{"id":9681,"date":"2026-06-04T09:57:28","date_gmt":"2026-06-04T07:57:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9681"},"modified":"2026-06-05T10:07:12","modified_gmt":"2026-06-05T08:07:12","slug":"vlad-il-figlio-del-drago-intervista-a-luca-arnau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/vlad-il-figlio-del-drago-intervista-a-luca-arnau\/","title":{"rendered":"Vlad. Il Figlio del Drago. Intervista a Luca Arna\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Sazier\u00f2 la mia ardente curiosit\u00e0 contemplando<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">una parte del mondo mai prima visitata. (Dracula di Bram Stokes)<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dimenticate il mantello nero e le zanne della finzione: oggi scaviamo nelle radici del mito. Benvenuti alla scoperta di <em>Vlad, il figlio del drago<\/em> (Mursia, 2025), romanzo storico che restituisce un volto umano a Vlad III principe di Valacchia, l\u2019Impalatore, condottiero che ha ispirato la leggenda del vampiro pi\u00f9 amato dalla letteratura e dalla cinematografia: Dracula.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A guidarci tra le pieghe del tempo \u00e8 Luca Arna\u00f9, giornalista, sceneggiatore e scrittore di lungo corso. Tra le sue opere si annoverano i thriller storici <em>Le Dieci Chiavi di Leonardo<\/em> (Newton Compton, 2022), <em>L\u2019Enigma di Leonardo<\/em> (Newton Compton, 2022), <em>Yeshua \u2013 Il prescelto<\/em> (Altre Voci, 2023) e <em>Gli Arcani di Leonardo<\/em> (Altre Voci, 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questo primo capitolo della sua una nuova trilogia, Arna\u00f9 sfida i secoli per raccontarci la metamorfosi di un ragazzo costretto a farsi guerriero prima che la storia lo condannasse all\u2019eterno ruolo di mostro.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_luca-arnau_500x.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9683\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_luca-arnau_500x.jpeg 500w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_luca-arnau_500x-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_luca-arnau_500x-200x200.jpeg 200w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_luca-arnau_500x-75x75.jpeg 75w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_luca-arnau_500x-24x24.jpeg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_luca-arnau_500x-36x36.jpeg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/foto_luca-arnau_500x-48x48.jpeg 48w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Foto di Luca Arnau<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Apriamo le danze con una domanda sulla genesi del libro. Da dove nasce la necessit\u00e0 di \u201cribaltare\u201d o raccontare l\u2019uomo dietro il vampiro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nasce da una domanda molto semplice: e se Dracula non fosse mai stato davvero un mostro? O meglio, e se prima del mostro ci fosse stato un ragazzo, un figlio, un principe cresciuto in un mondo dove sopravvivere significava imparare a diventare spietati? La cultura pop ci ha consegnato un Dracula romantico, immortale, elegante, spesso persino seducente. Un mostro raffinato che succhia sangue nella Londra vittoriana. Ma dietro quella maschera esiste un uomo reale. Vlad III di Valacchia \u00e8 stato un sovrano vissuto in uno dei periodi pi\u00f9 violenti della storia europea, stretto tra l\u2019Impero Ottomano, le lotte dinastiche e i tradimenti dei boiari. Un uomo cresciuto da ostaggio alla corte del sultano e costretto a vedere il potere come una questione di sangue e paura. A me interessava raccontare proprio quel passaggio: il momento in cui un ragazzo smette di essere innocente e comprende che il mondo non gli permetter\u00e0 pi\u00f9 di esserlo. Il vampiro appartiene alla leggenda. L\u2019essere umano, invece, appartiene alla tragedia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto \u00e8 durata la fase di studio e quali sono i \u201ctesti sacri\u201d che le hanno permesso di ricostruire la Valacchia del XV secolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fase di studio, in realt\u00e0, non si \u00e8 mai conclusa davvero. \u00c8 durata anni, cominciata con il mio primo libro storico<em> Le dieci chiavi di Leonardo<\/em>. Ha proseguito il suo percorso con gli altri romanzi di Leonardo, con l&#8217;<em>Enigma<\/em> e con <em>Gli Arcani di Leonardo<\/em>, con <em>Yeshua<\/em> e con gli altri romanzi che sono ancora in attesa di essere pubblicati. E continua ancora oggi. Quando scrivi un romanzo storico non puoi limitarti a consultare qualche saggio: devi entrare nella mentalit\u00e0 dell\u2019epoca. Devi capire come mangiavano, come pregavano, come combattevano, quali paure avevano quando il sole tramontava oltre i Carpazi. In questo caso ho lavorato su cronache valacche, testi bizantini, documenti ottomani, saggi storici dedicati all\u2019Europa orientale del Quattrocento e naturalmente su tutto ci\u00f2 che riguarda Vlad III. Uno dei punti fondamentali \u00e8 stato separare il personaggio storico dalla propaganda. Molte delle storie pi\u00f9 feroci sull\u2019Impalatore nascono infatti da pamphlet tedeschi dell\u2019epoca, che avevano anche finalit\u00e0 politiche ed economiche. Gran parte della fama nera di Vlad nasce da un antico manoscritto attribuito al monaco russo Efrosin, probabilmente scritto attorno al 1468, quando Vlad era ancora vivo. In quelle pagine, sospese tra cronaca, leggenda e propaganda politica, il principe di Valacchia appare gi\u00e0 come una figura demoniaca, capace di ogni malefatta. Da qui nascono le leggende sulla sua sete di sangue, sulla foresta degli impalati, sulla sua crudelt\u00e0. Tuttavia, molti storici moderni ritengono che quei racconti siano stati almeno in parte alimentati da una precisa campagna di delegittimazione politica voluta da Mattia Corvino, interessato a screditare Vlad agli occhi dell\u2019Imperatore, del Papa e delle corti europee dopo il suo arresto. \u00c8 anche attraverso testi come questi che, nei secoli successivi, prender\u00e0 forma il mito oscuro destinato a trasformarsi nella leggenda di Dracula. Tra gli autori che mi hanno aiutato maggiormente ci sono Matei Cazacu, Radu Florescu e Raymond McNally, ma anche studiosi meno conosciuti che si occupano della cultura balcanica medievale. Poi per\u00f2 arriva il momento in cui i libri non bastano pi\u00f9. E l\u00ec entrano in gioco l\u2019atmosfera, la sensibilit\u00e0 narrativa e l\u2019immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Della vera storia di Vlad III, quali sono le zone d\u2019ombra che ha potuto colmare con l\u2019invenzione narrativa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paradossalmente, le zone d\u2019ombra sono enormi. Sappiamo moltissimo del \u201cmito\u201d di Vlad e relativamente poco dell\u2019uomo. Ci sono interi periodi della sua vita quasi privi di fonti