{"id":9760,"date":"2026-09-03T18:18:24","date_gmt":"2026-09-03T16:18:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9760"},"modified":"2026-09-03T18:18:24","modified_gmt":"2026-09-03T16:18:24","slug":"arriva-mitzi-miao-intervista-a-rosalba-troiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/arriva-mitzi-miao-intervista-a-rosalba-troiano\/","title":{"rendered":"Arriva Mitzi Miao! Intervista a Rosalba Troiano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Rosalba Troiano \u00e8 una scrittrice, scenografa e costumista genovese. Dal 2004 \u00e8 autrice di libri per bambini<br \/>e ragazzi pubblicati da Giunti Editore e altre case editrici italiane. \u00c8 stata semifinalista al Premio<br \/>Bancarellino 2015 con il romanzo Cha-U-Kao.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Arriva Mitzi Miao!<\/em> \u00e8 uno dei suoi ultimi libri uscito per Giunti Editore. Una piccola Felisiana viene catapultata per errore sul pianeta Terra e deve trovare il carburante necessario per tornare a casa. Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di Mitzi e la sua storia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Curiosamente, \u00e8 nata mentre scrivevo un altro romanzo per il quale ho dovuto leggere alcuni testi sui gatti, con informazioni sui felini tra scienza e folklore. Mi ha colpito questa specie di leggenda metropolitana secondo la quale i gatti sono alieni che vogliono prendere (o hanno gi\u00e0 preso?) il controllo sugli umani. Da l\u00ec mi sono immaginata il Pianeta Felix Vibrissa e i suoi abitanti ipertecnologici, anni-gatto molto pi\u00f9 avanzati di noi. Mitzi Miao per\u00f2 \u00e8 una micina, e siccome \u00e8 vivacissima e molto curiosa, ci sta che combini qualche pasticcio\u2026 come catapultarsi per sbaglio sulla Terra a bordo di un Trasportino Stellare che non \u00e8 assolutamente in grado di pilotare!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>C\u2019\u00e8 chi inizia a scrivere partendo da un personaggio, chi dall\u2019ambientazione e chi ancora da una tematica: qual \u00e8 il Suo processo creativo durante la creazione di una storia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Posso dire che per me il punto di partenza non \u00e8 sempre lo stesso. In questo caso partivo senz\u2019altro dalla protagonista e l\u2019idea era di farle incontrare due piccoli terrestri che diventavano suoi amici e la aiutavano a ritornare a casa, di base la stessa storia di <em>E.T. l\u2019Extraterrestre<\/em>. Mi piaceva per\u00f2, l\u2019idea che i due bambini la aiutassero in modo stravagante. Inizialmente, il padre di Lola, la bambina terrestre, era sempre un ingegnere ma lavorava come \u201cproiettile umano\u201d e si faceva sparare lontanissimo con un cannone di sua progettazione. Adoro i Luna Park e il mondo dello spettacolo viaggiante, perci\u00f2 avevo immaginato di unire l\u2019idea della gattina aliena con dei sistemi di \u201crimpatrio\u201d che prevedessero l\u2019uso di macchinari circensi o di giostre, tipo appunto il cannone, il Booster o lo Sling Shot. Questi sistemi si rivelavano inizialmente fallimentari ma poi tutto si risolveva per il meglio. Purtroppo questo plot iniziale non ha funzionato e quindi dopo aver scritto il romanzo per intero inseguendo questa idea, l\u2019ho riscritto utilizzando un altro spunto che riguardava invece la decrittazione di un antichissimo codice\u2026 felisiano. In altri casi, avendo lavorato in passato come scenografa e costumista, per me l\u2019ambientazione \u00e8 molto importante. Spesso parto da un mondo immaginario e poi ci metto dentro personaggi che ci si trovino in grande difficolt\u00e0. Mai trattare bene i propri personaggi, se non\u2026 all\u2019ultimo momento!<strong><br \/><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><\/ol>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"737\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321-737x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9761\" style=\"aspect-ratio:0.7197322230386154;width:201px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321-737x1024.jpg 737w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321-1105x1536.jpg 1105w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321-1140x1585.jpg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321-17x24.jpg 17w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321-26x36.jpg 26w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321-35x48.jpg 35w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097321.jpg 1151w\" sizes=\"(max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustrazione di <br \/>Chiara Karicola Colagrande<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I libri raccontano delle avventure, dei valori e delle emozioni. In <em>Arriva Mitzi Miao! <\/em>Lola esprime il desiderio di diventare un\u2019ingegnera come il suo pap\u00e0, che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da qualche anno. Qual \u00e8 il modo giusto per parlare di determinati temi ai piccoli lettori e lettrici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui, devo confessare che ho lasciato un paio di righe di una parte che funzionava meglio con il seguito versione Luna Park, quando il padre di Lola durante il suo numero da proiettile umano era vittima di un grave incidente. Senza la parte successiva, questo accenno al pap\u00e0 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 suona forse meno comprensibile, ma ho deciso di tenerlo perch\u00e9 la morte di un genitore \u00e8 un evento in cui purtroppo alcuni bambini si possono riconoscere, senza contare la stragrande maggioranza di storie in cui i protagonisti sono orfani. Non so se c\u2019\u00e8 un modo giusto per parlare di questo, ma conosco molti bellissimi testi, in particolare albi illustrati, che trattano con estrema delicatezza un tema del genere e che sono di grande aiuto ai piccoli. Io non amo in modo particolare il libro che, proprio da progetto dell\u2019autore, fa da \u201csostegno\u201d al lettore e non credo che ne scriver\u00f2 mai, ma riconosco che chi lo fa, se lo fa bene, pu\u00f2 davvero aiutare bambini e bambine ad affrontare un\u2019esperienza cos\u00ec dura e cos\u00ec fondante della futura personalit\u00e0. Nella mia storia, Lola, anche per via della sua perdita, diventa sensibile e generosa nei confronti delle sventure altrui, riesce a immedesimarsi ed empatizzare. Tuttavia <em>Arriva Mitzi Miao!<\/em> sfiora l\u2019argomento \u201cperdita del genitore\u201d davvero di sfuggita. Oggi, le storie migliori, comunque sono prive di adulti con il quale i protagonisti devono fare i conti, tipo ubbidire e rispettare regole. Consiglio agli aspiranti autori di togliere di mezzo gli adulti il prima possibile, con ogni sistema e senza piet\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Secondo Lei, c\u2019\u00e8 ancora un timore generale e un comportamento iperprotettivo da parte dei genitori nel far leggere ai propri figli libri che trattano di alcune tematiche?