{"id":9709,"date":"2026-06-24T10:00:14","date_gmt":"2026-06-24T08:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9709"},"modified":"2026-06-25T12:52:07","modified_gmt":"2026-06-25T10:52:07","slug":"eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/","title":{"rendered":"Eyeliner sugli occhi e Chanel ai piedi: 20 anni dalla morte della giornalista Oriana Fallaci"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si vuole pensare a una toscana doc, visceralmente attaccata a una terra natale dove finir\u00e0 sempre per tornare dopo i viaggi in giro per il mondo, quella \u00e8 Oriana Fallaci. \u00abAll\u2019estero, quando mi chiedono a quale Paese appartengo, rispondo: Firenze. Non: Italia. Perch\u00e9 non \u00e8 la stessa cosa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bassina, poco pi\u00f9 che un metro e cinquanta, riempie ed eleva il suo corpo con audacia e prodezza. \u00c8 scrittrice, giornalista, reporter di guerra. Ma prima ancora staffetta partigiana. Nome di battaglia: Emilia. A contrasto dell\u2019invasione tedesca di Firenze, dal giugno del \u201944 una ragazzina di appena quindici anni ha il compito di portare delle piccole bombe, quelle a forma di ananas che si tengono in una mano e che si vedono nei film. \u00c8 figlia dell\u2019antifascista Edoardo Fallaci, il suo schieramento non pu\u00f2 che essere questo. Tutto ci\u00f2 che diventa, tutto ci\u00f2 che sa politicamente, deriva dall\u2019esperienza della Resistenza. Pi\u00f9 volte nella sua vita si definir\u00e0 \u00abSoldato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diplomata al liceo classico Galileo di Firenze con un 10 in pagella di italiano, mostra una spiccata propensione per la scrittura e le materie umanistiche, un po\u2019 meno per l\u2019accondiscendenza nei confronti dei professori con i quali spesso, senza paura di mostrarlo, non condivide le idee. Finisce per iscriversi alla facolt\u00e0 di medicina ma, inutile dirlo, non sar\u00e0 quello il suo futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto inizia in via Ricasoli, alla sede del \u201cMattino\u201d. Oriana bussa: vuole fare la giornalista. Viene incaricata di scrivere un articolo su un dance club sul Lungarno, dove le mamme portano le figlie a ballare nella speranza che trovino marito. Rigorosamente scritto su una macchina Olivetti, il pezzo viene pubblicato. Differenze ideologiche le impediscono di essere assunta, ma non di continuare su questa strada. Sar\u00e0 poi con \u201cL\u2019Europeo\u201d che verr\u00e0 lanciata nel mondo della stampa e inizier\u00e0 a viaggiare oltre oceano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Kuwait, Vietnam, Beirut, Oriana Fallaci tocca con mano i territori di guerra. Non rinuncia al suo eyeliner sugli occhi, alle Chanel ai piedi nel terreno fangoso, alle decine di sigarette al giorno che le saranno fatali, agli abiti eleganti (d\u2019altronde \u00e8 lei che intervista gli stilisti pi\u00f9 famosi della storia). Anche sullo sfondo delle bombe resta lei, pregi e difetti. Convinta del fatto che le difficolt\u00e0 degli uomini nascano da questioni diverse \u2013 economiche, sociali, razziali \u2013 mentre quelle delle donne dalla stessa appartenenza al genere \u2013 cos\u00ec dice nel famoso reportage <em>Il sesso inutile<\/em> \u2013 , si mostra spesso severa nei confronti del mondo femminile e rimprovera la tendenza a sottomettersi per accondiscendere al volere dei maschi. Per Oriana la libert\u00e0 \u00e8 diritto e dovere, e la verit\u00e0 \u00e8 la base di ogni inchiesta giornalistica: si deve sempre documentare quello che accade, mai storpiare i fatti per andare incontro al volere di chi legge. \u00abWriting for freedom and disobedience\u00bb \u00e8 il suo mantra. Intervistata nel 1976 sul tema dell\u2019aborto, in un programma Rai condotto da Ennio Mastrostefano, si dispiace perch\u00e9, in quell&#8217;occasione, a parlare di un tema cos\u00ec delicato sono stati solo uomini; poi, a chi si oppone a questa pratica ricorda i morti ammazzati nelle battaglie, le giovani vite strappate da quei conflitti contro cui nessuno si scaglia: \u00abla guerra \u00e8 un aborto rinviato di vent\u2019anni\u00bb, dice. Sull\u2019argomento si scontra prima con il caro e fidato amico Pierpaolo Pasolini, che con una lettera di risposta in cui riporta la sua opinione su <em>Lettera a un bambino mai nato<\/em> causa la delusione di Oriana.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"686\" height=\"386\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Intervista-Oriana-Fallaci.