attendibili. Per uno scrittore \u00e8 una libert\u00e0 enorme, ma anche una responsabilit\u00e0. Io ho cercato di usare la fiction non per tradire la storia, ma per darle carne, respiro, emozioni. Mi interessava immaginare cosa potesse provare un ragazzo strappato alla propria terra e mandato come ostaggio alla corte ottomana. Oppure cosa significhi crescere sapendo che tuo padre ti ha venduto al nemico e che puoi&nbsp; essere assassinato da un momento all\u2019altro. Che vivi in un&#8217;epoca in cui il potere si conquista e si perde con la stessa velocit\u00e0 con cui si sguaina una spada. Le emozioni, i dialoghi, i rapporti umani sono inevitabilmente romanzati. Ma gli eventi storici principali, il contesto politico e la brutalit\u00e0 del tempo restano il pi\u00f9 possibile aderenti alla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali sono le sfide pi\u00f9 grandi nel narrare un personaggio cos\u00ec estremo senza cadere nel caricaturale o nell\u2019eccessivamente celebrativo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La difficolt\u00e0 principale \u00e8 ricordarsi sempre che Vlad non era un supereroe e nemmeno un demone. Era un uomo del XV secolo. Oggi tendiamo a giudicare il passato con parametri contemporanei, ma il Quattrocento nei Balcani era un luogo feroce. Gli ottomani avanzavano, i principati cristiani si tradivano continuamente, le esecuzioni pubbliche erano strumenti politici. Vlad non era pi\u00f9 crudele del suo tempo. Semmai era pi\u00f9 intelligente nell\u2019utilizzare il terrore come linguaggio del potere. Io non volevo assolverlo, ma neppure trasformarlo in una caricatura splatter. La vera sfida \u00e8 stata mostrare il prezzo umano della violenza. Ogni scelta di Vlad ha conseguenze. Ogni vittoria lascia ferite. E soprattutto, pi\u00f9 cerca di salvare il proprio mondo, pi\u00f9 rischia di perdere s\u00e9 stesso. \u00c8 l\u00ec che nasce il personaggio tragico che \u00e8 alla base della trilogia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La lingua \u00e8 un elemento cardine del romanzo storico. Come ha lavorato sullo stile del vocabolario per far immergere i lettori nel XV secolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato un equilibrio delicatissimo. Se utilizzi una lingua troppo moderna rompi l\u2019illusione storica. Se invece diventi eccessivamente arcaico, il lettore si sente respinto dal testo. Ho cercato quindi una lingua evocativa, ma leggibile. Volevo che il lettore sentisse l\u2019odore del legno bruciato, del cuoio bagnato dalla pioggia, del sangue sui campi di battaglia, senza per\u00f2 trasformare il romanzo in un esercizio accademico. Per questo ho lavorato molto sul ritmo, sulle immagini sensoriali e sulla musicalit\u00e0 della frase. Anche i dialoghi sono stati costruiti cercando una verosimiglianza storica senza cadere nella ricostruzione artificiale. I personaggi parlano come uomini medievali, ma devono anche riuscire a emozionare un lettore contemporaneo, quindi si esprimono con un linguaggio moderno. Con una grande attenzione a termini anacronistici, a immagini letterarie non appropriate, a modi di dire che fossero comuni anche allora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 l\u2019aspetto della personalit\u00e0 di Vlad III che ritiene maggiormente frainteso dalla cultura di massa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che venga spesso ridotto a un sadico sanguinario. Vlad l&#8217;Impalatore, uno che va in giro a infilzare gente sui pali cos\u00ec, tanto per passare il tempo. Quasi privo di motivazioni politiche, storiche, anche personali. Vlad era certamente un uomo durissimo. Alcuni episodi attribuiti a lui sono probabilmente veri, altri sono stati ingigantiti dalla propaganda. Molti sono inventati di sana pianta. Ma dietro la sua ferocia c\u2019era una logica precisa: costruire uno Stato forte in un territorio divorato da tradimenti, invasioni e guerre continue. Proteggere la sua terra, il suo regno, il suo popolo contro un nemico mille volte pi\u00f9 forte. E altrettanto crudele. La cultura pop ha preferito il mostro. La storia, invece, racconta qualcosa di pi\u00f9 inquietante: un uomo convinto che il terrore fosse l\u2019unico modo per garantire ordine e sopravvivenza al proprio popolo. Ed \u00e8 proprio questo che lo rende ancora attuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel secondo volume della trilogia come evolver\u00e0 la personalit\u00e0 di Vlad III, rispetto al giovane presentato in questo primo romanzo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel primo libro vediamo soprattutto la nascita del guerriero. Nel secondo assisteremo invece alla sua trasformazione definitiva in un uomo. Che sar\u00e0 costretto a risalire dopo essere arrivato sul fondo. Vlad perder\u00e0 molte delle illusioni che ancora conserva da giovane. Scoprir\u00e0 che il suo peggior nemico \u00e8 Radu, il fratello che ha amato e difeso. Avr\u00e0 nuovi nemici e qualche fedele amico torner\u00e0 a fargli visita. Dovr\u00e0 ricostruire la Compagnia del Drago, perch\u00e9 molti dei suoi cavalieri sono morti. Diventer\u00e0 pi\u00f9 duro, pi\u00f9 freddo, pi\u00f9 strategico. Ma allo stesso tempo emerger\u00e0 anche il lato pi\u00f9 tragico e umano del personaggio. Perch\u00e9 il potere, in fondo, gli coster\u00e0 tutto. La vendetta, il tradimento, la perdita e il peso della responsabilit\u00e0 saranno temi centrali. E sar\u00e0 proprio l\u00ec che il confine tra uomo e leggenda inizier\u00e0 davvero a sfumare. Su tutto, poi, ci sar\u00e0 il ricordo struggente di Leila che gli ha spezzato il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Passando agli aspetti promozionali, la Mursia ha in programma di candidare il libro a dei concorsi letterari?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mursia sta credendo molto nel progetto e mi sta supportando in tutto: il libro ha gi\u00e0 ricevuto attenzioni importanti, anche all\u2019estero. Intanto ha vinto il Vampire Award che \u00e8 il premio che la Bram Stoker&#8217;s Italian Society conferisce ai migliori romanzi su Dracula. In passato ho vinto nel 2021 con <em>Yeshua \u2013 Il Prescelto<\/em> il premio al Festival della Canzone Cristiana di Sanremo per il miglior romanzo su Ges\u00f9 e l&#8217;anno scorso ho avuto la menzione speciale per \u201cil thriller storico con il miglior intreccio narrativo\u201d per <em>Gli Arcani di Leonardo<\/em> a Barga Noir\/Garfagnana in giallo. Ma il mio premio sono i lettori prima delle targhe o dei riconoscimenti. Per me il risultato pi\u00f9 bello resta vedere persone che magari non avevano mai letto un romanzo storico appassionarsi alla vicenda di Vlad e scoprire che dietro Dracula esiste una storia vera, enorme e drammatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ha in programma degli eventi che le permetteranno di presentare il libro ai lettori?