{"id":9777,"date":"2026-10-07T21:55:40","date_gmt":"2026-10-07T19:55:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9777"},"modified":"2026-10-08T14:06:07","modified_gmt":"2026-10-08T12:06:07","slug":"identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/","title":{"rendered":"Identikit del lettore performativo in 5 (problematici) punti"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Here&#8217;s a hypothetical: a man walks into a bar, buys a drink, and starts reading from a paperback copy of David Foster Wallace&#8217;s Infinite Jest. He could very well be reading Moby Dick or Gravity&#8217;s Rainbow or Middlemarch [\u2026]. To the severely online, this guy is not simply enjoying a good book in the company of strangers but participating in the practice of \u201cperformative reading\u201d.1<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quando, e perch\u00e9, la lettura \u00e8 diventata una gara, una challenge, una performance? Cosa significa \u201clettura performativa\u201d? In questo articolo cerchiamo di dare, in cinque punti, una definizione di tale pratica e dei suoi praticanti. Allo stesso tempo vedremo come questi cinque aspetti saranno anche cinque sospetti: l\u2019accezione con cui ci riferiamo alla lettura performativa o al lettore performativo \u00e8 corretta? Dove sta la performance? Nella pratica, nel praticante o nell\u2019occhio di chi guarda?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di tutto va data una definizione di \u201cperformative reading\u201d. Affatto scontata peraltro, dal momento che i due termini hanno finora indicato la messa in scena di un testo attraverso il corpo, il movimento, la voce e il ritmo2. La performativit\u00e0, in tal senso, introduceva la pratica della lettura nella dimensione artistica, teatrale e, in generale, estetica. Il piano del discorso \u00e8 cambiato con l\u2019avvento dei social network: se la performance in quanto messa in scena, esibizione, resta centrale, il campo dei significati intorno a essa ruota. Si passa cio\u00e8 da un\u2019accezione estetico-artistica della pratica, a un\u2019accezione sociale. A questo punto muta anche il riferimento: non pi\u00f9 la pratica in s\u00e9 ma il soggetto praticante. La lettura performativa insomma, \u00e8 tale perch\u00e9 messa in atto da un lettore performativo, ovvero colui che \u00abusa i libri come accessori di scena\u00bb e, in questo modo, \u00abesibisce la sua cultura e la sua intelligenza a favore di pubblico\u00bb.3 Leggere in pubblico diventa cos\u00ec una forma di promozione di s\u00e9, di self-branding.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1) Il lettore performativo non legge veramente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Siamo abituati ormai a diffidare della pubblicit\u00e0, e se quella pubblicit\u00e0 \u00e8 veicolata dall\u2019immagine di qualcuno, a diffidare di quell\u2019immagine e di quel qualcuno. Johnny Depp non usa davvero il profumo che ci mostra lo spot alla TV, la modella non fa la spesa da Tigot\u00e0, la ragazza che legge Dostoevskij al tavolino del bar mentre beve uno spritz non sta realmente leggendo.<br \/>Se le pubblicit\u00e0 alla televisione, sui rotocalchi, su internet, sono solitamente facili da riconoscere in quanto tali, ovvero come aventi il fine di indurre all\u2019acquisto di un prodotto, e in tal senso disposte anche a esagerare e \u201cmentire\u201d, ben pi\u00f9 complesso \u00e8 giudicare lo scopo dei comportamenti altrui nel quotidiano.<br \/>Certamente ogni nostro comportamento ha un senso e un fine, ma ridurre quell\u2019infinit\u00e0 di significati possibili al self-branding risulta piuttosto azzardato. Per un fatto piuttosto semplice: non abbiamo accesso diretto al foro interno degli altri, non sappiamo esattamente cosa gli passa per la testa. Possiamo tirare a indovinare, indagare, interpretare, non raggiungeremo mai la certezza assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2) Il lettore performativo non \u00e8 un autentico lettore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al netto del primo punto, che pone un problema fondamentale, l\u2019etichetta di lettore performativo porta con s\u00e9 anche un giudizio \u201cmorale\u201d: chi si finge lettore sta mentendo, \u00e8 un impostore, perch\u00e9 non ama davvero i libri ma l\u2019immagine che i libri danno di lui.<br \/>La caccia al lettore performativo tuttavia, parla molto pi\u00f9 di noi che lo cerchiamo rispetto a quanto non faccia di lui. In una societ\u00e0 dove i social network hanno il potenziale di rendere visibile e pubblica ogni parte della nostra vita, si teme il giudizio altrui (quando \u00e8 negativo) nella stessa misura in cui lo si ricerca (quando \u00e8 positivo). In questo contesto l\u2019autenticit\u00e0 diventa un imperativo paradossale: essere visibili sotto ogni aspetto porta con s\u00e9 il rischio di esporsi a critiche, insulti, minacce, ricatti, tuttavia rinunciare al valore dell\u2019autenticit\u00e0 porta al discredito e all\u2019esclusione.<br \/>Questa dinamica conduce inevitabilmente a un atteggiamento di sospetto e diffidenza verso l\u2019altro che, mentre online ha il suo senso dal momento che l\u00ec l\u2019artificio \u00e8 molto pi\u00f9 facile da realizzare, diventa problematico se esteso al mondo offline, poich\u00e9 induce alla chiusura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3) Il lettore performativo legge \u2013 per finta \u2013 solo Letteratura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ragazzo con un maglione verde bottiglia, una sciarpa a quadri, dei pantaloni di velluto a coste e degli occhiali calcati sul naso entra in un bar, ordina un caff\u00e8 e intanto legge L\u2019Ulisse di Joyce. Lettore performativo.<br \/>Un ragazzo con un maglione verde bottiglia, una sciarpa a quadri, dei pantaloni di velluto a coste e degli occhiali calcati sul naso entra in un bar, ordina un caff\u00e8 e intanto legge un giallo.<br \/>Persona qualunque.<br \/>Non solo l\u2019espressione di un simile giudizio pone chi lo esprime allo stesso livello del lettore performativo archetipico: qualcuno che considera il libro come accessorio per mettere in scena la propria personalit\u00e0; pi\u00f9 in generale denota una distinzione tra \u201ccultura alta\u201d e \u201ccultura bassa\u201d, dove solo la prima implica intelligenza, sensibilit\u00e0 e raffinatezza.