta, l\u2019interesse per il fumetto si spost\u00f2 verso il libro (del \u2018900 in particolare), mentre la ricerca del guadagno si perse per strada: ironicamente, non c\u2019\u00e8 libro che la versione adulta di quel piccolo imprenditore in erba abbia acquistato pensando al valore economico o a una potenziale rivendita. Via via che la collezione aumentava, il problema di dove disporla si faceva pi\u00f9 tormentosa; finalmente, all\u2019inizio degli anni duemila, fu maturata la scelta di utilizzare gli appartamenti in Largo De Benedetti, propriet\u00e0 di famiglia miracolosamente scampate ai bombardamenti americani su Milano \u2013 e chiss\u00e0 che una stella tanto buona non sia di perenne buon auspicio. Dopo alcuni anni, il passo successivo: la trasformazione in centro culturale, aperto ai cittadini e ai curiosi, alloggio di eventi di ogni tipo. La Kasa non \u00e8 pensata come una biblioteca, e fa di tutto per non diventarlo. Esiste una coerenza nella disposizione dei libri, ma la si deve comprendere. Bisogna avvicinarsi agli scaffali, alzare e abbassare il collo, passare in rassegna i nomi degli autori vicini di posto; insomma, esplorare. Un catalogo dei libri esiste, ma \u00e8 custodito con gelosia. Al visitatore non resta che camminare per i corridoi, protetto dal mondo di fuori che bussa alla finestra, e perdersi tra le migliaia di volumi, godendo della mescolanza di alto e basso: Carducci, Joyce, Proust, Ginzburg accanto a pagine di giornale, disegni di Mir\u00f2, statuette kitsch, arredamento di gusto pop. &nbsp; Non si deve fare l\u2019errore di pensare che la Kasa sia uno spazio privo di regole, giacch\u00e9 esistono, in foggia di decalogo biblico, e sono ben esposte. 1) Nessun discorso dura pi\u00f9 di dieci minuti 2) ogni intervento deve far ridere almeno un paio di volte 3) nessun incontro dura pi\u00f9 di un\u2019ora 4) al primo sbadiglio, si chiude 5) ogni incontro si festeggia con un bicchiere 6) le didascalie non oltrepassano mai le 10 righe 7) sono severamente vietati linguaggio accademico e tecnicismi 8) niente parole incomprensibili al 90% della popolazione 9) non si spiega, si racconta 10) nessuno \u00e8 autorizzato a prendersi troppo sul serio. La cultura non viene svilita, semmai elevata da tali linee guida di comunicazione simpaticamente comandate: al bando tromboni e atteggiamenti di certa accademia, spazio a creativit\u00e0, divertimento, amore per la Letteratura e i suoi autori.&nbsp; Non stupisce che un\u2019attenzione particolare sia rivolta ai bambini, senza dubbio i pi\u00f9 capaci di cogliere il senso del luogo, privi come sono di preconcetti di sorta. Scorrere le pagine del libro delle visite, ripassando i saluti, i disegni e, perch\u00e9 no, anche le frasi sceme che i piccoli hanno lasciato, esemplifica l\u2019importanza di dare ai bambini stimoli e fiducia. Accoglierli, raccontare delle storie, metterli alla prova con esercizi di scrittura permette loro di creare tra le nuvole, dimenticando per un momento i banchi di scuola. Il galoppo della fantasia, alla Kasa, nessuno ha intenzione di fermarlo. &nbsp; La visita guidata soddisfa certamente gli adulti avidi di storie e aneddoti. Sentirsi raccontare dalla voce viva di Kerbaker o dei suoi collaboratori le storie dei millemila libri, di come sia stata trovata la prima edizione dei Mis\u00e8rables, dei consunti volumi del sanscritista Michele (bisnonno di Andrea) Kerbaker, di quel libro tibetano donato da un monaco buddista e della tesi di laurea di Eco, non ha prezzo. Il cercatore pi\u00f9 curioso ha a sua disposizione una stanza intera di libri con dedica: l\u00e0 potr\u00e0 cercare il colpaccio, il legame ignorato o insospettabile tra due grandi personalit\u00e0; e se anche non riconosce il dedicatario poco male, rimane la bellezza di perdersi nei pensieri scritti a persone care. Perch\u00e9 il libro vive e parla, soprattutto quando vecchio e scarabocchiato. &nbsp; CONTATTI &nbsp; Indirizzo: Largo Aldo de Benedetti, 4, 20124 Milano (MI) Telefono: 02 6698 9018 e-mail: mostre@lakasadeilibri.it Dario Mazzocchi","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2026-02-28T10:59:49+00:00","article_modified_time":"2026-04-08T11:17:14+00:00","og_image":[{"width":683,"height":1024,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000081871-683x1024.png","type":"image\/png"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"5 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Sentirsi a Kasa","datePublished":"2026-02-28T10:59:49+00:00","dateModified":"2026-04-08T11:17:14+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/"},"wordCount":808,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000081871.png","articleSection":["News"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/","name":"Sentirsi a Kasa - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000081871.png","datePublished":"2026-02-28T10:59:49+00:00","dateModified":"2026-04-08T11:17:14+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000081871.png","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000081871.png","width":1024,"height":1536},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sentirsi-a-kasa\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Sentirsi a Kasa"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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