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, sto finendo il booktour del libro che \u00e8 stato molto intenso e che continua a regalarmi incontri straordinari. Sono state oltre trenta date in giro per l&#8217;Italia che mi hanno regalato nuovi amici e momenti indimenticabili. Ho avuto la fortuna di confrontarmi con lettori appassionati di storia, horror, thriller e perfino fantasy. Ed \u00e8 forse questo l\u2019aspetto pi\u00f9 bello del romanzo: riesce a parlare a pubblici molto diversi. Ci saranno presentazioni, firmacopie e partecipazioni a festival letterari anche nei prossimi mesi, compreso il Salone del Libro di Torino, che rappresenta sempre un momento speciale per chi scrive: ci sar\u00f2 tutta la settimana, soprattutto negli stand di AltreVoci e di Mursia. Il contatto diretto con i lettori resta una parte fondamentale di questo lavoro. Perch\u00e9 un romanzo, finch\u00e9 rimane sulla scrivania dell\u2019autore, \u00e8 soltanto una storia. Diventa davvero vivo quando qualcuno lo apre e ci entra dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tengo a concludere con una domanda che permetta di incoraggiare coloro che, come Lei, hanno la passione per la scrittura. Data la sua grande esperienza come autore, quali consigli darebbe agli scrittori emergenti che vogliono realizzare romanzi incentrati su personaggi storici incompresi, o mal interpretati dalla cultura pop?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Direi prima di tutto di non avere paura della complessit\u00e0. Oggi siamo abituati a dividere tutto in eroi e cattivi, ma la storia vera \u00e8 quasi sempre pi\u00f9 ambigua, pi\u00f9 sporca e pi\u00f9 interessante. Un personaggio storico non deve essere santificato n\u00e9 demolito. Deve essere compreso. E per comprenderlo bisogna andare a fondo, capirlo come uomo, spogliarlo del mito. Poi c\u2019\u00e8 un altro aspetto fondamentale: il lettore deve emozionarsi, avere paura, soffrire, innamorarsi insieme ai personaggi. La storia deve vivere. In tanti corsi di scrittura si insegna a fare scalette, schemini, schede sui personaggi. Io vi dico il contrario, togliete tutto quello che ingabbia la vostra capacit\u00e0 creativa. Scrivete di getto, non perdetevi a rileggere se non dopo aver finito almeno una prima stesura. E infine direi una cosa molto semplice: abbiate pazienza. Scrivere non \u00e8 velocit\u00e0. \u00c8 resistenza. \u00c8 continuare anche quando il libro sembra non funzionare, quando nessuno vi aspetta, quando avete la sensazione di stare parlando da soli. Perch\u00e9 a volte le storie pi\u00f9 importanti impiegano anni prima di trovare la loro voce. Ma quando la trovano, si scrivono da sole. Dovete scrivere per voi stessi, per il piacere di farlo, perch\u00e9 scrivere \u00e8 un&#8217;esigenza. Altrimenti diventa un meccanismo freddo. Sento tanti che iniziano con la fissa della casa editrice, quelle a pagamento, quelle gratuite, pensano alla promozione, al self o non self, al crowdfunding. Ma la verit\u00e0 \u00e8 una, se il tuo libro \u00e8 un buon libro trover\u00e0 la sua strada. Non tutti sono bravi scrittori e non \u00e8 obbligatorio che ogni libro debba per forza essere pubblicato e diventare un successo. Scrivete per il vostro piacere, non per ambizione. Per urgenza, non per calcolo. Con umilt\u00e0 e passione. Il premio \u00e8 scrivere la parola fine al termine della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">di Emanuele Bacigalupo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sazier\u00f2 la mia ardente curiosit\u00e0 contemplando una parte del mondo mai prima visitata. (Dracula di Bram Stokes) Dimenticate il mantello nero e le zanne della finzione: oggi scaviamo nelle radici del mito. Benvenuti alla scoperta di Vlad, il figlio del drago (Mursia, 2025), romanzo storico che restituisce un volto umano a Vlad III principe di Valacchia, l\u2019Impalatore, condottiero che ha ispirato la leggenda del vampiro pi\u00f9 amato dalla letteratura e dalla cinematografia: Dracula. A guidarci tra le pieghe del tempo \u00e8 Luca Arna\u00f9, giornalista, sceneggiatore e scrittore di lungo corso. Tra le sue opere si annoverano i thriller storici Le Dieci Chiavi di Leonardo (Newton Compton, 2022), L\u2019Enigma di Leonardo (Newton Compton, 2022), Yeshua \u2013 Il prescelto (Altre Voci, 2023) e Gli Arcani di Leonardo (Altre Voci, 2024). Con questo primo capitolo della sua una nuova trilogia, Arna\u00f9 sfida i secoli per raccontarci la metamorfosi di un ragazzo costretto a farsi guerriero prima che la storia lo condannasse all\u2019eterno ruolo di mostro. Apriamo le danze con una domanda sulla genesi del libro. Da dove nasce la necessit\u00e0 di \u201cribaltare\u201d o raccontare l\u2019uomo dietro il vampiro? Nasce da una domanda molto semplice: e se Dracula non fosse mai stato davvero un mostro? O meglio, e se prima del mostro ci fosse stato un ragazzo, un figlio, un principe cresciuto in un mondo dove sopravvivere significava imparare a diventare spietati? La cultura pop ci ha consegnato un Dracula romantico, immortale, elegante, spesso persino seducente. Un mostro raffinato che succhia sangue nella Londra vittoriana. Ma dietro quella maschera esiste un uomo reale. Vlad III di Valacchia \u00e8 stato un sovrano vissuto in uno dei periodi pi\u00f9 violenti della storia europea, stretto tra l\u2019Impero Ottomano, le lotte dinastiche e i tradimenti dei boiari. Un uomo cresciuto da ostaggio alla corte del sultano e costretto a vedere il potere come una questione di sangue e paura. A me interessava raccontare proprio quel passaggio: il momento in cui un ragazzo smette di essere innocente e comprende che il mondo non gli permetter\u00e0 pi\u00f9 di esserlo. Il vampiro appartiene alla leggenda. L\u2019essere umano, invece, appartiene alla tragedia. Quanto \u00e8 durata la fase di studio e quali sono i \u201ctesti sacri\u201d che le hanno permesso di ricostruire la Valacchia del XV secolo? La fase di studio, in realt\u00e0, non si \u00e8 mai conclusa davvero. \u00c8 durata anni, cominciata con il mio primo libro storico Le dieci chiavi di Leonardo. Ha proseguito il suo percorso con gli altri romanzi di Leonardo, con l&#8217;Enigma e con Gli Arcani di Leonardo, con Yeshua e con gli altri romanzi che sono ancora in attesa di essere pubblicati. E continua ancora oggi. Quando scrivi un romanzo storico non puoi limitarti a consultare qualche saggio: devi entrare nella mentalit\u00e0 dell\u2019epoca. Devi capire come mangiavano, come pregavano, come combattevano, quali paure avevano quando il sole tramontava oltre i Carpazi. In questo caso ho lavorato su cronache valacche, testi bizantini, documenti ottomani, saggi storici dedicati all\u2019Europa orientale del Quattrocento e naturalmente su tutto ci\u00f2 che riguarda Vlad III. Uno dei punti fondamentali \u00e8 stato separare il personaggio storico dalla propaganda. Molte delle storie pi\u00f9 feroci sull\u2019Impalatore nascono infatti da pamphlet tedeschi dell\u2019epoca, che