{"id":9774,"date":"2026-09-23T10:23:55","date_gmt":"2026-09-23T08:23:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9774"},"modified":"2026-09-23T10:23:55","modified_gmt":"2026-09-23T08:23:55","slug":"suite-francese-di-irene-nemirovsky-quando-la-guerra-muta-lanimo-degli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/suite-francese-di-irene-nemirovsky-quando-la-guerra-muta-lanimo-degli-uomini\/","title":{"rendered":"&#8220;Suite francese&#8221; di Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky: quando la guerra muta l\u2019animo degli uomini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Il romanzo di Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky, rimasto incompleto per l\u2019internamento dell\u2019autrice a Birkenau, durante la seconda guerra mondiale, e pubblicato postumo nel 2004, pu\u00f2 essere letto soffermandosi su aspetti diversi. Tra questi, emerge con una certa evidenza la lotta per la sopravvivenza (a ogni costo) e il rapporto tra vincitori e vinti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella prima parte di questo romanzo, iniziato nel 1941 e mai terminato, si racconta l\u2019esodo dei francesi: il tentativo, durante l\u2019estate del 1939, di lasciare la citt\u00e0 di l\u00ec a poco occupata dai tedeschi per rifugiarsi nelle campagne. Ed \u00e8 qui che emergono i primi elementi rappresentativi: il classismo, l\u2019attaccamento al materiale, i differenti trattamenti e le diverse opportunit\u00e0 tra chi appartiene a classi privilegiate e chi invece possiede meno risorse (o non ne ha affatto). Il principio regolatore \u00e8 quello dell\u2019<em>homo homini lupus<\/em>: tutti contro tutti e nessuno a favore di nessuno. La miseria, economica ma anche d\u2019animo, \u00e8 la padrona indiscussa, domina la Francia e si insinua nelle vite di ognuno. In tali condizioni comincia a fare effetto l\u2019anestesia generale contro il dolore e la sofferenza degli altri. Si prenda lo scrittore Gabriel Corte, che non fa altro che pensare a come mettere al sicuro i suoi manoscritti e che in ogni modo cerca di avvalersi del suo titolo di intellettuale per ottenere favori e salvarsi la pelle (a discapito di chi invece non sa scrivere e autore non \u00e8): costui prova ribrezzo non solo nei confronti degli sconosciuti che appartengono alla classi povere, ma anche nei confronti dei suoi stessi domestici arrivando, durante la tentata fuga in macchina verso il contado, a tapparsi le orecchie per non sentirli mangiare il loro misero panino. Corte non sopporta nemmeno di vedere o sentire chi \u00e8 diverso da lui, sono i suoi sensi a rifiutarsi. La sua amante Florence, quando viene attaccata da chi \u00e8 pi\u00f9 indigente e affamato di lei, come prima cosa si accerta che la collana sia salva e stia dove deve stare: attorno al suo collo. La signora P\u00e9ricand pratica la carit\u00e0 ma lo fa secondo una logica profondamente classista, in quanto nulla \u00e8 spontaneo e sincero in lei. L\u2019essere generosi \u00e8 la manifestazione della sua superiorit\u00e0 sociale, e pi\u00f9 volte deve mettere a tacere i pensieri egoisti e ricordarsi di essere una brava cristiana. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi che, in una sosta di viaggio, decida di conversare con degli estranei solo perch\u00e9 si \u00e8 accertata che appartengano a una classe sociale elevata. Dopo un attacco nemico la prima cosa di cui si rincuora \u00e8 che i gioielli, il denaro e l\u2019argenteria siano salvi, finendo per dimenticare di salvare il tanto amato suocero. Perfino il gatto della famiglia, Albert, incarna in qualche modo la crudelt\u00e0 della guerra: durante una delle sue fughe notturne uccide brutalmente un uccellino facendolo morire lentamente e poi, ormai sazio ma annoiato, ferisce una