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9713\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Intervista-Oriana-Fallaci.jpg 686w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Intervista-Oriana-Fallaci-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Intervista-Oriana-Fallaci-24x14.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Intervista-Oriana-Fallaci-36x20.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Intervista-Oriana-Fallaci-48x27.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 686px) 100vw, 686px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oriana Fallaci esprime la sua opinione sul tema dell&#8217;aborto nel programma &#8220;AZ: un fatto come e perch\u00e9&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come riporta Riccardo Nencini \u2013 vicino alla giornalista negli ultimi momenti della sua vita \u2013 nel libro <em>Mai stanca di vivere. Passioni e tumulti di Oriana Fallaci<\/em>, sul letto di morte avrebbe dichiarato: \u00abDi cosa ho avuto paura? Della vita. Degli sgarbi della vita\u00bb. Ai bombardamenti ci si pu\u00f2 abituare \u2013&nbsp; quasi diventano vettori di adrenalina \u2013, alle sofferenze dell\u2019esistenza no. Oriana \u00e8 spigolosa (come il suo stile), ha un carattere diretto, senza fronzoli, ma lima e alliscia la superficie di fronte alle persone della sua vita. Vorrebbe mettere da parte il sentimento (per lei fonte di distrazione), dedicarsi in toto all\u2019attivit\u00e0 lavorativa, ma la sfera emotiva finisce spesso per avere la meglio. Tanti saranno gli amori \u2013 Alfredo Pieroni, Fran\u00e7ois Pelou, Alexandros Panagulis, la madre Tosca, la sorella Neera \u2013 e tante saranno le sofferenze al momento della loro perdita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rigore, la precisione ai limiti del perfezionismo, il carattere forte e complesso della giornalista affiorano in superficie nella delicata fase della correzione di bozze e della costruzione del testo. Prima che diventi Oriana Fallaci sui suoi articoli si interviene, si taglia, si aggiusta e, come sempre succede in ogni testata, non si obbietta. Fattasi un nome, nessuno ha pi\u00f9 il coraggio di opporle nulla ed \u00e8 lei ad avere il coltello (la penna in questo caso) dalla parte del manico: di fronte a sguardi bassi e un poco sottomessi Oriana cura i sommari, decide i titoli, si preoccupa dei titolini, a volte ha da ridire sugli articoli di spalla al suo reportage. Con i libri \u00e8 anche peggio: decide le copertina, i caratteri, le spaziatura, le fotografie, i tipi di carta e la consegna del manoscritto, trascorre tempi biblici con i grafici (ai quali d\u00e0 scarsissime indicazioni sul contenuto dell\u2019opera) prima di essere completamente soddisfatta. Nencini prova sulla sua pelle cosa voglia dire sottoporre il proprio testo all\u2019analisi severa di Fallaci: prima di tutto, bandite le ripetizioni e l\u2019uso eccessivo di avverbi; sulla padronanza del periodo poi non si discute, tutto deve incastrarsi alla perfezione, danzare armoniosamente, deve scivolare senza screziature e ruvidezze, ogni parola va selezionata con cura perch\u00e9 pu\u00f2 aprire mondi interi. La traduzione francese di <em>Insciallah<\/em> da parte di Gallimard si conclude solo dopo il licenziamento dei primi due traduttori (il terzo viene convinto dall\u2019editore a non contraddire la giornalista per portare finalmente a termine il lavoro). <em>La rabbia e l\u2019orgoglio<\/em> passa addirittura sotto sedici giri di bozze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A proposito di quest\u2019ultimo testo: \u00e8 la pubblicazione che avrebbe scatenato nei confronti della scrittrice polemiche e attacchi da una certa fazione, plausi e becere strumentazioni (per bocca di chi forse non ha nemmeno mai letto le sue opere) da una certa altra. \u00c8 l\u2019indomani dell\u2019attentato dell\u201911 settembre 2001 e Oriana non si fa scrupoli a esprimere schiettamente la sua opinione: l\u2019Occidente e l\u2019Europa stanno rammollendo, l\u2019Oriente sta avanzando con il suo fondamentalismo, si teme una teocrazia islamica. Dietro a queste dichiarazioni pi\u00f9 che discutibili (basti pensare all\u2019idea per cui sarebbe stato minimo il contributo della cultura araba alla storia dell\u2019umanit\u00e0), si nasconde per\u00f2 quell\u2019Oriana che nel bel mezzo dell&#8217;intervista a Khomeini decide di togliersi il <em>chador <\/em>perch\u00e9 indisposta alla sottomissione e al mutamento dei