La lettrice impaziente: ogni libro è un ricordo
La lettrice impaziente è il romanzo d’esordio di Caterina Pusateri, libraia Feltrinelli. L’autrice unisce al suo interno la passione per la lettura, nata sin da bambina, alla sua vita personale e professionale, perché i libri che entrano ed escono dalle vite di tutti quanti non sono passeggeri, ma creano memoria.
La passione non mette in conto nessun traguardo, essa procede alimentata da un suo proprio mondo interno.
Alba Donati
C’è chi l’ha definito un libro-memoir, chi una biografia romanzata, chi un romanzo di formazione. La lettrice impaziente. Storia di una libraia (17€) è tutte queste cose, ma è un romanzo che non vuole essere etichettato.
È un libro sui libri: come possono accompagnare le vite di chi legge, di come a volte rimangono impressi nella memoria, a volte non per ciò che dicono, ma per ciò che fanno provare.
Caterina Pusateri è una libraia palermitana, che ormai da vent’anni lavora per la Feltrinelli di via Cavour a Palermo. Il suo esordio letterario è stato scelto e pubblicato dalla casa editrice Sem a gennaio 2026. L’autrice esprime non solo il suo amore per la lettura, ma anche quello per la scrittura. Tra le sue pagine trasuda il sentimento verso un’arte difficile e solitaria: «Sono assillata dalla scrittura, è una specie di altra-coscienza che mi sussurra continuamente che è essenziale».
Ma come lei stessa afferma in più punti del suo romanzo, scrivere non è facile per una donna: tra la continua sindrome dell’impostora e «…poi erano nati i miei figli e io nel principio quando erano molto piccoli non riuscivo a capire come si facesse a scrivere avendo dei figli». Queste parole di Natalia Ginzburg, citate all’interno del libro, esprimono quel costante sentirsi sul filo del rasoio tra due mondi, tra le aspettative derivanti dalla società, ancora oggi, di dover essere inserite in una singola categoria (madre, lavoratrice, single, scrittrice) e avere difficoltà a ritagliarsi un proprio spazio mentale per curare una passione che è assillante, come la scrittura, per riuscire ad appartenere a più realtà.
Il romanzo comincia con una Caterina bambina che scopre e si innamora della letteratura e dei libri.
Parla di aneddoti della sua vita: come per colpa di un libro (Jonathan Coe, La casa del sonno) sia stata quasi attaccata dai pipistrelli e come una passione sia diventata un mestiere negli anni. Da Palermo a Londra, tanti amori reali e tante passioni per personaggi immaginari; da una libreria a un’altra con l’unico desiderio e obiettivo di cominciare a lavorare per le librerie Feltrinelli.
Racconta ai suoi lettori e alle sue lettrici quali libri l’abbiano accompagnata nei momenti più importanti della sua vita. Con autoironia accompagna chi legge in un viaggio tra decenni che hanno fatto la storia (per chi li ha vissuti o per chi ne ha sempre sentito raccontare), letture simboliche, classici, libri odiati, momenti allegri e momenti tristi.
Dall’incontro con Inge Feltrinelli, all’odio iper-personale contro Rubè di Borgese, dall’amicizia breve con Giuseppe Francese (e la lettera commovente che le scrisse), alla cotta letteraria per Francesco Piccolo e l’amicizia con Luca Bianchini.
Caterina Pusateri tra le 224 pagine racconta della vita da libraie e librai, di come per prima cosa si ascoltino i clienti e di come le letture viaggino: per quanti consigli di letture possa dare un libraio o una libraia, ne riceverà sempre dagli altri che aiuteranno ad allargare i propri orizzonti letterari.
Tra queste pagine, viene fuori come due attività principalmente solitarie come la scrittura e la lettura, vengono viste dall’autrice come un ponte verso gli altri.
Nessun* scopre un libro da solo o da sola, che sia tramite i social, tramite librai e libraie di fiducia, tramite consiglio di amici e conoscenti, la lettura rimane ancora oggi una delle attività che unisce le persone.
di Martina Burrafato