sfortunata talpa che gli capita davanti. A distinguersi nella famiglia \u00e8 il figlio Hubert, dispiaciuto per l\u2019ipocrisia e l\u2019egoismo dominanti e per questo pronto a lasciare le mura di casa per combattere contro i nemici e difendere la patria; ma, da come viene alluso nel romanzo, finisce nelle grinfie della ballerina Arlette, ben pi\u00f9 grande di lui e consapevole della sua ingenuit\u00e0 di ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la guerra pu\u00f2 dirsi senza senso e portatrice di sofferenza, non sono poche le morti violente, e quasi grottesche, che capitano ad alcuni dei personaggi. Charles Langelot ad esempio, che ammira le sue tanto preziose porcellane ed \u00e8 in cerca di una nuova cameriera per la casa di Parigi: colui che si \u00e8 salvato rubando benzina e auto a due giovani promessi sposi finisce per essere investito dalla macchina di una bella e affascinante donna mentre si aggira spensierato tra le vie della capitale francese. Oppure Philippe, dei P\u00e9ricand, giovane religioso vocato alla fede e alla misericordia che prende in custodia 28 ragazzini di un istituto di carit\u00e0, per poi esserne brutalmente ucciso in un loro animalesco tentativo di rapinare una villa. Anche i pi\u00f9 piccoli sono dominati dagli istinti violenti, e chi \u00e8 sinceramente legato alla benevolenza finisce per avere la peggio. Contrastano questo repertorio di brutalit\u00e0 e sopraffazione i coniugi Michaud, due anziani impiegati di banca, vittime del loro superiore, che sperano ogni giorno di riabbracciare il figlio soldato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella seconda parte compare un altro aspetto centrale nello sviluppo dell\u2019opera: il rapporto tra vinti e vincitori, tra i francesi ospitanti e i tedeschi ospitati. Le cose vanno diversamente da quello che ci si aspetterebbe e rasentano quasi il paradosso: quei \u201ccrucchi\u201d (guai a chiamarli cos\u00ec) muniti di elmetto e divisa in groppa ai loro cavalli, con i capelli dorati mossi dal vento e i penetranti occhi di ghiaccio, alla fine non sono cos\u00ec male, si dimostrano educati, in parte divertenti, a volte in grado di animare quell\u2019asettico paese in guerra. I bambini si avvicinano e sorridono insieme a loro, e le ragazze si perdono in baci e promesse che riecheggiano nel coprifuoco serale. Molte mogli sono infelici, hanno sposato chi di dovere, hanno bisogno di attenzioni e buone maniere che inaspettatamente arrivano dagli stessi soldati. Questo rapporto tutto sommato buono tra nemici contrasta invece con la ben poca sopportazione reciproca dei francesi: le suocere criticano le nuore perch\u00e9 danno troppe attenzioni ai tedeschi e non pensano ai loro mariti lontani e prigionieri (poco importa se sono sempre stati violenti e traditori), le voci di sospetti amoreggiamenti illeciti si diffondono e alimentano il disprezzo verso alcune paesane, e chi possiede tanto fatica a offrire qualcosa. Come la viscontessa di Montmort, criticona nei confronti delle scostumate donne del luogo solo perch\u00e9 ha un marito che pensa a tutto tranne che ad amarla: la donna predica la carit\u00e0 e la morale cristiana, non accetta che le contadine e le borghesi non si tolgano il pane di bocca a favore anche di quei prigionieri che non sono loro parenti, ma \u00e8 la prima a non permettere a chi ne ha disperatamente bisogno di comprare i frutti del suo giardino. Alla fine, sar\u00e0 proprio lei a denunciare un paesano per furto e a causare l\u2019inizio della caccia all\u2019uomo. In questo mondo messo sotto sopra dalle leggi del conflitto e dalla fame gli invasori sembrano i buoni, mentre a essere egoisti e ipocriti, quasi dimentichi del principio di solidariet\u00e0, sarebbero gli invasi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul cielo nero e carico di pessimismo che si abbatte sulla Francia pare per\u00f2 comparire un barlume di speranza: Lucine, colei che si vergogna di sentire il cuore battere per il tedesco stanziato in casa sua e della suocera, che reprime in ogni modo i suoi sentimenti, ma che accetta di aiutare un\u2019amica a nascondere il concittadino ricercato. Termina cos\u00ec, lasciando molto in sospeso, <em>Suite francese<\/em>: con i tedeschi, ora chiamati in Russia, che si allontanano dalla Francia dopo aver portato disordine, scompiglio, paura e aver mutato per sempre, nel bene e nel male, l\u2019animo dei francesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">di Gaia Cogorno<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il romanzo di Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky, rimasto incompleto per l\u2019internamento dell\u2019autrice a Birkenau, durante la seconda guerra mondiale, e pubblicato postumo nel 2004, pu\u00f2 essere letto soffermandosi su aspetti diversi. Tra questi, emerge con una certa evidenza la lotta per la sopravvivenza (a ogni costo) e il rapporto tra vincitori e vinti. Nella prima parte di questo romanzo, iniziato nel 1941 e mai terminato, si racconta l\u2019esodo dei francesi: il tentativo, durante l\u2019estate del 1939, di lasciare la citt\u00e0 di l\u00ec a poco occupata dai tedeschi per rifugiarsi nelle campagne. Ed \u00e8 qui che emergono i primi elementi rappresentativi: il classismo, l\u2019attaccamento al materiale, i differenti trattamenti e le diverse opportunit\u00e0 tra chi appartiene a classi privilegiate e chi invece possiede meno risorse (o non ne ha affatto). Il principio regolatore \u00e8 quello dell\u2019homo homini lupus: tutti contro tutti e nessuno a favore di nessuno. La miseria, economica ma anche d\u2019animo, \u00e8 la padrona indiscussa, domina la Francia e si insinua nelle vite di ognuno. In tali condizioni comincia a fare effetto l\u2019anestesia generale contro il dolore e la sofferenza degli altri. Si prenda lo scrittore Gabriel Corte, che non fa altro che pensare a come mettere al sicuro i suoi manoscritti e che in ogni modo cerca di avvalersi del suo titolo di intellettuale per ottenere favori e salvarsi la pelle (a discapito di chi invece non sa scrivere e autore non \u00e8): costui prova ribrezzo non solo nei confronti degli sconosciuti che appartengono alla classi povere, ma anche nei confronti dei suoi stessi domestici arrivando, durante la tentata fuga in macchina verso il contado, a tapparsi le orecchie per non sentirli mangiare il loro misero panino. Corte non sopporta nemmeno di vedere o sentire chi \u00e8 diverso da lui, sono i suoi sensi a rifiutarsi. La sua amante Florence, quando viene attaccata da chi \u00e8 pi\u00f9 indigente e affamato di lei, come prima cosa si accerta che la collana sia salva e stia dove deve stare: attorno al suo collo. La signora P\u00e9ricand pratica la carit\u00e0 ma lo fa secondo una logica profondamente classista, in quanto nulla \u00e8 spontaneo e sincero in lei. L\u2019essere generosi \u00e8 la manifestazione della sua superiorit\u00e0 sociale, e pi\u00f9 volte deve mettere a tacere i pensieri egoisti e ricordarsi di essere una brava cristiana. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi che, in una sosta di viaggio, decida di conversare con degli estranei solo perch\u00e9 si \u00e8 accertata che appartengano a una classe sociale elevata. Dopo un attacco nemico la prima cosa di cui si rincuora \u00e8 che i gioielli, il denaro e l\u2019argenteria siano salvi, finendo per dimenticare di salvare il tanto amato suocero. Perfino il gatto della famiglia, Albert, incarna in qualche modo la crudelt\u00e0 della guerra: durante una delle sue fughe notturne uccide brutalmente un uccellino facendolo morire lentamente e poi, ormai sazio ma annoiato, ferisce una sfortunata talpa che gli capita davanti. A distinguersi nella famiglia \u00e8 il figlio Hubert, dispiaciuto per l\u2019ipocrisia e l\u2019egoismo dominanti e per questo pronto a lasciare le mura di casa per combattere contro i nemici e difendere la patria; ma, da come viene alluso nel romanzo, finisce nelle grinfie della ballerina Arlette, ben pi\u00f9 grande di lui e consapevole della sua ingenuit\u00e0 di ragazzo. Se la guerra pu\u00f2 dirsi senza senso e portatrice di sofferenza, non sono poche le morti violente, e quasi grottesche, che capitano ad alcuni dei personaggi. Charles Langelot ad esempio, che ammira le sue tanto preziose porcellane ed \u00e8 in cerca di una nuova cameriera per la casa di Parigi: colui che si \u00e8 salvato rubando benzina e auto a due giovani promessi sposi finisce per essere investito dalla macchina di una bella e affascinante donna mentre si aggira spensierato tra le vie della capitale francese. Oppure Philippe, dei P\u00e9ricand, giovane religioso vocato alla fede e alla misericordia che prende in custodia 28 ragazzini di un istituto di carit\u00e0, per poi esserne brutalmente ucciso in un loro animalesco tentativo di rapinare una villa. Anche i pi\u00f9 piccoli sono dominati dagli istinti violenti, e chi \u00e8 sinceramente legato alla benevolenza finisce per avere la peggio. Contrastano questo repertorio di brutalit\u00e0 e sopraffazione i coniugi Michaud, due anziani impiegati di banca, vittime del loro superiore, che sperano ogni giorno di riabbracciare il figlio soldato. Nella seconda parte compare un altro aspetto centrale nello sviluppo dell\u2019opera: il rapporto tra vinti e vincitori, tra i francesi ospitanti e i tedeschi ospitati. Le cose vanno diversamente da quello che ci si aspetterebbe e rasentano quasi il paradosso: quei \u201ccrucchi\u201d (guai a chiamarli cos\u00ec) muniti di elmetto e divisa in groppa ai loro cavalli, con i capelli dorati mossi dal vento e i penetranti occhi di ghiaccio, alla fine non sono cos\u00ec male, si dimostrano educati, in parte divertenti, a volte in grado di animare quell\u2019asettico paese in guerra. I bambini si avvicinano e sorridono insieme a loro, e le ragazze si perdono in baci e promesse che riecheggiano nel coprifuoco serale. Molte mogli sono infelici, hanno sposato chi di dovere, hanno bisogno di attenzioni e buone maniere che inaspettatamente arrivano dagli stessi soldati. Questo rapporto tutto sommato buono tra nemici contrasta invece con la ben poca sopportazione reciproca dei francesi: le suocere criticano le nuore perch\u00e9 danno troppe attenzioni ai tedeschi e non pensano ai loro mariti lontani e prigionieri (poco importa se sono sempre stati violenti e traditori), le voci di sospetti amoreggiamenti illeciti si diffondono e alimentano il disprezzo verso alcune paesane, e chi possiede tanto fatica a offrire qualcosa. Come la viscontessa di Montmort, criticona nei confronti delle scostumate donne del luogo solo perch\u00e9 ha un marito che pensa a tutto tranne che ad amarla: la donna predica la carit\u00e0 e la morale cristiana, non accetta che le contadine e le borghesi non si tolgano il pane di bocca a favore anche di quei prigionieri che non sono loro parenti, ma \u00e8 la prima a non permettere a chi ne ha disperatamente bisogno di comprare i frutti del suo giardino. Alla fine, sar\u00e0 proprio lei a denunciare un paesano per furto e a causare l\u2019inizio della caccia all\u2019uomo. In questo mondo messo sotto sopra dalle leggi del conflitto e dalla fame gli invasori sembrano i buoni, mentre a essere egoisti e ipocriti, quasi dimentichi del principio di solidariet\u00e0, sarebbero gli invasi. Sul cielo nero e carico di pessimismo che si abbatte sulla Francia pare per\u00f2 comparire un barlume di speranza: Lucine, colei che si vergogna di sentire il cuore battere per il tedesco stanziato in casa sua e della suocera, che reprime in ogni modo i suoi sentimenti, ma che accetta di aiutare un\u2019amica a nascondere il concittadino ricercato. 