avevano anche finalit\u00e0 politiche ed economiche. Gran parte della fama nera di Vlad nasce da un antico manoscritto attribuito al monaco russo Efrosin, probabilmente scritto attorno al 1468, quando Vlad era ancora vivo. In quelle pagine, sospese tra cronaca, leggenda e propaganda politica, il principe di Valacchia appare gi\u00e0 come una figura demoniaca, capace di ogni malefatta. Da qui nascono le leggende sulla sua sete di sangue, sulla foresta degli impalati, sulla sua crudelt\u00e0. Tuttavia, molti storici moderni ritengono che quei racconti siano stati almeno in parte alimentati da una precisa campagna di delegittimazione politica voluta da Mattia Corvino, interessato a screditare Vlad agli occhi dell\u2019Imperatore, del Papa e delle corti europee dopo il suo arresto. \u00c8 anche attraverso testi come questi che, nei secoli successivi, prender\u00e0 forma il mito oscuro destinato a trasformarsi nella leggenda di Dracula. Tra gli autori che mi hanno aiutato maggiormente ci sono Matei Cazacu, Radu Florescu e Raymond McNally, ma anche studiosi meno conosciuti che si occupano della cultura balcanica medievale. Poi per\u00f2 arriva il momento in cui i libri non bastano pi\u00f9. E l\u00ec entrano in gioco l\u2019atmosfera, la sensibilit\u00e0 narrativa e l\u2019immaginazione. Della vera storia di Vlad III, quali sono le zone d\u2019ombra che ha potuto colmare con l\u2019invenzione narrativa? Paradossalmente, le zone d\u2019ombra sono enormi. Sappiamo moltissimo del \u201cmito\u201d di Vlad e relativamente poco dell\u2019uomo. Ci sono interi periodi della sua vita quasi privi di fonti attendibili. Per uno scrittore \u00e8 una libert\u00e0 enorme, ma anche una responsabilit\u00e0. Io ho cercato di usare la fiction non per tradire la storia, ma per darle carne, respiro, emozioni. Mi interessava immaginare cosa potesse provare un ragazzo strappato alla propria terra e mandato come ostaggio alla corte ottomana. Oppure cosa significhi crescere sapendo che tuo padre ti ha venduto al nemico e che puoi&nbsp; essere assassinato da un momento all\u2019altro. Che vivi in un&#8217;epoca in cui il potere si conquista e si perde con la stessa velocit\u00e0 con cui si sguaina una spada. Le emozioni, i dialoghi, i rapporti umani sono inevitabilmente romanzati. Ma gli eventi storici principali, il contesto politico e la brutalit\u00e0 del tempo restano il pi\u00f9 possibile aderenti alla realt\u00e0. Quali sono le sfide pi\u00f9 grandi nel narrare un personaggio cos\u00ec estremo senza cadere nel caricaturale o nell\u2019eccessivamente celebrativo? La difficolt\u00e0 principale \u00e8 ricordarsi sempre che Vlad non era un supereroe e nemmeno un demone. Era un uomo del XV secolo. Oggi tendiamo a giudicare il passato con parametri contemporanei, ma il Quattrocento nei Balcani era un luogo feroce. Gli ottomani avanzavano, i principati cristiani si tradivano continuamente, le esecuzioni pubbliche erano strumenti politici. Vlad non era pi\u00f9 crudele del suo tempo. Semmai era pi\u00f9 intelligente nell\u2019utilizzare il terrore come linguaggio del potere. Io non volevo assolverlo, ma neppure trasformarlo in una caricatura splatter. La vera sfida \u00e8 stata mostrare il prezzo umano della violenza. Ogni scelta di Vlad ha conseguenze. Ogni vittoria lascia ferite. E soprattutto, pi\u00f9 cerca di salvare il proprio mondo, pi\u00f9 rischia di perdere s\u00e9 stesso. \u00c8 l\u00ec che nasce il personaggio tragico che \u00e8 alla base della trilogia. La lingua \u00e8 un elemento cardine del romanzo storico. Come ha lavorato sullo stile del vocabolario per far immergere i lettori nel XV secolo? \u00c8 stato un equilibrio delicatissimo. Se utilizzi una lingua troppo moderna rompi l\u2019illusione storica. Se invece diventi eccessivamente arcaico, il lettore si sente respinto dal testo. Ho cercato quindi una lingua evocativa, ma leggibile. Volevo che il lettore sentisse l\u2019odore del legno bruciato, del cuoio bagnato dalla pioggia, del sangue sui campi di battaglia, senza per\u00f2 trasformare il romanzo in un esercizio accademico. Per questo ho lavorato molto sul ritmo, sulle immagini sensoriali e sulla musicalit\u00e0 della frase. Anche i dialoghi sono stati costruiti cercando una verosimiglianza storica senza cadere nella ricostruzione artificiale. I personaggi parlano come uomini medievali, ma devono anche riuscire a emozionare un lettore contemporaneo, quindi si esprimono con un linguaggio moderno. Con una grande attenzione a termini anacronistici, a immagini letterarie non appropriate, a modi di dire che fossero comuni anche allora. Qual \u00e8 l\u2019aspetto della personalit\u00e0 di Vlad III che ritiene maggiormente frainteso dalla cultura di massa? Il fatto che venga spesso ridotto a un sadico sanguinario. Vlad l&#8217;Impalatore, uno che va in giro a infilzare gente sui pali cos\u00ec, tanto per passare il tempo. Quasi privo di motivazioni politiche, storiche, anche personali. Vlad era certamente un uomo durissimo. Alcuni episodi attribuiti a lui sono probabilmente veri, altri sono stati ingigantiti dalla propaganda. Molti sono inventati di sana pianta. Ma dietro la sua ferocia c\u2019era una logica precisa: costruire uno Stato forte in un territorio divorato da tradimenti, invasioni e guerre continue. Proteggere la sua terra, il suo regno, il suo popolo contro un nemico mille volte pi\u00f9 forte. E altrettanto crudele. La cultura pop ha preferito il mostro. La storia, invece, racconta qualcosa di pi\u00f9 inquietante: un uomo convinto che il terrore fosse l\u2019unico modo per garantire ordine e sopravvivenza al proprio popolo. Ed \u00e8 proprio questo che lo rende ancora attuale. Nel secondo volume della trilogia come evolver\u00e0 la personalit\u00e0 di Vlad III, rispetto al giovane presentato in questo primo romanzo? Nel primo libro vediamo soprattutto la nascita del guerriero. Nel secondo assisteremo invece alla sua trasformazione definitiva in un uomo. Che sar\u00e0 costretto a risalire dopo essere arrivato sul fondo. Vlad perder\u00e0 molte delle illusioni che ancora conserva da giovane. Scoprir\u00e0 che il suo peggior nemico \u00e8 Radu, il fratello che ha amato e difeso. Avr\u00e0 nuovi nemici e qualche fedele amico torner\u00e0 a fargli visita. Dovr\u00e0 ricostruire la Compagnia del Drago, perch\u00e9 molti dei suoi cavalieri sono morti. Diventer\u00e0 pi\u00f9 duro, pi\u00f9 freddo, pi\u00f9 strategico. Ma allo stesso tempo emerger\u00e0 anche il lato pi\u00f9 tragico e umano del personaggio. Perch\u00e9 il potere, in fondo, gli coster\u00e0 tutto. La vendetta, il tradimento, la perdita e il peso della responsabilit\u00e0 saranno temi centrali. E sar\u00e0 proprio l\u00ec che il confine tra uomo e leggenda inizier\u00e0 davvero a sfumare. Su tutto, poi, ci sar\u00e0 il ricordo struggente di Leila che gli ha spezzato il cuore. Passando agli aspetti promozionali, la Mursia ha in programma di candidare il libro a dei concorsi letterari? 