{"id":9480,"date":"2026-03-04T14:37:00","date_gmt":"2026-03-04T13:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9480"},"modified":"2026-04-08T13:16:44","modified_gmt":"2026-04-08T11:16:44","slug":"da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/","title":{"rendered":"Da libraio antiquario a scrittore: Luca Cena ci racconta"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>\u00abIl ruolo del libraio antiquario, cos\u00ec come quello delle biblioteche in generale, \u00e8 quello di permettere ai libri di avere un ciclo di vita molto pi\u00f9 lungo rispetto a quello che noi immaginiamo\u00bb<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I libri, come gli amori, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Persone come Luca Cena, libraio antiquario torinese, questo lo sanno meglio di chiunque altro. Ed \u00e8 proprio lui oggi a portarci la sua testimonianza, a raccontarci come si diventa libraio antiquario e come la divulgazione sia oggi fondamentale per tenere vivi mondi antichi come quello dei libri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Iniziamo da una domanda che di solito si fa sempre a chi \u00e8 appassionato di letteratura, ovvero quali sono i libri che l\u2019hanno pi\u00f9 segnata durante il suo percorso di vita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente Cesare Pavese, un po&#8217; perch\u00e9 \u00e8 mio conterraneo e un po&#8217; perch\u00e9 il suo stile di scrittura mi ha sempre affascinato, e poi dal punto di vista tecnico Stephen King, che \u00e8 l\u2019autore che secondo me tecnicamente \u00e8 pi\u00f9 bravo a tenere alta l\u2019attenzione dei lettori. Il genere non \u00e8 tra i miei preferiti ma la tecnica che adopera \u00e8 una tecnica a cui io ambisco perch\u00e9 \u00e8 molto efficace. Quindi tecnicamente \u00e8 stato lui ad aprirmi diciamo al mondo della letteratura per poi arrivare ad altri argomenti un po&#8217; pi\u00f9 approfonditi come quello di Pavese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da cosa nasce invece la passione per l\u2019antiquariato, che \u00e8 sostanzialmente quello di cui si occupa, e quale \u00e8 stato il suo primo contatto con questo mondo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato molto semplice perch\u00e9 ci sono nato dentro, infatti i miei genitori prima di me facevano questo mestiere e io e le mie sorelle siamo sempre cresciuti in mezzo ai libri, come quelli da lettura e per bambini, ma anche sapevamo di questi libri speciali che noi vedevamo e percepivamo gi\u00e0 avere un ruolo particolare nel mondo delle librerie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come nasce l\u2019esperienza di White Lands Rare Books e che origine ha questo nome?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nasce perch\u00e9 il mestiere del libraio antiquario \u00e8 un mestiere estremamente antico e che nel corso dei secoli si \u00e8 evoluto poco poich\u00e9 non necessit\u00e0 di chiss\u00e0 quali particolari tecnologie o nuovi format e tecniche, ma io avevo l\u2019esigenza di apportare la mia personale visione e il mio modo di lavorare. Quindi White Lands nasce dalla mia volont\u00e0 di staccarmi dalla libreria dei miei genitori e da un\u2019impostazione professionale che non era la mia e nasce come terreno fertile in cui attuare la mia visione. Per quanto riguarda il nome, deriva da un mio momento particolare in cui dovevo scegliere come chiamare la libreria e mi trovavo in Scozia, a cui sono molto legato, dove c\u2019\u00e8 una particolare isola scozzese denominata White Land perch\u00e9 in un dato periodo dell\u2019anno diventa tutta bianco, il cielo si fonde con il terreno attraverso queste nebbie bianche. \u00c8 stato facile quindi scegliere, il nome mi \u00e8 arrivato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1005\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1005x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9476\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1005x1024.jpeg 1005w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-295x300.jpeg 295w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1140x1161.jpeg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-75x75.jpeg 75w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-24x24.jpeg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-36x36.jpeg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-48x48.jpeg 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37.jpeg 1179w\" sizes=\"(max-width: 1005px) 100vw, 1005px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tra l\u2019altro ho letto che lei non viene da degli studi umanistici e letterari classici, ma che