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io penso di essere stata una bambina molto fortunata: in casa ho avuto accesso completamente libero a una vasta biblioteca. Nessun libro mi era precluso o proibito, tanto che ricordo di aver letto a nove o dieci anni l\u2019intero Rapporto Kinsey. Memore di questa fortuna, anni dopo, ogni volta che portavo le mie bambine in libreria, lasciavo che scegliessero qualsiasi libro attirasse la loro attenzione. Vedo per\u00f2 che tanti genitori scelgono i libri per i figli (disgraziatamente sono loro ad avere i soldi, quindi il potere sulla fantasia e sui gusti della prole) mettendoci sopra una specie di bollino ideale, \u201cquesto s\u00ec\/questo no\u201d. Non credo sia di aiuto: se il libro approvato dal genitore non incontra il gusto, talvolta ribelle, trasgressivo e anticonformista del bambino o bambina, potrebbe spegnere del tutto il legittimo desiderio di leggere. E poi, hai voglia a farlo riaccendere di nuovo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal 2004 collabora con diverse case editrici del panorama italiano, ma prima di allora ha lavorato in teatro, cinema e tv come pittrice-scenografa, scenografa o costumista e anche come assistente alla direzione artistica. Com\u2019\u00e8 nata la passione per la scrittura di libri per bambini e ragazzi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La passione per la scrittura \u00e8 nata molto prima, \u00e8 contemporanea al mio amore per la lettura che si \u00e8 formato davvero fin dal momento in cui ho imparato ad associare un significato ai \u201cgeroglifici\u201d che vedevo nelle insegne per strada o sui libri di casa. Adoro leggere fin da quando ero piccola, e pressoch\u00e9 in contemporanea \u00e8 nato in me il desiderio di imitare gli scrittori che pi\u00f9 amavo. Aggiungiamoci il fatto che mio pap\u00e0 (un ingegnere come quello di Lola!) possedeva una meravigliosa, gigantesca macchina da scrivere (una Facit dei primi anni Sessanta) che era il mio pi\u00f9 grande oggetto del desiderio. Senza timore che gliela rovinassi, pap\u00e0 mi ha insegnato a usarla non appena sono stata in grado di tamburellare parole compiute sui tasti, diciamo intorno ai sei\/sette anni. Inventare racconti sulla Facit mi \u00e8 venuto naturale, pareva fossero gi\u00e0 stampati! Scrivo storie da allora, ma sono arrivata solo molto pi\u00f9 tardi alla pubblicazione e alla collaborazione con Giunti, mio primo editore. Tra l\u2019altro, fino alla nascita delle mie figlie non avevo mai scritto storie per bambini, e come tanti altri autori e autrici ho esordito nella scrittura per l\u2019infanzia scrivendo le prime filastrocche e storie per loro, ma ci sono arrivata con un allenamento alla scrittura che durava gi\u00e0 da trent\u2019anni. Curiosit\u00e0: per le storie uso da sempre la tastiera, se scrivo il mio diario, invece, adopero penne stilografiche col pennino largo e inchiostri colorati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 stato il libro che l\u2019ha fatta avvicinare alla lettura? C\u2019\u00e8 stato un libro della Sua infanzia che l\u2019ha ispirata o verso cui si sente ancora molto affezionata?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I libri che mi hanno fatto avvicinare alla lettura non erano libri ma 45 giri, quelli delle Fiabe Sonore genialmente sceneggiate e musicate da Silverio Pisu (la voce di Pinocchio, per esempio \u00e8 di Paolo Poli!). Dopo aver ascoltato millemila volte Pinocchio, Peter Pan, Alice nelle Meraviglie e tutte le altre, \u00e8 arrivato il desiderio di leggere le loro versioni originali su carta. Mi piace sempre raccontare, per\u00f2, che il libro che ha fatto di me un\u2019aspirante scrittrice \u00e8 \u201cVacanze nell\u2019Isola dei Gabbiani\u201d di Astrid Lindgren, in cui la protagonista Ciorven, che ha sette anni, a un certo punto dice che da grande vuole \u00abfare la scrittrice e diventare grassa\u00bb. Leggendo queste parole mi si \u00e8 proprio accesa una luce nella testa e ho deciso che, da grande, volevo fare la scrittrice e diventare grassa anch\u2019io. In seguito ci ho messo di mezzo una lunga parentesi lavorativa in un campo molto diverso, ma sono convinta che il mondo dello spettacolo mi sia servito tantissimo per migliorare il modo in cui scrivo. P.S: non so se sono diventata una scrittrice <em>vera<\/em>, ma grassa s\u00ec!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"828\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314-1024x828.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9762\" style=\"aspect-ratio:1.2367446020186534;width:388px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314-1024x828.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314-1536x1242.jpg 1536w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314-1140x922.jpg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314-24x19.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314-36x29.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314-48x39.jpg 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000097314.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustrazione di Chiara Karicola Colagrande<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo scorso giugno, in occasione dell\u2019uscita di <em>Arriva Mitzi Miao! <\/em>i bambini e le bambine con le loro famiglie hanno potuto partecipare a un laboratorio creativo fatto di colori e glitter, un vero incontro tra lettori e lettrici, autrice e illustratrice. Com\u2019\u00e8 stato vedere Mitzi Miao incontrare il suo giovane pubblico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A essere sincera, purtroppo <em>Mitzi Miao<\/em> finora ha incontrato i suoi possibili lettori solo un paio di volte. Mentre gli incontri autunnali sono gi\u00e0 fissati, le vacanze estive, iniziate subito dopo l\u2019uscita in libreria la cui data precisa era incerta fino all\u2019ultimo, hanno precluso la possibilit\u00e0 di organizzare al meglio dei momenti di incontro con i bambini. Mi sarebbe piaciuto mettermi d\u2019accordo, per esempio, con i gestori di stabilimenti balneari e con l\u2019Osservatorio Astronomico della mia citt\u00e0. Dal momento che qui si parla di stelle, pianeti ed estate, non escludo di riuscire a farlo il prossimo anno. A ogni modo, per ora e per fortuna, ho riscontrato che non c\u2019\u00e8 bambino o bambina che non trovi adorabile Mitzi Miao, specie grazie a come \u00e8 stata immaginata dalla bravissima illustratrice Chiara Karicola Colagrande. Poter decorare la sua tuta spaziale o un suo outfit terricolo \u2013 illustrazioni originali gentilmente fornite da Chiara \u2013 non solo con i colori, ma anche con carta da collage oppure con borchiette e brillantini adesivi di vario tipo rende l\u2019incontro ancora pi\u00f9 divertente e ne nascono dei piccoli capolavori, in particolare dai bambini pi\u00f9 piccoli ai quali non importa niente di restare nei contorni neri del disegno e preferiscono creare al di fuori un insieme di accessori assurdi e dettagli straordinari. Quanto al futuro, ti rivelo che sto preparando le lettere dell\u2019alfabeto felisiano in formato magneti da lavagna, cos\u00ec nei prossimi laboratori riusciremo a decrittare i messaggi arrivati dritti dritti da Felix Vibrissa o a mandargliene noi. Questo sar\u00e0 un laboratorio un po\u2019 pi\u00f9 complesso, ma spero che i partecipanti si divertiranno molto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Secondo Lei, quali sono gli elementi che bisognerebbe tenere a mente quando si scrive per un pubblico pi\u00f9 giovane?