<br \/>In questo modo per\u00f2 non consideriamo la possibilit\u00e0 che un prodotto culturale destinato all\u2019intrattenimento, possa essere fruito anche ad un livello diverso. Non consideriamo cio\u00e8 la profondit\u00e0 e la polisemia dell\u2019opera, escludiamo inoltre dal discorso anche l\u2019aspetto sociale, storico, politico e persino emotivo che entrano in gioco durante la lettura.<br \/>Come scrive Umberto Eco nel suo Apocalittici e integrati (Bompiani, 1964): \u00abtra il consumatore di poesia di Pound e il consumatore di un romanzo giallo, in linea di diritto, non esiste alcuna differenza di classe sociale o di livello intellettuale. Ciascuno di noi pu\u00f2 essere l\u2019uno e l\u2019altro in diversi momenti della propria giornata\u00bb. Questo perch\u00e9 il romanzo giallo \u00ab\u00e8 un prodotto culturale fruito e giudicato da un consumatore che in quell\u2019occasione sta specificando la propria richiesta in quella direzione, ma porta in quella esperienza di fruizione la sua esperienza intera di uomo educato anche alla fruizione di altri livelli\u00bb.4<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4) Il lettore performativo non \u00e8 ci\u00f2 che legge<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal momento che i libri sono solo un accessorio e la lettura solo una posa, il lettore \u2013 una volta smascherato in quanto performativo \u2013 perde ogni legame identitario con il libro che sta leggendo. Se voleva fare colpo con un libro femminista sar\u00e0 etichettato come l\u2019esatto opposto, se intendeva darsi arie con un romanzo da intellettuale diventer\u00e0 una persona superficiale.<br \/>Potremmo dire che forse \u00e8 meglio cos\u00ec, dal momento che se fosse vero leggere certi libri diventerebbe alquanto problematico: chiss\u00e0 cosa penseremmo di chi legge Lolita di Nabokov.<br \/>Come fa notare Julian Novitz, docente di scrittura alla Swinburne University of Technology, in un suo articolo su \u201cThe Conversation\u201d: \u00abL\u2019idea che la lettura [\u2026] abbia un effetto formativo sul carattere \u00e8 generalmente accettata\u00bb; tuttavia, \u00abci\u00f2 che scegliamo di leggere, e dove, sembra oggi sottoposto a un controllo molto pi\u00f9 attento\u00bb.5<br \/>Il rischio qui diventa quello di confondere il piano della finzione con quello della realt\u00e0, di far coincidere opera e autore, di giudicare sotto un unico aspetto (quello morale) un oggetto sfaccettato come un\u2019opera letteraria, oltre ovviamente a dare un giudizio affrettato sugli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5) Il lettore performativo utilizza il libro come un accessorio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo pu\u00f2 anche essere vero, ma \u00e8 altrettanto vero che i libri hanno una componente estetica significativa. Pensiamo alla collana della Piccola biblioteca Adelphi. Con le loro copertine in carta goffrata e dai colori pastello, i libri della collana comunicano eleganza e sobriet\u00e0 intellettuale, descrivono gi\u00e0 un tipo di lettore ideale e rispecchiano una certa concezione dell\u2019editoria. L\u2019attenzione per l\u2019estetica del paratesto diventa, in certi casi, vero e proprio marchio di fabbrica. L\u2019ippocampo ne \u00e8 un esempio perfetto: la collana Classici illustrati presenta volumi cartonati con dorso in tela, copertine illustrate con titolo e grafiche in rilievo. Questa cura per il paratesto comunica prestigio, unicit\u00e0, e intercetta il gusto dei collezionisti, per i quali l\u2019aspetto dell\u2019oggetto-libro \u00e8 importante tanto quanto l\u2019opera che contengono.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"699\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.02-699x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9779\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.02-699x1024.jpeg 699w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.02-205x300.jpeg 205w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.02-16x24.jpeg 16w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.02-25x36.jpeg 25w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.02-33x48.jpeg 33w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.02.jpeg 1000w\" sizes=\"(max-width: 699px) 100vw, 699px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di esempi se ne potrebbero trovare ancora tantissimi, ogni casa editrice cerca di riflettere la propria identit\u00e0 nei libri, e cos\u00ec facciamo anche noi lettori nella scelta dei volumi da acquistare. Dal momento che il libro comunica anche attraverso le proprie caratteristiche estetiche, \u00e8 difficile negare che la scelta di esso da parte del lettore non sia guidata da un gusto e da un\u2019identit\u00e0 che egli vede rispecchiarsi nell\u2019oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"358\" height=\"610\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9778\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03.jpeg 358w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-176x300.jpeg 176w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-14x24.jpeg 14w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-21x36.jpeg 21w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-28x48.jpeg 28w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione di questo problematico identikit del lettore performativo possiamo affermare che tale categoria vive pi\u00f9 di luoghi comuni, pregiudizi e ironia, piuttosto che di reali argomenti. Si potrebbe giudicare questa stessa disamina come performativa, dal momento che prende troppo sul serio un fenomeno nato su internet e con un intento umoristico. Tuttavia, come accade spesso in questi casi, sotto la patina dell\u2019ironia si trovano idee pi\u00f9 o meno condivise che ci raccontano qualcosa del nostro presente. La costante esposizione della nostra quotidianit\u00e0, il self-branding, la compenetrazione della vita online con quella offline, sono tutti temi che stanno a fondamento di quella macchietta social che \u00e8 il lettore performativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Note:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1 BRICKNER-WOOD, Brady, The Curious Notoriety of \u201cPerformative Reading\u201d, \u201cThe New Yorker\u201d, 2 dicembre 2025, <a href=\"https:\/\/www.newyorker.com\/culture\/the-lede\/performative-reading\">https:\/\/www.newyorker.com\/culture\/the-lede\/performative-reading<\/a>.