viene da giurisprudenza e quindi volevo sapere cosa ha portato da quella esperienza nel suo lavoro attuale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io mi sono laureato con una tesi sulla circolazione dei beni culturali e quindi, da un punto di vista pratico, ho una competenza legata appunto ai beni culturali. Quello che davvero mi \u00e8 rimasto \u00e8 il metodo di studio universitario, in generale ma in particolare per quanto riguarda gli studi di giurisprudenza, che mi ha trasmesso una metodologia che io applico ancora oggi nella mia professione in generale. Tendo ad essere molto concentrato sui dettagli e l\u2019analisi approfondita di ogni aspetto mi \u00e8 derivata da l\u00ec. Inoltre, devo dire che mi \u00e8 stata molto utile la pratica perch\u00e9 lo studio legale che mi ha accolto mi ha insegnato un certo rigore nell\u2019approccio al lavoro che non mi ha mai abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 poi passato, giustamente e poich\u00e9 lo richiede l\u2019attuale era digitale, ai social. \u00c8 stata una scelta venuta da lei o dettata invece dal momento storico in cui ci troviamo, con la conseguente urgenza di arrivare a pi\u00f9 persone possibili anche attraverso vie prima sconosciute?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella \u00e8 stata la risposta ad una mia esigenza personale perch\u00e9 vedevo un mestiere che io amo profondamente un po&#8217; trascurato dalla modernit\u00e0 e quindi ho voluto semplicemente provare ad aggiornarlo e a renderlo visibile e accessibile a pi\u00f9 persone. La divulgazione, conoscenza e scoperta del mestiere del libraio pu\u00f2 e deve avvalersi di strumenti moderni come i social. Io, per\u00f2, da subito ho deciso di attuare una comunicazione di tipo divulgativa pi\u00f9 che commerciale proprio perch\u00e9 volevo trasmettere l\u2019essenza del mestiere e non tanto convertire le visualizzazioni in acquisti di libri. Una comunicazione pi\u00f9 commerciale sarebbe stata meno efficace per il mio obiettivo e pi\u00f9 legata a risultati da dover raggiungere, da cui io invece sono completamente indipendente. Tutto ci\u00f2 mi ha permesso una certa libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Oltre che divulgatore e libraio antiquario, lei \u00e8 in realt\u00e0 anche scrittore e mi interessava quello che \u00e8 stato il suo percorso editoriale, dato che ha pubblicato sia per Mondadori (<em>Il biblionauta<\/em>) sia per Sperling&amp;Kaupfer (<em>Un destino gi\u00e0 scritto<\/em>), e come \u00e8 avvenuto l\u2019incontro tra lei e l\u2019editoria.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019incontro \u00e8 stato una casualit\u00e0, anche se certe cose non accadono mai per caso. Io ho sempre avuto il desiderio e il piacere della scrittura per\u00f2 non ho mai osato propormi come scrittore. Ovviamente la visibilit\u00e0 che ho acquisito tramite la divulgazione sui social ha attirato le case editrici che si sono proposte di accompagnarmi in una prima stampa di un primo libro. Inizialmente ero un po&#8217; timoroso poich\u00e9 non ne avevo mai scritto uno, avendo anche a che fare con Mondadori, e allora semplicemente l\u2019editor, che poi \u00e8 diventato ed \u00e8 tuttora un mio caro amico, mi disse di provare a scrivere il primo capitolo e che poi avremmo visto insieme di che pasta ero fatto. Il primo capitolo and\u00f2 molto bene e quindi semplicemente mi disse poi di continuare la scrittura e di inviargli man mano i capitoli. \u00c8 stato un incontro di cui sono molto grato. Ho provato una soddisfazione incredibile e soprattutto un forte piacere nella scrittura. Per quanto riguarda <em>Un destino gi\u00e0 scritto<\/em>, il mio editor mi disse che gli sarebbe piaciuto pubblicarmi su Sperling&amp;Kupfer e una volta sentito l\u2019argomento e la storia del nuovo libro si disse convinto che potessi funzionare anche l\u00ec. Cos\u00ec sono passato a Sperling&amp;Kupfer. Il mio editor \u00e8 stato per me come una voce proveniente dalla coscienza, che ti rallenta quando stai correndo e ti sprona quando sei pi\u00f9 fiacco. Il percorso diventa poi una crescita, un coaching incredibile.L\u2019obiettivo, ora, \u00e8 quello della fiction, mi piacerebbe scrivere un romanzo, cosa che infatti sto facendo. Si tratta di una storia che ho l\u2019esigenza di raccontare a me stesso e agli altri. Vedremo se il mio editor sar\u00e0 d\u2019accordo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"820\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1-1024x820.