Il nostro Tempo di Libri (un racconto corale)

Venerdì e sabato noi del master ci siamo trasferiti a Fiera Milano Rho per partecipare a “Tempo di Libri”. La prima edizione di questa discussa manifestazione, organizzata da “La fabbrica del libro” e promossa da Aie, ha registrato più di 60mila ingressi durante cinque giorni ricchi di ospiti, presentazioni di libri, workshop ed eventi pensati per celebrare il libro e l’editoria italiana.

Molto hype è stato generato intorno a Tempo di Libri. Noi del master siamo andati a girovagare per la fiera, buttandoci a capofitto tra eventi, ospiti, firma copie, chiacchierate con i nostri editori preferiti e la conoscenza di nuove piccole realtà editoriali che ci hanno lasciati senza fiato.

Di polemiche e malignità intorno a questa fiera se ne sono dette più che a sufficienza già a partire dall’anno scorso, dopo la comunicazione dell’intenzione di creare una fiera del libro nel territorio milanese. C’era bisogno di un’altra fiera del libro, che fa per altro una concorrenza spietata a quella istituzionale e storica del Salone del Libro di Torino, sia nel programma sia nella scelta del periodo dell’anno in cui svolgerla? Aveva senso investire nell’ennesima fiera del libro quando l’editoria italiana è in crisi nera da chissà quanti anni ormai e i lettori si contano sulle dita di una mano? Riuscirà Chiara Valerio, curatrice del programma generale di Tempo di Libri, a mantenere le promesse e a regalarci una manifestazione innovativa, originale e indispensabile nel panorama editoriale attuale?

Con i miei colleghi abbiamo provato a dare un senso alla nostra esperienza a Tempo di Libri, ed ecco le nostre opinioni, riflessioni, dubbi e suggerimenti.

Chiara: “Il mio pensiero è che alcuni eventi interessanti e che potenzialmente avrebbero avuto molto pubblico non fossero in spazi adeguanti. Mi spiace essermi persa il racconto del mestiere dell’editor di Daria Bignardi ma la sala era troppo piccola per tutte le persone accorse ad assistere.”

Erika: “Credo che la mancanza di case editrici come Minimum Fax, Edizioni Lindau e Marcos y Marcos (“schierate” a favore del Salone del Libro di Torino) si sia fatta sentire e abbia pesato notevolmente sia sul programma della fiera sia ai lettori forti.”

Giulia G.: “Ho visto pochissima conoscenza dei cataloghi e dei titoli tra chi era negli stand. Alcuni a cui ho chiesto delle informazioni a malapena sapevano di cosa parlasse il libro. Si trattava di meri addetti alle vendite, mentre una persona si aspetta di trovare professionisti del libro specializzati e competenti.”

Mario: “Il tema a cui sono stati dedicati più eventi (più di 70) è stata la cucina, 700 mq dedicati solo all’editoria enogastronomica, con stand ed eventi mezzi vuoti. Un po’ eccessivo?”

Davide: “Il risultato generale è un doppione di quella di Torino, solo una grossa libreria e un’occasione sprecata di creare qualcosa di innovativo. Gli eventi erano molto belli, ma non bastavano in sé per differenziarla dal Salone torinese.”

Federica: “Io preferisco spezzare una lancia a favore di questa fiera, che di fatto era alla sua prima edizione. È vero ci si aspettava molto di più, ma lasciamo che cresca, che migliori, anche a beneficio di noi lettori e addetti ai lavori.”

Ma, bando alle ciance. La parte migliore delle fiere sui libri sono: i libri, e di questi noi ci siamo beati per due giorni. Esplorare case editrici, conosciute e sconosciute, grazie ai loro stand e alle persone che, se competenti e affabili, regalano momenti di dialogo memorabili è stato istruttivo e divertentissimo. Diversi stand ci hanno colpito e fatto innamorare delle loro pubblicazioni durante questo primo Tempo di Libri, pare quindi giusto ricordarli brevemente.

Ilaria: “Eroe indiscusso dell’editoria Henry Bayle. Dopo averlo scoperto durante le lezioni sono subito andata a conoscerlo al suo stand. Pubblica opere e racconti minori di autori più o meno conosciuti, rilegate a mano e con grande cura editoriale. Henry Bayle è un editore che ci ha subito colpito per la sua ironia e logica “anti-marketing”, ci ha fatto ridere tantissimo, lo ricorderò per sempre.”