<br \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2 A tal proposito si veda l\u2019articolo di Lorella Bosco, germanista e docente di letteratura tedesca presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari. BOSCO, Lorella, Lettura come performance, in \u201cBollettino dell\u2019associazione italiana di germanistica\u201d, IV, gennaio 2011.<br \/><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3 ROTONDO, Alessandra, Il paradosso della lettura performativa nell\u2019era dell\u2019autenticit\u00e0 imperativa, \u201cGiornale della Libreria\u201d, 11 dicembre 2025, <a href=\"https:\/\/www.giornaledellalibreria.it\/news\/lettura\/il-paradosso-della-lettura-performativa-nellera-dellautenticita-imperativa-7003.html\">https:\/\/www.giornaledellalibreria.it\/news\/lettura\/il-paradosso-della-lettura-performativa-nellera-dellautenticita-imperativa-7003.html<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4 ECO, Umberto, Apocalittici e integrati, Bompiani, Milano, 1964.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5 NOVITZ, Julian, Friday essay: \u2018red flags\u2019 and \u2018performative reading\u2019 \u2013 what do our reading choices say about us?, \u201cThe conversation\u201d, 19 febbraio 2026, <a href=\"https:\/\/theconversation.com\/friday-essay-red-flags-and-performative-reading-what-do-our-reading-choices-say-about-us-268388\">https:\/\/theconversation.com\/friday-essay-red-flags-and-performative-reading-what-do-our-reading-choices-say-about-us-268388<\/a>, traduzione del redattore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Here&#8217;s a hypothetical: a man walks into a bar, buys a drink, and starts reading from a paperback copy of David Foster Wallace&#8217;s Infinite Jest. He could very well be reading Moby Dick or Gravity&#8217;s Rainbow or Middlemarch [\u2026]. To the severely online, this guy is not simply enjoying a good book in the company of strangers but participating in the practice of \u201cperformative reading\u201d.1 Da quando, e perch\u00e9, la lettura \u00e8 diventata una gara, una challenge, una performance? Cosa significa \u201clettura performativa\u201d? In questo articolo cerchiamo di dare, in cinque punti, una definizione di tale pratica e dei suoi praticanti. Allo stesso tempo vedremo come questi cinque aspetti saranno anche cinque sospetti: l\u2019accezione con cui ci riferiamo alla lettura performativa o al lettore performativo \u00e8 corretta? Dove sta la performance? Nella pratica, nel praticante o nell\u2019occhio di chi guarda? Prima di tutto va data una definizione di \u201cperformative reading\u201d. Affatto scontata peraltro, dal momento che i due termini hanno finora indicato la messa in scena di un testo attraverso il corpo, il movimento, la voce e il ritmo2. La performativit\u00e0, in tal senso, introduceva la pratica della lettura nella dimensione artistica, teatrale e, in generale, estetica. Il piano del discorso \u00e8 cambiato con l\u2019avvento dei social network: se la performance in quanto messa in scena, esibizione, resta centrale, il campo dei significati intorno a essa ruota. Si passa cio\u00e8 da un\u2019accezione estetico-artistica della pratica, a un\u2019accezione sociale. A questo punto muta anche il riferimento: non pi\u00f9 la pratica in s\u00e9 ma il soggetto praticante. La lettura performativa insomma, \u00e8 tale perch\u00e9 messa in atto da un lettore performativo, ovvero colui che \u00abusa i libri come accessori di scena\u00bb e, in questo modo, \u00abesibisce la sua cultura e la sua intelligenza a favore di pubblico\u00bb.3 Leggere in pubblico diventa cos\u00ec una forma di promozione di s\u00e9, di self-branding. 1) Il lettore performativo non legge veramente Siamo abituati ormai a diffidare della pubblicit\u00e0, e se quella pubblicit\u00e0 \u00e8 veicolata dall\u2019immagine di qualcuno, a diffidare di quell\u2019immagine e di quel qualcuno. Johnny Depp non usa davvero il profumo che ci mostra lo spot alla TV, la modella non fa la spesa da Tigot\u00e0, la ragazza che legge Dostoevskij al tavolino del bar mentre beve uno spritz non sta realmente leggendo.Se le pubblicit\u00e0 alla televisione, sui rotocalchi, su internet, sono solitamente facili da riconoscere in quanto tali, ovvero come aventi il fine di indurre all\u2019acquisto di un prodotto, e in tal senso disposte anche a esagerare e \u201cmentire\u201d, ben pi\u00f9 complesso \u00e8 giudicare lo scopo dei comportamenti altrui nel quotidiano.Certamente ogni nostro comportamento ha un senso e un fine, ma ridurre quell\u2019infinit\u00e0 di significati possibili al self-branding risulta piuttosto azzardato. Per un fatto piuttosto semplice: non abbiamo accesso diretto al foro interno degli altri, non sappiamo esattamente cosa gli passa per la testa. Possiamo tirare a indovinare, indagare, interpretare, non raggiungeremo mai la certezza assoluta. 2) Il lettore performativo non \u00e8 un autentico lettore Al netto del primo punto, che pone un problema fondamentale, l\u2019etichetta di lettore performativo porta con s\u00e9 anche un giudizio \u201cmorale\u201d: chi si finge lettore sta mentendo, \u00e8 un impostore, perch\u00e9 non ama davvero i libri ma l\u2019immagine che i libri danno di lui.La caccia al lettore performativo tuttavia, parla molto pi\u00f9 di noi che lo cerchiamo rispetto a quanto non faccia di lui. In una societ\u00e0 dove i social network hanno il potenziale di rendere visibile e pubblica ogni parte della nostra vita, si teme il giudizio altrui (quando \u00e8 negativo) nella stessa misura in cui lo si ricerca (quando \u00e8 positivo). In questo contesto l\u2019autenticit\u00e0 diventa un imperativo paradossale: essere visibili sotto ogni aspetto porta con s\u00e9 il rischio di esporsi a critiche, insulti, minacce, ricatti, tuttavia rinunciare al valore dell\u2019autenticit\u00e0 porta al discredito e all\u2019esclusione.Questa dinamica conduce inevitabilmente a un atteggiamento di sospetto e diffidenza verso l\u2019altro che, mentre online ha il suo senso dal momento che l\u00ec l\u2019artificio \u00e8 molto pi\u00f9 facile da realizzare, diventa problematico se esteso al mondo offline, poich\u00e9 induce alla chiusura. 