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9475\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1-1024x820.jpeg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1-300x240.jpeg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1-24x19.jpeg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1-36x29.jpeg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1-48x38.jpeg 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-17.34.37-1.jpeg 1083w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A questo proposito, la scrittura di un romanzo \u00e8 per lei pi\u00f9 difficile o le viene naturale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 pi\u00f9 facile. Il primo libro, <em>Il Biblionauta<\/em>, era molto tecnico e quindi \u00e8 stato da una parte facile perch\u00e9 era il mio argomento ma dall\u2019altra mi sentivo in dei binari molto stretti. Il secondo, <em>Un destino gi\u00e0 scritto<\/em>, \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 ibrido, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un filo narrativo romanzato, di fiction, che poi si apre su dieci casi di libri esistiti e con alle spalle studi bibliografici e storici seri. Questo secondo libro \u00e8 stato un passaggio intermedio per poi approdare al romanzo. Io mi sento pi\u00f9 a mio agio quando scrivo di fiction perch\u00e9 mi permette di abbandonare il mio personaggio. Se devo parlare di libri, \u00e8 ovvio che attingo dalla mia esperienza. Scrivere fiction invece mi permette di allontanarmi da me stesso, che \u00e8 qualcosa che mi affascina molto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per concludere, le chiedo di raccontarci quale \u00e8 stato il volume pi\u00f9 particolare che le \u00e8 capitato tra le mani o quello che pi\u00f9 le \u00e8 rimasto impresso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse il pi\u00f9 eclatante \u00e8 stato questo libro al cui interno era stata ricavata una scansia di legno al cui interno si trovava un kit medico per la trapanazione dei crani. Tutto ci\u00f2 \u00e8 molto cruento da immaginare per\u00f2 questa era una tecnica molto adoperata: si apriva un piccolo foro nel cranio per fare uscire gli spiriti maligni. Trovare questi strumenti all\u2019interno di un libro \u00e8 stato emozionante. Queste sono pratiche lontanissime da noi ma che rappresentano un tipo di societ\u00e0 molto diversa dalla nostra e che aveva credenze particolari. Tutto ci\u00f2 \u00e8 molto affascinante, poter toccare una sorta di capsula del tempo arrivata fino a noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">di Christabel Casera<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl ruolo del libraio antiquario, cos\u00ec come quello delle biblioteche in generale, \u00e8 quello di permettere ai libri di avere un ciclo di vita molto pi\u00f9 lungo rispetto a quello che noi immaginiamo\u00bb I libri, come gli amori, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Persone come Luca Cena, libraio antiquario torinese, questo lo sanno meglio di chiunque altro. Ed \u00e8 proprio lui oggi a portarci la sua testimonianza, a raccontarci come si diventa libraio antiquario e come la divulgazione sia oggi fondamentale per tenere vivi mondi antichi come quello dei libri. Iniziamo da una domanda che di solito si fa sempre a chi \u00e8 appassionato di letteratura, ovvero quali sono i libri che l\u2019hanno pi\u00f9 segnata durante il suo percorso di vita? Sicuramente Cesare Pavese, un po&#8217; perch\u00e9 \u00e8 mio conterraneo e un po&#8217; perch\u00e9 il suo stile di scrittura mi ha sempre affascinato, e poi dal punto di vista tecnico Stephen King, che \u00e8 l\u2019autore che secondo me tecnicamente \u00e8 pi\u00f9 bravo a tenere alta l\u2019attenzione dei lettori. Il genere non \u00e8 tra i miei preferiti ma la tecnica che adopera \u00e8 una tecnica a cui io ambisco perch\u00e9 \u00e8 molto efficace. Quindi tecnicamente \u00e8 stato lui ad aprirmi diciamo al mondo della letteratura per poi arrivare ad altri argomenti un po&#8217; pi\u00f9 approfonditi come quello di Pavese. Da cosa nasce invece la passione per l\u2019antiquariato, che \u00e8 sostanzialmente quello di cui si occupa, e quale \u00e8 stato il suo primo contatto con questo mondo? \u00c8 stato molto semplice perch\u00e9 ci sono nato dentro, infatti i miei genitori prima di me facevano questo mestiere e io e le mie sorelle siamo sempre cresciuti in mezzo ai libri, come quelli da lettura e per bambini, ma anche sapevamo di questi libri speciali che noi vedevamo e percepivamo gi\u00e0 avere un ruolo particolare nel mondo delle librerie. Come nasce l\u2019esperienza di White Lands Rare Books e che origine ha questo nome? Nasce perch\u00e9 il mestiere del libraio antiquario \u00e8 un mestiere estremamente antico e che nel corso dei secoli si \u00e8 