{"id":9622,"date":"2026-05-02T13:26:13","date_gmt":"2026-05-02T11:26:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9622"},"modified":"2026-05-02T13:28:11","modified_gmt":"2026-05-02T11:28:11","slug":"leggere-per-evadere-creare-per-trovare-la-propria-voce-riccardo-pedicone-si-racconta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/leggere-per-evadere-creare-per-trovare-la-propria-voce-riccardo-pedicone-si-racconta\/","title":{"rendered":"Leggere per evadere, creare per trovare la propria voce: Riccardo Pedicone si racconta"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>\u201cDa un foglio di carta si possono creare delle grandi storie\u201d<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I libri non si leggono soltanto, ma si accumulano e si vivono come strumenti per capire e raccontare il mondo. Riccardo Pedicone \u00e8 autore e voce del podcast <em>Felici Pochi<\/em> e in questa intervista ci racconta il suo percorso dalla lettura, passando per la scrittura fino ad arrivare alla voce per il podcast. Soprattutto, ci fa riflettere su cosa significhi oggi fare divulgazione e cultura e sull\u2019importanza di crearla insieme, seguendo il proprio cuore e i propri sogni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mi piacerebbe aprire quest\u2019intervista chiedendoti, come capita spesso tra appassionati di lettura, come \u00e8 nata la tua passione per i libri e per la scrittura\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mio nonno aveva una cartoleria quindi io sono sempre stato a contatto con quell\u2019oggettistica di cancelleria che andava a \u201ccreare\u201d i libri, come penne, matite, fogli, macchine da scrivere\u2026 Credo sia questa la grande passione che ho e che mi ha portato a scoprire quel mistero per cui da un foglio di carta, e dal gesto banalissimo di scrivere qualcosa, si possono creare delle grandi storie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi i libri sono diventati per me una possibilit\u00e0 per evadere da una situazione che mi stava stretta, come la provincia. Quando saltavo la scuola alla mattina o al pomeriggio, avevo questi miei itinerari per andare in libreria o in biblioteca perch\u00e9 per me leggere era un grande atto emancipatorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi di l\u00ec a poco \u00e8 subentrata la scrittura e ha un po\u2019 equilibrato anche il mio rapporto con la lettura, che per me \u00e8 sempre stata \u201cfaticosa\u201d. Sono una persona molto curiosa e mi piace circondarmi di cose che mi stimolano, ma non ho mai preferito la lettura al cinema o alla musica. Poi la lettura \u00e8 semplicemente diventata quella forma espressiva che maggiormente mi dava un linguaggio per trovare le parole ed esprimermi, cio\u00e8 la mia vera esigenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, anche il mio rapporto attuale con i libri \u00e8 particolare: capita raramente che la storia di un libro mi prenda a tal punto da farmelo divorare e concludere in un\u2019unica seduta di lettura. Invece, io spesso so che cosa sto cercando nel libro e quindi mi circondo proprio di libri, come se avessi io la mia cartolibreria. Ho molto pi\u00f9 un animo da catalogatore e da collezionista che propriamente da lettore ma anche questa \u00e8 una forma di amore. Io amo alla follia i libri ma da una prospettiva diversa, da una persona che ne riconosce e ne rispetta l\u2019enorme importanza, prima di tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se dovessi scegliere, quali sono i titoli che indicheresti come quelli che ti hanno segnato maggiormente fino ad ora nel tuo percorso da lettore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo grande esempio di letteratura a cui mi sono affacciato, nonostante avessi gi\u00e0 letto dei libri in precedenza, \u00e8 stato <em>Tropico del cancro<\/em> di Henry Miller. Determinati libri mi furono vietati a scuola perch\u00e9 non \u201cadatti alla mia et\u00e0\u201d mentre altri erano i libri che mi davano scolasticamente da leggere ma non avevo ancora vissuto la \u201crottura\u201d della letteratura. Infatti, leggere <em>Tropico del cancro<\/em> a 14 anni per me \u00e8 stato molto importante, anche se \u00e8 stato un libro che sono sicuro di non aver compreso fino in fondo. Eppure mi ha smosso, perch\u00e9 per la prima volta mi sono detto: \u201cma allora un libro pu\u00f2 dirmi queste cose in questo modo, non \u00e8 solo qualcosa che giace morto sul tavolo a prendere polvere e che segue strutture classiche: c\u2019\u00e8 chi ha rotto queste strutture e ha esteso i limiti della narrazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi sono stati sicuramente di un\u2019enorme importanza titoli come <em>La casa dell\u2019incesto<\/em> di Ana\u00efs Nin e in generale i libri di Ren\u00e9 Daumal, che \u00e8 stato un grande esempio di studio per me, come <em>Il Monte Analogo<\/em>, <em>Il rovescio della testa<\/em> e <em>Le Grand Jeu<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">So che sar\u00e0 un libro molto importante nella mia vita <em>Dune<\/em> di Frank P. Herbert, anche se lo sto leggendo ora per la prima volta, ma conosco molto bene la storia perch\u00e9 sono sempre stato interessato alla fantascienza e man mano che leggo questo libro mi rendo conto che mi sta cambiando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Felici Pochi <\/em>\u00e8 il nome del tuo podcast nato nel 2025, in collaborazione con Simone Vero e&nbsp; Benedetta Barone. Come \u00e8 nato? C\u2019\u00e8 stato un momento in cui hai capito che una conversazione tra voi tre poteva diventare un podcast sui libri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 io ho sempre lavorato nei podcast ma dietro le quinte, svolgendo un lavoro\u201cautoriale\u201d. Invece, sia Benedetta che Simone le ho conosciute nelle attivit\u00e0 e nei gruppi di dialogo di <em>Noce<\/em>, che \u00e8 l\u2019associazione culturale di cui sono presidente. Sono due persone con cui ho un rapporto \u201coff camera\u201d che precede di gran lunga la nascita di <em>Felici Pochi<\/em> e quindi proveniamo da tanti discorsi assieme, non solo sui libri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando mi \u00e8 stato proposto di fare un podcast mio sulla letteratura, io ho chiesto di non farlo da solo ma di includere delle co-conduttrici e ho semplicemente pensato alle due persone che sono pi\u00f9 legate al mondo editoriale e dei libri all\u2019interno di <em>Noce<\/em>. Un lavoro online, sui social pu\u00f2 portare visibilit\u00e0 e delle occasioni lavorative anche rare, specialmente nel nostro ambito, e mi piaceva l\u2019idea di far \u201cpiombare\u201d Simone e Benedetta immediatamente all\u2019interno di un contesto culturale in cui loro si potevano muovere in autonomia, costruendosi dei