3) Il lettore performativo legge \u2013 per finta \u2013 solo Letteratura Un ragazzo con un maglione verde bottiglia, una sciarpa a quadri, dei pantaloni di velluto a coste e degli occhiali calcati sul naso entra in un bar, ordina un caff\u00e8 e intanto legge L\u2019Ulisse di Joyce. Lettore performativo.Un ragazzo con un maglione verde bottiglia, una sciarpa a quadri, dei pantaloni di velluto a coste e degli occhiali calcati sul naso entra in un bar, ordina un caff\u00e8 e intanto legge un giallo.Persona qualunque.Non solo l\u2019espressione di un simile giudizio pone chi lo esprime allo stesso livello del lettore performativo archetipico: qualcuno che considera il libro come accessorio per mettere in scena la propria personalit\u00e0; pi\u00f9 in generale denota una distinzione tra \u201ccultura alta\u201d e \u201ccultura bassa\u201d, dove solo la prima implica intelligenza, sensibilit\u00e0 e raffinatezza.In questo modo per\u00f2 non consideriamo la possibilit\u00e0 che un prodotto culturale destinato all\u2019intrattenimento, possa essere fruito anche ad un livello diverso. Non consideriamo cio\u00e8 la profondit\u00e0 e la polisemia dell\u2019opera, escludiamo inoltre dal discorso anche l\u2019aspetto sociale, storico, politico e persino emotivo che entrano in gioco durante la lettura.Come scrive Umberto Eco nel suo Apocalittici e integrati (Bompiani, 1964): \u00abtra il consumatore di poesia di Pound e il consumatore di un romanzo giallo, in linea di diritto, non esiste alcuna differenza di classe sociale o di livello intellettuale. Ciascuno di noi pu\u00f2 essere l\u2019uno e l\u2019altro in diversi momenti della propria giornata\u00bb. Questo perch\u00e9 il romanzo giallo \u00ab\u00e8 un prodotto culturale fruito e giudicato da un consumatore che in quell\u2019occasione sta specificando la propria richiesta in quella direzione, ma porta in quella esperienza di fruizione la sua esperienza intera di uomo educato anche alla fruizione di altri livelli\u00bb.4 4) Il lettore performativo non \u00e8 ci\u00f2 che legge Dal momento che i libri sono solo un accessorio e la lettura solo una posa, il lettore \u2013 una volta smascherato in quanto performativo \u2013 perde ogni legame identitario con il libro che sta leggendo. Se voleva fare colpo con un libro femminista sar\u00e0 etichettato come l\u2019esatto opposto, se intendeva darsi arie con un romanzo da intellettuale diventer\u00e0 una persona superficiale.Potremmo dire che forse \u00e8 meglio cos\u00ec, dal momento che se fosse vero leggere certi libri diventerebbe alquanto problematico: chiss\u00e0 cosa penseremmo di chi legge Lolita di Nabokov.Come fa notare Julian Novitz, docente di scrittura alla Swinburne University of Technology, in un suo articolo su \u201cThe Conversation\u201d: \u00abL\u2019idea che la lettura [\u2026] abbia un effetto formativo sul carattere \u00e8 generalmente accettata\u00bb; tuttavia, \u00abci\u00f2 che scegliamo di leggere, e dove, sembra oggi sottoposto a un controllo molto pi\u00f9 attento\u00bb.5Il rischio qui diventa quello di confondere il piano della finzione con quello della realt\u00e0, di far coincidere opera e autore, di giudicare sotto un unico aspetto (quello morale) un oggetto sfaccettato come un\u2019opera letteraria, oltre ovviamente a dare un giudizio affrettato sugli altri. 5) Il lettore performativo utilizza il libro come un accessorio Questo pu\u00f2 anche essere vero, ma \u00e8 altrettanto vero che i libri hanno una componente estetica significativa. Pensiamo alla collana della Piccola biblioteca Adelphi. Con le loro copertine in carta goffrata e dai colori pastello, i libri della collana comunicano eleganza e sobriet\u00e0 intellettuale, descrivono gi\u00e0 un tipo di lettore ideale e rispecchiano una certa concezione dell\u2019editoria. L\u2019attenzione per l\u2019estetica del paratesto diventa, in certi casi, vero e proprio marchio di fabbrica. L\u2019ippocampo ne \u00e8 un esempio perfetto: la collana Classici illustrati presenta volumi cartonati con dorso in tela, copertine illustrate con titolo e grafiche in rilievo. Questa cura per il paratesto comunica prestigio, unicit\u00e0, e intercetta il gusto dei collezionisti, per i quali l\u2019aspetto dell\u2019oggetto-libro \u00e8 importante tanto quanto l\u2019opera che contengono. Di esempi se ne potrebbero trovare ancora tantissimi, ogni casa editrice cerca di riflettere la propria identit\u00e0 nei libri, e cos\u00ec facciamo anche noi lettori nella scelta dei volumi da acquistare. Dal momento che il libro comunica anche attraverso le proprie caratteristiche estetiche, \u00e8 difficile negare che la scelta di esso da parte del lettore non sia guidata da un gusto e da un\u2019identit\u00e0 che egli vede rispecchiarsi nell\u2019oggetto. In conclusione di questo problematico identikit del lettore performativo possiamo affermare che tale categoria vive pi\u00f9 di luoghi comuni, pregiudizi e ironia, piuttosto che di reali argomenti. Si potrebbe giudicare questa stessa disamina come performativa, dal momento che prende troppo sul serio un fenomeno nato su internet e con un intento umoristico. Tuttavia, come accade spesso in questi casi, sotto la patina dell\u2019ironia si trovano idee pi\u00f9 o meno condivise che ci raccontano qualcosa del nostro presente. La costante esposizione della nostra quotidianit\u00e0, il self-branding, la compenetrazione della vita online con quella offline, sono tutti temi che stanno a fondamento di quella macchietta social che \u00e8 il lettore performativo. Note: 1 BRICKNER-WOOD, Brady, The Curious Notoriety of \u201cPerformative Reading\u201d, \u201cThe New Yorker\u201d, 2 dicembre 2025, https:\/\/www.newyorker.com\/culture\/the-lede\/performative-reading. 2 A tal proposito si veda l\u2019articolo di Lorella Bosco, germanista e docente di letteratura tedesca presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari. BOSCO, Lorella, Lettura come performance, in \u201cBollettino dell\u2019associazione italiana di germanistica\u201d, IV, gennaio 2011. 