suoi principi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci-e-Khomeini.avif\" alt=\"\" class=\"wp-image-9714\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci-e-Khomeini.avif 640w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci-e-Khomeini-300x169.avif 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci-e-Khomeini-24x14.avif 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci-e-Khomeini-36x20.avif 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci-e-Khomeini-48x27.avif 48w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oriana Fallaci intervista nel 1979 l&#8217;Ayatollah Ruhollah Khomeini<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene difficile pensare che quella partigiana, figlia di chi \u00e8 stato torturato dalla Banda Carit\u00e0, salda, convinta, portatrice di ideologie femministe, si sia stretta a convinzioni quasi oppositive. Oriana Fallaci \u00e8 stata umana, prima di tutto, con le sue sfaccettature e, perch\u00e9 non dirlo, contraddizioni. Per qualcuno o la si ama o la si odia, non ci sono vie mediane, ma forse questi due sentimenti riescono a convivere insieme nella considerazione della sua figura. Si pu\u00f2 essere consapevoli del genio e allo stesso tempo discostarsi da alcune sue parole. Quello che per\u00f2 non si pu\u00f2 negare, indipendentemente dalle considerazioni ideologiche, \u00e8 la caparbiet\u00e0 del personaggio: il coraggio di parlare, obbiettare, intervenire, essere tremendamente scomoda, non stare mai in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ormai consumata dal cancro, Oriana Fallaci intuisce quando sar\u00e0 la sua ora e non esita a ribadirlo a medici e conoscenti (caso mai non se lo ricordassero). Si spegne all\u20191.05 di venerd\u00ec 15 settembre 2006, nella clinica Santa Chiara. Dopo un funerale laico viene sepolta al cimitero degli Allori. Sotto sua diretta richiesta (anche questa passabile di giudizio) sulla lapide compare la scritta: \u00abOriana Fallaci. Scrittore\u00bb, rifiutandosi categoricamente di declinare la professione al femminile. La notizia della dipartita rimbalza in vari paesi, dalla Grecia al Giappone. Stupisce un quotidiano in particolare, dove compare a tutta pagina la foto di Oriana e sotto la scritta: \u00abMorte di un\u2019inviata di guerra\u00bb. \u00c8 una testata iraniana a pubblicare l\u2019articolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vent\u2019anni trascorrono da quella data. A una fase iniziale di ritrosia e incertezza nei confronti di questa figura ne segue una, tutt\u2019ora in essere, in cui esplodono ricerche, saggi, studi, tesi di laurea, a dimostrazione del segno lasciato dall\u2019autrice e del suo protagonismo nel panorama letterario e giornalistico, non solo italiano. La curiosit\u00e0 nei confronti di Oriana Fallaci non \u00e8 mai tramontata e il suo nome, nonostante tutto, non si \u00e8 dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">di Gaia Cogorno<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si vuole pensare a una toscana doc, visceralmente attaccata a una terra natale dove finir\u00e0 sempre per tornare dopo i viaggi in giro per il mondo, quella \u00e8 Oriana Fallaci. \u00abAll\u2019estero, quando mi chiedono a quale Paese appartengo, rispondo: Firenze. Non: Italia. Perch\u00e9 non \u00e8 la stessa cosa\u00bb. Bassina, poco pi\u00f9 che un metro e cinquanta, riempie ed eleva il suo corpo con audacia e prodezza. \u00c8 scrittrice, giornalista, reporter di guerra. Ma prima ancora staffetta partigiana. Nome di battaglia: Emilia. A contrasto dell\u2019invasione tedesca di Firenze, dal giugno del \u201944 una ragazzina di appena quindici anni ha il compito di portare delle piccole bombe, quelle a forma di ananas che si tengono in una mano e che si vedono nei film. \u00c8 figlia dell\u2019antifascista Edoardo Fallaci, il suo schieramento non pu\u00f2 che essere questo. Tutto ci\u00f2 che diventa, tutto ci\u00f2 che sa politicamente, deriva dall\u2019esperienza della Resistenza. Pi\u00f9 volte nella sua vita si definir\u00e0 \u00abSoldato\u00bb. Diplomata al liceo classico Galileo di Firenze con un 10 in pagella di italiano, mostra una spiccata propensione per la scrittura e le materie umanistiche, un po\u2019 meno per l\u2019accondiscendenza nei confronti dei professori con i quali spesso, senza paura di mostrarlo, non condivide le idee. Finisce per iscriversi alla facolt\u00e0 di medicina ma, inutile dirlo, non sar\u00e0 quello il suo futuro. Tutto inizia in via Ricasoli, alla sede del \u201cMattino\u201d. 