contatti, conoscendo degli ospiti e lavorando alle loro personali carriere. Coinvolgerle in <em>Felici Pochi<\/em> era una possibilit\u00e0 per me di divertirmi di pi\u00f9, di essere a contatto con loro e di dare l\u2019idea che se si cresce, si cresce e si crea qualcosa assieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad oggi, portare una narrazione in cui non si \u00e8 da soli ma in gruppo \u00e8 una scelta vincente perch\u00e9 si dimostra che non \u00e8 vero che in ambito divulgativo ci sono delle persone pi\u00f9 intelligenti o delle eccezioni di una generazione, come si tende invece a pensare. La narrazione di gruppo dimostra che c\u2019\u00e8 un animo comune e condiviso tra dei gruppi di persone che sono in grado, in un\u2019era di individualismo e capitale, di fare comunit\u00e0 basandosi su un lavoro culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Essendo tu <\/strong><strong>\u201cla voce\u201d in un podcast di libri, tendi ad ascoltare a tua volta altri podcast in cui si parla del mondo editoriale o letterario?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Personalmente non sono un grandissimo ascoltatore di podcast perch\u00e9 ci ho sempre e solo lavorato, quindi li ho ascoltati tutta la vita e solitamente non li metto in cuffia. Ascolto invece tante conferenze tramite video di vari festival, ad esempio, anche perch\u00e9 non ci sono canali veri e propri che raggruppino le conferenze\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualche volta per\u00f2 ascolto il podcast di Daria Bignardi <em>Parlarne tra amici<\/em> oppure il podcast <em>Comodino<\/em> de \u201cIl Post\u201d di Ludovica Lugli e Giulia Pilotti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il podcast <em>Parlarne tra amici<\/em> lo vedo un po\u2019 come corrispettivo adulto di <em>Felici Pochi<\/em>\u2026 Sono in contatto con Daria Bignardi e abbiamo anche iniziato a lavorare assieme: credo sia importante oggi ritrovarsi a condividere degli spazi di lavoro anche se generazionalmente si \u00e8 distanti. Lei ha molta pi\u00f9 esperienza di me eppure siamo colleghi sullo stesso piano: magari noi di una nuova generazione riusciamo a intuire meglio quelle che possono essere delle cose efficaci, e dall\u2019altra parte Daria riesce a fare lo stesso con la consapevolezza data da una carriera che noi giovani non abbiamo ancora avuto. Cos\u00ec facendo si d\u00e0 anche a chi \u00e8 pi\u00f9 giovane la possibilit\u00e0 di sbagliare, di creare ma di entrare prima di tutto in contatto con delle persone che hanno pi\u00f9 esperienza e questo \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti che offrono i social e il mondo online.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"432\" height=\"432\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9623\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-1.jpeg 432w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-1-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-1-200x200.jpeg 200w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-1-75x75.jpeg 75w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-1-24x24.jpeg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-1-36x36.jpeg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-1-48x48.jpeg 48w\" sizes=\"(max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il libro nel vostro podcast \u00e8 il punto di partenza da cui poi voi sviluppate delle riflessioni pi\u00f9 ampie e di carattere universale. Come scegliete gli argomenti di cui parlare per una determinata puntata del podcast? Quanto lavoro di <\/strong><strong>\u201cricerca\u201d c\u2019\u00e8 dietro e quanto seguite il flusso della conversazione che si viene a creare tra di voi durante la puntata?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 facciamo un po\u2019 entrambe le cose, nel senso che per mantenere una certa spontaneit\u00e0 non seguiamo una scaletta punto per punto. Ognuno di noi poi ha una ha una sua vita al di fuori del podcast e quindi molto spesso proviamo a capire dove si incrociano le letture, anche molto diverse, che sto facendo io e quelle che fanno Simone e Benedetta. Abbiamo poi la fortuna di essere tre persone che hanno anche interessi paralleli che incrociano i libri e cerchiamo di trascenderli al meglio\u2026 Quindi si tratta di un lavoro di ricerca che proviamo a fare personalmente e poi quando siamo in puntata cerchiamo di aprirlo al gruppo. Allo stesso tempo, ognuno di noi sa quello che dir\u00e0 e, anche per farci un po\u2019 una sorpresa, non lo dice agli altri per poi andare di totale flusso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale lavoriamo con largo anticipo, registrando sempre un mese o un mese e mezzo prima che esca una determinata puntata ed ecco perch\u00e9 non siamo proprio allineati con le uscite dei libri\u2026 La nostra idea \u00e8, oltre alle puntate dialogiche tra di noi, di invitare degli ospiti che sono delle figure importanti nel mondo della cultura, degli addetti ai lavori ma soprattutto degli ospiti che magari non ci si aspetta. Proviamo sempre a dare pi\u00f9 valore al contenuto che alla notoriet\u00e0 dell\u2019ospite, a meno che quella notoriet\u00e0 dell\u2019ospite non serva per mostrare che anche una persona della musica, ad esempio, \u00e8 un grande lettore o lettrice, in modo da creare cos\u00ec maggiore interesse nel pubblico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"964\" height=\"341\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9624\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-2.jpeg 964w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-2-300x106.jpeg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-2-24x8.jpeg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-2-36x13.jpeg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-04-15-at-14.54.48-2-48x17.jpeg 48w\" sizes=\"(max-width: 964px) 100vw, 964px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A tal proposito, c\u2019\u00e8 <\/strong><strong>un autore\/autrice o un<\/strong><strong>\u2019artista che ti piacerebbe particolarmente invitare come ospite per una puntata del vostro podcast? Se si, di chi si tratta?<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi sono i primi nomi che vengono in mente\u2026 Mi piacerebbe veramente tanto fare una chiacchiera con Antonio Moresco o con Donatella Di Pietrantonio, per quanto non sia mai stato un suo grande lettore, ma \u00e8 una persona che vorrei davvero conoscere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli artisti, invece, c\u2019\u00e8 una mia cara amica che vorrei invitare, ovvero Francesca Calearo, Madame. Ci consociamo da tanti anni, ci sentiamo e siamo molto amici ma faccio fatica a convincerla ad essere nostra ospite perch\u00e9 \u00e8 molto \u201cisolata\u201d, ma quando parlo con lei escono sempre delle cose splendide quindi sarebbe veramente bello chiacchierare con lei al podcast!