evoluto poco poich\u00e9 non necessit\u00e0 di chiss\u00e0 quali particolari tecnologie o nuovi format e tecniche, ma io avevo l\u2019esigenza di apportare la mia personale visione e il mio modo di lavorare. Quindi White Lands nasce dalla mia volont\u00e0 di staccarmi dalla libreria dei miei genitori e da un\u2019impostazione professionale che non era la mia e nasce come terreno fertile in cui attuare la mia visione. Per quanto riguarda il nome, deriva da un mio momento particolare in cui dovevo scegliere come chiamare la libreria e mi trovavo in Scozia, a cui sono molto legato, dove c\u2019\u00e8 una particolare isola scozzese denominata White Land perch\u00e9 in un dato periodo dell\u2019anno diventa tutta bianco, il cielo si fonde con il terreno attraverso queste nebbie bianche. \u00c8 stato facile quindi scegliere, il nome mi \u00e8 arrivato. Tra l\u2019altro ho letto che lei non viene da degli studi umanistici e letterari classici, ma che viene da giurisprudenza e quindi volevo sapere cosa ha portato da quella esperienza nel suo lavoro attuale? Io mi sono laureato con una tesi sulla circolazione dei beni culturali e quindi, da un punto di vista pratico, ho una competenza legata appunto ai beni culturali. Quello che davvero mi \u00e8 rimasto \u00e8 il metodo di studio universitario, in generale ma in particolare per quanto riguarda gli studi di giurisprudenza, che mi ha trasmesso una metodologia che io applico ancora oggi nella mia professione in generale. Tendo ad essere molto concentrato sui dettagli e l\u2019analisi approfondita di ogni aspetto mi \u00e8 derivata da l\u00ec. Inoltre, devo dire che mi \u00e8 stata molto utile la pratica perch\u00e9 lo studio legale che mi ha accolto mi ha insegnato un certo rigore nell\u2019approccio al lavoro che non mi ha mai abbandonato. \u00c8 poi passato, giustamente e poich\u00e9 lo richiede l\u2019attuale era digitale, ai social. \u00c8 stata una scelta venuta da lei o dettata invece dal momento storico in cui ci troviamo, con la conseguente urgenza di arrivare a pi\u00f9 persone possibili anche attraverso vie prima sconosciute? Quella \u00e8 stata la risposta ad una mia esigenza personale perch\u00e9 vedevo un mestiere che io amo profondamente un po&#8217; trascurato dalla modernit\u00e0 e quindi ho voluto semplicemente provare ad aggiornarlo e a renderlo visibile e accessibile a pi\u00f9 persone. La divulgazione, conoscenza e scoperta del mestiere del libraio pu\u00f2 e deve avvalersi di strumenti moderni come i social. Io, per\u00f2, da subito ho deciso di attuare una comunicazione di tipo divulgativa pi\u00f9 che commerciale proprio perch\u00e9 volevo trasmettere l\u2019essenza del mestiere e non tanto convertire le visualizzazioni in acquisti di libri. Una comunicazione pi\u00f9 commerciale sarebbe stata meno efficace per il mio obiettivo e pi\u00f9 legata a risultati da dover raggiungere, da cui io invece sono completamente indipendente. Tutto ci\u00f2 mi ha permesso una certa libert\u00e0 di movimento. Oltre che divulgatore e libraio antiquario, lei \u00e8 in realt\u00e0 anche scrittore e mi interessava quello che \u00e8 stato il suo percorso editoriale, dato che ha pubblicato sia per Mondadori (Il biblionauta) sia per Sperling&amp;Kaupfer (Un destino gi\u00e0 scritto), e come \u00e8 avvenuto l\u2019incontro tra lei e l\u2019editoria. L\u2019incontro \u00e8 stato una casualit\u00e0, anche se certe cose non accadono mai per caso. Io ho sempre avuto il desiderio e il piacere della scrittura per\u00f2 non ho mai osato propormi come scrittore. Ovviamente la visibilit\u00e0 che ho acquisito tramite la divulgazione sui social ha attirato le case editrici che si sono proposte di accompagnarmi in una prima stampa di un primo libro. Inizialmente ero un po&#8217; timoroso poich\u00e9 non ne avevo mai scritto uno, avendo anche a che fare con Mondadori, e allora semplicemente l\u2019editor, che poi \u00e8 diventato ed \u00e8 tuttora un mio caro amico, mi disse di provare a scrivere il primo capitolo e che poi avremmo visto insieme di che pasta ero fatto. Il primo capitolo and\u00f2 molto bene e quindi semplicemente mi disse poi di continuare la scrittura e di inviargli man mano i capitoli. \u00c8 stato un incontro di cui sono molto grato. Ho provato una soddisfazione incredibile e soprattutto un forte piacere nella scrittura. Per quanto riguarda Un destino gi\u00e0 scritto, il mio editor mi disse che gli sarebbe piaciuto pubblicarmi su Sperling&amp;Kupfer e una volta sentito l\u2019argomento e la storia del nuovo libro si disse convinto che potessi funzionare anche l\u00ec. Cos\u00ec sono passato a Sperling&amp;Kupfer. Il mio editor \u00e8 