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Tra questi, emerge con una certa evidenza la lotta per la sopravvivenza (a ogni costo) e il rapporto tra vincitori e vinti. Nella prima parte di questo romanzo, iniziato nel 1941 e mai terminato, si racconta l\u2019esodo dei francesi: il tentativo, durante l\u2019estate del 1939, di lasciare la citt\u00e0 di l\u00ec a poco occupata dai tedeschi per rifugiarsi nelle campagne. Ed \u00e8 qui che emergono i primi elementi rappresentativi: il classismo, l\u2019attaccamento al materiale, i differenti trattamenti e le diverse opportunit\u00e0 tra chi appartiene a classi privilegiate e chi invece possiede meno risorse (o non ne ha affatto). Il principio regolatore \u00e8 quello dell\u2019homo homini lupus: tutti contro tutti e nessuno a favore di nessuno. La miseria, economica ma anche d\u2019animo, \u00e8 la padrona indiscussa, domina la Francia e si insinua nelle vite di ognuno. In tali condizioni comincia a fare effetto l\u2019anestesia generale contro il dolore e la sofferenza degli altri. Si prenda lo scrittore Gabriel Corte, che non fa altro che pensare a come mettere al sicuro i suoi manoscritti e che in ogni modo cerca di avvalersi del suo titolo di intellettuale per ottenere favori e salvarsi la pelle (a discapito di chi invece non sa scrivere e autore non \u00e8): costui prova ribrezzo non solo nei confronti degli sconosciuti che appartengono alla classi povere, ma anche nei confronti dei suoi stessi domestici arrivando, durante la tentata fuga in macchina verso il contado, a tapparsi le orecchie per non sentirli mangiare il loro misero panino. Corte non sopporta nemmeno di vedere o sentire chi \u00e8 diverso da lui, sono i suoi sensi a rifiutarsi. La sua amante Florence, quando viene attaccata da chi \u00e8 pi\u00f9 indigente e affamato di lei, come prima cosa si accerta che la collana sia salva e stia dove deve stare: attorno al suo collo. La signora P\u00e9ricand pratica la carit\u00e0 ma lo fa secondo una logica profondamente classista, in quanto nulla \u00e8 spontaneo e sincero in lei. L\u2019essere generosi \u00e8 la manifestazione della sua superiorit\u00e0 sociale, e pi\u00f9 volte deve mettere a tacere i pensieri egoisti e ricordarsi di essere una brava cristiana. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi che, in una sosta di viaggio, decida di conversare con degli estranei solo perch\u00e9 si \u00e8 accertata che appartengano a una classe sociale elevata. Dopo un attacco nemico la prima cosa di cui si rincuora \u00e8 che i gioielli, il denaro e l\u2019argenteria siano salvi, finendo per dimenticare di salvare il tanto amato suocero. Perfino il gatto della famiglia, Albert, incarna in qualche modo la crudelt\u00e0 della guerra: durante una delle sue fughe notturne uccide brutalmente un uccellino facendolo morire lentamente e poi, ormai sazio ma annoiato, ferisce una sfortunata talpa che gli capita davanti. A distinguersi nella famiglia \u00e8 il figlio Hubert, dispiaciuto per l\u2019ipocrisia e l\u2019egoismo dominanti e per questo pronto a lasciare le mura di casa per combattere contro i nemici e difendere la patria; ma, da come viene alluso nel romanzo, finisce nelle grinfie della ballerina Arlette, ben pi\u00f9 grande di lui e consapevole della sua ingenuit\u00e0 di ragazzo. Se la guerra pu\u00f2 dirsi senza senso e portatrice di sofferenza, non sono poche le morti violente, e quasi grottesche, che capitano ad alcuni dei personaggi. Charles Langelot ad