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Oggi i podcast sono uno strumento con cui molte persone entrano in contatto con i libri e ne scoprono di nuovi da leggere. Quale ti immagini sar\u00e0 il ruolo dei podcast di letteratura nel futuro? Potranno sostituire, secondo te, la critica letteraria tradizionale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un piano ipotetico, anche al di l\u00e0 dei libri, ogni interesse che possa riguardare la cultura e l\u2019arte avrebbe bisogno di un programma che faccia da mediatore nei confronti di queste materie. I canali che noi abbiamo oggi, come quelli televisivi, fanno pochissimi investimenti sui programmi di cultura e soprattutto non si riesce a stare al passo con i linguaggi e le modalit\u00e0 espressive di oggi che cambiano continuamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda la critica letteraria, non credo si tratti di una sostituzione\u2026 Io penso che la critica letteraria sia fondamentale e che per ogni epoca ci siano stati grandissimi autori e autrici e delle persone in grado di fare critica letteraria. Ci\u00f2 non significa solo affossare o innalzare un testo ma creare un apparato critico che giri attorno ad uno o pi\u00f9 testi, ed \u00e8 una cosa ancora oggi fondamentale. Per\u00f2, quando oggi esce un nuovo libro, io purtroppo credo che manchi proprio chi sia in grado di creare una narrazione sopra quel libro\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, un lavoro di critica letteraria consiste anche nel capire i simboli di un testo e adattarli alla quotidianit\u00e0, come da sempre facciamo con <em>1984<\/em> di George Orwell, ad esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad oggi, secondo me, siamo pi\u00f9 in crisi su chi \u00e8 in grado di fare critica letteraria piuttosto che sui buoni testi. Per me il critico \u00e8 anche colui che cerca i buoni testi e li mostra al mondo: Roberto Calasso e Bobi Bazlen sono stati dei grandi esempi in questo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto mi riguarda la critica letteraria non \u00e8 il semplice articolo o la recensione, ma \u00e8 fatta anche di tutti questi passaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il podcast non \u00e8 quindi un sostituto della critica letteraria, ma \u00e8 pi\u00f9 una forma divulgativa in cui la critica letteraria si pu\u00f2 manifestare attraverso dei discorsi sulla letteratura. Sicuramente il podcast oggi crea dell\u2019interesse nelle persone ed \u00e8 in grado di portare nuovi lettori, di tenere vivo un dialogo e un confronto sulla letteratura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per concludere, visto che tu sei uno scrittore giovane e molto presente in questo ambito, che consiglio daresti ad altri giovani che sognano di lavorare con i libri o nell\u2019 ambito dell\u2019editoria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un argomento un po\u2019 spinoso perch\u00e9 noi giovani abbiamo un\u2019idea dell\u2019editoria e vorremmo magari cambiarla, ma \u00e8 un ambiente che ha delle sue logiche interne che allo stesso tempo vanno rispettate. Penso che sicuramente serva un ricambio, anche generazionale, e il consiglio che forse mi sento di dare, ed \u00e8 anche quello che mi sono sempre prefissato, \u00e8:\u201cCrea tu, non aspettare che qualcun altro ti dia la possibilit\u00e0 di farlo. Crealo tu indipendentemente da dove questa cosa andr\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mettersi in gioco, anche solo banalmente scrivendo senza avere il pensiero editoriale del libro, \u00e8 importante per iniziare e poi magari per portare a termine qualcosa con il proprio linguaggio, entrando in connessione con la propria modalit\u00e0 di esprimersi, ovvero qualcosa che va oltre tutte le modalit\u00e0 prefissate che noi abbiamo oggi sui social o addirittura nella socialit\u00e0. Siamo in grado di intuire che ci sono delle cose che vanno innovate ma dobbiamo iniziare veramente a rompere questi schemi, credendoci davvero: ritorniamo a creare e costruire delle cose di gruppo assieme, anche se veramente semplici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, io ho pubblicato il mio secondo libro <em>E sembra quasi vero<\/em> perch\u00e9 facevo il barista in una casa editrice e non perch\u00e9 ero uno scrittore al suo interno. Poi, parlando ed entrando in fiducia con i proprietari, loro si sono resi conto che avevo delle ambizioni nella scrittura e mi hanno dato una possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 vero che le case editrici hanno degli appalti pi\u00f9 strutturati da seguire, per\u00f2 una volta all\u2019interno io credo che si possano sempre trovare degli spiragli. Alla fine \u00e8 un mondo fatto di persone ed \u00e8 importante metterci la dedizione e l\u2019attenzione, perch\u00e9 a volte la passione non basta. C\u2019\u00e8 sia chi ha a cuore la cosa e vuole fare un buon lavoro, sia chi ha a cuore la cosa ma vuole inventare un nuovo lavoro. In generale la cultura si alimenta quando ci sono idee nuove e bisogna iniziare a sognare in grande e a farlo in gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tempi cambiano in continuazione e io vedo uno sguardo verso quello che c\u2019\u00e8 gi\u00e0, ma credo che uno sguardo verso quello che potr\u00e0 esserci in futuro sia il vero segreto da ricordarsi costantemente. Dipende tutto da quanto sogni e da cosa sogni! <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">di Arianna Stener<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDa un foglio di carta si possono creare delle grandi storie\u201d I libri non si leggono soltanto, ma si accumulano e si vivono come strumenti per capire e raccontare il mondo. Riccardo Pedicone \u00e8 autore e voce del podcast Felici Pochi e in questa intervista ci racconta il suo percorso dalla lettura, passando per la scrittura fino ad arrivare alla voce per il podcast. Soprattutto, ci fa riflettere su cosa significhi oggi fare divulgazione e cultura e sull\u2019importanza di crearla insieme, seguendo il proprio cuore e i propri sogni. Mi piacerebbe aprire quest\u2019intervista chiedendoti, come capita spesso tra appassionati di lettura, come \u00e8 nata la tua passione per i libri e per la scrittura\u2026 Mio nonno aveva una cartoleria quindi io sono sempre stato a contatto con quell\u2019oggettistica di cancelleria che andava a \u201ccreare\u201d i libri, come penne, matite, fogli, macchine da scrivere\u2026 Credo sia questa la grande passione che ho e che mi ha portato a scoprire quel mistero per cui da un foglio di carta, e dal gesto banalissimo di scrivere qualcosa, si possono creare delle grandi storie. Poi i libri sono diventati