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Perch\u00e9 un romanzo, finch\u00e9 rimane sulla scrivania dell\u2019autore, \u00e8 soltanto una storia. Diventa davvero vivo quando qualcuno lo apre e ci entra dentro. Tengo a concludere con una domanda che permetta di incoraggiare coloro che, come Lei, hanno la passione per la scrittura. Data la sua grande esperienza come autore, quali consigli darebbe agli scrittori emergenti che vogliono realizzare romanzi incentrati su personaggi storici incompresi, o mal interpretati dalla cultura pop? Direi prima di tutto di non avere paura della complessit\u00e0. Oggi siamo abituati a dividere tutto in eroi e cattivi, ma la storia vera \u00e8 quasi sempre pi\u00f9 ambigua, pi\u00f9 sporca e pi\u00f9 interessante. Un personaggio storico non deve essere santificato n\u00e9 demolito. Deve essere compreso. E per comprenderlo bisogna andare a fondo, capirlo come uomo, spogliarlo del mito. 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Intervista a Luca Arna\u00f9 - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/vlad-il-figlio-del-drago-intervista-a-luca-arnau\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Vlad. Il Figlio del Drago. Intervista a Luca Arna\u00f9 - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Sazier\u00f2 la mia ardente curiosit\u00e0 contemplando una parte del mondo mai prima visitata. (Dracula di Bram Stokes) Dimenticate il mantello nero e le zanne della finzione: oggi scaviamo nelle radici del mito. Benvenuti alla scoperta di Vlad, il figlio del drago (Mursia, 2025), romanzo storico che restituisce un volto umano a Vlad III principe di Valacchia, l\u2019Impalatore, condottiero che ha ispirato la leggenda del vampiro pi\u00f9 amato dalla letteratura e dalla cinematografia: Dracula. A guidarci tra le pieghe del tempo \u00e8 Luca Arna\u00f9, giornalista, sceneggiatore e scrittore di lungo corso. Tra le sue opere si annoverano i thriller storici Le Dieci Chiavi di Leonardo (Newton Compton, 2022), L\u2019Enigma di Leonardo (Newton Compton, 2022), Yeshua \u2013 Il prescelto (Altre Voci, 2023) e Gli Arcani di Leonardo (Altre Voci, 2024). Con questo primo capitolo della sua una nuova trilogia, Arna\u00f9 sfida i secoli per raccontarci la metamorfosi di un ragazzo costretto a farsi guerriero prima che la storia lo condannasse all\u2019eterno ruolo di mostro. Apriamo le danze con una domanda sulla genesi del libro. Da dove nasce la necessit\u00e0 di \u201cribaltare\u201d o raccontare l\u2019uomo dietro il vampiro? Nasce da una domanda molto semplice: e se Dracula non fosse mai stato davvero un mostro? O meglio, e se prima del mostro ci fosse stato un ragazzo, un figlio, un principe cresciuto in un mondo dove sopravvivere significava imparare a diventare spietati? La cultura pop ci ha consegnato un Dracula romantico, immortale, elegante, spesso persino seducente. Un mostro raffinato che succhia sangue nella Londra vittoriana. Ma dietro quella maschera esiste un uomo reale. Vlad III di Valacchia \u00e8 stato un sovrano vissuto in uno dei periodi pi\u00f9 violenti della storia europea, stretto tra l\u2019Impero Ottomano, le lotte dinastiche e i tradimenti dei boiari. Un uomo cresciuto da ostaggio alla corte del sultano e costretto a vedere il potere come una questione di sangue e paura. A me interessava raccontare proprio quel passaggio: il momento in cui un ragazzo smette di essere innocente e comprende che il mondo non gli permetter\u00e0 pi\u00f9 di esserlo. Il vampiro appartiene alla leggenda. L\u2019essere umano, invece, appartiene alla tragedia. Quanto \u00e8 durata la fase di studio e quali sono i \u201ctesti sacri\u201d che le hanno permesso di ricostruire la Valacchia del XV secolo? La fase di studio, in realt\u00e0, non si \u00e8 mai conclusa davvero. \u00c8 durata anni, cominciata con il mio primo libro storico Le dieci chiavi di Leonardo. Ha proseguito il suo percorso con gli altri romanzi di Leonardo, con l&#8217;Enigma e con Gli Arcani di Leonardo, con Yeshua e con gli altri romanzi che sono ancora in attesa di essere pubblicati. E continua ancora oggi. Quando scrivi un romanzo storico non puoi limitarti a consultare qualche saggio: devi entrare nella mentalit\u00e0 dell\u2019epoca. Devi capire come mangiavano, come pregavano, come combattevano, quali paure avevano quando il sole tramontava oltre i Carpazi. In questo caso ho lavorato su cronache valacche, testi bizantini, documenti ottomani, saggi storici dedicati all\u2019Europa orientale del Quattrocento e naturalmente su tutto ci\u00f2 che riguarda Vlad III. Uno dei punti fondamentali \u00e8 stato separare il personaggio storico dalla propaganda. Molte delle storie pi\u00f9 feroci sull\u2019Impalatore nascono infatti da pamphlet tedeschi dell\u2019epoca, che avevano anche finalit\u00e0 politiche ed economiche. Gran parte della fama nera di Vlad nasce da un antico manoscritto attribuito al monaco russo Efrosin, probabilmente scritto attorno al 1468, quando Vlad era ancora vivo. In quelle pagine, sospese tra cronaca, leggenda e propaganda politica, il principe di Valacchia appare gi\u00e0 come una figura demoniaca, capace di ogni malefatta. Da qui nascono le leggende sulla sua sete di sangue, sulla foresta degli impalati, sulla sua crudelt\u00e0. Tuttavia, molti storici moderni ritengono che quei racconti siano stati almeno in parte alimentati da una precisa campagna di delegittimazione politica voluta da Mattia Corvino, interessato a screditare Vlad agli occhi dell\u2019Imperatore, del Papa e delle corti europee dopo il suo arresto. \u00c8 anche attraverso testi come questi che, nei secoli successivi, prender\u00e0 forma il mito oscuro destinato a trasformarsi nella leggenda di Dracula. Tra gli autori che mi hanno aiutato maggiormente ci sono Matei Cazacu, Radu Florescu e Raymond McNally, ma anche studiosi meno conosciuti che si occupano della cultura balcanica medievale. Poi per\u00f2 arriva il momento in cui i libri non bastano pi\u00f9. E l\u00ec entrano in gioco l\u2019atmosfera, la sensibilit\u00e0 narrativa e l\u2019immaginazione. Della vera storia di Vlad III, quali sono le zone d\u2019ombra che ha potuto colmare con l\u2019invenzione narrativa? Paradossalmente, le zone d\u2019ombra sono enormi. Sappiamo moltissimo del \u201cmito\u201d di Vlad e relativamente poco dell\u2019uomo. Ci sono interi periodi della sua vita quasi privi di fonti attendibili. Per uno scrittore \u00e8 una libert\u00e0 enorme, ma anche una responsabilit\u00e0. Io ho cercato di usare la fiction non per tradire la storia, ma per darle carne, respiro, emozioni. Mi interessava immaginare cosa potesse provare un ragazzo strappato alla propria terra e mandato come ostaggio alla corte ottomana. Oppure cosa significhi crescere sapendo che tuo padre ti ha venduto al nemico e che puoi&nbsp; essere assassinato da un momento all\u2019altro. Che vivi in un&#8217;epoca in cui il potere