stato per me come una voce proveniente dalla coscienza, che ti rallenta quando stai correndo e ti sprona quando sei pi\u00f9 fiacco. Il percorso diventa poi una crescita, un coaching incredibile.L\u2019obiettivo, ora, \u00e8 quello della fiction, mi piacerebbe scrivere un romanzo, cosa che infatti sto facendo. Si tratta di una storia che ho l\u2019esigenza di raccontare a me stesso e agli altri. Vedremo se il mio editor sar\u00e0 d\u2019accordo. A questo proposito, la scrittura di un romanzo \u00e8 per lei pi\u00f9 difficile o le viene naturale? \u00c8 pi\u00f9 facile. Il primo libro, Il Biblionauta, era molto tecnico e quindi \u00e8 stato da una parte facile perch\u00e9 era il mio argomento ma dall\u2019altra mi sentivo in dei binari molto stretti. Il secondo, Un destino gi\u00e0 scritto, \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 ibrido, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un filo narrativo romanzato, di fiction, che poi si apre su dieci casi di libri esistiti e con alle spalle studi bibliografici e storici seri. Questo secondo libro \u00e8 stato un passaggio intermedio per poi approdare al romanzo. Io mi sento pi\u00f9 a mio agio quando scrivo di fiction perch\u00e9 mi permette di abbandonare il mio personaggio. Se devo parlare di libri, \u00e8 ovvio che attingo dalla mia esperienza. Scrivere fiction invece mi permette di allontanarmi da me stesso, che \u00e8 qualcosa che mi affascina molto. Per concludere, le chiedo di raccontarci quale \u00e8 stato il volume pi\u00f9 particolare che le \u00e8 capitato tra le mani o quello che pi\u00f9 le \u00e8 rimasto impresso. Forse il pi\u00f9 eclatante \u00e8 stato questo libro al cui interno era stata ricavata una scansia di legno al cui interno si trovava un kit medico per la trapanazione dei crani. Tutto ci\u00f2 \u00e8 molto cruento da immaginare per\u00f2 questa era una tecnica molto adoperata: si apriva un piccolo foro nel cranio per fare uscire gli spiriti maligni. Trovare questi strumenti all\u2019interno di un libro \u00e8 stato emozionante. Queste sono pratiche lontanissime da noi ma che rappresentano un tipo di societ\u00e0 molto diversa dalla nostra e che aveva credenze particolari. 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Persone come Luca Cena, libraio antiquario torinese, questo lo sanno meglio di chiunque altro. Ed \u00e8 proprio lui oggi a portarci la sua testimonianza, a raccontarci come si diventa libraio antiquario e come la divulgazione sia oggi fondamentale per tenere vivi mondi antichi come quello dei libri. Iniziamo da una domanda che di solito si fa sempre a chi \u00e8 appassionato di letteratura, ovvero quali sono i libri che l\u2019hanno pi\u00f9 segnata durante il suo percorso di vita? Sicuramente Cesare Pavese, un po&#8217; perch\u00e9 \u00e8 mio conterraneo e un po&#8217; perch\u00e9 il suo stile di scrittura mi ha sempre affascinato, e poi dal punto di vista tecnico Stephen King, che \u00e8 l\u2019autore che secondo me tecnicamente \u00e8 pi\u00f9 bravo a tenere alta l\u2019attenzione dei lettori. Il genere non \u00e8 tra i miei preferiti ma la tecnica che adopera \u00e8 una tecnica a cui io ambisco perch\u00e9 \u00e8 molto efficace. Quindi tecnicamente \u00e8 stato lui ad aprirmi diciamo al mondo della letteratura per poi arrivare ad altri argomenti un po&#8217; pi\u00f9 approfonditi come quello di Pavese. Da cosa nasce invece la passione per l\u2019antiquariato, che \u00e8 sostanzialmente quello di cui si occupa, e quale \u00e8 stato il suo primo contatto con questo mondo? \u00c8 stato molto semplice perch\u00e9 ci sono nato dentro, infatti i miei genitori prima di me facevano questo mestiere e io e le mie sorelle siamo sempre cresciuti in mezzo ai libri, come quelli da lettura e per bambini, ma anche sapevamo di questi libri speciali che noi vedevamo e percepivamo gi\u00e0 avere un ruolo particolare nel mondo delle librerie. Come nasce l\u2019esperienza di White Lands Rare Books e che origine ha questo nome? Nasce perch\u00e9 il mestiere del libraio antiquario \u00e8 un mestiere estremamente antico e che nel corso dei secoli si \u00e8 evoluto poco poich\u00e9 non necessit\u00e0 di chiss\u00e0 quali particolari tecnologie o nuovi format e tecniche, ma io avevo l\u2019esigenza di apportare la mia personale visione e il mio modo di lavorare. Quindi White Lands nasce dalla mia volont\u00e0 di staccarmi dalla libreria dei miei genitori e da un\u2019impostazione professionale che non era la mia e nasce come terreno fertile in cui attuare la mia visione. Per quanto riguarda il nome, deriva da un mio momento particolare in cui dovevo scegliere come chiamare la libreria e mi trovavo