per me una possibilit\u00e0 per evadere da una situazione che mi stava stretta, come la provincia. Quando saltavo la scuola alla mattina o al pomeriggio, avevo questi miei itinerari per andare in libreria o in biblioteca perch\u00e9 per me leggere era un grande atto emancipatorio. Poi di l\u00ec a poco \u00e8 subentrata la scrittura e ha un po\u2019 equilibrato anche il mio rapporto con la lettura, che per me \u00e8 sempre stata \u201cfaticosa\u201d. Sono una persona molto curiosa e mi piace circondarmi di cose che mi stimolano, ma non ho mai preferito la lettura al cinema o alla musica. Poi la lettura \u00e8 semplicemente diventata quella forma espressiva che maggiormente mi dava un linguaggio per trovare le parole ed esprimermi, cio\u00e8 la mia vera esigenza. Quindi, anche il mio rapporto attuale con i libri \u00e8 particolare: capita raramente che la storia di un libro mi prenda a tal punto da farmelo divorare e concludere in un\u2019unica seduta di lettura. Invece, io spesso so che cosa sto cercando nel libro e quindi mi circondo proprio di libri, come se avessi io la mia cartolibreria. Ho molto pi\u00f9 un animo da catalogatore e da collezionista che propriamente da lettore ma anche questa \u00e8 una forma di amore. Io amo alla follia i libri ma da una prospettiva diversa, da una persona che ne riconosce e ne rispetta l\u2019enorme importanza, prima di tutto.&nbsp; Se dovessi scegliere, quali sono i titoli che indicheresti come quelli che ti hanno segnato maggiormente fino ad ora nel tuo percorso da lettore? Il primo grande esempio di letteratura a cui mi sono affacciato, nonostante avessi gi\u00e0 letto dei libri in precedenza, \u00e8 stato Tropico del cancro di Henry Miller. Determinati libri mi furono vietati a scuola perch\u00e9 non \u201cadatti alla mia et\u00e0\u201d mentre altri erano i libri che mi davano scolasticamente da leggere ma non avevo ancora vissuto la \u201crottura\u201d della letteratura. Infatti, leggere Tropico del cancro a 14 anni per me \u00e8 stato molto importante, anche se \u00e8 stato un libro che sono sicuro di non aver compreso fino in fondo. Eppure mi ha smosso, perch\u00e9 per la prima volta mi sono detto: \u201cma allora un libro pu\u00f2 dirmi queste cose in questo modo, non \u00e8 solo qualcosa che giace morto sul tavolo a prendere polvere e che segue strutture classiche: c\u2019\u00e8 chi ha rotto queste strutture e ha esteso i limiti della narrazione\u201d. Poi sono stati sicuramente di un\u2019enorme importanza titoli come La casa dell\u2019incesto di Ana\u00efs Nin e in generale i libri di Ren\u00e9 Daumal, che \u00e8 stato un grande esempio di studio per me, come Il Monte Analogo, Il rovescio della testa e Le Grand Jeu. So che sar\u00e0 un libro molto importante nella mia vita Dune di Frank P. Herbert, anche se lo sto leggendo ora per la prima volta, ma conosco molto bene la storia perch\u00e9 sono sempre stato interessato alla fantascienza e man mano che leggo questo libro mi rendo conto che mi sta cambiando. Felici Pochi \u00e8 il nome del tuo podcast nato nel 2025, in collaborazione con Simone Vero e&nbsp; Benedetta Barone. Come \u00e8 nato? C\u2019\u00e8 stato un momento in cui hai capito che una conversazione tra voi tre poteva diventare un podcast sui libri? In realt\u00e0 io ho sempre lavorato nei podcast ma dietro le quinte, svolgendo un lavoro\u201cautoriale\u201d. Invece, sia Benedetta che Simone le ho conosciute nelle attivit\u00e0 e nei gruppi di dialogo di Noce, che \u00e8 l\u2019associazione culturale di cui sono presidente. Sono due persone con cui ho un rapporto \u201coff camera\u201d che precede di gran lunga la nascita di Felici Pochi e quindi proveniamo da tanti discorsi assieme, non solo sui libri. Quando mi \u00e8 stato proposto di fare un podcast mio sulla letteratura, io ho chiesto di non farlo da solo ma di includere delle co-conduttrici e ho semplicemente pensato alle due persone che sono pi\u00f9 legate al mondo editoriale e dei libri all\u2019interno di Noce. Un lavoro online, sui social pu\u00f2 portare visibilit\u00e0 e delle occasioni lavorative anche rare, specialmente nel nostro ambito, e mi piaceva l\u2019idea di far \u201cpiombare\u201d Simone e Benedetta immediatamente all\u2019interno di un contesto culturale in cui loro si potevano muovere in autonomia, costruendosi dei contatti, conoscendo degli ospiti e lavorando alle loro personali carriere. Coinvolgerle in Felici Pochi era una possibilit\u00e0 per me di divertirmi di pi\u00f9, di essere a contatto con loro e di dare l\u2019idea che se si cresce, si cresce e si crea qualcosa assieme. Ad oggi, portare una narrazione in cui non si \u00e8 da soli ma in gruppo \u00e8 una scelta vincente perch\u00e9 si dimostra che non \u00e8 vero che in ambito divulgativo ci sono delle persone pi\u00f9 intelligenti o delle eccezioni di una generazione, come si tende invece a pensare. La narrazione di gruppo dimostra che c\u2019\u00e8 un animo comune e condiviso tra dei gruppi di persone che sono in grado, in un\u2019era di individualismo e capitale, di fare comunit\u00e0 basandosi su un lavoro culturale. Essendo tu \u201cla voce\u201d in un podcast di libri, tendi ad ascoltare a tua volta altri podcast in cui si parla del mondo editoriale o letterario? Personalmente non sono un grandissimo ascoltatore di podcast perch\u00e9 ci ho sempre e solo lavorato, quindi li ho ascoltati tutta la vita e solitamente non li metto in cuffia. Ascolto invece tante conferenze tramite video di vari festival, ad esempio, anche perch\u00e9 non ci sono canali veri e propri che raggruppino le conferenze\u2026 Qualche volta per\u00f2 ascolto il podcast di Daria Bignardi Parlarne tra amici oppure il podcast Comodino de \u201cIl Post\u201d di Ludovica Lugli e Giulia Pilotti. Il podcast Parlarne tra amici lo vedo un po\u2019 come corrispettivo adulto di Felici Pochi\u2026 Sono in contatto con Daria Bignardi e abbiamo anche iniziato a lavorare assieme: credo sia importante oggi ritrovarsi a condividere degli spazi di lavoro anche se generazionalmente si \u00e8 distanti. Lei ha molta pi\u00f9 esperienza di me eppure siamo colleghi sullo stesso piano: magari noi di una nuova generazione riusciamo a intuire meglio quelle che possono essere delle cose efficaci, e dall\u2019altra parte Daria riesce a fare lo stesso con la consapevolezza data da una carriera che noi giovani non abbiamo ancora avuto. Cos\u00ec facendo si d\u00e0 anche a chi \u00e8 pi\u00f9 giovane la possibilit\u00e0 di sbagliare, di creare ma di entrare prima di tutto in contatto con delle persone che hanno pi\u00f9 esperienza e questo \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti che offrono i social e il mondo online. Il libro nel vostro podcast \u00e8 il punto di partenza da cui poi voi sviluppate delle riflessioni pi\u00f9 