esempio, che ammira le sue tanto preziose porcellane ed \u00e8 in cerca di una nuova cameriera per la casa di Parigi: colui che si \u00e8 salvato rubando benzina e auto a due giovani promessi sposi finisce per essere investito dalla macchina di una bella e affascinante donna mentre si aggira spensierato tra le vie della capitale francese. Oppure Philippe, dei P\u00e9ricand, giovane religioso vocato alla fede e alla misericordia che prende in custodia 28 ragazzini di un istituto di carit\u00e0, per poi esserne brutalmente ucciso in un loro animalesco tentativo di rapinare una villa. Anche i pi\u00f9 piccoli sono dominati dagli istinti violenti, e chi \u00e8 sinceramente legato alla benevolenza finisce per avere la peggio. Contrastano questo repertorio di brutalit\u00e0 e sopraffazione i coniugi Michaud, due anziani impiegati di banca, vittime del loro superiore, che sperano ogni giorno di riabbracciare il figlio soldato. Nella seconda parte compare un altro aspetto centrale nello sviluppo dell\u2019opera: il rapporto tra vinti e vincitori, tra i francesi ospitanti e i tedeschi ospitati. Le cose vanno diversamente da quello che ci si aspetterebbe e rasentano quasi il paradosso: quei \u201ccrucchi\u201d (guai a chiamarli cos\u00ec) muniti di elmetto e divisa in groppa ai loro cavalli, con i capelli dorati mossi dal vento e i penetranti occhi di ghiaccio, alla fine non sono cos\u00ec male, si dimostrano educati, in parte divertenti, a volte in grado di animare quell\u2019asettico paese in guerra. I bambini si avvicinano e sorridono insieme a loro, e le ragazze si perdono in baci e promesse che riecheggiano nel coprifuoco serale. Molte mogli sono infelici, hanno sposato chi di dovere, hanno bisogno di attenzioni e buone maniere che inaspettatamente arrivano dagli stessi soldati. Questo rapporto tutto sommato buono tra nemici contrasta invece con la ben poca sopportazione reciproca dei francesi: le suocere criticano le nuore perch\u00e9 danno troppe attenzioni ai tedeschi e non pensano ai loro mariti lontani e prigionieri (poco importa se sono sempre stati violenti e traditori), le voci di sospetti amoreggiamenti illeciti si diffondono e alimentano il disprezzo verso alcune paesane, e chi possiede tanto fatica a offrire qualcosa. Come la viscontessa di Montmort, criticona nei confronti delle scostumate donne del luogo solo perch\u00e9 ha un marito che pensa a tutto tranne che ad amarla: la donna predica la carit\u00e0 e la morale cristiana, non accetta che le contadine e le borghesi non si tolgano il pane di bocca a favore anche di quei prigionieri che non sono loro parenti, ma \u00e8 la prima a non permettere a chi ne ha disperatamente bisogno di comprare i frutti del suo giardino. Alla fine, sar\u00e0 proprio lei a denunciare un paesano per furto e a causare l\u2019inizio della caccia all\u2019uomo. In questo mondo messo sotto sopra dalle leggi del conflitto e dalla fame gli invasori sembrano i buoni, mentre a essere egoisti e ipocriti, quasi dimentichi del principio di solidariet\u00e0, sarebbero gli invasi. Sul cielo nero e carico di pessimismo che si abbatte sulla Francia pare per\u00f2 comparire un barlume di speranza: Lucine, colei che si vergogna di sentire il cuore battere per il tedesco stanziato in casa sua e della suocera, che reprime in ogni modo i suoi sentimenti, ma che accetta di aiutare un\u2019amica a nascondere il concittadino ricercato. 