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima cosa, importantissima: per scrivere (anche e soprattutto per ragazzi) bisogna studiare e prepararsi a livello accademico, cosa che da noi non \u00e8 ancora un concetto generalmente assimilato, anzi. Per le varie professioni editoriali esistono ottimi corsi e master come quello che hai seguito tu, Elisa, ma se escludiamo la Scuola Holden, in Italia non esiste ancora nessuna vera e propria facolt\u00e0 universitaria che insegni per tre o cinque anni la scrittura per ragazzi come tecnica, la storia della letteratura e la critica letteraria dei libri per l\u2019infanzia, come avviene in altri Paesi. Io amo in particolar modo i corsi di scrittura e ne ho frequentati tantissimi, sia di molto quotati sia di scarsissimi. Oltre a leggere con costanza i libri di narrativa e di saggistica in tema, sono anche una fanatica dei manuali di scrittura: ne possiedo un sacco e da tutti, come dai corsi, ho imparato molto. Perci\u00f2 studio, lettura di romanzi e fiabe, critica letteraria e scrittura quotidiana (da imporsi come disciplina) sono gli elementi primi. Poi bisogna conoscere i propri lettori, frequentare un sacco di bambini e di ragazzi, scoprirli, capirli, ascoltarli, mescolarsi a loro, assorbirne linguaggi, impulsi, desideri, tendenze. Scrivere per loro senza mai vederne uno o parlarci, be\u2019\u2026 lo fanno in tanti, ma di sicuro la differenza con i grandi autori per ragazzi, anche contemporanei, si vede. E poi c\u2019\u00e8 la vita, con tutti i suoi possibili magici aspetti ed esperienze, ci sono il cinema e la tv e il teatro che ci mostrano di continuo come si costruiscono le grandi storie, ci sono i viaggi, l\u2019arte, la natura e la bellezza di cui dovremmo circondarci sempre. Ecco, di bellezza e poesia non dovremmo mancare mai. E neanche di memoria, altrimenti come fai a riempire una pagina di emozioni e sensazioni se non ricordi cosa hai provato tu, poniamo, bevendo il tuo primo bicchiere di sciroppo di granatina? Per fortuna, la memoria, si pu\u00f2 allenare, circondarsi di bellezza invece \u00e8 davvero pi\u00f9 difficile nel mondo attuale, ma dobbiamo sempre sperare di riuscire a farlo. A proposito di questo, dico un\u2019ultima cosa in cui credo: non basta inserire dei personaggi bambini o dei ragazzi per dare vita a una storia destinata a loro. Anche nella storia pi\u00f9 tragica e drammatica, alla fine bisogna inserire almeno un piccolo germe di speranza nel futuro, il dolore passer\u00e0, il male sar\u00e0 sconfitto, le brutture si potranno cancellare o mitigare, i cattivi perderanno o si pentiranno, i buoni miglioreranno ancora. Altrimenti, sono storie per adulti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">di Elisa Carta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rosalba Troiano \u00e8 una scrittrice, scenografa e costumista genovese. Dal 2004 \u00e8 autrice di libri per bambinie ragazzi pubblicati da Giunti Editore e altre case editrici italiane. \u00c8 stata semifinalista al PremioBancarellino 2015 con il romanzo Cha-U-Kao. Arriva Mitzi Miao! \u00e8 uno dei suoi ultimi libri uscito per Giunti Editore. Una piccola Felisiana viene catapultata per errore sul pianeta Terra e deve trovare il carburante necessario per tornare a casa. Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di Mitzi e la sua storia? Curiosamente, \u00e8 nata mentre scrivevo un altro romanzo per il quale ho dovuto leggere alcuni testi sui gatti, con informazioni sui felini tra scienza e folklore. Mi ha colpito questa specie di leggenda metropolitana secondo la quale i gatti sono alieni che vogliono prendere (o hanno gi\u00e0 preso?) il controllo sugli umani. Da l\u00ec mi sono immaginata il Pianeta Felix Vibrissa e i suoi abitanti ipertecnologici, anni-gatto molto pi\u00f9 avanzati di noi. Mitzi Miao per\u00f2 \u00e8 una micina, e siccome \u00e8 vivacissima e molto curiosa, ci sta che combini qualche pasticcio\u2026 come catapultarsi per sbaglio sulla Terra a bordo di un Trasportino Stellare che non \u00e8 assolutamente in grado di pilotare! C\u2019\u00e8 chi inizia a scrivere partendo da un personaggio, chi dall\u2019ambientazione e chi ancora da una tematica: qual \u00e8 il Suo processo creativo durante la creazione di una storia? Posso dire che per me il punto di partenza non \u00e8 sempre lo stesso. In questo caso partivo senz\u2019altro dalla protagonista e l\u2019idea era di farle incontrare due piccoli terrestri che diventavano suoi amici e la aiutavano a ritornare a casa, di base la stessa storia di E.T. l\u2019Extraterrestre. Mi piaceva per\u00f2, l\u2019idea che i due bambini la aiutassero in modo stravagante. Inizialmente, il padre di Lola, la bambina terrestre, era sempre un ingegnere ma lavorava come \u201cproiettile umano\u201d e si faceva sparare lontanissimo con un cannone di sua progettazione. Adoro i Luna Park e il mondo dello spettacolo viaggiante, perci\u00f2 avevo immaginato di unire l\u2019idea della gattina aliena con dei sistemi di \u201crimpatrio\u201d che prevedessero l\u2019uso di macchinari circensi o di giostre, tipo appunto il cannone, il Booster o lo Sling Shot. Questi sistemi si rivelavano inizialmente fallimentari ma poi tutto si risolveva per il meglio. Purtroppo questo plot iniziale non ha funzionato e quindi dopo aver scritto il romanzo per intero inseguendo questa idea, l\u2019ho riscritto utilizzando un altro spunto che riguardava invece la decrittazione di un antichissimo codice\u2026 felisiano. In altri casi, avendo lavorato in passato come scenografa e costumista, per me l\u2019ambientazione \u00e8 molto importante. Spesso parto da un mondo immaginario e poi ci metto dentro personaggi che ci si trovino in grande difficolt\u00e0. Mai trattare bene i propri personaggi, se non\u2026 all\u2019ultimo momento! I libri raccontano delle avventure, dei valori e delle emozioni. In Arriva Mitzi Miao! Lola esprime il desiderio di diventare un\u2019ingegnera come il suo pap\u00e0, che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da qualche anno. Qual \u00e8 il modo giusto per parlare di determinati temi ai piccoli lettori e lettrici? Qui, devo confessare che ho lasciato un paio di righe di una parte che funzionava meglio con il seguito versione Luna Park, quando il padre di Lola durante il suo numero da proiettile umano era vittima di un grave incidente. Senza la parte successiva, questo accenno al pap\u00e0 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 suona forse meno comprensibile, ma