ampie e di carattere universale. Come scegliete gli argomenti di cui parlare per una determinata puntata del podcast? Quanto lavoro di \u201cricerca\u201d c\u2019\u00e8 dietro e quanto seguite il flusso della conversazione che si viene a creare tra di voi durante la puntata? In realt\u00e0 facciamo un po\u2019 entrambe le cose, nel senso che per mantenere una certa spontaneit\u00e0 non seguiamo una scaletta punto per punto. Ognuno di noi poi ha una ha una sua vita al di fuori del podcast e quindi molto spesso proviamo a capire dove si incrociano le letture, anche molto diverse, che sto facendo io e quelle che fanno Simone e Benedetta. Abbiamo poi la fortuna di essere tre persone che hanno anche interessi paralleli che incrociano i libri e cerchiamo di trascenderli al meglio\u2026 Quindi si tratta di un lavoro di ricerca che proviamo a fare personalmente e poi quando siamo in puntata cerchiamo di aprirlo al gruppo. Allo stesso tempo, ognuno di noi sa quello che dir\u00e0 e, anche per farci un po\u2019 una sorpresa, non lo dice agli altri per poi andare di totale flusso. In generale lavoriamo con largo anticipo, registrando sempre un mese o un mese e mezzo prima che esca una determinata puntata ed ecco perch\u00e9 non siamo proprio allineati con le uscite dei libri\u2026 La nostra idea \u00e8, oltre alle puntate dialogiche tra di noi, di invitare degli ospiti che sono delle figure importanti nel mondo della cultura, degli addetti ai lavori ma soprattutto degli ospiti che magari non ci si aspetta. Proviamo sempre a dare pi\u00f9 valore al contenuto che alla notoriet\u00e0 dell\u2019ospite, a meno che quella notoriet\u00e0 dell\u2019ospite non serva per mostrare che anche una persona della musica, ad esempio, \u00e8 un grande lettore o lettrice, in modo da creare cos\u00ec maggiore interesse nel pubblico. A tal proposito, c\u2019\u00e8 un autore\/autrice o un\u2019artista che ti piacerebbe particolarmente invitare come ospite per una puntata del vostro podcast? Se si, di chi si tratta?&nbsp; Questi sono i primi nomi che vengono in mente\u2026 Mi piacerebbe veramente tanto fare una chiacchiera con Antonio Moresco o con Donatella Di Pietrantonio, per quanto non sia mai stato un suo grande lettore, ma \u00e8 una persona che vorrei davvero conoscere. Tra gli artisti, invece, c\u2019\u00e8 una mia cara amica che vorrei invitare, ovvero Francesca Calearo, Madame. Ci consociamo da tanti anni, ci sentiamo e siamo molto amici ma faccio fatica a convincerla ad essere nostra ospite perch\u00e9 \u00e8 molto \u201cisolata\u201d, ma quando parlo con lei escono sempre delle cose splendide quindi sarebbe veramente bello chiacchierare con lei al podcast! Oggi i podcast sono uno strumento con cui molte persone entrano in contatto con i libri e ne scoprono di nuovi da leggere. Quale ti immagini sar\u00e0 il ruolo dei podcast di letteratura nel futuro? Potranno sostituire, secondo te, la critica letteraria tradizionale? Su un piano ipotetico, anche al di l\u00e0 dei libri, ogni interesse che possa riguardare la cultura e l\u2019arte avrebbe bisogno di un programma che faccia da mediatore nei confronti di queste materie. I canali che noi abbiamo oggi, come quelli televisivi, fanno pochissimi investimenti sui programmi di cultura e soprattutto non si riesce a stare al passo con i linguaggi e le modalit\u00e0 espressive di oggi che cambiano continuamente. Per quanto riguarda la critica letteraria, non credo si tratti di una sostituzione\u2026 Io penso che la critica letteraria sia fondamentale e che per ogni epoca ci siano stati grandissimi autori e autrici e delle persone in grado di fare critica letteraria. Ci\u00f2 non significa solo affossare o innalzare un testo ma creare un apparato critico che giri attorno ad uno o pi\u00f9 testi, ed \u00e8 una cosa ancora oggi fondamentale. 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Riccardo Pedicone \u00e8 autore e voce del podcast Felici Pochi e in questa intervista ci racconta il suo percorso dalla lettura, passando per la scrittura fino ad arrivare alla voce per il podcast. Soprattutto, ci fa riflettere su cosa significhi oggi fare divulgazione e cultura e sull\u2019importanza di crearla insieme, seguendo il proprio cuore e i propri sogni. Mi piacerebbe aprire quest\u2019intervista chiedendoti, come capita spesso tra appassionati di lettura, come \u00e8 nata la tua passione per i libri e per la scrittura\u2026 Mio nonno aveva una cartoleria quindi io sono sempre stato a contatto con quell\u2019oggettistica di cancelleria che andava a \u201ccreare\u201d i libri, come penne, matite, fogli, macchine da scrivere\u2026 Credo sia questa la grande passione che ho e che mi ha portato a scoprire quel mistero per cui da un foglio di carta, e dal gesto banalissimo di scrivere qualcosa, si possono creare delle grandi storie. Poi i libri sono diventati per me una possibilit\u00e0 per evadere da una situazione che mi stava stretta, come la provincia. Quando saltavo la scuola alla mattina o al pomeriggio, avevo questi miei itinerari per andare in libreria o in biblioteca perch\u00e9 per me leggere era un grande atto emancipatorio. Poi di l\u00ec a poco \u00e8 subentrata la scrittura e ha un po\u2019 equilibrato anche il mio rapporto con la lettura, che per me \u00e8 sempre stata \u201cfaticosa\u201d. Sono una persona molto curiosa e mi piace circondarmi di cose che mi stimolano, ma non ho mai preferito la lettura al cinema o alla musica. Poi la lettura \u00e8 semplicemente diventata quella forma espressiva che maggiormente mi dava un linguaggio per trovare le parole ed esprimermi, cio\u00e8 la mia vera esigenza. Quindi, anche il mio rapporto attuale con i libri \u00e8 particolare: capita raramente che la storia di un libro mi prenda a tal punto da farmelo divorare e concludere in un\u2019unica seduta di lettura. Invece, io spesso so che cosa sto cercando nel libro e quindi mi circondo proprio di libri, come se avessi io la mia cartolibreria. Ho molto pi\u00f9 un animo da catalogatore e da collezionista che propriamente da lettore ma anche questa \u00e8 una forma di amore. Io amo alla follia i libri ma da una prospettiva diversa, da una persona che ne riconosce e ne rispetta l\u2019enorme importanza, prima di tutto.