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Intervistata nel 1976 sul tema dell\u2019aborto, in un programma Rai condotto da Ennio Mastrostefano, si dispiace perch\u00e9, in quell&#8217;occasione, a parlare di un tema cos\u00ec delicato sono stati solo uomini; poi, a chi si oppone a questa pratica ricorda i morti ammazzati nelle battaglie, le giovani vite strappate da quei conflitti contro cui nessuno si scaglia: \u00abla guerra \u00e8 un aborto rinviato di vent\u2019anni\u00bb, dice. Sull\u2019argomento si scontra prima con il caro e fidato amico Pierpaolo Pasolini, che con una lettera di risposta in cui riporta la sua opinione su Lettera a un bambino mai nato causa la delusione di Oriana. Come riporta Riccardo Nencini \u2013 vicino alla giornalista negli ultimi momenti della sua vita \u2013 nel libro Mai stanca di vivere. Passioni e tumulti di Oriana Fallaci, sul letto di morte avrebbe dichiarato: \u00abDi cosa ho avuto paura? Della vita. Degli sgarbi della vita\u00bb. Ai bombardamenti ci si pu\u00f2 abituare \u2013&nbsp; quasi diventano vettori di adrenalina \u2013, alle sofferenze dell\u2019esistenza no. Oriana \u00e8 spigolosa (come il suo stile), ha un carattere diretto, senza fronzoli, ma lima e alliscia la superficie di fronte alle persone della sua vita. Vorrebbe mettere da parte il sentimento (per lei fonte di distrazione), dedicarsi in toto all\u2019attivit\u00e0 lavorativa, ma la sfera emotiva finisce spesso per avere la meglio. Tanti saranno gli amori \u2013 Alfredo Pieroni, Fran\u00e7ois Pelou, Alexandros Panagulis, la madre Tosca, la sorella Neera \u2013 e tante saranno le sofferenze al momento della loro perdita. Il rigore, la precisione ai limiti del perfezionismo, il carattere forte e complesso della giornalista affiorano in superficie nella delicata fase della correzione di bozze e della costruzione del testo. Prima che diventi Oriana Fallaci sui suoi articoli si interviene, si taglia, si aggiusta e, come sempre succede in ogni testata, non si obbietta. Fattasi un nome, nessuno ha pi\u00f9 il coraggio di opporle nulla ed \u00e8 lei ad avere il coltello (la penna in questo caso) dalla parte del manico: di fronte a sguardi bassi e un poco sottomessi Oriana cura i sommari, decide i titoli, si preoccupa dei titolini, a volte ha da ridire sugli articoli di spalla al suo reportage. Con i libri \u00e8 anche peggio: decide le copertina, i caratteri, le spaziatura, le fotografie, i tipi di carta e la consegna del manoscritto, trascorre tempi biblici con i grafici (ai quali d\u00e0 scarsissime indicazioni sul contenuto dell\u2019opera) prima di essere completamente soddisfatta. 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A proposito di quest\u2019ultimo testo: \u00e8 la pubblicazione che avrebbe scatenato nei confronti della scrittrice polemiche e attacchi da una certa fazione, plausi e becere strumentazioni (per bocca di chi forse non ha nemmeno mai letto le sue opere) da una certa altra. \u00c8 l\u2019indomani dell\u2019attentato dell\u201911 settembre 2001 e Oriana non si fa scrupoli a esprimere schiettamente la sua opinione: l\u2019Occidente e l\u2019Europa stanno rammollendo, l\u2019Oriente sta avanzando con il suo fondamentalismo, si teme una teocrazia islamica. Dietro a queste dichiarazioni pi\u00f9 che discutibili (basti pensare all\u2019idea per cui sarebbe stato minimo il contributo della cultura araba alla storia dell\u2019umanit\u00e0), si nasconde per\u00f2 quell\u2019Oriana che nel bel mezzo dell&#8217;intervista a Khomeini decide di togliersi il chador perch\u00e9 indisposta alla sottomissione e al mutamento dei suoi principi. 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Diplomata al liceo classico Galileo di Firenze con un 10 in pagella di italiano, mostra una spiccata propensione per la scrittura e le materie umanistiche, un po\u2019 meno per l\u2019accondiscendenza nei confronti dei professori con i quali spesso, senza paura di mostrarlo, non condivide le idee. Finisce per iscriversi alla facolt\u00e0 di medicina ma, inutile dirlo, non sar\u00e0 quello il suo futuro. Tutto inizia in via Ricasoli, alla sede del \u201cMattino\u201d. Oriana bussa: vuole fare la giornalista. Viene incaricata di scrivere un articolo su un dance club sul Lungarno, dove le mamme portano le figlie a ballare nella speranza che trovino marito. Rigorosamente scritto su una macchina Olivetti, il pezzo viene pubblicato. Differenze ideologiche le impediscono di essere assunta, ma non di continuare su questa