Gaia: “SIME books editore all’interno della fiera ha ricreato il suo negozio di Palermo, ovvero un’originalissima piccola bottega tradizionale. I libri bilingue, anche quelli di cucina, sono la sua particolarità, oltre al grande uso di fotografie molto suggestive e creative, che rendono il libro quasi un oggetto di design.”

Pietro: “La collana Opere di Neruda dell’editore fiorentino Passigli è da segnalare: brevi testi con grafiche di copertina molto eleganti e ricercate. Opere non originali e già pubblicate ma riproposte in chiave moderna grazie ad un oggetto-libro bello e ben curato.”

Giuseppe: “Interessante ed originale invece la scelta di Safarà Editore, una piccolissima casa editrice di Pordenone che pubblica libri con copertine oblique. Una politica d’autore ben definita mista ad un’inventiva senza pari.”

Margherita: “Bookabook risulta essere uno degli esperimenti più interessanti presentati in fiera. Questi giovani ragazzi sono gli unici in Italia ad occuparsi di crowd publishing, ossia si occupano di pubblicare i testi, narrativa principalmente ma non solo, più votati sulla loro piattaforma online. La loro politica si basa sul rapporto diretto con i lettori e con il pubblico, sono infatti stati molto disponibili a raccontarmi la loro esperienza e i loro progetti futuri!”

Valentina: “Spazio non solo editoriale ma soprattutto culturale quello di Melampo Editore. Al suo interno racchiude altre due marche editoriali, Novecento e Laurana, entrambe si occupano di saggistica dedicata al mondo del diritto, con grandi nomi come Gian Carlo Caselli e Nando Dalla Chiesa, ma anche opere di narrativa contemporanea di giuristi che affrontano importanti temi di attualità.”

Tra una scoperta e l’altra siamo riusciti a partecipare anche a qualche evento, tutti molto interessanti, con ospiti d’eccezione del mondo dell’editoria e tematiche coinvolgenti. L’aspetto organizzativo è sicuramente da rivedere, purtroppo molti eventi dello stesso genere si sovrapponevano costringendo il visitatore a scegliere quale seguire, con rammarico, creando non poche difficoltà. Ma queste piccole cose non hanno intaccato il successo generale di più di 700 eventi, con ospiti italiani e internazionali di rilievo.

Elisa: “Ho partecipato alla lettura in chiave teatrale di un classico dell’orrore, Shining di Stephen King, ad opera di Filippo Timi: un esempio di modalità di incontro con il libro diversa dalla classica presentazione o dalla discussione critica. Timi e i suoi collaboratori, agghindati come le celebri, inquietanti gemelline della trasposizione cinematografica, hanno dato al testo un’interpretazione giocosa e ironica.” 

Chiara: “Ho seguito l’incontro sulla promozione dei libri attraverso i social. Il risultato è stato uno scambio di battute fitto, interessante e ben ritmato tra i relatori, la booktuber Ilenia Zodiaco e gli esperti di social Davide Giansoldati, Mark Penna e Paolo Crespi. Si è parlato dei linguaggi dei social e dell’importanza di individuare il proprio target di pubblico con cui aprire un dialogo duraturo, argomenti essenziali per il nostro mestiere.” 

Martina: “Antonio Franchini ed Eraldo Affinati hanno esposto Kent Haruf, la sua capacità di creare un microcosmo, la contea di Holt, che però si trasforma nel macrocosmo che appartiene a tutti e in cui tutti si riconoscono. Così come la sua pietas verso l’umanità, non una pietas scontata ma un inno alla semplicità della vita quotidiana, all’abbattimento dei pregiudizi e delle maschere sociali che invadono la modernità.”

Laura: “Tra i must di sabato spicca l’appuntamento con Zerocalcare, intervistato dalla direttrice culturale di TdL Chiara Valerio e dal giornalista Antonio Gnoli. L’autore romano si conferma tra i nomi di maggior richiamo, al punto che le lunghe file all’ingresso ritardano l’incontro. Rompe il ghiaccio Chiara Valerio con un botta e risposta da veri nerd sui Cavalieri dello Zodiaco, presenze fisse dell’immaginario di Zero. Non mancano i riferimenti a Rebibbia, definita la “Macondo” letteraria di Zero, il microcosmo nel quale le sue storie prendono vita. Protagonista è l’autore, anti-eroe moderno e “disagiato” che non si vergogna di mostrare i propri limiti rivendicando il diritto di sentirsi inadeguato e fuori posto.”

 

 

Tempo di Libri è stato tutto questo per noi. Un mix di persone, voci, eventi, presentazioni, libri, code, orari e, soprattutto, emozioni.

Ci vediamo l’anno prossimo.