ho deciso di tenerlo perch\u00e9 la morte di un genitore \u00e8 un evento in cui purtroppo alcuni bambini si possono riconoscere, senza contare la stragrande maggioranza di storie in cui i protagonisti sono orfani. Non so se c\u2019\u00e8 un modo giusto per parlare di questo, ma conosco molti bellissimi testi, in particolare albi illustrati, che trattano con estrema delicatezza un tema del genere e che sono di grande aiuto ai piccoli. Io non amo in modo particolare il libro che, proprio da progetto dell\u2019autore, fa da \u201csostegno\u201d al lettore e non credo che ne scriver\u00f2 mai, ma riconosco che chi lo fa, se lo fa bene, pu\u00f2 davvero aiutare bambini e bambine ad affrontare un\u2019esperienza cos\u00ec dura e cos\u00ec fondante della futura personalit\u00e0. Nella mia storia, Lola, anche per via della sua perdita, diventa sensibile e generosa nei confronti delle sventure altrui, riesce a immedesimarsi ed empatizzare. Tuttavia Arriva Mitzi Miao! sfiora l\u2019argomento \u201cperdita del genitore\u201d davvero di sfuggita. Oggi, le storie migliori, comunque sono prive di adulti con il quale i protagonisti devono fare i conti, tipo ubbidire e rispettare regole. Consiglio agli aspiranti autori di togliere di mezzo gli adulti il prima possibile, con ogni sistema e senza piet\u00e0! Secondo Lei, c\u2019\u00e8 ancora un timore generale e un comportamento iperprotettivo da parte dei genitori nel far leggere ai propri figli libri che trattano di alcune tematiche? Io penso di essere stata una bambina molto fortunata: in casa ho avuto accesso completamente libero a una vasta biblioteca. Nessun libro mi era precluso o proibito, tanto che ricordo di aver letto a nove o dieci anni l\u2019intero Rapporto Kinsey. Memore di questa fortuna, anni dopo, ogni volta che portavo le mie bambine in libreria, lasciavo che scegliessero qualsiasi libro attirasse la loro attenzione. Vedo per\u00f2 che tanti genitori scelgono i libri per i figli (disgraziatamente sono loro ad avere i soldi, quindi il potere sulla fantasia e sui gusti della prole) mettendoci sopra una specie di bollino ideale, \u201cquesto s\u00ec\/questo no\u201d. Non credo sia di aiuto: se il libro approvato dal genitore non incontra il gusto, talvolta ribelle, trasgressivo e anticonformista del bambino o bambina, potrebbe spegnere del tutto il legittimo desiderio di leggere. E poi, hai voglia a farlo riaccendere di nuovo! Dal 2004 collabora con diverse case editrici del panorama italiano, ma prima di allora ha lavorato in teatro, cinema e tv come pittrice-scenografa, scenografa o costumista e anche come assistente alla direzione artistica. Com\u2019\u00e8 nata la passione per la scrittura di libri per bambini e ragazzi? La passione per la scrittura \u00e8 nata molto prima, \u00e8 contemporanea al mio amore per la lettura che si \u00e8 formato davvero fin dal momento in cui ho imparato ad associare un significato ai \u201cgeroglifici\u201d che vedevo nelle insegne per strada o sui libri di casa. Adoro leggere fin da quando ero piccola, e pressoch\u00e9 in contemporanea \u00e8 nato in me il desiderio di imitare gli scrittori che pi\u00f9 amavo. Aggiungiamoci il fatto che mio pap\u00e0 (un ingegnere come quello di Lola!) possedeva una meravigliosa, gigantesca macchina da scrivere (una Facit dei primi anni Sessanta) che era il mio pi\u00f9 grande oggetto del desiderio. Senza timore che gliela rovinassi, pap\u00e0 mi ha insegnato a usarla non appena sono stata in grado di tamburellare parole compiute sui tasti, diciamo intorno ai sei\/sette anni. Inventare racconti sulla Facit mi \u00e8 venuto naturale, pareva fossero gi\u00e0 stampati! Scrivo storie da allora, ma sono arrivata solo molto pi\u00f9 tardi alla pubblicazione e alla collaborazione con Giunti, mio primo editore. Tra l\u2019altro, fino alla nascita delle mie figlie non avevo mai scritto storie per bambini, e come tanti altri autori e autrici ho esordito nella scrittura per l\u2019infanzia scrivendo le prime filastrocche e storie per loro, ma ci sono arrivata con un allenamento alla scrittura che durava gi\u00e0 da trent\u2019anni. Curiosit\u00e0: per le storie uso da sempre la tastiera, se scrivo il mio diario, invece, adopero penne stilografiche col pennino largo e inchiostri colorati. Qual \u00e8 stato il libro che l\u2019ha fatta avvicinare alla lettura? C\u2019\u00e8 stato un libro della Sua infanzia che l\u2019ha ispirata o verso cui si sente ancora molto affezionata? I libri che mi hanno fatto avvicinare alla lettura non erano libri ma 45 giri, quelli delle Fiabe Sonore genialmente sceneggiate e musicate da Silverio Pisu (la voce di Pinocchio, per esempio \u00e8 di Paolo Poli!). Dopo aver ascoltato millemila volte Pinocchio, Peter Pan, Alice nelle Meraviglie e tutte le altre, \u00e8 arrivato il desiderio di leggere le loro versioni originali su carta. Mi piace sempre raccontare, per\u00f2, che il libro che ha fatto di me un\u2019aspirante scrittrice \u00e8 \u201cVacanze nell\u2019Isola dei Gabbiani\u201d di Astrid Lindgren, in cui la protagonista Ciorven, che ha sette anni, a un certo punto dice che da grande vuole \u00abfare la scrittrice e diventare grassa\u00bb. Leggendo queste parole mi si \u00e8 proprio accesa una luce nella testa e ho deciso che, da grande, volevo fare la scrittrice e diventare grassa anch\u2019io. In seguito ci ho messo di mezzo una lunga parentesi lavorativa in un campo molto diverso, ma sono convinta che il mondo dello spettacolo mi sia servito tantissimo per migliorare il modo in cui scrivo. P.S: non so se sono diventata una scrittrice vera, ma grassa s\u00ec! Lo scorso giugno, in occasione dell\u2019uscita di Arriva Mitzi Miao! i bambini e le bambine con le loro famiglie hanno potuto partecipare a un laboratorio creativo fatto di colori e glitter, un vero incontro tra lettori e lettrici, autrice e illustratrice. Com\u2019\u00e8 stato vedere Mitzi Miao incontrare il suo giovane pubblico? A essere sincera, purtroppo Mitzi Miao finora ha incontrato i suoi possibili lettori solo un paio di volte. Mentre gli incontri autunnali sono gi\u00e0 fissati, le vacanze estive, iniziate subito dopo l\u2019uscita in libreria la cui data precisa era incerta fino all\u2019ultimo, hanno precluso la possibilit\u00e0 di organizzare al meglio dei momenti di incontro con i bambini. Mi sarebbe piaciuto mettermi d\u2019accordo, per esempio, con i gestori di stabilimenti balneari e con l\u2019Osservatorio Astronomico della mia citt\u00e0. Dal momento che qui si parla di stelle, pianeti ed estate, non escludo di riuscire a farlo il prossimo anno. A ogni modo, per ora e per fortuna, ho riscontrato che non c\u2019\u00e8 bambino o bambina che non trovi adorabile Mitzi Miao, specie grazie a come \u00e8 stata immaginata dalla bravissima illustratrice Chiara Karicola Colagrande. Poter decorare la sua tuta spaziale o un suo outfit terricolo \u2013 illustrazioni originali gentilmente fornite da Chiara \u2013 non solo con i colori, ma anche con carta da collage oppure con borchiette e brillantini adesivi di vario tipo rende l\u2019incontro ancora pi\u00f9 divertente e ne nascono dei piccoli capolavori, in particolare dai bambini pi\u00f9 piccoli ai quali non importa niente di restare nei contorni neri del disegno e preferiscono creare al di fuori un insieme di accessori assurdi e dettagli straordinari. Quanto al futuro, ti rivelo che sto preparando le lettere dell\u2019alfabeto felisiano in formato magneti da lavagna, cos\u00ec nei prossimi laboratori riusciremo a decrittare i messaggi arrivati dritti dritti da Felix Vibrissa o a mandargliene noi. Questo sar\u00e0 un laboratorio un po\u2019 pi\u00f9 complesso, ma spero che i partecipanti si divertiranno molto.