si conquista e si perde con la stessa velocit\u00e0 con cui si sguaina una spada. Le emozioni, i dialoghi, i rapporti umani sono inevitabilmente romanzati. Ma gli eventi storici principali, il contesto politico e la brutalit\u00e0 del tempo restano il pi\u00f9 possibile aderenti alla realt\u00e0. Quali sono le sfide pi\u00f9 grandi nel narrare un personaggio cos\u00ec estremo senza cadere nel caricaturale o nell\u2019eccessivamente celebrativo? La difficolt\u00e0 principale \u00e8 ricordarsi sempre che Vlad non era un supereroe e nemmeno un demone. Era un uomo del XV secolo. Oggi tendiamo a giudicare il passato con parametri contemporanei, ma il Quattrocento nei Balcani era un luogo feroce. Gli ottomani avanzavano, i principati cristiani si tradivano continuamente, le esecuzioni pubbliche erano strumenti politici. Vlad non era pi\u00f9 crudele del suo tempo. Semmai era pi\u00f9 intelligente nell\u2019utilizzare il terrore come linguaggio del potere. Io non volevo assolverlo, ma neppure trasformarlo in una caricatura splatter. La vera sfida \u00e8 stata mostrare il prezzo umano della violenza. Ogni scelta di Vlad ha conseguenze. Ogni vittoria lascia ferite. E soprattutto, pi\u00f9 cerca di salvare il proprio mondo, pi\u00f9 rischia di perdere s\u00e9 stesso. \u00c8 l\u00ec che nasce il personaggio tragico che \u00e8 alla base della trilogia. La lingua \u00e8 un elemento cardine del romanzo storico. Come ha lavorato sullo stile del vocabolario per far immergere i lettori nel XV secolo? \u00c8 stato un equilibrio delicatissimo. Se utilizzi una lingua troppo moderna rompi l\u2019illusione storica. Se invece diventi eccessivamente arcaico, il lettore si sente respinto dal testo. Ho cercato quindi una lingua evocativa, ma leggibile. Volevo che il lettore sentisse l\u2019odore del legno bruciato, del cuoio bagnato dalla pioggia, del sangue sui campi di battaglia, senza per\u00f2 trasformare il romanzo in un esercizio accademico. Per questo ho lavorato molto sul ritmo, sulle immagini sensoriali e sulla musicalit\u00e0 della frase. Anche i dialoghi sono stati costruiti cercando una verosimiglianza storica senza cadere nella ricostruzione artificiale. I personaggi parlano come uomini medievali, ma devono anche riuscire a emozionare un lettore contemporaneo, quindi si esprimono con un linguaggio moderno. Con una grande attenzione a termini anacronistici, a immagini letterarie non appropriate, a modi di dire che fossero comuni anche allora. Qual \u00e8 l\u2019aspetto della personalit\u00e0 di Vlad III che ritiene maggiormente frainteso dalla cultura di massa? Il fatto che venga spesso ridotto a un sadico sanguinario. Vlad l&#8217;Impalatore, uno che va in giro a infilzare gente sui pali cos\u00ec, tanto per passare il tempo. Quasi privo di motivazioni politiche, storiche, anche personali. Vlad era certamente un uomo durissimo. Alcuni episodi attribuiti a lui sono probabilmente veri, altri sono stati ingigantiti dalla propaganda. Molti sono inventati di sana pianta. Ma dietro la sua ferocia c\u2019era una logica precisa: costruire uno Stato forte in un territorio divorato da tradimenti, invasioni e guerre continue. Proteggere la sua terra, il suo regno, il suo popolo contro un nemico mille volte pi\u00f9 forte. E altrettanto crudele. La cultura pop ha preferito il mostro. La storia, invece, racconta qualcosa di pi\u00f9 inquietante: un uomo convinto che il terrore fosse l\u2019unico modo per garantire ordine e sopravvivenza al proprio popolo. Ed \u00e8 proprio questo che lo rende ancora attuale. Nel secondo volume della trilogia come evolver\u00e0 la personalit\u00e0 di Vlad III, rispetto al giovane presentato in questo primo romanzo? Nel primo libro vediamo soprattutto la nascita del guerriero. Nel secondo assisteremo invece alla sua trasformazione definitiva in un uomo. Che sar\u00e0 costretto a risalire dopo essere arrivato sul fondo. Vlad perder\u00e0 molte delle illusioni che ancora conserva da giovane. Scoprir\u00e0 che il suo peggior nemico \u00e8 Radu, il fratello che ha amato e difeso. Avr\u00e0 nuovi nemici e qualche fedele amico torner\u00e0 a fargli visita. Dovr\u00e0 ricostruire la Compagnia del Drago, perch\u00e9 molti dei suoi cavalieri sono morti. Diventer\u00e0 pi\u00f9 duro, pi\u00f9 freddo, pi\u00f9 strategico. Ma allo stesso tempo emerger\u00e0 anche il lato pi\u00f9 tragico e umano del personaggio. Perch\u00e9 il potere, in fondo, gli coster\u00e0 tutto. La vendetta, il tradimento, la perdita e il peso della responsabilit\u00e0 saranno temi centrali. E sar\u00e0 proprio l\u00ec che il confine tra uomo e leggenda inizier\u00e0 davvero a sfumare. Su tutto, poi, ci sar\u00e0 il ricordo struggente di Leila che gli ha spezzato il cuore. Passando agli aspetti promozionali, la Mursia ha in programma di candidare il libro a dei concorsi letterari? Mursia sta credendo molto nel progetto e mi sta supportando in tutto: il libro ha gi\u00e0 ricevuto attenzioni importanti, anche all\u2019estero. Intanto ha vinto il Vampire Award che \u00e8 il premio che la Bram Stoker&#8217;s Italian Society conferisce ai migliori romanzi su Dracula. In passato ho vinto nel 2021 con Yeshua \u2013 Il Prescelto il premio al Festival della Canzone Cristiana di Sanremo per il miglior romanzo su Ges\u00f9 e l&#8217;anno scorso ho avuto la menzione speciale per \u201cil thriller storico con il miglior intreccio narrativo\u201d per Gli Arcani di Leonardo a Barga Noir\/Garfagnana in giallo. Ma il mio premio sono i lettori prima delle targhe o dei riconoscimenti. Per me il risultato pi\u00f9 bello resta vedere persone che magari non avevano mai letto un romanzo storico appassionarsi alla vicenda di Vlad e scoprire che dietro Dracula esiste una storia vera, enorme e drammatica. Ha in programma degli eventi che le permetteranno di presentare il libro ai lettori? S\u00ec, sto finendo il booktour del libro che \u00e8 stato molto intenso e che continua a regalarmi incontri straordinari. Sono state oltre trenta date in giro per l&#8217;Italia che mi hanno regalato nuovi amici e momenti indimenticabili. Ho avuto la fortuna di confrontarmi con lettori appassionati di storia, horror, thriller e perfino fantasy. Ed \u00e8 forse questo l\u2019aspetto pi\u00f9 bello del romanzo: riesce a parlare a pubblici molto diversi. Ci saranno presentazioni, firmacopie e partecipazioni a festival letterari anche nei prossimi mesi, compreso il Salone del Libro di Torino, che rappresenta sempre un momento speciale per chi scrive: ci sar\u00f2 tutta la settimana, soprattutto negli stand di AltreVoci e di Mursia. Il contatto diretto con i lettori resta una parte fondamentale di questo lavoro. Perch\u00e9 un romanzo, finch\u00e9 rimane sulla scrivania dell\u2019autore, \u00e8 soltanto una storia. Diventa davvero vivo quando qualcuno lo apre e ci entra dentro. Tengo a concludere con una domanda che permetta di incoraggiare coloro che, come Lei, hanno la passione per la scrittura. Data la sua grande esperienza come autore, quali consigli darebbe agli scrittori emergenti che vogliono realizzare romanzi incentrati su personaggi storici incompresi, o mal interpretati dalla cultura pop? Direi prima di tutto di non avere paura della complessit\u00e0. Oggi siamo abituati a dividere tutto in eroi e cattivi, ma la storia vera \u00e8 quasi sempre pi\u00f9 ambigua, pi\u00f9 sporca e pi\u00f9 interessante. Un personaggio storico non deve essere santificato n\u00e9 demolito. Deve essere compreso. E per comprenderlo bisogna andare a fondo, capirlo come uomo, spogliarlo del mito. Poi c\u2019\u00e8 un altro aspetto fondamentale: il lettore deve emozionarsi, avere paura, soffrire, innamorarsi insieme ai personaggi. La storia deve vivere. In tanti corsi di scrittura si insegna a fare scalette, schemini, schede sui personaggi. 