strada. Sar\u00e0 poi con \u201cL\u2019Europeo\u201d che verr\u00e0 lanciata nel mondo della stampa e inizier\u00e0 a viaggiare oltre oceano. Kuwait, Vietnam, Beirut, Oriana Fallaci tocca con mano i territori di guerra. Non rinuncia al suo eyeliner sugli occhi, alle Chanel ai piedi nel terreno fangoso, alle decine di sigarette al giorno che le saranno fatali, agli abiti eleganti (d\u2019altronde \u00e8 lei che intervista gli stilisti pi\u00f9 famosi della storia). Anche sullo sfondo delle bombe resta lei, pregi e difetti. Convinta del fatto che le difficolt\u00e0 degli uomini nascano da questioni diverse \u2013 economiche, sociali, razziali \u2013 mentre quelle delle donne dalla stessa appartenenza al genere \u2013 cos\u00ec dice nel famoso reportage Il sesso inutile \u2013 , si mostra spesso severa nei confronti del mondo femminile e rimprovera la tendenza a sottomettersi per accondiscendere al volere dei maschi. Per Oriana la libert\u00e0 \u00e8 diritto e dovere, e la verit\u00e0 \u00e8 la base di ogni inchiesta giornalistica: si deve sempre documentare quello che accade, mai storpiare i fatti per andare incontro al volere di chi legge. \u00abWriting for freedom and disobedience\u00bb \u00e8 il suo mantra. Intervistata nel 1976 sul tema dell\u2019aborto, in un programma Rai condotto da Ennio Mastrostefano, si dispiace perch\u00e9, in quell&#8217;occasione, a parlare di un tema cos\u00ec delicato sono stati solo uomini; poi, a chi si oppone a questa pratica ricorda i morti ammazzati nelle battaglie, le giovani vite strappate da quei conflitti contro cui nessuno si scaglia: \u00abla guerra \u00e8 un aborto rinviato di vent\u2019anni\u00bb, dice. Sull\u2019argomento si scontra prima con il caro e fidato amico Pierpaolo Pasolini, che con una lettera di risposta in cui riporta la sua opinione su Lettera a un bambino mai nato causa la delusione di Oriana. Come riporta Riccardo Nencini \u2013 vicino alla giornalista negli ultimi momenti della sua vita \u2013 nel libro Mai stanca di vivere. Passioni e tumulti di Oriana Fallaci, sul letto di morte avrebbe dichiarato: \u00abDi cosa ho avuto paura? Della vita. Degli sgarbi della vita\u00bb. Ai bombardamenti ci si pu\u00f2 abituare \u2013&nbsp; quasi diventano vettori di adrenalina \u2013, alle sofferenze dell\u2019esistenza no. Oriana \u00e8 spigolosa (come il suo stile), ha un carattere diretto, senza fronzoli, ma lima e alliscia la superficie di fronte alle persone della sua vita. Vorrebbe mettere da parte il sentimento (per lei fonte di distrazione), dedicarsi in toto all\u2019attivit\u00e0 lavorativa, ma la sfera emotiva finisce spesso per avere la meglio. Tanti saranno gli amori \u2013 Alfredo Pieroni, Fran\u00e7ois Pelou, Alexandros Panagulis, la madre Tosca, la sorella Neera \u2013 e tante saranno le sofferenze al momento della loro perdita. Il rigore, la precisione ai limiti del perfezionismo, il carattere forte e complesso della giornalista affiorano in superficie nella delicata fase della correzione di bozze e della costruzione del testo. Prima che diventi Oriana Fallaci sui suoi articoli si interviene, si taglia, si aggiusta e, come sempre succede in ogni testata, non si obbietta. Fattasi un nome, nessuno ha pi\u00f9 il coraggio di opporle nulla ed \u00e8 lei ad avere il coltello (la penna in questo caso) dalla parte del manico: di fronte a sguardi bassi e un poco sottomessi Oriana cura i sommari, decide i titoli, si preoccupa dei titolini, a volte ha da ridire sugli articoli di spalla al suo reportage. Con i libri \u00e8 anche peggio: decide le copertina, i caratteri, le spaziatura, le fotografie, i tipi di carta e la consegna del manoscritto, trascorre tempi biblici con i grafici (ai quali d\u00e0 scarsissime indicazioni sul contenuto dell\u2019opera) prima di essere completamente soddisfatta. Nencini prova sulla sua pelle cosa voglia dire sottoporre il proprio testo all\u2019analisi severa di Fallaci: prima di tutto, bandite le ripetizioni e l\u2019uso eccessivo di avverbi; sulla padronanza del periodo poi non si discute, tutto deve incastrarsi alla perfezione, danzare armoniosamente, deve scivolare senza screziature e ruvidezze, ogni parola va selezionata con cura perch\u00e9 pu\u00f2 aprire mondi interi. La traduzione francese di Insciallah da parte di Gallimard si conclude solo dopo il licenziamento dei primi due traduttori (il terzo viene convinto dall\u2019editore a non contraddire la giornalista per portare finalmente a termine il lavoro). La rabbia e l\u2019orgoglio passa addirittura sotto sedici giri