3 ROTONDO, Alessandra, Il paradosso della lettura performativa nell\u2019era dell\u2019autenticit\u00e0 imperativa, \u201cGiornale della Libreria\u201d, 11 dicembre 2025, https:\/\/www.giornaledellalibreria.it\/news\/lettura\/il-paradosso-della-lettura-performativa-nellera-dellautenticita-imperativa-7003.html. 4 ECO, Umberto, Apocalittici e integrati, Bompiani, Milano, 1964. 5 NOVITZ, Julian, Friday essay: \u2018red flags\u2019 and \u2018performative reading\u2019 \u2013 what do our reading choices say about us?, \u201cThe conversation\u201d, 19 febbraio 2026, https:\/\/theconversation.com\/friday-essay-red-flags-and-performative-reading-what-do-our-reading-choices-say-about-us-268388, traduzione del redattore.<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":9780,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[802],"tags":[430,482,175],"class_list":["post-9777","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mondo-editoriale","tag-editoria","tag-lettura","tag-libri"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Identikit del lettore performativo in 5 (problematici) punti - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Identikit del lettore performativo in 5 (problematici) punti - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Here&#8217;s a hypothetical: a man walks into a bar, buys a drink, and starts reading from a paperback copy of David Foster Wallace&#8217;s Infinite Jest. He could very well be reading Moby Dick or Gravity&#8217;s Rainbow or Middlemarch [\u2026]. To the severely online, this guy is not simply enjoying a good book in the company of strangers but participating in the practice of \u201cperformative reading\u201d.1 Da quando, e perch\u00e9, la lettura \u00e8 diventata una gara, una challenge, una performance? Cosa significa \u201clettura performativa\u201d? In questo articolo cerchiamo di dare, in cinque punti, una definizione di tale pratica e dei suoi praticanti. Allo stesso tempo vedremo come questi cinque aspetti saranno anche cinque sospetti: l\u2019accezione con cui ci riferiamo alla lettura performativa o al lettore performativo \u00e8 corretta? Dove sta la performance? Nella pratica, nel praticante o nell\u2019occhio di chi guarda? Prima di tutto va data una definizione di \u201cperformative reading\u201d. Affatto scontata peraltro, dal momento che i due termini hanno finora indicato la messa in scena di un testo attraverso il corpo, il movimento, la voce e il ritmo2. La performativit\u00e0, in tal senso, introduceva la pratica della lettura nella dimensione artistica, teatrale e, in generale, estetica. Il piano del discorso \u00e8 cambiato con l\u2019avvento dei social network: se la performance in quanto messa in scena, esibizione, resta centrale, il campo dei significati intorno a essa ruota. Si passa cio\u00e8 da un\u2019accezione estetico-artistica della pratica, a un\u2019accezione sociale. A questo punto muta anche il riferimento: non pi\u00f9 la pratica in s\u00e9 ma il soggetto praticante. La lettura performativa insomma, \u00e8 tale perch\u00e9 messa in atto da un lettore performativo, ovvero colui che \u00abusa i libri come accessori di scena\u00bb e, in questo modo, \u00abesibisce la sua cultura e la sua intelligenza a favore di pubblico\u00bb.3 Leggere in pubblico diventa cos\u00ec una forma di promozione di s\u00e9, di self-branding. 1) Il lettore performativo non legge veramente Siamo abituati ormai a diffidare della pubblicit\u00e0, e se quella pubblicit\u00e0 \u00e8 veicolata dall\u2019immagine di qualcuno, a diffidare di quell\u2019immagine e di quel qualcuno. Johnny Depp non usa davvero il profumo che ci mostra lo spot alla TV, la modella non fa la spesa da Tigot\u00e0, la ragazza che legge Dostoevskij al tavolino del bar mentre beve uno spritz non sta realmente leggendo.Se le pubblicit\u00e0 alla televisione, sui rotocalchi, su internet, sono solitamente facili da riconoscere in quanto tali, ovvero come aventi il fine di indurre all\u2019acquisto di un prodotto, e in tal senso disposte anche a esagerare e \u201cmentire\u201d, ben pi\u00f9 complesso \u00e8 giudicare lo scopo dei comportamenti altrui nel quotidiano.Certamente ogni nostro comportamento ha un senso e un fine, ma ridurre quell\u2019infinit\u00e0 di significati possibili al self-branding risulta piuttosto azzardato. Per un fatto piuttosto semplice: non abbiamo accesso diretto al foro interno degli altri, non sappiamo esattamente cosa gli passa per la testa. Possiamo tirare a indovinare, indagare, interpretare, non raggiungeremo mai la certezza assoluta. 2) Il lettore performativo non \u00e8 un autentico lettore Al netto del primo punto, che pone un problema fondamentale, l\u2019etichetta di lettore performativo porta con s\u00e9 anche un giudizio \u201cmorale\u201d: chi si finge lettore sta mentendo, \u00e8 un impostore, perch\u00e9 non ama davvero i libri ma l\u2019immagine che i libri danno di lui.La caccia al lettore performativo tuttavia, parla molto pi\u00f9 di noi che lo cerchiamo rispetto a quanto non faccia di lui. In una societ\u00e0 dove i social network hanno il potenziale di rendere visibile e pubblica ogni parte della nostra vita, si teme il giudizio altrui (quando \u00e8 negativo) nella stessa misura in cui lo si ricerca (quando \u00e8 positivo). In questo contesto l\u2019autenticit\u00e0 diventa un imperativo paradossale: essere visibili sotto ogni aspetto porta con s\u00e9 il rischio di esporsi a critiche, insulti, minacce, ricatti, tuttavia rinunciare al valore dell\u2019autenticit\u00e0 porta al discredito e all\u2019esclusione.Questa dinamica conduce inevitabilmente a un atteggiamento di sospetto e diffidenza verso l\u2019altro che, mentre online ha il suo senso dal momento che l\u00ec l\u2019artificio \u00e8 molto pi\u00f9 facile da realizzare, diventa problematico se esteso al mondo offline, poich\u00e9 induce alla chiusura. 