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A guidarci tra le pieghe del tempo \u00e8 Luca Arna\u00f9, giornalista, sceneggiatore e scrittore di lungo corso. Tra le sue opere si annoverano i thriller storici Le Dieci Chiavi di Leonardo (Newton Compton, 2022), L\u2019Enigma di Leonardo (Newton Compton, 2022), Yeshua \u2013 Il prescelto (Altre Voci, 2023) e Gli Arcani di Leonardo (Altre Voci, 2024). Con questo primo capitolo della sua una nuova trilogia, Arna\u00f9 sfida i secoli per raccontarci la metamorfosi di un ragazzo costretto a farsi guerriero prima che la storia lo condannasse all\u2019eterno ruolo di mostro. Apriamo le danze con una domanda sulla genesi del libro. Da dove nasce la necessit\u00e0 di \u201cribaltare\u201d o raccontare l\u2019uomo dietro il vampiro? Nasce da una domanda molto semplice: e se Dracula non fosse mai stato davvero un mostro? O meglio, e se prima del mostro ci fosse stato un ragazzo, un figlio, un principe cresciuto in un mondo dove sopravvivere significava imparare a diventare spietati? La cultura pop ci ha consegnato un Dracula romantico, immortale, elegante, spesso persino seducente. Un mostro raffinato che succhia sangue nella Londra vittoriana. Ma dietro quella maschera esiste un uomo reale. Vlad III di Valacchia \u00e8 stato un sovrano vissuto in uno dei periodi pi\u00f9 violenti della storia europea, stretto tra l\u2019Impero Ottomano, le lotte dinastiche e i tradimenti dei boiari. Un uomo cresciuto da ostaggio alla corte del sultano e costretto a vedere il potere come una questione di sangue e paura. A me interessava raccontare proprio quel passaggio: il momento in cui un ragazzo smette di essere innocente e comprende che il mondo non gli permetter\u00e0 pi\u00f9 di esserlo. Il vampiro appartiene alla leggenda. L\u2019essere umano, invece, appartiene alla tragedia. Quanto \u00e8 durata la fase di studio e quali sono i \u201ctesti sacri\u201d che le hanno permesso di ricostruire la Valacchia del XV secolo? La fase di studio, in realt\u00e0, non si \u00e8 mai conclusa davvero. \u00c8 durata anni, cominciata con il mio primo libro storico Le dieci chiavi di Leonardo. Ha proseguito il suo percorso con gli altri romanzi di Leonardo, con l&#8217;Enigma e con Gli Arcani di Leonardo, con Yeshua e con gli altri romanzi che sono ancora in attesa di essere pubblicati. E continua ancora oggi. Quando scrivi un romanzo storico non puoi limitarti a consultare qualche saggio: devi entrare nella mentalit\u00e0 dell\u2019epoca. Devi capire come mangiavano, come pregavano, come combattevano, quali paure avevano quando il sole tramontava oltre i Carpazi. In questo caso ho lavorato su cronache valacche, testi bizantini, documenti ottomani, saggi storici dedicati all\u2019Europa orientale del Quattrocento e naturalmente su tutto ci\u00f2 che riguarda Vlad III. Uno dei punti fondamentali \u00e8 stato separare il personaggio storico dalla propaganda. Molte delle storie pi\u00f9 feroci sull\u2019Impalatore nascono infatti da pamphlet tedeschi dell\u2019epoca, che avevano anche finalit\u00e0 politiche ed economiche. Gran parte della fama nera di Vlad nasce da un antico manoscritto attribuito al monaco russo Efrosin, probabilmente scritto attorno al 1468, quando Vlad era ancora vivo. In quelle pagine, sospese tra cronaca, leggenda e propaganda politica, il principe di Valacchia appare gi\u00e0 come una figura demoniaca, capace di ogni malefatta. Da qui nascono le leggende sulla sua sete di sangue, sulla foresta degli impalati, sulla sua crudelt\u00e0. Tuttavia, molti storici moderni ritengono che quei racconti siano stati almeno in parte alimentati da una precisa campagna di delegittimazione politica voluta da Mattia Corvino, interessato a screditare Vlad agli occhi dell\u2019Imperatore, del Papa e delle corti europee dopo il suo arresto. \u00c8 anche attraverso testi come questi che, nei secoli successivi, prender\u00e0 forma il mito oscuro destinato a trasformarsi nella leggenda di Dracula. Tra gli autori che mi hanno aiutato maggiormente ci sono Matei Cazacu, Radu Florescu e Raymond McNally, ma anche studiosi meno conosciuti che si occupano della cultura balcanica medievale. Poi per\u00f2 arriva il momento in cui i libri non bastano pi\u00f9. E l\u00ec entrano in gioco l\u2019atmosfera, la sensibilit\u00e0 narrativa e l\u2019immaginazione. Della vera storia di Vlad III, quali sono le zone d\u2019ombra che ha potuto colmare con l\u2019invenzione narrativa? Paradossalmente, le zone d\u2019ombra sono enormi. Sappiamo moltissimo del \u201cmito\u201d di Vlad e relativamente poco dell\u2019uomo. Ci sono interi periodi della sua vita quasi privi di fonti attendibili. Per uno scrittore \u00e8 una libert\u00e0 enorme, ma anche una responsabilit\u00e0. Io ho cercato di usare la fiction non per tradire la storia, ma per darle carne, respiro, emozioni. Mi interessava immaginare cosa potesse provare un ragazzo strappato alla propria terra e mandato come ostaggio alla corte ottomana. Oppure cosa significhi crescere sapendo che tuo padre ti ha venduto al nemico e che puoi&nbsp; essere assassinato da un momento all\u2019altro. Che vivi in un&#8217;epoca in cui il potere si conquista e si perde con la stessa velocit\u00e0 con cui si sguaina una spada. Le emozioni, i dialoghi, i rapporti umani sono inevitabilmente romanzati. Ma gli eventi storici principali, il contesto politico e la brutalit\u00e0 del tempo restano il pi\u00f9 possibile aderenti alla realt\u00e0. Quali sono le sfide pi\u00f9 grandi nel narrare un personaggio cos\u00ec estremo senza cadere nel caricaturale o nell\u2019eccessivamente celebrativo? La difficolt\u00e0 principale \u00e8 ricordarsi sempre che Vlad non era un supereroe e nemmeno un demone. Era un uomo del XV secolo. Oggi tendiamo a giudicare il passato con parametri contemporanei, ma il Quattrocento nei Balcani era un luogo feroce. Gli ottomani avanzavano, i principati cristiani si tradivano continuamente, le esecuzioni pubbliche erano strumenti politici. Vlad non era pi\u00f9 crudele del suo tempo. Semmai era pi\u00f9 intelligente