&nbsp; Se dovessi scegliere, quali sono i titoli che indicheresti come quelli che ti hanno segnato maggiormente fino ad ora nel tuo percorso da lettore? Il primo grande esempio di letteratura a cui mi sono affacciato, nonostante avessi gi\u00e0 letto dei libri in precedenza, \u00e8 stato Tropico del cancro di Henry Miller. Determinati libri mi furono vietati a scuola perch\u00e9 non \u201cadatti alla mia et\u00e0\u201d mentre altri erano i libri che mi davano scolasticamente da leggere ma non avevo ancora vissuto la \u201crottura\u201d della letteratura. Infatti, leggere Tropico del cancro a 14 anni per me \u00e8 stato molto importante, anche se \u00e8 stato un libro che sono sicuro di non aver compreso fino in fondo. Eppure mi ha smosso, perch\u00e9 per la prima volta mi sono detto: \u201cma allora un libro pu\u00f2 dirmi queste cose in questo modo, non \u00e8 solo qualcosa che giace morto sul tavolo a prendere polvere e che segue strutture classiche: c\u2019\u00e8 chi ha rotto queste strutture e ha esteso i limiti della narrazione\u201d. Poi sono stati sicuramente di un\u2019enorme importanza titoli come La casa dell\u2019incesto di Ana\u00efs Nin e in generale i libri di Ren\u00e9 Daumal, che \u00e8 stato un grande esempio di studio per me, come Il Monte Analogo, Il rovescio della testa e Le Grand Jeu. So che sar\u00e0 un libro molto importante nella mia vita Dune di Frank P. Herbert, anche se lo sto leggendo ora per la prima volta, ma conosco molto bene la storia perch\u00e9 sono sempre stato interessato alla fantascienza e man mano che leggo questo libro mi rendo conto che mi sta cambiando. Felici Pochi \u00e8 il nome del tuo podcast nato nel 2025, in collaborazione con Simone Vero e&nbsp; Benedetta Barone. Come \u00e8 nato? C\u2019\u00e8 stato un momento in cui hai capito che una conversazione tra voi tre poteva diventare un podcast sui libri? In realt\u00e0 io ho sempre lavorato nei podcast ma dietro le quinte, svolgendo un lavoro\u201cautoriale\u201d. Invece, sia Benedetta che Simone le ho conosciute nelle attivit\u00e0 e nei gruppi di dialogo di Noce, che \u00e8 l\u2019associazione culturale di cui sono presidente. Sono due persone con cui ho un rapporto \u201coff camera\u201d che precede di gran lunga la nascita di Felici Pochi e quindi proveniamo da tanti discorsi assieme, non solo sui libri. Quando mi \u00e8 stato proposto di fare un podcast mio sulla letteratura, io ho chiesto di non farlo da solo ma di includere delle co-conduttrici e ho semplicemente pensato alle due persone che sono pi\u00f9 legate al mondo editoriale e dei libri all\u2019interno di Noce. Un lavoro online, sui social pu\u00f2 portare visibilit\u00e0 e delle occasioni lavorative anche rare, specialmente nel nostro ambito, e mi piaceva l\u2019idea di far \u201cpiombare\u201d Simone e Benedetta immediatamente all\u2019interno di un contesto culturale in cui loro si potevano muovere in autonomia, costruendosi dei contatti, conoscendo degli ospiti e lavorando alle loro personali carriere. Coinvolgerle in Felici Pochi era una possibilit\u00e0 per me di divertirmi di pi\u00f9, di essere a contatto con loro e di dare l\u2019idea che se si cresce, si cresce e si crea qualcosa assieme. Ad oggi, portare una narrazione in cui non si \u00e8 da soli ma in gruppo \u00e8 una scelta vincente perch\u00e9 si dimostra che non \u00e8 vero che in ambito divulgativo ci sono delle persone pi\u00f9 intelligenti o delle eccezioni di una generazione, come si tende invece a pensare. La narrazione di gruppo dimostra che c\u2019\u00e8 un animo comune e condiviso tra dei gruppi di persone che sono in grado, in un\u2019era di individualismo e capitale, di fare comunit\u00e0 basandosi su un lavoro culturale. Essendo tu \u201cla voce\u201d in un podcast di libri, tendi ad ascoltare a tua volta altri podcast in cui si parla del mondo editoriale o letterario? Personalmente non sono un grandissimo ascoltatore di podcast perch\u00e9 ci ho sempre e solo lavorato, quindi li ho ascoltati tutta la vita e solitamente non li metto in cuffia. Ascolto invece tante conferenze tramite video di vari festival, ad esempio, anche perch\u00e9 non ci sono canali veri e propri che raggruppino le conferenze\u2026 Qualche volta per\u00f2 ascolto il podcast di Daria Bignardi Parlarne tra amici oppure il podcast Comodino de \u201cIl Post\u201d di Ludovica Lugli e Giulia Pilotti. Il podcast Parlarne tra amici lo vedo un po\u2019 come corrispettivo adulto di Felici Pochi\u2026 Sono in contatto con Daria Bignardi e abbiamo anche iniziato a lavorare assieme: credo sia importante oggi ritrovarsi a condividere degli spazi di lavoro anche se generazionalmente si \u00e8 distanti. Lei ha molta pi\u00f9 esperienza di me eppure siamo colleghi sullo stesso piano: magari noi di una nuova generazione riusciamo a intuire meglio quelle che possono essere delle cose efficaci, e dall\u2019altra parte Daria riesce a fare lo stesso con la consapevolezza data da una carriera che noi giovani non abbiamo ancora avuto. Cos\u00ec facendo si d\u00e0 anche a chi \u00e8 pi\u00f9 giovane la possibilit\u00e0 di sbagliare, di creare ma di entrare prima di tutto in contatto con delle persone che hanno pi\u00f9 esperienza e questo \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti che offrono i social e il mondo online. Il libro nel vostro podcast \u00e8 il punto di partenza da cui poi voi sviluppate delle riflessioni pi\u00f9 ampie e di carattere universale. Come scegliete gli argomenti di cui parlare per una determinata puntata del podcast? Quanto lavoro di \u201cricerca\u201d c\u2019\u00e8 dietro e quanto seguite il flusso della conversazione che si viene a creare tra di voi durante la puntata? In realt\u00e0 facciamo un po\u2019 entrambe le cose, nel senso che per mantenere una certa spontaneit\u00e0 non seguiamo una scaletta punto per punto. Ognuno di noi poi ha una ha una sua vita al di fuori del podcast e quindi molto spesso proviamo a capire dove si incrociano le letture, anche molto diverse, che sto facendo io e quelle che fanno Simone e Benedetta. Abbiamo poi la fortuna di essere tre persone che hanno anche interessi paralleli che incrociano i libri e cerchiamo di trascenderli al meglio\u2026 Quindi si tratta di un lavoro di ricerca che proviamo a fare personalmente e poi quando siamo in puntata cerchiamo di aprirlo al gruppo. Allo stesso tempo, ognuno di noi sa quello che dir\u00e0 e, anche per farci un po\u2019 una sorpresa, non lo dice agli altri per poi andare di totale flusso. In generale lavoriamo con largo anticipo, registrando sempre un mese o un mese e mezzo prima che esca una determinata puntata ed ecco perch\u00e9 non siamo proprio allineati con le uscite dei libri\u2026 La nostra idea \u00e8, oltre alle puntate dialogiche tra di noi, di invitare degli ospiti che sono delle figure importanti nel mondo della cultura, degli addetti ai lavori ma soprattutto degli ospiti che magari non ci si aspetta. Proviamo sempre a dare pi\u00f9 valore al contenuto che alla notoriet\u00e0 dell\u2019ospite, a meno che quella notoriet\u00e0 dell\u2019ospite non serva per mostrare che anche una persona della musica, ad esempio, \u00e8 un grande lettore o lettrice, in modo da creare cos\u00ec maggiore interesse nel pubblico. A tal proposito, c\u2019\u00e8 un autore\/autrice o un\u2019artista che ti piacerebbe particolarmente invitare come ospite per una puntata del vostro podcast? Se si, di chi si tratta?