in Scozia, a cui sono molto legato, dove c\u2019\u00e8 una particolare isola scozzese denominata White Land perch\u00e9 in un dato periodo dell\u2019anno diventa tutta bianco, il cielo si fonde con il terreno attraverso queste nebbie bianche. \u00c8 stato facile quindi scegliere, il nome mi \u00e8 arrivato. Tra l\u2019altro ho letto che lei non viene da degli studi umanistici e letterari classici, ma che viene da giurisprudenza e quindi volevo sapere cosa ha portato da quella esperienza nel suo lavoro attuale? Io mi sono laureato con una tesi sulla circolazione dei beni culturali e quindi, da un punto di vista pratico, ho una competenza legata appunto ai beni culturali. Quello che davvero mi \u00e8 rimasto \u00e8 il metodo di studio universitario, in generale ma in particolare per quanto riguarda gli studi di giurisprudenza, che mi ha trasmesso una metodologia che io applico ancora oggi nella mia professione in generale. Tendo ad essere molto concentrato sui dettagli e l\u2019analisi approfondita di ogni aspetto mi \u00e8 derivata da l\u00ec. Inoltre, devo dire che mi \u00e8 stata molto utile la pratica perch\u00e9 lo studio legale che mi ha accolto mi ha insegnato un certo rigore nell\u2019approccio al lavoro che non mi ha mai abbandonato. \u00c8 poi passato, giustamente e poich\u00e9 lo richiede l\u2019attuale era digitale, ai social. \u00c8 stata una scelta venuta da lei o dettata invece dal momento storico in cui ci troviamo, con la conseguente urgenza di arrivare a pi\u00f9 persone possibili anche attraverso vie prima sconosciute? Quella \u00e8 stata la risposta ad una mia esigenza personale perch\u00e9 vedevo un mestiere che io amo profondamente un po&#8217; trascurato dalla modernit\u00e0 e quindi ho voluto semplicemente provare ad aggiornarlo e a renderlo visibile e accessibile a pi\u00f9 persone. La divulgazione, conoscenza e scoperta del mestiere del libraio pu\u00f2 e deve avvalersi di strumenti moderni come i social. Io, per\u00f2, da subito ho deciso di attuare una comunicazione di tipo divulgativa pi\u00f9 che commerciale proprio perch\u00e9 volevo trasmettere l\u2019essenza del mestiere e non tanto convertire le visualizzazioni in acquisti di libri. Una comunicazione pi\u00f9 commerciale sarebbe stata meno efficace per il mio obiettivo e pi\u00f9 legata a risultati da dover raggiungere, da cui io invece sono completamente indipendente. Tutto ci\u00f2 mi ha permesso una certa libert\u00e0 di movimento. Oltre che divulgatore e libraio antiquario, lei \u00e8 in realt\u00e0 anche scrittore e mi interessava quello che \u00e8 stato il suo percorso editoriale, dato che ha pubblicato sia per Mondadori (Il biblionauta) sia per Sperling&amp;Kaupfer (Un destino gi\u00e0 scritto), e come \u00e8 avvenuto l\u2019incontro tra lei e l\u2019editoria. L\u2019incontro \u00e8 stato una casualit\u00e0, anche se certe cose non accadono mai per caso. Io ho sempre avuto il desiderio e il piacere della scrittura per\u00f2 non ho mai osato propormi come scrittore. Ovviamente la visibilit\u00e0 che ho acquisito tramite la divulgazione sui social ha attirato le case editrici che si sono proposte di accompagnarmi in una prima stampa di un primo libro. Inizialmente ero un po&#8217; timoroso poich\u00e9 non ne avevo mai scritto uno, avendo anche a che fare con Mondadori, e allora semplicemente l\u2019editor, che poi \u00e8 diventato ed \u00e8 tuttora un mio caro amico, mi disse di provare a scrivere il primo capitolo e che poi avremmo visto insieme di che pasta ero fatto. Il primo capitolo and\u00f2 molto bene e quindi semplicemente mi disse poi di continuare la scrittura e di inviargli man mano i capitoli. \u00c8 stato un incontro di cui sono molto grato. Ho provato una soddisfazione incredibile e soprattutto un forte piacere nella scrittura. Per quanto riguarda Un destino gi\u00e0 scritto, il mio editor mi disse che gli sarebbe piaciuto pubblicarmi su Sperling&amp;Kupfer e una volta sentito l\u2019argomento e la storia del nuovo libro si disse convinto che potessi funzionare anche l\u00ec. Cos\u00ec sono passato a Sperling&amp;Kupfer. Il mio editor \u00e8 stato per me come una voce proveniente dalla coscienza, che ti rallenta quando stai correndo e ti sprona quando sei pi\u00f9 fiacco. Il percorso diventa poi una crescita, un coaching incredibile.L\u2019obiettivo, ora, \u00e8 quello della fiction, mi piacerebbe scrivere un romanzo, cosa che infatti sto facendo. Si tratta di una storia che ho l\u2019esigenza di raccontare a me stesso e agli altri. Vedremo se il mio editor sar\u00e0 d\u2019accordo. A questo proposito, la scrittura di un romanzo \u00e8 per lei pi\u00f9 difficile o le viene naturale? \u00c8 