nell\u2019utilizzare il terrore come linguaggio del potere. Io non volevo assolverlo, ma neppure trasformarlo in una caricatura splatter. La vera sfida \u00e8 stata mostrare il prezzo umano della violenza. Ogni scelta di Vlad ha conseguenze. Ogni vittoria lascia ferite. E soprattutto, pi\u00f9 cerca di salvare il proprio mondo, pi\u00f9 rischia di perdere s\u00e9 stesso. \u00c8 l\u00ec che nasce il personaggio tragico che \u00e8 alla base della trilogia. La lingua \u00e8 un elemento cardine del romanzo storico. Come ha lavorato sullo stile del vocabolario per far immergere i lettori nel XV secolo? \u00c8 stato un equilibrio delicatissimo. Se utilizzi una lingua troppo moderna rompi l\u2019illusione storica. Se invece diventi eccessivamente arcaico, il lettore si sente respinto dal testo. Ho cercato quindi una lingua evocativa, ma leggibile. Volevo che il lettore sentisse l\u2019odore del legno bruciato, del cuoio bagnato dalla pioggia, del sangue sui campi di battaglia, senza per\u00f2 trasformare il romanzo in un esercizio accademico. Per questo ho lavorato molto sul ritmo, sulle immagini sensoriali e sulla musicalit\u00e0 della frase. Anche i dialoghi sono stati costruiti cercando una verosimiglianza storica senza cadere nella ricostruzione artificiale. I personaggi parlano come uomini medievali, ma devono anche riuscire a emozionare un lettore contemporaneo, quindi si esprimono con un linguaggio moderno. Con una grande attenzione a termini anacronistici, a immagini letterarie non appropriate, a modi di dire che fossero comuni anche allora. Qual \u00e8 l\u2019aspetto della personalit\u00e0 di Vlad III che ritiene maggiormente frainteso dalla cultura di massa? Il fatto che venga spesso ridotto a un sadico sanguinario. Vlad l&#8217;Impalatore, uno che va in giro a infilzare gente sui pali cos\u00ec, tanto per passare il tempo. Quasi privo di motivazioni politiche, storiche, anche personali. Vlad era certamente un uomo durissimo. Alcuni episodi attribuiti a lui sono probabilmente veri, altri sono stati ingigantiti dalla propaganda. Molti sono inventati di sana pianta. Ma dietro la sua ferocia c\u2019era una logica precisa: costruire uno Stato forte in un territorio divorato da tradimenti, invasioni e guerre continue. Proteggere la sua terra, il suo regno, il suo popolo contro un nemico mille volte pi\u00f9 forte. E altrettanto crudele. La cultura pop ha preferito il mostro. La storia, invece, racconta qualcosa di pi\u00f9 inquietante: un uomo convinto che il terrore fosse l\u2019unico modo per garantire ordine e sopravvivenza al proprio popolo. Ed \u00e8 proprio questo che lo rende ancora attuale. Nel secondo volume della trilogia come evolver\u00e0 la personalit\u00e0 di Vlad III, rispetto al giovane presentato in questo primo romanzo? Nel primo libro vediamo soprattutto la nascita del guerriero. Nel secondo assisteremo invece alla sua trasformazione definitiva in un uomo. Che sar\u00e0 costretto a risalire dopo essere arrivato sul fondo. Vlad perder\u00e0 molte delle illusioni che ancora conserva da giovane. Scoprir\u00e0 che il suo peggior nemico \u00e8 Radu, il fratello che ha amato e difeso. Avr\u00e0 nuovi nemici e qualche fedele amico torner\u00e0 a fargli visita. Dovr\u00e0 ricostruire la Compagnia del Drago, perch\u00e9 molti dei suoi cavalieri sono morti. Diventer\u00e0 pi\u00f9 duro, pi\u00f9 freddo, pi\u00f9 strategico. Ma allo stesso tempo emerger\u00e0 anche il lato pi\u00f9 tragico e umano del personaggio. Perch\u00e9 il potere, in fondo, gli coster\u00e0 tutto. La vendetta, il tradimento, la perdita e il peso della responsabilit\u00e0 saranno temi centrali. E sar\u00e0 proprio l\u00ec che il confine tra uomo e leggenda inizier\u00e0 davvero a sfumare. Su tutto, poi, ci sar\u00e0 il ricordo struggente di Leila che gli ha spezzato il cuore. Passando agli aspetti promozionali, la Mursia ha in programma di candidare il libro a dei concorsi letterari? Mursia sta credendo molto nel progetto e mi sta supportando in tutto: il libro ha gi\u00e0 ricevuto attenzioni importanti, anche all\u2019estero. Intanto ha vinto il Vampire Award che \u00e8 il premio che la Bram Stoker&#8217;s Italian Society conferisce ai migliori romanzi su Dracula. In passato ho vinto nel 2021 con Yeshua \u2013 Il Prescelto il premio al Festival della Canzone Cristiana di Sanremo per il miglior romanzo su Ges\u00f9 e l&#8217;anno scorso ho avuto la menzione speciale per \u201cil thriller storico con il miglior intreccio narrativo\u201d per Gli Arcani di Leonardo a Barga Noir\/Garfagnana in giallo. Ma il mio premio sono i lettori prima delle targhe o dei riconoscimenti. Per me il risultato pi\u00f9 bello resta vedere persone che magari non avevano mai letto un romanzo storico appassionarsi alla vicenda di Vlad e scoprire che dietro Dracula esiste una storia vera, enorme e drammatica. Ha in programma degli eventi che le permetteranno di presentare il libro ai lettori? S\u00ec, sto finendo il booktour del libro che \u00e8 stato molto intenso e che continua a regalarmi incontri straordinari. Sono state oltre trenta date in giro per l&#8217;Italia che mi hanno regalato nuovi amici e momenti indimenticabili. Ho avuto la fortuna di confrontarmi con lettori appassionati di storia, horror, thriller e perfino fantasy. Ed \u00e8 forse questo l\u2019aspetto pi\u00f9 bello del romanzo: riesce a parlare a pubblici molto diversi. Ci saranno presentazioni, firmacopie e partecipazioni a festival letterari anche nei prossimi mesi, compreso il Salone del Libro di Torino, che rappresenta sempre un momento speciale per chi scrive: ci sar\u00f2 tutta la settimana, soprattutto negli stand di AltreVoci e di Mursia. Il contatto diretto con i lettori resta una parte fondamentale di questo lavoro. Perch\u00e9 un romanzo, finch\u00e9 rimane sulla scrivania dell\u2019autore, \u00e8 soltanto una storia. Diventa davvero vivo quando qualcuno lo apre e ci entra dentro. Tengo a concludere con una domanda che permetta di incoraggiare coloro che, come Lei, hanno la passione per la scrittura. Data la sua grande esperienza come autore, quali consigli darebbe agli scrittori emergenti che vogliono realizzare romanzi incentrati su personaggi storici incompresi, o mal interpretati dalla cultura pop? Direi prima di tutto di non avere paura della complessit\u00e0. Oggi siamo abituati a dividere tutto in eroi e cattivi, ma la storia vera \u00e8 quasi sempre pi\u00f9 ambigua, pi\u00f9 sporca e pi\u00f9 interessante. Un personaggio storico non deve essere santificato n\u00e9 demolito. Deve essere compreso. E per comprenderlo bisogna andare a fondo, capirlo come uomo, spogliarlo del mito. Poi c\u2019\u00e8 un altro aspetto fondamentale: il lettore deve emozionarsi, avere paura, soffrire, innamorarsi insieme ai personaggi. La storia deve vivere. In tanti corsi di scrittura si insegna a fare scalette, schemini, schede sui personaggi. 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