\u00a0 Secondo Lei, quali sono gli elementi che bisognerebbe tenere a mente quando si scrive per un pubblico pi\u00f9 giovane? La prima cosa, importantissima: per scrivere (anche e soprattutto per ragazzi) bisogna studiare e prepararsi a livello accademico, cosa che da noi non \u00e8 ancora un concetto generalmente assimilato, anzi. Per le varie professioni editoriali esistono ottimi corsi e master come quello che hai seguito tu, Elisa, ma se escludiamo la Scuola Holden, in Italia non esiste ancora nessuna vera e propria facolt\u00e0 universitaria che insegni per tre o cinque anni la scrittura per ragazzi come tecnica, la storia della letteratura e la critica letteraria dei libri per l\u2019infanzia, come avviene in altri Paesi. Io amo in particolar modo i corsi di scrittura e ne ho frequentati tantissimi, sia di molto quotati sia di scarsissimi. Oltre a leggere con costanza i libri di narrativa e di saggistica in tema, sono anche una fanatica dei manuali di scrittura: ne possiedo un sacco e da tutti, come dai corsi, ho imparato molto. Perci\u00f2 studio, lettura di romanzi e fiabe, critica letteraria e scrittura quotidiana (da imporsi come disciplina) sono gli elementi primi. Poi bisogna conoscere i propri lettori, frequentare un sacco di bambini e di ragazzi, scoprirli, capirli, ascoltarli, mescolarsi a loro, assorbirne linguaggi, impulsi, desideri, tendenze. Scrivere per loro senza mai vederne uno o parlarci, be\u2019\u2026 lo fanno in tanti, ma di sicuro la differenza con i grandi autori per ragazzi, anche contemporanei, si vede. 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Intervista a Rosalba Troiano - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/arriva-mitzi-miao-intervista-a-rosalba-troiano\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Arriva Mitzi Miao! Intervista a Rosalba Troiano - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rosalba Troiano \u00e8 una scrittrice, scenografa e costumista genovese. Dal 2004 \u00e8 autrice di libri per bambinie ragazzi pubblicati da Giunti Editore e altre case editrici italiane. \u00c8 stata semifinalista al PremioBancarellino 2015 con il romanzo Cha-U-Kao. Arriva Mitzi Miao! \u00e8 uno dei suoi ultimi libri uscito per Giunti Editore. Una piccola Felisiana viene catapultata per errore sul pianeta Terra e deve trovare il carburante necessario per tornare a casa. Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di Mitzi e la sua storia? Curiosamente, \u00e8 nata mentre scrivevo un altro romanzo per il quale ho dovuto leggere alcuni testi sui gatti, con informazioni sui felini tra scienza e folklore. Mi ha colpito questa specie di leggenda metropolitana secondo la quale i gatti sono alieni che vogliono prendere (o hanno gi\u00e0 preso?) il controllo sugli umani. Da l\u00ec mi sono immaginata il Pianeta Felix Vibrissa e i suoi abitanti ipertecnologici, anni-gatto molto pi\u00f9 avanzati di noi. Mitzi Miao per\u00f2 \u00e8 una micina, e siccome \u00e8 vivacissima e molto curiosa, ci sta che combini qualche pasticcio\u2026 come catapultarsi per sbaglio sulla Terra a bordo di un Trasportino Stellare che non \u00e8 assolutamente in grado di pilotare! C\u2019\u00e8 chi inizia a scrivere partendo da un personaggio, chi dall\u2019ambientazione e chi ancora da una tematica: qual \u00e8 il Suo processo creativo durante la creazione di una storia? Posso dire che per me il punto di partenza non \u00e8 sempre lo stesso. In questo caso partivo senz\u2019altro dalla protagonista e l\u2019idea era di farle incontrare due piccoli terrestri che diventavano suoi amici e la aiutavano a ritornare a casa, di base la stessa storia di E.T. l\u2019Extraterrestre. Mi piaceva per\u00f2, l\u2019idea che i due bambini la aiutassero in modo stravagante. Inizialmente, il padre di Lola, la bambina terrestre, era sempre un ingegnere ma lavorava come \u201cproiettile umano\u201d e si faceva sparare lontanissimo con un cannone di sua progettazione. Adoro i Luna Park e il mondo dello spettacolo viaggiante, perci\u00f2 avevo immaginato di unire l\u2019idea della gattina aliena con dei sistemi di \u201crimpatrio\u201d che prevedessero l\u2019uso di macchinari circensi o di giostre, tipo appunto il cannone, il Booster o lo Sling Shot. Questi sistemi si rivelavano inizialmente fallimentari ma poi tutto si risolveva per il meglio. Purtroppo questo plot iniziale non ha funzionato e quindi dopo aver scritto il romanzo per intero inseguendo questa idea, l\u2019ho riscritto utilizzando un altro spunto che riguardava invece la decrittazione di un antichissimo codice\u2026 felisiano. In altri casi, avendo lavorato in passato come scenografa e costumista, per me l\u2019ambientazione \u00e8 molto importante. Spesso parto da un mondo immaginario e poi ci metto dentro personaggi che ci si trovino in grande difficolt\u00e0. Mai trattare bene i propri personaggi, se non\u2026 all\u2019ultimo momento! I libri raccontano delle avventure, dei valori e delle emozioni. In Arriva Mitzi Miao! Lola esprime il desiderio di diventare un\u2019ingegnera come il suo pap\u00e0, che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da qualche anno. Qual \u00e8 il modo giusto per parlare di determinati temi ai piccoli lettori e lettrici? Qui, devo confessare che ho lasciato un paio di righe di una parte che funzionava meglio con il seguito versione Luna Park, quando il padre di Lola durante il suo numero da proiettile umano era vittima di un grave incidente. Senza la parte successiva, questo accenno al pap\u00e0 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 suona forse meno comprensibile, ma ho deciso di tenerlo perch\u00e9 la morte di un genitore \u00e8 un evento in cui purtroppo alcuni bambini si possono riconoscere, senza contare la stragrande maggioranza di storie in cui i protagonisti sono orfani. Non so se c\u2019\u00e8 un modo giusto per parlare di questo, ma conosco molti bellissimi testi, in particolare albi illustrati, che trattano con estrema delicatezza un tema del genere e che sono di grande aiuto ai piccoli. Io non amo in modo particolare il libro che, proprio da progetto dell\u2019autore, fa da \u201csostegno\u201d al lettore e non credo che ne scriver\u00f2 mai, ma riconosco che chi lo fa, se lo fa bene, pu\u00f2 davvero aiutare bambini e bambine ad affrontare un\u2019esperienza cos\u00ec dura