&nbsp; Questi sono i primi nomi che vengono in mente\u2026 Mi piacerebbe veramente tanto fare una chiacchiera con Antonio Moresco o con Donatella Di Pietrantonio, per quanto non sia mai stato un suo grande lettore, ma \u00e8 una persona che vorrei davvero conoscere. Tra gli artisti, invece, c\u2019\u00e8 una mia cara amica che vorrei invitare, ovvero Francesca Calearo, Madame. Ci consociamo da tanti anni, ci sentiamo e siamo molto amici ma faccio fatica a convincerla ad essere nostra ospite perch\u00e9 \u00e8 molto \u201cisolata\u201d, ma quando parlo con lei escono sempre delle cose splendide quindi sarebbe veramente bello chiacchierare con lei al podcast! Oggi i podcast sono uno strumento con cui molte persone entrano in contatto con i libri e ne scoprono di nuovi da leggere. Quale ti immagini sar\u00e0 il ruolo dei podcast di letteratura nel futuro? Potranno sostituire, secondo te, la critica letteraria tradizionale? Su un piano ipotetico, anche al di l\u00e0 dei libri, ogni interesse che possa riguardare la cultura e l\u2019arte avrebbe bisogno di un programma che faccia da mediatore nei confronti di queste materie. I canali che noi abbiamo oggi, come quelli televisivi, fanno pochissimi investimenti sui programmi di cultura e soprattutto non si riesce a stare al passo con i linguaggi e le modalit\u00e0 espressive di oggi che cambiano continuamente. 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Riccardo Pedicone \u00e8 autore e voce del podcast Felici Pochi e in questa intervista ci racconta il suo percorso dalla lettura, passando per la scrittura fino ad arrivare alla voce per il podcast. Soprattutto, ci fa riflettere su cosa significhi oggi fare divulgazione e cultura e sull\u2019importanza di crearla insieme, seguendo il proprio cuore e i propri sogni. Mi piacerebbe aprire quest\u2019intervista chiedendoti, come capita spesso tra appassionati di lettura, come \u00e8 nata la tua passione per i libri e per la scrittura\u2026 Mio nonno aveva una cartoleria quindi io sono sempre stato a contatto con quell\u2019oggettistica di cancelleria che andava a \u201ccreare\u201d i libri, come penne, matite, fogli, macchine da scrivere\u2026 Credo sia questa la grande passione che ho e che mi ha portato a scoprire quel mistero per cui da un foglio di carta, e dal gesto banalissimo di scrivere qualcosa, si possono creare delle grandi storie. Poi i libri sono diventati per me una possibilit\u00e0 per evadere da una situazione che mi stava stretta, come la provincia. Quando saltavo la scuola alla mattina o al pomeriggio, avevo questi miei itinerari per andare in libreria o in biblioteca perch\u00e9 per me leggere era un grande atto emancipatorio. Poi di l\u00ec a poco \u00e8 subentrata la scrittura e ha un po\u2019 equilibrato anche il mio rapporto con la lettura, che per me \u00e8 sempre stata \u201cfaticosa\u201d. Sono una persona molto curiosa e mi piace circondarmi di cose che mi stimolano, ma non ho mai preferito la lettura al cinema o alla musica. Poi la lettura \u00e8 semplicemente diventata quella forma espressiva che maggiormente mi dava un linguaggio per trovare le parole ed esprimermi, cio\u00e8 la mia vera esigenza. Quindi, anche il mio rapporto attuale con i libri \u00e8 particolare: capita raramente che la storia di un libro mi prenda a tal punto da farmelo divorare e concludere in un\u2019unica seduta di lettura. Invece, io spesso so che cosa sto cercando nel libro e quindi mi circondo proprio di libri, come se avessi io la mia cartolibreria. Ho molto pi\u00f9 un animo da catalogatore e da collezionista che propriamente da lettore ma anche questa \u00e8 una forma di amore. Io amo alla follia i libri ma da una prospettiva diversa, da una persona che ne riconosce e ne rispetta l\u2019enorme importanza, prima di tutto.&nbsp; Se dovessi scegliere, quali sono i titoli che indicheresti come quelli che ti hanno segnato maggiormente fino ad ora nel tuo percorso da lettore? Il primo grande esempio di letteratura a cui mi sono affacciato, nonostante avessi gi\u00e0 letto dei libri in precedenza, \u00e8 stato Tropico del cancro di Henry Miller. Determinati libri mi furono vietati a scuola perch\u00e9 non \u201cadatti alla mia et\u00e0\u201d mentre altri erano i libri che mi davano scolasticamente da leggere ma non avevo ancora vissuto la \u201crottura\u201d della letteratura. Infatti, leggere Tropico del cancro a 14 anni per me \u00e8 stato molto importante, anche se \u00e8 stato un libro che sono sicuro di non aver compreso fino in fondo. Eppure mi ha smosso, perch\u00e9 per la prima volta mi sono detto: \u201cma allora un libro pu\u00f2 dirmi queste cose in questo modo, non \u00e8 solo qualcosa che giace morto sul tavolo a prendere polvere e che segue strutture classiche: c\u2019\u00e8 chi ha rotto queste strutture e ha esteso i limiti della narrazione\u201d. Poi sono stati sicuramente di un\u2019enorme importanza titoli come La casa dell\u2019incesto di Ana\u00efs Nin e in generale i libri di Ren\u00e9 Daumal, che \u00e8 stato un grande esempio di studio per me, come Il Monte Analogo, Il rovescio della testa e Le Grand Jeu. So che sar\u00e0 un libro molto importante nella mia vita Dune di Frank P. Herbert, anche se lo sto leggendo ora per la prima volta, ma conosco molto bene la storia perch\u00e9 sono sempre stato interessato alla fantascienza e man mano che leggo questo libro mi rendo conto che mi sta cambiando. Felici Pochi \u00e8 il nome del tuo podcast nato nel 2025, in collaborazione con Simone Vero e&nbsp; Benedetta Barone. Come \u00e8 nato? C\u2019\u00e8 stato un momento in cui hai capito che una conversazione tra voi tre poteva diventare un podcast sui libri? In realt\u00e0 io ho sempre lavorato nei podcast ma dietro le quinte, svolgendo un lavoro\u201cautoriale\u201d. Invece, sia Benedetta che Simone le ho conosciute nelle attivit\u00e0 e nei gruppi di dialogo di Noce, che \u00e8 l\u2019associazione culturale di cui sono presidente. Sono due persone con cui ho un rapporto \u201coff camera\u201d che precede di gran lunga la nascita di Felici Pochi e quindi proveniamo da tanti discorsi assieme, non solo sui libri. Quando mi \u00e8 stato proposto di fare un podcast mio sulla letteratura, io ho chiesto di non farlo da solo ma di includere delle co-conduttrici e ho semplicemente pensato alle due persone che sono pi\u00f9 legate al mondo editoriale e dei libri all\u2019interno di Noce. Un lavoro online, sui social pu\u00f2 portare visibilit\u00e0 e delle occasioni lavorative anche rare, specialmente nel nostro ambito, e mi piaceva l\u2019idea di far \u201cpiombare\u201d Simone e Benedetta immediatamente all\u2019interno di un contesto culturale in cui loro si potevano muovere in autonomia, costruendosi dei