pi\u00f9 facile. Il primo libro, Il Biblionauta, era molto tecnico e quindi \u00e8 stato da una parte facile perch\u00e9 era il mio argomento ma dall\u2019altra mi sentivo in dei binari molto stretti. Il secondo, Un destino gi\u00e0 scritto, \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 ibrido, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un filo narrativo romanzato, di fiction, che poi si apre su dieci casi di libri esistiti e con alle spalle studi bibliografici e storici seri. Questo secondo libro \u00e8 stato un passaggio intermedio per poi approdare al romanzo. Io mi sento pi\u00f9 a mio agio quando scrivo di fiction perch\u00e9 mi permette di abbandonare il mio personaggio. Se devo parlare di libri, \u00e8 ovvio che attingo dalla mia esperienza. Scrivere fiction invece mi permette di allontanarmi da me stesso, che \u00e8 qualcosa che mi affascina molto. Per concludere, le chiedo di raccontarci quale \u00e8 stato il volume pi\u00f9 particolare che le \u00e8 capitato tra le mani o quello che pi\u00f9 le \u00e8 rimasto impresso. Forse il pi\u00f9 eclatante \u00e8 stato questo libro al cui interno era stata ricavata una scansia di legno al cui interno si trovava un kit medico per la trapanazione dei crani. Tutto ci\u00f2 \u00e8 molto cruento da immaginare per\u00f2 questa era una tecnica molto adoperata: si apriva un piccolo foro nel cranio per fare uscire gli spiriti maligni. Trovare questi strumenti all\u2019interno di un libro \u00e8 stato emozionante. Queste sono pratiche lontanissime da noi ma che rappresentano un tipo di societ\u00e0 molto diversa dalla nostra e che aveva credenze particolari. 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Tra l\u2019altro ho letto che lei non viene da degli studi umanistici e letterari classici, ma che viene da giurisprudenza e quindi volevo sapere cosa ha portato da quella esperienza nel suo lavoro attuale? Io mi sono laureato con una tesi sulla circolazione dei beni culturali e quindi, da un punto di vista pratico, ho una competenza legata appunto ai beni culturali. Quello che davvero mi \u00e8 rimasto \u00e8 il metodo di studio universitario, in generale ma in particolare per quanto riguarda gli studi di giurisprudenza, che mi ha trasmesso una metodologia che io applico ancora oggi nella mia professione in generale. Tendo ad essere molto concentrato sui dettagli e l\u2019analisi approfondita di ogni aspetto mi \u00e8 derivata da l\u00ec. Inoltre, devo dire che mi \u00e8 stata molto utile la pratica perch\u00e9 lo studio legale che mi ha accolto mi ha insegnato un certo rigore nell\u2019approccio al lavoro che non mi ha mai abbandonato. \u00c8 poi passato, giustamente e poich\u00e9 lo richiede l\u2019attuale era digitale, ai social. \u00c8 stata una scelta venuta da lei o dettata invece dal momento storico in cui ci troviamo, con la conseguente urgenza di arrivare a pi\u00f9 persone possibili anche attraverso vie prima sconosciute? Quella \u00e8 stata la risposta ad una mia esigenza personale perch\u00e9 vedevo un mestiere che io amo profondamente un po&#8217; trascurato dalla modernit\u00e0 e quindi ho voluto semplicemente provare ad aggiornarlo e a renderlo visibile e accessibile a pi\u00f9 persone. La divulgazione, conoscenza e scoperta del mestiere del libraio pu\u00f2 e deve avvalersi di strumenti moderni come i social. Io, per\u00f2, da subito ho deciso di attuare una comunicazione di tipo divulgativa pi\u00f9 che commerciale proprio perch\u00e9 volevo trasmettere l\u2019essenza del mestiere e non tanto convertire le visualizzazioni in acquisti di libri. Una comunicazione pi\u00f9 commerciale sarebbe stata meno efficace per il mio obiettivo e pi\u00f9 legata a risultati da dover raggiungere, da cui io invece sono completamente indipendente. Tutto ci\u00f2 mi ha permesso una certa libert\u00e0 di movimento. Oltre che divulgatore e libraio antiquario, lei \u00e8 in realt\u00e0 anche scrittore e mi interessava quello che \u00e8 stato il suo percorso editoriale, dato che ha pubblicato sia per Mondadori (Il biblionauta) sia per Sperling&amp;Kaupfer (Un destino gi\u00e0 scritto), e come \u00e8 avvenuto l\u2019incontro tra lei e l\u2019editoria. L\u2019incontro \u00e8 stato una casualit\u00e0, anche se certe cose non accadono mai per caso. Io ho sempre avuto il desiderio e il piacere della scrittura per\u00f2 non ho mai osato propormi come scrittore. Ovviamente la visibilit\u00e0 che ho acquisito tramite la divulgazione sui social ha attirato le case editrici che si sono proposte di accompagnarmi in una prima stampa di un primo libro. Inizialmente ero un po&#8217; timoroso poich\u00e9 non ne avevo mai scritto uno, avendo