3) Il lettore performativo legge \u2013 per finta \u2013 solo Letteratura Un ragazzo con un maglione verde bottiglia, una sciarpa a quadri, dei pantaloni di velluto a coste e degli occhiali calcati sul naso entra in un bar, ordina un caff\u00e8 e intanto legge L\u2019Ulisse di Joyce. Lettore performativo.Un ragazzo con un maglione verde bottiglia, una sciarpa a quadri, dei pantaloni di velluto a coste e degli occhiali calcati sul naso entra in un bar, ordina un caff\u00e8 e intanto legge un giallo.Persona qualunque.Non solo l\u2019espressione di un simile giudizio pone chi lo esprime allo stesso livello del lettore performativo archetipico: qualcuno che considera il libro come accessorio per mettere in scena la propria personalit\u00e0; pi\u00f9 in generale denota una distinzione tra \u201ccultura alta\u201d e \u201ccultura bassa\u201d, dove solo la prima implica intelligenza, sensibilit\u00e0 e raffinatezza.In questo modo per\u00f2 non consideriamo la possibilit\u00e0 che un prodotto culturale destinato all\u2019intrattenimento, possa essere fruito anche ad un livello diverso. Non consideriamo cio\u00e8 la profondit\u00e0 e la polisemia dell\u2019opera, escludiamo inoltre dal discorso anche l\u2019aspetto sociale, storico, politico e persino emotivo che entrano in gioco durante la lettura.Come scrive Umberto Eco nel suo Apocalittici e integrati (Bompiani, 1964): \u00abtra il consumatore di poesia di Pound e il consumatore di un romanzo giallo, in linea di diritto, non esiste alcuna differenza di classe sociale o di livello intellettuale. Ciascuno di noi pu\u00f2 essere l\u2019uno e l\u2019altro in diversi momenti della propria giornata\u00bb. Questo perch\u00e9 il romanzo giallo \u00ab\u00e8 un prodotto culturale fruito e giudicato da un consumatore che in quell\u2019occasione sta specificando la propria richiesta in quella direzione, ma porta in quella esperienza di fruizione la sua esperienza intera di uomo educato anche alla fruizione di altri livelli\u00bb.4 4) Il lettore performativo non \u00e8 ci\u00f2 che legge Dal momento che i libri sono solo un accessorio e la lettura solo una posa, il lettore \u2013 una volta smascherato in quanto performativo \u2013 perde ogni legame identitario con il libro che sta leggendo. Se voleva fare colpo con un libro femminista sar\u00e0 etichettato come l\u2019esatto opposto, se intendeva darsi arie con un romanzo da intellettuale diventer\u00e0 una persona superficiale.Potremmo dire che forse \u00e8 meglio cos\u00ec, dal momento che se fosse vero leggere certi libri diventerebbe alquanto problematico: chiss\u00e0 cosa penseremmo di chi legge Lolita di Nabokov.Come fa notare Julian Novitz, docente di scrittura alla Swinburne University of Technology, in un suo articolo su \u201cThe Conversation\u201d: \u00abL\u2019idea che la lettura [\u2026] abbia un effetto formativo sul carattere \u00e8 generalmente accettata\u00bb; tuttavia, \u00abci\u00f2 che scegliamo di leggere, e dove, sembra oggi sottoposto a un controllo molto pi\u00f9 attento\u00bb.5Il rischio qui diventa quello di confondere il piano della finzione con quello della realt\u00e0, di far coincidere opera e autore, di giudicare sotto un unico aspetto (quello morale) un oggetto sfaccettato come un\u2019opera letteraria, oltre ovviamente a dare un giudizio affrettato sugli altri. 5) Il lettore performativo utilizza il libro come un accessorio Questo pu\u00f2 anche essere vero, ma \u00e8 altrettanto vero che i libri hanno una componente estetica significativa. Pensiamo alla collana della Piccola biblioteca Adelphi. Con le loro copertine in carta goffrata e dai colori pastello, i libri della collana comunicano eleganza e sobriet\u00e0 intellettuale, descrivono gi\u00e0 un tipo di lettore ideale e rispecchiano una certa concezione dell\u2019editoria. L\u2019attenzione per l\u2019estetica del paratesto diventa, in certi casi, vero e proprio marchio di fabbrica. L\u2019ippocampo ne \u00e8 un esempio perfetto: la collana Classici illustrati presenta volumi cartonati con dorso in tela, copertine illustrate con titolo e grafiche in rilievo. Questa cura per il paratesto comunica prestigio, unicit\u00e0, e intercetta il gusto dei collezionisti, per i quali l\u2019aspetto dell\u2019oggetto-libro \u00e8 importante tanto quanto l\u2019opera che contengono. Di esempi se ne potrebbero trovare ancora tantissimi, ogni casa editrice cerca di riflettere la propria identit\u00e0 nei libri, e cos\u00ec facciamo anche noi lettori nella scelta dei volumi da acquistare. Dal momento che il libro comunica anche attraverso le proprie caratteristiche estetiche, \u00e8 difficile negare che la scelta di esso da parte del lettore non sia guidata da un gusto e da un\u2019identit\u00e0 che egli vede rispecchiarsi nell\u2019oggetto. In conclusione di questo problematico identikit del lettore performativo possiamo affermare che tale categoria vive pi\u00f9 di luoghi comuni, pregiudizi e ironia, piuttosto che di reali argomenti. Si potrebbe giudicare questa stessa disamina come performativa, dal momento che prende troppo sul serio un fenomeno nato su internet e con un intento umoristico. Tuttavia, come accade spesso in questi casi, sotto la patina dell\u2019ironia si trovano idee pi\u00f9 o meno condivise che ci raccontano qualcosa del nostro presente. La costante esposizione della nostra quotidianit\u00e0, il self-branding, la compenetrazione della vita online con quella offline, sono tutti temi che stanno a fondamento di quella macchietta social che \u00e8 il lettore performativo. Note: 1 BRICKNER-WOOD, Brady, The Curious Notoriety of \u201cPerformative Reading\u201d, \u201cThe New Yorker\u201d, 2 dicembre 2025, https:\/\/www.newyorker.com\/culture\/the-lede\/performative-reading. 2 A tal proposito si veda l\u2019articolo di Lorella Bosco, germanista e docente di letteratura tedesca presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari. 