e cos\u00ec fondante della futura personalit\u00e0. Nella mia storia, Lola, anche per via della sua perdita, diventa sensibile e generosa nei confronti delle sventure altrui, riesce a immedesimarsi ed empatizzare. Tuttavia Arriva Mitzi Miao! sfiora l\u2019argomento \u201cperdita del genitore\u201d davvero di sfuggita. Oggi, le storie migliori, comunque sono prive di adulti con il quale i protagonisti devono fare i conti, tipo ubbidire e rispettare regole. Consiglio agli aspiranti autori di togliere di mezzo gli adulti il prima possibile, con ogni sistema e senza piet\u00e0! Secondo Lei, c\u2019\u00e8 ancora un timore generale e un comportamento iperprotettivo da parte dei genitori nel far leggere ai propri figli libri che trattano di alcune tematiche? Io penso di essere stata una bambina molto fortunata: in casa ho avuto accesso completamente libero a una vasta biblioteca. Nessun libro mi era precluso o proibito, tanto che ricordo di aver letto a nove o dieci anni l\u2019intero Rapporto Kinsey. Memore di questa fortuna, anni dopo, ogni volta che portavo le mie bambine in libreria, lasciavo che scegliessero qualsiasi libro attirasse la loro attenzione. Vedo per\u00f2 che tanti genitori scelgono i libri per i figli (disgraziatamente sono loro ad avere i soldi, quindi il potere sulla fantasia e sui gusti della prole) mettendoci sopra una specie di bollino ideale, \u201cquesto s\u00ec\/questo no\u201d. Non credo sia di aiuto: se il libro approvato dal genitore non incontra il gusto, talvolta ribelle, trasgressivo e anticonformista del bambino o bambina, potrebbe spegnere del tutto il legittimo desiderio di leggere. E poi, hai voglia a farlo riaccendere di nuovo! Dal 2004 collabora con diverse case editrici del panorama italiano, ma prima di allora ha lavorato in teatro, cinema e tv come pittrice-scenografa, scenografa o costumista e anche come assistente alla direzione artistica. Com\u2019\u00e8 nata la passione per la scrittura di libri per bambini e ragazzi? La passione per la scrittura \u00e8 nata molto prima, \u00e8 contemporanea al mio amore per la lettura che si \u00e8 formato davvero fin dal momento in cui ho imparato ad associare un significato ai \u201cgeroglifici\u201d che vedevo nelle insegne per strada o sui libri di casa. Adoro leggere fin da quando ero piccola, e pressoch\u00e9 in contemporanea \u00e8 nato in me il desiderio di imitare gli scrittori che pi\u00f9 amavo. Aggiungiamoci il fatto che mio pap\u00e0 (un ingegnere come quello di Lola!) possedeva una meravigliosa, gigantesca macchina da scrivere (una Facit dei primi anni Sessanta) che era il mio pi\u00f9 grande oggetto del desiderio. Senza timore che gliela rovinassi, pap\u00e0 mi ha insegnato a usarla non appena sono stata in grado di tamburellare parole compiute sui tasti, diciamo intorno ai sei\/sette anni. Inventare racconti sulla Facit mi \u00e8 venuto naturale, pareva fossero gi\u00e0 stampati! Scrivo storie da allora, ma sono arrivata solo molto pi\u00f9 tardi alla pubblicazione e alla collaborazione con Giunti, mio primo editore. Tra l\u2019altro, fino alla nascita delle mie figlie non avevo mai scritto storie per bambini, e come tanti altri autori e autrici ho esordito nella scrittura per l\u2019infanzia scrivendo le prime filastrocche e storie per loro, ma ci sono arrivata con un allenamento alla scrittura che durava gi\u00e0 da trent\u2019anni. Curiosit\u00e0: per le storie uso da sempre la tastiera, se scrivo il mio diario, invece, adopero penne stilografiche col pennino largo e inchiostri colorati. Qual \u00e8 stato il libro che l\u2019ha fatta avvicinare alla lettura? C\u2019\u00e8 stato un libro della Sua infanzia che l\u2019ha ispirata o verso cui si sente ancora molto affezionata? I libri che mi hanno fatto avvicinare alla lettura non erano libri ma 45 giri, quelli delle Fiabe Sonore genialmente sceneggiate e musicate da Silverio Pisu (la voce di Pinocchio, per esempio \u00e8 di Paolo Poli!). Dopo aver ascoltato millemila volte Pinocchio, Peter Pan, Alice nelle Meraviglie e tutte le altre, \u00e8 arrivato il desiderio di leggere le loro versioni originali su carta. Mi piace sempre raccontare, per\u00f2, che il libro che ha fatto di me un\u2019aspirante scrittrice \u00e8 \u201cVacanze nell\u2019Isola dei Gabbiani\u201d di Astrid Lindgren, in cui la protagonista Ciorven, che ha sette anni, a un certo punto dice che da grande vuole \u00abfare la scrittrice e diventare grassa\u00bb. Leggendo queste parole mi si \u00e8 proprio accesa una luce nella testa e ho deciso che, da grande, volevo fare la scrittrice e diventare grassa anch\u2019io. In seguito ci ho messo di mezzo una lunga parentesi lavorativa in un campo molto diverso, ma sono convinta che il mondo dello spettacolo mi sia servito tantissimo per migliorare il modo in cui scrivo. P.S: non so se sono diventata una scrittrice vera, ma grassa s\u00ec! Lo scorso giugno, in occasione dell\u2019uscita di Arriva Mitzi Miao! i bambini e le bambine con le loro famiglie hanno potuto partecipare a un laboratorio creativo fatto di colori e glitter, un vero incontro tra lettori e lettrici, autrice e illustratrice. Com\u2019\u00e8 stato vedere Mitzi Miao incontrare il suo giovane pubblico? A essere sincera, purtroppo Mitzi Miao finora ha incontrato i suoi possibili lettori solo un paio di volte. Mentre gli incontri autunnali sono gi\u00e0 fissati, le vacanze estive, iniziate subito dopo l\u2019uscita in libreria la cui data precisa era incerta fino all\u2019ultimo, hanno precluso la possibilit\u00e0 di organizzare al meglio dei momenti di incontro con i bambini. Mi sarebbe piaciuto mettermi d\u2019accordo, per esempio, con i gestori di stabilimenti balneari e con l\u2019Osservatorio Astronomico della mia citt\u00e0. Dal momento che qui si parla di stelle, pianeti ed estate, non escludo di riuscire a farlo il prossimo anno. A ogni modo, per ora e per fortuna, ho riscontrato che non c\u2019\u00e8 bambino o bambina che non trovi adorabile Mitzi Miao, specie grazie a come \u00e8 stata immaginata dalla bravissima illustratrice Chiara Karicola Colagrande. Poter decorare la sua tuta spaziale o un suo outfit terricolo \u2013 illustrazioni originali gentilmente fornite da Chiara \u2013 non solo con i colori, ma anche con carta da collage oppure con borchiette e brillantini adesivi di vario tipo rende l\u2019incontro ancora pi\u00f9 divertente e ne nascono dei piccoli capolavori, in particolare dai bambini pi\u00f9 piccoli ai quali non importa niente di restare nei contorni neri del disegno e preferiscono creare al di fuori un insieme di accessori assurdi e dettagli straordinari. Quanto al futuro, ti rivelo che sto preparando le lettere dell\u2019alfabeto felisiano in formato magneti da lavagna, cos\u00ec nei prossimi laboratori riusciremo a decrittare i messaggi arrivati dritti dritti da Felix Vibrissa o a mandargliene noi. Questo sar\u00e0 un laboratorio un po\u2019 pi\u00f9 complesso, ma spero che i partecipanti si divertiranno molto.