anche a che fare con Mondadori, e allora semplicemente l\u2019editor, che poi \u00e8 diventato ed \u00e8 tuttora un mio caro amico, mi disse di provare a scrivere il primo capitolo e che poi avremmo visto insieme di che pasta ero fatto. Il primo capitolo and\u00f2 molto bene e quindi semplicemente mi disse poi di continuare la scrittura e di inviargli man mano i capitoli. \u00c8 stato un incontro di cui sono molto grato. Ho provato una soddisfazione incredibile e soprattutto un forte piacere nella scrittura. Per quanto riguarda Un destino gi\u00e0 scritto, il mio editor mi disse che gli sarebbe piaciuto pubblicarmi su Sperling&amp;Kupfer e una volta sentito l\u2019argomento e la storia del nuovo libro si disse convinto che potessi funzionare anche l\u00ec. Cos\u00ec sono passato a Sperling&amp;Kupfer. Il mio editor \u00e8 stato per me come una voce proveniente dalla coscienza, che ti rallenta quando stai correndo e ti sprona quando sei pi\u00f9 fiacco. Il percorso diventa poi una crescita, un coaching incredibile.L\u2019obiettivo, ora, \u00e8 quello della fiction, mi piacerebbe scrivere un romanzo, cosa che infatti sto facendo. Si tratta di una storia che ho l\u2019esigenza di raccontare a me stesso e agli altri. Vedremo se il mio editor sar\u00e0 d\u2019accordo. A questo proposito, la scrittura di un romanzo \u00e8 per lei pi\u00f9 difficile o le viene naturale? \u00c8 pi\u00f9 facile. Il primo libro, Il Biblionauta, era molto tecnico e quindi \u00e8 stato da una parte facile perch\u00e9 era il mio argomento ma dall\u2019altra mi sentivo in dei binari molto stretti. Il secondo, Un destino gi\u00e0 scritto, \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 ibrido, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un filo narrativo romanzato, di fiction, che poi si apre su dieci casi di libri esistiti e con alle spalle studi bibliografici e storici seri. Questo secondo libro \u00e8 stato un passaggio intermedio per poi approdare al romanzo. Io mi sento pi\u00f9 a mio agio quando scrivo di fiction perch\u00e9 mi permette di abbandonare il mio personaggio. Se devo parlare di libri, \u00e8 ovvio che attingo dalla mia esperienza. Scrivere fiction invece mi permette di allontanarmi da me stesso, che \u00e8 qualcosa che mi affascina molto. Per concludere, le chiedo di raccontarci quale \u00e8 stato il volume pi\u00f9 particolare che le \u00e8 capitato tra le mani o quello che pi\u00f9 le \u00e8 rimasto impresso. Forse il pi\u00f9 eclatante \u00e8 stato questo libro al cui interno era stata ricavata una scansia di legno al cui interno si trovava un kit medico per la trapanazione dei crani. Tutto ci\u00f2 \u00e8 molto cruento da immaginare per\u00f2 questa era una tecnica molto adoperata: si apriva un piccolo foro nel cranio per fare uscire gli spiriti maligni. Trovare questi strumenti all\u2019interno di un libro \u00e8 stato emozionante. Queste sono pratiche lontanissime da noi ma che rappresentano un tipo di societ\u00e0 molto diversa dalla nostra e che aveva credenze particolari. Tutto ci\u00f2 \u00e8 molto affascinante, poter toccare una sorta di capsula del tempo arrivata fino a noi. di Christabel Casera","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2026-03-04T13:37:00+00:00","article_modified_time":"2026-04-08T11:16:44+00:00","og_image":[{"width":1066,"height":1600,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-16.24.07.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"8 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Da libraio antiquario a scrittore: Luca Cena ci racconta","datePublished":"2026-03-04T13:37:00+00:00","dateModified":"2026-04-08T11:16:44+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/"},"wordCount":1405,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-16.24.07.jpeg","keywords":["editoria","intervista","libri"],"articleSection":["Interviste","News"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/","name":"Da libraio antiquario a scrittore: Luca Cena ci racconta - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-16.24.07.jpeg","datePublished":"2026-03-04T13:37:00+00:00","dateModified":"2026-04-08T11:16:44+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-16.24.07.jpeg","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/WhatsApp-Image-2026-03-03-at-16.24.07.jpeg","width":1066,"height":1600},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/da-libraio-antiquario-a-scrittore-luca-cena-ci-racconta\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Da libraio antiquario a scrittore: Luca Cena ci racconta"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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