di bozze. A proposito di quest\u2019ultimo testo: \u00e8 la pubblicazione che avrebbe scatenato nei confronti della scrittrice polemiche e attacchi da una certa fazione, plausi e becere strumentazioni (per bocca di chi forse non ha nemmeno mai letto le sue opere) da una certa altra. \u00c8 l\u2019indomani dell\u2019attentato dell\u201911 settembre 2001 e Oriana non si fa scrupoli a esprimere schiettamente la sua opinione: l\u2019Occidente e l\u2019Europa stanno rammollendo, l\u2019Oriente sta avanzando con il suo fondamentalismo, si teme una teocrazia islamica. Dietro a queste dichiarazioni pi\u00f9 che discutibili (basti pensare all\u2019idea per cui sarebbe stato minimo il contributo della cultura araba alla storia dell\u2019umanit\u00e0), si nasconde per\u00f2 quell\u2019Oriana che nel bel mezzo dell&#8217;intervista a Khomeini decide di togliersi il chador perch\u00e9 indisposta alla sottomissione e al mutamento dei suoi principi. Viene difficile pensare che quella partigiana, figlia di chi \u00e8 stato torturato dalla Banda Carit\u00e0, salda, convinta, portatrice di ideologie femministe, si sia stretta a convinzioni quasi oppositive. Oriana Fallaci \u00e8 stata umana, prima di tutto, con le sue sfaccettature e, perch\u00e9 non dirlo, contraddizioni. Per qualcuno o la si ama o la si odia, non ci sono vie mediane, ma forse questi due sentimenti riescono a convivere insieme nella considerazione della sua figura. Si pu\u00f2 essere consapevoli del genio e allo stesso tempo discostarsi da alcune sue parole. Quello che per\u00f2 non si pu\u00f2 negare, indipendentemente dalle considerazioni ideologiche, \u00e8 la caparbiet\u00e0 del personaggio: il coraggio di parlare, obbiettare, intervenire, essere tremendamente scomoda, non stare mai in silenzio. Ormai consumata dal cancro, Oriana Fallaci intuisce quando sar\u00e0 la sua ora e non esita a ribadirlo a medici e conoscenti (caso mai non se lo ricordassero). Si spegne all\u20191.05 di venerd\u00ec 15 settembre 2006, nella clinica Santa Chiara. Dopo un funerale laico viene sepolta al cimitero degli Allori. Sotto sua diretta richiesta (anche questa passabile di giudizio) sulla lapide compare la scritta: \u00abOriana Fallaci. Scrittore\u00bb, rifiutandosi categoricamente di declinare la professione al femminile. La notizia della dipartita rimbalza in vari paesi, dalla Grecia al Giappone. Stupisce un quotidiano in particolare, dove compare a tutta pagina la foto di Oriana e sotto la scritta: \u00abMorte di un\u2019inviata di guerra\u00bb. \u00c8 una testata iraniana a pubblicare l\u2019articolo. Vent\u2019anni trascorrono da quella data. A una fase iniziale di ritrosia e incertezza nei confronti di questa figura ne segue una, tutt\u2019ora in essere, in cui esplodono ricerche, saggi, studi, tesi di laurea, a dimostrazione del segno lasciato dall\u2019autrice e del suo protagonismo nel panorama letterario e giornalistico, non solo italiano. 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Non: Italia. Perch\u00e9 non \u00e8 la stessa cosa\u00bb. Bassina, poco pi\u00f9 che un metro e cinquanta, riempie ed eleva il suo corpo con audacia e prodezza. \u00c8 scrittrice, giornalista, reporter di guerra. Ma prima ancora staffetta partigiana. Nome di battaglia: Emilia. A contrasto dell\u2019invasione tedesca di Firenze, dal giugno del \u201944 una ragazzina di appena quindici anni ha il compito di portare delle piccole bombe, quelle a forma di ananas che si tengono in una mano e che si vedono nei film. \u00c8 figlia dell\u2019antifascista Edoardo Fallaci, il suo schieramento non pu\u00f2 che essere questo. Tutto ci\u00f2 che diventa, tutto ci\u00f2 che sa politicamente, deriva dall\u2019esperienza della Resistenza. Pi\u00f9 volte nella sua vita si definir\u00e0 \u00abSoldato\u00bb. Diplomata al liceo classico Galileo di Firenze con un 10 in pagella di italiano, mostra una spiccata propensione per la scrittura e le materie umanistiche, un po\u2019 meno per l\u2019accondiscendenza nei confronti dei professori con i quali spesso, senza paura di mostrarlo, non condivide le idee. Finisce per iscriversi alla facolt\u00e0 di medicina ma, inutile dirlo, non sar\u00e0 quello il suo futuro. Tutto inizia in via Ricasoli, alla sede del \u201cMattino\u201d. Oriana bussa: vuole fare la giornalista. Viene incaricata di scrivere un articolo su un dance club sul Lungarno, dove le mamme portano le figlie a ballare nella speranza che trovino marito. Rigorosamente scritto su una macchina Olivetti, il pezzo viene pubblicato. Differenze