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Tra questi, emerge con una certa evidenza la lotta per la sopravvivenza (a ogni costo) e il rapporto tra vincitori e vinti. Nella prima parte di questo romanzo, iniziato nel 1941 e mai terminato, si racconta l\u2019esodo dei francesi: il tentativo, durante l\u2019estate del 1939, di lasciare la citt\u00e0 di l\u00ec a poco occupata dai tedeschi per rifugiarsi nelle campagne. Ed \u00e8 qui che emergono i primi elementi rappresentativi: il classismo, l\u2019attaccamento al materiale, i differenti trattamenti e le diverse opportunit\u00e0 tra chi appartiene a classi privilegiate e chi invece possiede meno risorse (o non ne ha affatto). Il principio regolatore \u00e8 quello dell\u2019homo homini lupus: tutti contro tutti e nessuno a favore di nessuno. La miseria, economica ma anche d\u2019animo, \u00e8 la padrona indiscussa, domina la Francia e si insinua nelle vite di ognuno. In tali condizioni comincia a fare effetto l\u2019anestesia generale contro il dolore e la sofferenza degli altri. Si prenda lo scrittore Gabriel Corte, che non fa altro che pensare a come mettere al sicuro i suoi manoscritti e che in ogni modo cerca di avvalersi del suo titolo di intellettuale per ottenere favori e salvarsi la pelle (a discapito di chi invece non sa scrivere e autore non \u00e8): costui prova ribrezzo non solo nei confronti degli sconosciuti che appartengono alla classi povere, ma anche nei confronti dei suoi stessi domestici arrivando, durante la tentata fuga in macchina verso il contado, a tapparsi le orecchie per non sentirli mangiare il loro misero panino. Corte non sopporta nemmeno di vedere o sentire chi \u00e8 diverso da lui, sono i suoi sensi a rifiutarsi. La sua amante Florence, quando viene attaccata da chi \u00e8 pi\u00f9 indigente e affamato di lei, come prima cosa si accerta che la collana sia salva e stia dove deve stare: attorno al suo collo. La signora P\u00e9ricand pratica la carit\u00e0 ma lo fa secondo una logica profondamente classista, in quanto nulla \u00e8 spontaneo e sincero in lei. L\u2019essere generosi \u00e8 la manifestazione della sua superiorit\u00e0 sociale, e pi\u00f9 volte deve mettere a tacere i pensieri egoisti e ricordarsi di essere una brava cristiana. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi che, in una sosta di viaggio, decida di conversare con degli estranei solo perch\u00e9 si \u00e8 accertata che appartengano a una classe sociale elevata. Dopo un attacco nemico la prima cosa di cui si rincuora \u00e8 che i gioielli, il denaro e l\u2019argenteria siano salvi, finendo per dimenticare di salvare il tanto amato suocero. Perfino il gatto della famiglia, Albert, incarna in qualche modo la crudelt\u00e0 della guerra: durante una delle sue fughe notturne uccide brutalmente un uccellino facendolo morire lentamente e poi, ormai sazio ma annoiato, ferisce una sfortunata talpa che gli capita davanti. A distinguersi nella famiglia \u00e8 il figlio Hubert, dispiaciuto per l\u2019ipocrisia e l\u2019egoismo dominanti e per questo pronto a lasciare le mura di casa per combattere contro i nemici e difendere la patria; ma, da come viene alluso nel romanzo, finisce nelle grinfie della ballerina Arlette, ben pi\u00f9 grande di lui e consapevole della sua ingenuit\u00e0 di ragazzo. Se la guerra pu\u00f2 dirsi senza senso e portatrice di sofferenza, non sono poche le morti violente, e quasi grottesche, che capitano ad alcuni dei personaggi. Charles Langelot ad esempio, che ammira le sue tanto preziose porcellane ed \u00e8 in cerca di una nuova cameriera per la casa di Parigi: colui che si \u00e8 salvato rubando benzina e auto a due giovani promessi sposi finisce per essere investito dalla macchina di una bella e affascinante donna mentre si aggira spensierato tra le vie della capitale francese. Oppure Philippe, dei P\u00e9ricand, giovane religioso vocato alla fede e alla misericordia che prende in custodia 28 ragazzini di un istituto di carit\u00e0, per poi esserne brutalmente ucciso in un loro animalesco tentativo di rapinare una villa. Anche i pi\u00f9 piccoli sono dominati dagli istinti violenti, e chi \u00e8 