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il BLOG di EDITORIA","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Identikit del lettore performativo in 5 (problematici) punti - il BLOG di EDITORIA","og_description":"Here&#8217;s a hypothetical: a man walks into a bar, buys a drink, and starts reading from a paperback copy of David Foster Wallace&#8217;s Infinite Jest. He could very well be reading Moby Dick or Gravity&#8217;s Rainbow or Middlemarch [\u2026]. To the severely online, this guy is not simply enjoying a good book in the company of strangers but participating in the practice of \u201cperformative reading\u201d.1 Da quando, e perch\u00e9, la lettura \u00e8 diventata una gara, una challenge, una performance? Cosa significa \u201clettura performativa\u201d? In questo articolo cerchiamo di dare, in cinque punti, una definizione di tale pratica e dei suoi praticanti. Allo stesso tempo vedremo come questi cinque aspetti saranno anche cinque sospetti: l\u2019accezione con cui ci riferiamo alla lettura performativa o al lettore performativo \u00e8 corretta? Dove sta la performance? Nella pratica, nel praticante o nell\u2019occhio di chi guarda? Prima di tutto va data una definizione di \u201cperformative reading\u201d. Affatto scontata peraltro, dal momento che i due termini hanno finora indicato la messa in scena di un testo attraverso il corpo, il movimento, la voce e il ritmo2. La performativit\u00e0, in tal senso, introduceva la pratica della lettura nella dimensione artistica, teatrale e, in generale, estetica. Il piano del discorso \u00e8 cambiato con l\u2019avvento dei social network: se la performance in quanto messa in scena, esibizione, resta centrale, il campo dei significati intorno a essa ruota. Si passa cio\u00e8 da un\u2019accezione estetico-artistica della pratica, a un\u2019accezione sociale. A questo punto muta anche il riferimento: non pi\u00f9 la pratica in s\u00e9 ma il soggetto praticante. La lettura performativa insomma, \u00e8 tale perch\u00e9 messa in atto da un lettore performativo, ovvero colui che \u00abusa i libri come accessori di scena\u00bb e, in questo modo, \u00abesibisce la sua cultura e la sua intelligenza a favore di pubblico\u00bb.3 Leggere in pubblico diventa cos\u00ec una forma di promozione di s\u00e9, di self-branding. 1) Il lettore performativo non legge veramente Siamo abituati ormai a diffidare della pubblicit\u00e0, e se quella pubblicit\u00e0 \u00e8 veicolata dall\u2019immagine di qualcuno, a diffidare di quell\u2019immagine e di quel qualcuno. Johnny Depp non usa davvero il profumo che ci mostra lo spot alla TV, la modella non fa la spesa da Tigot\u00e0, la ragazza che legge Dostoevskij al tavolino del bar mentre beve uno spritz non sta realmente leggendo.Se le pubblicit\u00e0 alla televisione, sui rotocalchi, su internet, sono solitamente facili da riconoscere in quanto tali, ovvero come aventi il fine di indurre all\u2019acquisto di un prodotto, e in tal senso disposte anche a esagerare e \u201cmentire\u201d, ben pi\u00f9 complesso \u00e8 giudicare lo scopo dei comportamenti altrui nel quotidiano.Certamente ogni nostro comportamento ha un senso e un fine, ma ridurre quell\u2019infinit\u00e0 di significati possibili al self-branding risulta piuttosto azzardato. Per un fatto piuttosto semplice: non abbiamo accesso diretto al foro interno degli altri, non sappiamo esattamente cosa gli passa per la testa. Possiamo tirare a indovinare, indagare, interpretare, non raggiungeremo mai la certezza assoluta. 2) Il lettore performativo non \u00e8 un autentico lettore Al netto del primo punto, che pone un problema fondamentale, l\u2019etichetta di lettore performativo porta con s\u00e9 anche un giudizio \u201cmorale\u201d: chi si finge lettore sta mentendo, \u00e8 un impostore, perch\u00e9 non ama davvero i libri ma l\u2019immagine che i libri danno di lui.La caccia al lettore performativo tuttavia, parla molto pi\u00f9 di noi che lo cerchiamo rispetto a quanto non faccia di lui. In una societ\u00e0 dove i social network hanno il potenziale di rendere visibile e pubblica ogni parte della nostra vita, si teme il giudizio altrui (quando \u00e8 negativo) nella stessa misura in cui lo si ricerca (quando \u00e8 positivo). In questo contesto l\u2019autenticit\u00e0 diventa un imperativo paradossale: essere visibili sotto ogni aspetto porta con s\u00e9 il rischio di esporsi a critiche, insulti, minacce, ricatti, tuttavia rinunciare al valore dell\u2019autenticit\u00e0 porta al discredito e all\u2019esclusione.Questa dinamica conduce inevitabilmente a un atteggiamento di sospetto e diffidenza verso l\u2019altro che, mentre online ha il suo senso dal momento che l\u00ec l\u2019artificio \u00e8 molto pi\u00f9 facile da realizzare, diventa problematico se esteso al mondo offline, poich\u00e9 induce alla chiusura. 3) Il lettore performativo legge \u2013 per finta \u2013 solo Letteratura Un ragazzo con un maglione verde bottiglia, una sciarpa a quadri, dei pantaloni di velluto a coste e degli occhiali calcati sul naso entra in un bar, ordina un caff\u00e8 e intanto legge L\u2019Ulisse di Joyce. Lettore performativo.Un ragazzo con un maglione verde bottiglia, una sciarpa a quadri, dei pantaloni di velluto a coste e degli occhiali calcati sul naso entra in un bar, ordina un caff\u00e8 e intanto legge un giallo.Persona qualunque.Non solo l\u2019espressione di un simile giudizio pone chi lo esprime allo stesso livello del lettore performativo archetipico: qualcuno che considera il libro come accessorio per mettere in scena la propria personalit\u00e0; pi\u00f9 in generale denota una distinzione tra \u201ccultura alta\u201d e \u201ccultura bassa\u201d, dove solo la prima implica intelligenza, sensibilit\u00e0 e raffinatezza.In questo modo per\u00f2 non consideriamo la possibilit\u00e0 che un prodotto culturale destinato all\u2019intrattenimento, possa essere fruito anche ad un livello diverso. Non consideriamo cio\u00e8 la profondit\u00e0 e la polisemia dell\u2019opera, escludiamo inoltre dal discorso anche l\u2019aspetto sociale, storico, politico e persino emotivo che entrano in gioco durante la lettura.Come scrive Umberto Eco nel suo Apocalittici e integrati (Bompiani, 1964): \u00abtra il consumatore di poesia di Pound e il consumatore di un romanzo giallo, in linea di diritto, non esiste alcuna differenza di classe sociale o di livello intellettuale. Ciascuno di noi pu\u00f2 essere l\u2019uno e l\u2019altro in diversi momenti della propria giornata\u00bb. Questo perch\u00e9 il romanzo giallo \u00ab\u00e8 un prodotto culturale fruito e giudicato da un consumatore che in quell\u2019occasione sta specificando la propria richiesta in quella direzione, ma porta in quella esperienza di fruizione la sua esperienza