ideologiche le impediscono di essere assunta, ma non di continuare su questa strada. Sar\u00e0 poi con \u201cL\u2019Europeo\u201d che verr\u00e0 lanciata nel mondo della stampa e inizier\u00e0 a viaggiare oltre oceano. Kuwait, Vietnam, Beirut, Oriana Fallaci tocca con mano i territori di guerra. Non rinuncia al suo eyeliner sugli occhi, alle Chanel ai piedi nel terreno fangoso, alle decine di sigarette al giorno che le saranno fatali, agli abiti eleganti (d\u2019altronde \u00e8 lei che intervista gli stilisti pi\u00f9 famosi della storia). Anche sullo sfondo delle bombe resta lei, pregi e difetti. Convinta del fatto che le difficolt\u00e0 degli uomini nascano da questioni diverse \u2013 economiche, sociali, razziali \u2013 mentre quelle delle donne dalla stessa appartenenza al genere \u2013 cos\u00ec dice nel famoso reportage Il sesso inutile \u2013 , si mostra spesso severa nei confronti del mondo femminile e rimprovera la tendenza a sottomettersi per accondiscendere al volere dei maschi. Per Oriana la libert\u00e0 \u00e8 diritto e dovere, e la verit\u00e0 \u00e8 la base di ogni inchiesta giornalistica: si deve sempre documentare quello che accade, mai storpiare i fatti per andare incontro al volere di chi legge. \u00abWriting for freedom and disobedience\u00bb \u00e8 il suo mantra. Intervistata nel 1976 sul tema dell\u2019aborto, in un programma Rai condotto da Ennio Mastrostefano, si dispiace perch\u00e9, in quell&#8217;occasione, a parlare di un tema cos\u00ec delicato sono stati solo uomini; poi, a chi si oppone a questa pratica ricorda i morti ammazzati nelle battaglie, le giovani vite strappate da quei conflitti contro cui nessuno si scaglia: \u00abla guerra \u00e8 un aborto rinviato di vent\u2019anni\u00bb, dice. Sull\u2019argomento si scontra prima con il caro e fidato amico Pierpaolo Pasolini, che con una lettera di risposta in cui riporta la sua opinione su Lettera a un bambino mai nato causa la delusione di Oriana. Come riporta Riccardo Nencini \u2013 vicino alla giornalista negli ultimi momenti della sua vita \u2013 nel libro Mai stanca di vivere. Passioni e tumulti di Oriana Fallaci, sul letto di morte avrebbe dichiarato: \u00abDi cosa ho avuto paura? Della vita. Degli sgarbi della vita\u00bb. Ai bombardamenti ci si pu\u00f2 abituare \u2013&nbsp; quasi diventano vettori di adrenalina \u2013, alle sofferenze dell\u2019esistenza no. Oriana \u00e8 spigolosa (come il suo stile), ha un carattere diretto, senza fronzoli, ma lima e alliscia la superficie di fronte alle persone della sua vita. Vorrebbe mettere da parte il sentimento (per lei fonte di distrazione), dedicarsi in toto all\u2019attivit\u00e0 lavorativa, ma la sfera emotiva finisce spesso per avere la meglio. Tanti saranno gli amori \u2013 Alfredo Pieroni, Fran\u00e7ois Pelou, Alexandros Panagulis, la madre Tosca, la sorella Neera \u2013 e tante saranno le sofferenze al momento della loro perdita. Il rigore, la precisione ai limiti del perfezionismo, il carattere forte e complesso della giornalista affiorano in superficie nella delicata fase della correzione di bozze e della costruzione del testo. Prima che diventi Oriana Fallaci sui suoi articoli si interviene, si taglia, si aggiusta e, come sempre succede in ogni testata, non si obbietta. Fattasi un nome, nessuno ha pi\u00f9 il coraggio di opporle nulla ed \u00e8 lei ad avere il coltello (la penna in questo caso) dalla parte del manico: di fronte a sguardi bassi e un poco sottomessi Oriana cura i sommari, decide i titoli, si preoccupa dei titolini, a volte ha da ridire sugli articoli di spalla al suo reportage. Con i libri \u00e8 anche peggio: decide le copertina, i caratteri, le spaziatura, le fotografie, i tipi di carta e la consegna del manoscritto, trascorre tempi biblici con i grafici (ai quali d\u00e0 scarsissime indicazioni sul contenuto dell\u2019opera) prima di essere completamente soddisfatta. Nencini prova sulla sua pelle cosa voglia dire sottoporre il proprio testo all\u2019analisi severa di Fallaci: prima di tutto, bandite le ripetizioni e l\u2019uso eccessivo di avverbi; sulla padronanza del periodo poi non si discute, tutto deve incastrarsi alla perfezione, danzare armoniosamente, deve scivolare senza screziature e ruvidezze, ogni parola va selezionata con cura perch\u00e9 pu\u00f2 aprire mondi interi. La traduzione francese di Insciallah da parte di Gallimard si conclude solo dopo il licenziamento dei primi due traduttori (il terzo viene convinto dall\u2019editore a non contraddire la giornalista per portare finalmente