\u00a0 Secondo Lei, quali sono gli elementi che bisognerebbe tenere a mente quando si scrive per un pubblico pi\u00f9 giovane? La prima cosa, importantissima: per scrivere (anche e soprattutto per ragazzi) bisogna studiare e prepararsi a livello accademico, cosa che da noi non \u00e8 ancora un concetto generalmente assimilato, anzi. Per le varie professioni editoriali esistono ottimi corsi e master come quello che hai seguito tu, Elisa, ma se escludiamo la Scuola Holden, in Italia non esiste ancora nessuna vera e propria facolt\u00e0 universitaria che insegni per tre o cinque anni la scrittura per ragazzi come tecnica, la storia della letteratura e la critica letteraria dei libri per l\u2019infanzia, come avviene in altri Paesi. Io amo in particolar modo i corsi di scrittura e ne ho frequentati tantissimi, sia di molto quotati sia di scarsissimi. Oltre a leggere con costanza i libri di narrativa e di saggistica in tema, sono anche una fanatica dei manuali di scrittura: ne possiedo un sacco e da tutti, come dai corsi, ho imparato molto. Perci\u00f2 studio, lettura di romanzi e fiabe, critica letteraria e scrittura quotidiana (da imporsi come disciplina) sono gli elementi primi. Poi bisogna conoscere i propri lettori, frequentare un sacco di bambini e di ragazzi, scoprirli, capirli, ascoltarli, mescolarsi a loro, assorbirne linguaggi, impulsi, desideri, tendenze. Scrivere per loro senza mai vederne uno o parlarci, be\u2019\u2026 lo fanno in tanti, ma di sicuro la differenza con i grandi autori per ragazzi, anche contemporanei, si vede. 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Curiosamente, \u00e8 nata mentre scrivevo un altro romanzo per il quale ho dovuto leggere alcuni testi sui gatti, con informazioni sui felini tra scienza e folklore. Mi ha colpito questa specie di leggenda metropolitana secondo la quale i gatti sono alieni che vogliono prendere (o hanno gi\u00e0 preso?) il controllo sugli umani. Da l\u00ec mi sono immaginata il Pianeta Felix Vibrissa e i suoi abitanti ipertecnologici, anni-gatto molto pi\u00f9 avanzati di noi. Mitzi Miao per\u00f2 \u00e8 una micina, e siccome \u00e8 vivacissima e molto curiosa, ci sta che combini qualche pasticcio\u2026 come catapultarsi per sbaglio sulla Terra a bordo di un Trasportino Stellare che non \u00e8 assolutamente in grado di pilotare! C\u2019\u00e8 chi inizia a scrivere partendo da un personaggio, chi dall\u2019ambientazione e chi ancora da una tematica: qual \u00e8 il Suo processo creativo durante la creazione di una storia? Posso dire che per me il punto di partenza non \u00e8 sempre lo stesso. In questo caso partivo senz\u2019altro dalla protagonista e l\u2019idea era di farle incontrare due piccoli terrestri che diventavano suoi amici e la aiutavano a ritornare a casa, di base la stessa storia di E.T. l\u2019Extraterrestre. Mi piaceva per\u00f2, l\u2019idea che i due bambini la aiutassero in modo stravagante. Inizialmente, il padre di Lola, la bambina terrestre, era sempre un ingegnere ma lavorava come \u201cproiettile umano\u201d e si faceva sparare lontanissimo con un cannone di sua progettazione. Adoro i Luna Park e il mondo dello spettacolo viaggiante, perci\u00f2 avevo immaginato di unire l\u2019idea della gattina aliena con dei sistemi di \u201crimpatrio\u201d che prevedessero l\u2019uso di macchinari circensi o di giostre, tipo appunto il cannone, il Booster o lo Sling Shot. Questi sistemi si rivelavano inizialmente fallimentari ma poi tutto si risolveva per il meglio. Purtroppo questo plot iniziale non ha funzionato e quindi dopo aver scritto il romanzo per intero inseguendo questa idea, l\u2019ho riscritto utilizzando un altro spunto che riguardava invece la decrittazione di un antichissimo codice\u2026 felisiano. In altri casi, avendo lavorato in passato come scenografa e costumista, per me l\u2019ambientazione \u00e8 molto importante. Spesso parto da un mondo immaginario e poi ci metto dentro personaggi che ci si trovino in grande difficolt\u00e0. Mai trattare bene i propri personaggi, se non\u2026 all\u2019ultimo momento! I libri raccontano delle avventure, dei valori e delle emozioni. In Arriva Mitzi Miao! Lola esprime il desiderio di diventare un\u2019ingegnera come il suo pap\u00e0, che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da qualche anno. Qual \u00e8 il modo giusto per parlare di determinati temi ai piccoli lettori e lettrici? Qui, devo confessare che ho lasciato un paio di righe di una parte che funzionava meglio con il seguito versione Luna Park, quando il padre di Lola durante il suo numero da proiettile umano era vittima di un grave incidente. Senza la parte successiva, questo accenno al pap\u00e0 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 suona forse meno comprensibile, ma ho deciso di tenerlo perch\u00e9 la morte di un genitore \u00e8 un evento in cui purtroppo alcuni bambini si possono riconoscere, senza contare la stragrande maggioranza di storie in cui i protagonisti sono orfani. Non so se c\u2019\u00e8 un modo giusto per parlare di questo, ma conosco molti bellissimi testi, in particolare albi illustrati, che trattano con estrema delicatezza un tema del genere e che sono di grande aiuto ai piccoli. Io non amo in modo particolare il libro che, proprio da progetto dell\u2019autore, fa da \u201csostegno\u201d al lettore e non credo che ne scriver\u00f2 mai, ma riconosco che chi lo fa, se lo fa bene, pu\u00f2 davvero aiutare bambini e bambine ad affrontare un\u2019esperienza cos\u00ec dura e cos\u00ec fondante della futura personalit\u00e0. Nella mia storia, Lola, anche per via della sua perdita, diventa sensibile e generosa nei confronti delle sventure altrui, riesce a immedesimarsi ed empatizzare. Tuttavia Arriva Mitzi Miao! sfiora l\u2019argomento \u201cperdita del genitore\u201d davvero di sfuggita. Oggi, le storie migliori, comunque sono prive di adulti con il quale i protagonisti devono fare i conti, tipo ubbidire e rispettare regole. Consiglio agli aspiranti autori di togliere di mezzo gli adulti il prima possibile, con ogni sistema e senza piet\u00e0! Secondo Lei, c\u2019\u00e8 ancora un timore generale e un comportamento iperprotettivo da parte dei genitori nel far leggere ai propri figli libri che trattano di alcune tematiche? Io penso di essere stata una bambina molto fortunata: in casa ho avuto accesso completamente libero a una vasta biblioteca. Nessun libro mi era precluso o proibito, tanto che ricordo di aver letto a nove o dieci anni l\u2019intero Rapporto Kinsey. Memore di questa fortuna, anni dopo, ogni volta che portavo le mie bambine in libreria, lasciavo che scegliessero qualsiasi libro attirasse la loro attenzione. Vedo per\u00f2 che tanti genitori scelgono i libri per i figli (disgraziatamente sono loro ad avere i soldi, quindi il potere sulla fantasia e sui gusti della prole) mettendoci sopra una specie di bollino ideale, \u201cquesto s\u00ec\/questo no\u201d. Non credo sia di aiuto: se il libro approvato dal genitore non incontra il gusto, talvolta ribelle, trasgressivo e anticonformista del bambino o