contatti, conoscendo degli ospiti e lavorando alle loro personali carriere. Coinvolgerle in Felici Pochi era una possibilit\u00e0 per me di divertirmi di pi\u00f9, di essere a contatto con loro e di dare l\u2019idea che se si cresce, si cresce e si crea qualcosa assieme. Ad oggi, portare una narrazione in cui non si \u00e8 da soli ma in gruppo \u00e8 una scelta vincente perch\u00e9 si dimostra che non \u00e8 vero che in ambito divulgativo ci sono delle persone pi\u00f9 intelligenti o delle eccezioni di una generazione, come si tende invece a pensare. La narrazione di gruppo dimostra che c\u2019\u00e8 un animo comune e condiviso tra dei gruppi di persone che sono in grado, in un\u2019era di individualismo e capitale, di fare comunit\u00e0 basandosi su un lavoro culturale. Essendo tu \u201cla voce\u201d in un podcast di libri, tendi ad ascoltare a tua volta altri podcast in cui si parla del mondo editoriale o letterario? Personalmente non sono un grandissimo ascoltatore di podcast perch\u00e9 ci ho sempre e solo lavorato, quindi li ho ascoltati tutta la vita e solitamente non li metto in cuffia. Ascolto invece tante conferenze tramite video di vari festival, ad esempio, anche perch\u00e9 non ci sono canali veri e propri che raggruppino le conferenze\u2026 Qualche volta per\u00f2 ascolto il podcast di Daria Bignardi Parlarne tra amici oppure il podcast Comodino de \u201cIl Post\u201d di Ludovica Lugli e Giulia Pilotti. Il podcast Parlarne tra amici lo vedo un po\u2019 come corrispettivo adulto di Felici Pochi\u2026 Sono in contatto con Daria Bignardi e abbiamo anche iniziato a lavorare assieme: credo sia importante oggi ritrovarsi a condividere degli spazi di lavoro anche se generazionalmente si \u00e8 distanti. Lei ha molta pi\u00f9 esperienza di me eppure siamo colleghi sullo stesso piano: magari noi di una nuova generazione riusciamo a intuire meglio quelle che possono essere delle cose efficaci, e dall\u2019altra parte Daria riesce a fare lo stesso con la consapevolezza data da una carriera che noi giovani non abbiamo ancora avuto. Cos\u00ec facendo si d\u00e0 anche a chi \u00e8 pi\u00f9 giovane la possibilit\u00e0 di sbagliare, di creare ma di entrare prima di tutto in contatto con delle persone che hanno pi\u00f9 esperienza e questo \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti che offrono i social e il mondo online. Il libro nel vostro podcast \u00e8 il punto di partenza da cui poi voi sviluppate delle riflessioni pi\u00f9 ampie e di carattere universale. Come scegliete gli argomenti di cui parlare per una determinata puntata del podcast? Quanto lavoro di \u201cricerca\u201d c\u2019\u00e8 dietro e quanto seguite il flusso della conversazione che si viene a creare tra di voi durante la puntata? In realt\u00e0 facciamo un po\u2019 entrambe le cose, nel senso che per mantenere una certa spontaneit\u00e0 non seguiamo una scaletta punto per punto. Ognuno di noi poi ha una ha una sua vita al di fuori del podcast e quindi molto spesso proviamo a capire dove si incrociano le letture, anche molto diverse, che sto facendo io e quelle che fanno Simone e Benedetta. Abbiamo poi la fortuna di essere tre persone che hanno anche interessi paralleli che incrociano i libri e cerchiamo di trascenderli al meglio\u2026 Quindi si tratta di un lavoro di ricerca che proviamo a fare personalmente e poi quando siamo in puntata cerchiamo di aprirlo al gruppo. Allo stesso tempo, ognuno di noi sa quello che dir\u00e0 e, anche per farci un po\u2019 una sorpresa, non lo dice agli altri per poi andare di totale flusso. In generale lavoriamo con largo anticipo, registrando sempre un mese o un mese e mezzo prima che esca una determinata puntata ed ecco perch\u00e9 non siamo proprio allineati con le uscite dei libri\u2026 La nostra idea \u00e8, oltre alle puntate dialogiche tra di noi, di invitare degli ospiti che sono delle figure importanti nel mondo della cultura, degli addetti ai lavori ma soprattutto degli ospiti che magari non ci si aspetta. Proviamo sempre a dare pi\u00f9 valore al contenuto che alla notoriet\u00e0 dell\u2019ospite, a meno che quella notoriet\u00e0 dell\u2019ospite non serva per mostrare che anche una persona della musica, ad esempio, \u00e8 un grande lettore o lettrice, in modo da creare cos\u00ec maggiore interesse nel pubblico. A tal proposito, c\u2019\u00e8 un autore\/autrice o un\u2019artista che ti piacerebbe particolarmente invitare come ospite per una puntata del vostro podcast? Se si, di chi si tratta?&nbsp; Questi sono i primi nomi che vengono in mente\u2026 Mi piacerebbe veramente tanto fare una chiacchiera con Antonio Moresco o con Donatella Di Pietrantonio, per quanto non sia mai stato un suo grande lettore, ma \u00e8 una persona che vorrei davvero conoscere. Tra gli artisti, invece, c\u2019\u00e8 una mia cara amica che vorrei invitare, ovvero Francesca Calearo, Madame. Ci consociamo da tanti anni, ci sentiamo e siamo molto amici ma faccio fatica a convincerla ad essere nostra ospite perch\u00e9 \u00e8 molto \u201cisolata\u201d, ma quando parlo con lei escono sempre delle cose splendide quindi sarebbe veramente bello chiacchierare con lei al podcast! Oggi i podcast sono uno strumento con cui molte persone entrano in contatto con i libri e ne scoprono di nuovi da leggere. Quale ti immagini sar\u00e0 il ruolo dei podcast di letteratura nel futuro? Potranno sostituire, secondo te, la critica letteraria tradizionale? Su un piano ipotetico, anche al di l\u00e0 dei libri, ogni interesse che possa riguardare la cultura e l\u2019arte avrebbe bisogno di un programma che faccia da mediatore nei confronti di queste materie. I canali che noi abbiamo oggi, come quelli televisivi, fanno pochissimi investimenti sui programmi di cultura e soprattutto non si riesce a stare al passo con i linguaggi e le modalit\u00e0 espressive di oggi che cambiano continuamente. Per quanto riguarda la critica letteraria, non credo si tratti di una sostituzione\u2026 Io penso che la critica letteraria sia fondamentale e che per ogni epoca ci siano stati grandissimi autori e autrici e delle persone in grado di fare critica letteraria. Ci\u00f2 non significa solo affossare o innalzare un testo ma creare un apparato critico che giri attorno ad uno o pi\u00f9 testi, ed \u00e8 una cosa ancora oggi fondamentale. Per\u00f2, quando oggi esce un nuovo libro, io purtroppo credo che manchi proprio chi sia in grado di creare una narrazione sopra quel libro\u2026 Tuttavia, un lavoro di critica letteraria consiste anche nel capire i simboli di un testo e adattarli alla quotidianit\u00e0, come da sempre facciamo con 1984 di George Orwell, ad esempio. Ad oggi, secondo me, siamo pi\u00f9 in crisi su chi \u00e8 in grado di fare critica letteraria piuttosto che sui buoni testi. 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