sinceramente legato alla benevolenza finisce per avere la peggio. Contrastano questo repertorio di brutalit\u00e0 e sopraffazione i coniugi Michaud, due anziani impiegati di banca, vittime del loro superiore, che sperano ogni giorno di riabbracciare il figlio soldato. Nella seconda parte compare un altro aspetto centrale nello sviluppo dell\u2019opera: il rapporto tra vinti e vincitori, tra i francesi ospitanti e i tedeschi ospitati. Le cose vanno diversamente da quello che ci si aspetterebbe e rasentano quasi il paradosso: quei \u201ccrucchi\u201d (guai a chiamarli cos\u00ec) muniti di elmetto e divisa in groppa ai loro cavalli, con i capelli dorati mossi dal vento e i penetranti occhi di ghiaccio, alla fine non sono cos\u00ec male, si dimostrano educati, in parte divertenti, a volte in grado di animare quell\u2019asettico paese in guerra. I bambini si avvicinano e sorridono insieme a loro, e le ragazze si perdono in baci e promesse che riecheggiano nel coprifuoco serale. Molte mogli sono infelici, hanno sposato chi di dovere, hanno bisogno di attenzioni e buone maniere che inaspettatamente arrivano dagli stessi soldati. Questo rapporto tutto sommato buono tra nemici contrasta invece con la ben poca sopportazione reciproca dei francesi: le suocere criticano le nuore perch\u00e9 danno troppe attenzioni ai tedeschi e non pensano ai loro mariti lontani e prigionieri (poco importa se sono sempre stati violenti e traditori), le voci di sospetti amoreggiamenti illeciti si diffondono e alimentano il disprezzo verso alcune paesane, e chi possiede tanto fatica a offrire qualcosa. Come la viscontessa di Montmort, criticona nei confronti delle scostumate donne del luogo solo perch\u00e9 ha un marito che pensa a tutto tranne che ad amarla: la donna predica la carit\u00e0 e la morale cristiana, non accetta che le contadine e le borghesi non si tolgano il pane di bocca a favore anche di quei prigionieri che non sono loro parenti, ma \u00e8 la prima a non permettere a chi ne ha disperatamente bisogno di comprare i frutti del suo giardino. Alla fine, sar\u00e0 proprio lei a denunciare un paesano per furto e a causare l\u2019inizio della caccia all\u2019uomo. In questo mondo messo sotto sopra dalle leggi del conflitto e dalla fame gli invasori sembrano i buoni, mentre a essere egoisti e ipocriti, quasi dimentichi del principio di solidariet\u00e0, sarebbero gli invasi. Sul cielo nero e carico di pessimismo che si abbatte sulla Francia pare per\u00f2 comparire un barlume di speranza: Lucine, colei che si vergogna di sentire il cuore battere per il tedesco stanziato in casa sua e della suocera, che reprime in ogni modo i suoi sentimenti, ma che accetta di aiutare un\u2019amica a nascondere il concittadino ricercato. Termina cos\u00ec, lasciando molto in sospeso, Suite francese: con i tedeschi, ora chiamati in Russia, che si allontanano dalla Francia dopo aver portato disordine, scompiglio, paura e aver mutato per sempre, nel bene e nel male, l\u2019animo dei francesi. di Gaia Cogorno","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/suite-francese-di-irene-nemirovsky-quando-la-guerra-muta-lanimo-degli-uomini\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2026-09-23T08:23:55+00:00","og_image":[{"width":536,"height":837,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Suite-francese.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"7 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/suite-francese-di-irene-nemirovsky-quando-la-guerra-muta-lanimo-degli-uomini\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/suite-francese-di-irene-nemirovsky-quando-la-guerra-muta-lanimo-degli-uomini\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"&#8220;Suite francese&#8221; 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