bambina, potrebbe spegnere del tutto il legittimo desiderio di leggere. E poi, hai voglia a farlo riaccendere di nuovo! Dal 2004 collabora con diverse case editrici del panorama italiano, ma prima di allora ha lavorato in teatro, cinema e tv come pittrice-scenografa, scenografa o costumista e anche come assistente alla direzione artistica. Com\u2019\u00e8 nata la passione per la scrittura di libri per bambini e ragazzi? La passione per la scrittura \u00e8 nata molto prima, \u00e8 contemporanea al mio amore per la lettura che si \u00e8 formato davvero fin dal momento in cui ho imparato ad associare un significato ai \u201cgeroglifici\u201d che vedevo nelle insegne per strada o sui libri di casa. Adoro leggere fin da quando ero piccola, e pressoch\u00e9 in contemporanea \u00e8 nato in me il desiderio di imitare gli scrittori che pi\u00f9 amavo. Aggiungiamoci il fatto che mio pap\u00e0 (un ingegnere come quello di Lola!) possedeva una meravigliosa, gigantesca macchina da scrivere (una Facit dei primi anni Sessanta) che era il mio pi\u00f9 grande oggetto del desiderio. Senza timore che gliela rovinassi, pap\u00e0 mi ha insegnato a usarla non appena sono stata in grado di tamburellare parole compiute sui tasti, diciamo intorno ai sei\/sette anni. Inventare racconti sulla Facit mi \u00e8 venuto naturale, pareva fossero gi\u00e0 stampati! Scrivo storie da allora, ma sono arrivata solo molto pi\u00f9 tardi alla pubblicazione e alla collaborazione con Giunti, mio primo editore. Tra l\u2019altro, fino alla nascita delle mie figlie non avevo mai scritto storie per bambini, e come tanti altri autori e autrici ho esordito nella scrittura per l\u2019infanzia scrivendo le prime filastrocche e storie per loro, ma ci sono arrivata con un allenamento alla scrittura che durava gi\u00e0 da trent\u2019anni. Curiosit\u00e0: per le storie uso da sempre la tastiera, se scrivo il mio diario, invece, adopero penne stilografiche col pennino largo e inchiostri colorati. Qual \u00e8 stato il libro che l\u2019ha fatta avvicinare alla lettura? C\u2019\u00e8 stato un libro della Sua infanzia che l\u2019ha ispirata o verso cui si sente ancora molto affezionata? I libri che mi hanno fatto avvicinare alla lettura non erano libri ma 45 giri, quelli delle Fiabe Sonore genialmente sceneggiate e musicate da Silverio Pisu (la voce di Pinocchio, per esempio \u00e8 di Paolo Poli!). Dopo aver ascoltato millemila volte Pinocchio, Peter Pan, Alice nelle Meraviglie e tutte le altre, \u00e8 arrivato il desiderio di leggere le loro versioni originali su carta. Mi piace sempre raccontare, per\u00f2, che il libro che ha fatto di me un\u2019aspirante scrittrice \u00e8 \u201cVacanze nell\u2019Isola dei Gabbiani\u201d di Astrid Lindgren, in cui la protagonista Ciorven, che ha sette anni, a un certo punto dice che da grande vuole \u00abfare la scrittrice e diventare grassa\u00bb. Leggendo queste parole mi si \u00e8 proprio accesa una luce nella testa e ho deciso che, da grande, volevo fare la scrittrice e diventare grassa anch\u2019io. In seguito ci ho messo di mezzo una lunga parentesi lavorativa in un campo molto diverso, ma sono convinta che il mondo dello spettacolo mi sia servito tantissimo per migliorare il modo in cui scrivo. P.S: non so se sono diventata una scrittrice vera, ma grassa s\u00ec! Lo scorso giugno, in occasione dell\u2019uscita di Arriva Mitzi Miao! i bambini e le bambine con le loro famiglie hanno potuto partecipare a un laboratorio creativo fatto di colori e glitter, un vero incontro tra lettori e lettrici, autrice e illustratrice. Com\u2019\u00e8 stato vedere Mitzi Miao incontrare il suo giovane pubblico? A essere sincera, purtroppo Mitzi Miao finora ha incontrato i suoi possibili lettori solo un paio di volte. Mentre gli incontri autunnali sono gi\u00e0 fissati, le vacanze estive, iniziate subito dopo l\u2019uscita in libreria la cui data precisa era incerta fino all\u2019ultimo, hanno precluso la possibilit\u00e0 di organizzare al meglio dei momenti di incontro con i bambini. Mi sarebbe piaciuto mettermi d\u2019accordo, per esempio, con i gestori di stabilimenti balneari e con l\u2019Osservatorio Astronomico della mia citt\u00e0. Dal momento che qui si parla di stelle, pianeti ed estate, non escludo di riuscire a farlo il prossimo anno. A ogni modo, per ora e per fortuna, ho riscontrato che non c\u2019\u00e8 bambino o bambina che non trovi adorabile Mitzi Miao, specie grazie a come \u00e8 stata immaginata dalla bravissima illustratrice Chiara Karicola Colagrande. Poter decorare la sua tuta spaziale o un suo outfit terricolo \u2013 illustrazioni originali gentilmente fornite da Chiara \u2013 non solo con i colori, ma anche con carta da collage oppure con borchiette e brillantini adesivi di vario tipo rende l\u2019incontro ancora pi\u00f9 divertente e ne nascono dei piccoli capolavori, in particolare dai bambini pi\u00f9 piccoli ai quali non importa niente di restare nei contorni neri del disegno e preferiscono creare al di fuori un insieme di accessori assurdi e dettagli straordinari. Quanto al futuro, ti rivelo che sto preparando le lettere dell\u2019alfabeto felisiano in formato magneti da lavagna, cos\u00ec nei prossimi laboratori riusciremo a decrittare i messaggi arrivati dritti dritti da Felix Vibrissa o a mandargliene noi. Questo sar\u00e0 un laboratorio un po\u2019 pi\u00f9 complesso, ma spero che i partecipanti si divertiranno molto.\u00a0 Secondo Lei, quali sono gli elementi che bisognerebbe tenere a mente quando si scrive per un pubblico pi\u00f9 giovane? La prima cosa, importantissima: per scrivere (anche e soprattutto per ragazzi) bisogna studiare e prepararsi a livello accademico, cosa che da noi non \u00e8 ancora un concetto generalmente assimilato, anzi. Per le varie professioni editoriali esistono ottimi corsi e master come quello che hai seguito tu, Elisa, ma se escludiamo la Scuola Holden, in Italia non esiste ancora nessuna vera e propria facolt\u00e0 universitaria che insegni per tre o cinque anni la scrittura per ragazzi come tecnica, la storia della letteratura e la critica letteraria dei libri per l\u2019infanzia, come avviene in altri Paesi. Io amo in particolar modo i corsi di scrittura e ne ho frequentati tantissimi, sia di molto quotati sia di scarsissimi. Oltre a leggere con costanza i libri di narrativa e di saggistica in tema, sono anche una fanatica dei manuali di scrittura: ne possiedo un sacco e da tutti, come dai corsi, ho imparato molto. Perci\u00f2 studio, lettura di romanzi e fiabe, critica letteraria e scrittura quotidiana (da imporsi come disciplina) sono gli elementi primi. Poi bisogna conoscere i propri lettori, frequentare un sacco di bambini e di ragazzi, scoprirli, capirli, ascoltarli, mescolarsi a loro, assorbirne linguaggi, impulsi, desideri, tendenze. Scrivere per loro senza mai vederne uno o parlarci, be\u2019\u2026 lo fanno in tanti, ma di sicuro la differenza con i grandi autori per ragazzi, anche contemporanei, si vede. 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