a termine il lavoro). La rabbia e l\u2019orgoglio passa addirittura sotto sedici giri di bozze. A proposito di quest\u2019ultimo testo: \u00e8 la pubblicazione che avrebbe scatenato nei confronti della scrittrice polemiche e attacchi da una certa fazione, plausi e becere strumentazioni (per bocca di chi forse non ha nemmeno mai letto le sue opere) da una certa altra. \u00c8 l\u2019indomani dell\u2019attentato dell\u201911 settembre 2001 e Oriana non si fa scrupoli a esprimere schiettamente la sua opinione: l\u2019Occidente e l\u2019Europa stanno rammollendo, l\u2019Oriente sta avanzando con il suo fondamentalismo, si teme una teocrazia islamica. Dietro a queste dichiarazioni pi\u00f9 che discutibili (basti pensare all\u2019idea per cui sarebbe stato minimo il contributo della cultura araba alla storia dell\u2019umanit\u00e0), si nasconde per\u00f2 quell\u2019Oriana che nel bel mezzo dell&#8217;intervista a Khomeini decide di togliersi il chador perch\u00e9 indisposta alla sottomissione e al mutamento dei suoi principi. Viene difficile pensare che quella partigiana, figlia di chi \u00e8 stato torturato dalla Banda Carit\u00e0, salda, convinta, portatrice di ideologie femministe, si sia stretta a convinzioni quasi oppositive. Oriana Fallaci \u00e8 stata umana, prima di tutto, con le sue sfaccettature e, perch\u00e9 non dirlo, contraddizioni. Per qualcuno o la si ama o la si odia, non ci sono vie mediane, ma forse questi due sentimenti riescono a convivere insieme nella considerazione della sua figura. Si pu\u00f2 essere consapevoli del genio e allo stesso tempo discostarsi da alcune sue parole. Quello che per\u00f2 non si pu\u00f2 negare, indipendentemente dalle considerazioni ideologiche, \u00e8 la caparbiet\u00e0 del personaggio: il coraggio di parlare, obbiettare, intervenire, essere tremendamente scomoda, non stare mai in silenzio. Ormai consumata dal cancro, Oriana Fallaci intuisce quando sar\u00e0 la sua ora e non esita a ribadirlo a medici e conoscenti (caso mai non se lo ricordassero). Si spegne all\u20191.05 di venerd\u00ec 15 settembre 2006, nella clinica Santa Chiara. Dopo un funerale laico viene sepolta al cimitero degli Allori. Sotto sua diretta richiesta (anche questa passabile di giudizio) sulla lapide compare la scritta: \u00abOriana Fallaci. Scrittore\u00bb, rifiutandosi categoricamente di declinare la professione al femminile. La notizia della dipartita rimbalza in vari paesi, dalla Grecia al Giappone. Stupisce un quotidiano in particolare, dove compare a tutta pagina la foto di Oriana e sotto la scritta: \u00abMorte di un\u2019inviata di guerra\u00bb. \u00c8 una testata iraniana a pubblicare l\u2019articolo. Vent\u2019anni trascorrono da quella data. A una fase iniziale di ritrosia e incertezza nei confronti di questa figura ne segue una, tutt\u2019ora in essere, in cui esplodono ricerche, saggi, studi, tesi di laurea, a dimostrazione del segno lasciato dall\u2019autrice e del suo protagonismo nel panorama letterario e giornalistico, non solo italiano. La curiosit\u00e0 nei confronti di Oriana Fallaci non \u00e8 mai tramontata e il suo nome, nonostante tutto, non si \u00e8 dimenticato. di Gaia Cogorno","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2026-06-24T08:00:14+00:00","article_modified_time":"2026-06-25T10:52:07+00:00","og_image":[{"width":1068,"height":1122,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Eyeliner sugli occhi e Chanel ai piedi: 20 anni dalla morte della giornalista Oriana Fallaci","datePublished":"2026-06-24T08:00:14+00:00","dateModified":"2026-06-25T10:52:07+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/"},"wordCount":1443,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci.jpg","articleSection":["News"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/","name":"Eyeliner sugli occhi e Chanel ai piedi: 20 anni dalla morte della giornalista Oriana Fallaci - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci.jpg","datePublished":"2026-06-24T08:00:14+00:00","dateModified":"2026-06-25T10:52:07+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Oriana-Fallaci.jpg","width":1068,"height":1122},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/eyeliner-sugli-occhi-e-chanel-ai-piedi-20-anni-dalla-morte-della-giornalista-oriana-fallaci\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Eyeliner sugli occhi e Chanel ai piedi: 20 anni dalla morte della giornalista Oriana Fallaci"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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