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Aspettative e realtà: gli studenti incontrano Michele Foschini di BAO Publishing

di FABIOLA ASTORE

Quando si decide di intraprendere un nuovo percorso, soprattutto di tipo formativo e lavorativo, spesso ci si ritrova a doversi confrontare tanto con le proprie aspettative quanto con la realtà.

Circa due mesi fa noi studenti del master in “Professioni e prodotti dell’editoria” abbiamo scelto di cominciare questa nuova esperienza consapevoli che, giorno dopo giorno, avremmo avuto la possibilità non solo di crescere culturalmente ma anche di imparare a proiettarci in un mondo estremamente complesso e variegato come quello editoriale.

Ad oggi possiamo sicuramente affermare che l’occasione di vivere questo percorso diviene sempre più preziosa, soprattutto perché, attraverso le lezioni e gli incontri con i professionisti del settore, possiamo riflettere quotidianamente sui meccanismi e le regole di una realtà lavorativa della quale ciascuno di noi sogna davvero di essere parte.

Nella giornata di giovedì scorso, 4 maggio 2017, presso il Collegio Santa Caterina da Siena, a Pavia, sede del nostro master, abbiamo avuto modo di conoscere Michele Foschini, direttore editoriale di BAO Publishing, oggi sicuramente una delle più importanti case editrici di fumetti in Italia.

Abbiamo ascoltato, con vivo interesse, la storia di questa realtà editoriale che, grazie ai sacrifici di una validissima squadra di collaboratori, è riuscita dal 2009 ad oggi ad affermarsi sul mercato con un catalogo di grandi nomi come Jeff Smith, Terry Moore, Scott McCloud e di autori italiani come Zerocalcare, da tempo in vetta alle classifiche nelle librerie.

Michele Foschini ci ha raccontato che il percorso per BAO Publishing non è stato semplice, come per tutti del resto: «all’inizio si lavorava con un piccolo gruppo, tra cui il mio attuale redattore, Leonardo Favia, Caterina Marietti, ancora oggi mia strettissima collaboratrice e un grafico con cui, i primi tempi, mi confrontavo per telefono. Oggi Bao Publishing  vanta 15 dipendenti ed un’ottima posizione nel mercato italiano ed estero. A chi mi chiede come siamo riusciti a fare tutto questo, io rispondo ancora che il motivo risiede, principalmente, non solo nell’impegno costante ma anche in una comunicazione sincera e chiara con i lettori, con cui ci preoccupiamo di tenerci sempre in contatto, sia attraverso i testi che curando soprattutto l’aspetto dei social, uno strumento per portare il lettore con noi dall’altra parte della barricata».

Michele ha poi continuato parlando dei suoi primi passi nel mondo lavorativo, come traduttore letterario, quando ha imparato che «interpretare il pensiero altrui aiuta a pensar meglio» e che «il fumetto, quando funziona, vale più di una prosa narrativa»; per questa sua passione ha scelto di investire le proprie energie per  costruire e tener fede a una precisa linea editoriale: «ogni singola opera che noi scegliamo di pubblicare è sempre un po’ autobiografica, perché ciascuno di coloro che ci lavora sù, sia a livello redazionale, quanto l’autore, ci mette sempre dentro un pò del suo schietto pensiero. Se il fumetto non racconta qualcosa di personale anche il lettore più disinformato se ne accorge».

L’occasione di conversare con una persona quanto mai intelligente e disponibile come Michele Foschini, si è rivelata essere ancor più preziosa, quando il direttore editoriale ha scelto di condividere con noi anche le difficoltà legate al suo ruolo come editor: la necessità di avere un’ottima capacità di ascolto e di dialogo con tutti, in primis con gli autori, la scelta della direzione da dare ad ogni singolo libro, la responsabilità di mediare e non tradire le aspettative del lettore, cercando di condividere sempre più opinioni, valutazioni, idee e consigli con la sua fidatissima squadra di lavoro: «ho bisogno di tutti i miei collaboratori per realizzare sempre qualcosa di davvero costruttivo; ognuno di loro, infatti, apporta al progetto editoriale elementi nuovi, differenti e preziosi. Abbiamo scelto di lavorare in un ramo di nicchia, e, a volte, è davvero difficile riuscire ad affermarsi, ma lo facciamo con molta onestà: se i libri non parlano un po’ di ciò che sei o che pensi allora hai perso!» afferma Foschini.

Abbiamo apprezzato moltissimo il suo consiglio di affacciarsi al mondo editoriale, come in qualsiasi altro tipo di realtà, con un atteggiamento umile e volto ad apprendere  quanto più possibile; avere, cioè, quella disponibilità d’animo per mettersi in gioco e rendersi parte di una squadra che possa arrivare davvero a qualcosa di costruttivo. Questo significa anche saper “capitalizzare” se stessi: riuscire cioè ad usare al meglio le esperienze lavorative e formative quotidiane per raggiungere un obbiettivo concreto.

Questo è il più importante dei pensieri che Michele Foschini ha voluto condividere con noi studenti: il racconto della sua storia, del suo ammirevole impegno e della sua grande motivazione sono stati per noi, in quell’incontro, non solo un piacevole momento di conversazione ma anche un’ importante riflessione sul futuro, sulle aspettative e sulla realtà.

 

 

 

 

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