intera di uomo educato anche alla fruizione di altri livelli\u00bb.4 4) Il lettore performativo non \u00e8 ci\u00f2 che legge Dal momento che i libri sono solo un accessorio e la lettura solo una posa, il lettore \u2013 una volta smascherato in quanto performativo \u2013 perde ogni legame identitario con il libro che sta leggendo. Se voleva fare colpo con un libro femminista sar\u00e0 etichettato come l\u2019esatto opposto, se intendeva darsi arie con un romanzo da intellettuale diventer\u00e0 una persona superficiale.Potremmo dire che forse \u00e8 meglio cos\u00ec, dal momento che se fosse vero leggere certi libri diventerebbe alquanto problematico: chiss\u00e0 cosa penseremmo di chi legge Lolita di Nabokov.Come fa notare Julian Novitz, docente di scrittura alla Swinburne University of Technology, in un suo articolo su \u201cThe Conversation\u201d: \u00abL\u2019idea che la lettura [\u2026] abbia un effetto formativo sul carattere \u00e8 generalmente accettata\u00bb; tuttavia, \u00abci\u00f2 che scegliamo di leggere, e dove, sembra oggi sottoposto a un controllo molto pi\u00f9 attento\u00bb.5Il rischio qui diventa quello di confondere il piano della finzione con quello della realt\u00e0, di far coincidere opera e autore, di giudicare sotto un unico aspetto (quello morale) un oggetto sfaccettato come un\u2019opera letteraria, oltre ovviamente a dare un giudizio affrettato sugli altri. 5) Il lettore performativo utilizza il libro come un accessorio Questo pu\u00f2 anche essere vero, ma \u00e8 altrettanto vero che i libri hanno una componente estetica significativa. Pensiamo alla collana della Piccola biblioteca Adelphi. Con le loro copertine in carta goffrata e dai colori pastello, i libri della collana comunicano eleganza e sobriet\u00e0 intellettuale, descrivono gi\u00e0 un tipo di lettore ideale e rispecchiano una certa concezione dell\u2019editoria. L\u2019attenzione per l\u2019estetica del paratesto diventa, in certi casi, vero e proprio marchio di fabbrica. L\u2019ippocampo ne \u00e8 un esempio perfetto: la collana Classici illustrati presenta volumi cartonati con dorso in tela, copertine illustrate con titolo e grafiche in rilievo. Questa cura per il paratesto comunica prestigio, unicit\u00e0, e intercetta il gusto dei collezionisti, per i quali l\u2019aspetto dell\u2019oggetto-libro \u00e8 importante tanto quanto l\u2019opera che contengono. Di esempi se ne potrebbero trovare ancora tantissimi, ogni casa editrice cerca di riflettere la propria identit\u00e0 nei libri, e cos\u00ec facciamo anche noi lettori nella scelta dei volumi da acquistare. Dal momento che il libro comunica anche attraverso le proprie caratteristiche estetiche, \u00e8 difficile negare che la scelta di esso da parte del lettore non sia guidata da un gusto e da un\u2019identit\u00e0 che egli vede rispecchiarsi nell\u2019oggetto. In conclusione di questo problematico identikit del lettore performativo possiamo affermare che tale categoria vive pi\u00f9 di luoghi comuni, pregiudizi e ironia, piuttosto che di reali argomenti. Si potrebbe giudicare questa stessa disamina come performativa, dal momento che prende troppo sul serio un fenomeno nato su internet e con un intento umoristico. Tuttavia, come accade spesso in questi casi, sotto la patina dell\u2019ironia si trovano idee pi\u00f9 o meno condivise che ci raccontano qualcosa del nostro presente. La costante esposizione della nostra quotidianit\u00e0, il self-branding, la compenetrazione della vita online con quella offline, sono tutti temi che stanno a fondamento di quella macchietta social che \u00e8 il lettore performativo. Note: 1 BRICKNER-WOOD, Brady, The Curious Notoriety of \u201cPerformative Reading\u201d, \u201cThe New Yorker\u201d, 2 dicembre 2025, https:\/\/www.newyorker.com\/culture\/the-lede\/performative-reading. 2 A tal proposito si veda l\u2019articolo di Lorella Bosco, germanista e docente di letteratura tedesca presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari. BOSCO, Lorella, Lettura come performance, in \u201cBollettino dell\u2019associazione italiana di germanistica\u201d, IV, gennaio 2011. 3 ROTONDO, Alessandra, Il paradosso della lettura performativa nell\u2019era dell\u2019autenticit\u00e0 imperativa, \u201cGiornale della Libreria\u201d, 11 dicembre 2025, https:\/\/www.giornaledellalibreria.it\/news\/lettura\/il-paradosso-della-lettura-performativa-nellera-dellautenticita-imperativa-7003.html. 4 ECO, Umberto, Apocalittici e integrati, Bompiani, Milano, 1964. 5 NOVITZ, Julian, Friday essay: \u2018red flags\u2019 and \u2018performative reading\u2019 \u2013 what do our reading choices say about us?, \u201cThe conversation\u201d, 19 febbraio 2026, https:\/\/theconversation.com\/friday-essay-red-flags-and-performative-reading-what-do-our-reading-choices-say-about-us-268388, traduzione del redattore.","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2026-10-07T19:55:40+00:00","article_modified_time":"2026-10-08T12:06:07+00:00","og_image":[{"width":1200,"height":900,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-1.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Identikit del lettore performativo in 5 (problematici) punti","datePublished":"2026-10-07T19:55:40+00:00","dateModified":"2026-10-08T12:06:07+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/"},"wordCount":1597,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-1.jpeg","keywords":["editoria","lettura","libri"],"articleSection":["Mondo Editoriale"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/","name":"Identikit del lettore performativo in 5 (problematici) punti - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-1.jpeg","datePublished":"2026-10-07T19:55:40+00:00","dateModified":"2026-10-08T12:06:07+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-1.jpeg","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-11.13.03-1.jpeg","width":1200,"height":900},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/identikit-del-lettore-performativo-in-5-problematici-punti\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Identikit del lettore performativo in 5 (problematici) punti"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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