Recensioni

Aspettando Bojangles

Giulia Da Campo

Olivier Bourdeaut

Aspettando Bojangles

Collana: I narratori delle Tavole

Neri Pozza, 2016

p. 144, euro 15,00

Aspettando Bojangles

Si dischiude attorno alle note malinconiche della canzone di Nina Simone, Mr Bojangles, questo primo romanzo di Olivier Bourdeaut anche se la malinconia, forse, è solo nel (e del) lettore.

La storia che si racconta è molto semplice eppure senza un senso, totalmente comprensibile razionalmente ma fuori da ogni logica: non sembrerebbe aver nulla al di là dell’ordinario perché parla di quella “cosa” fin troppo calpestata e ridondante che è l’amore. Ma è proprio qui che si sofferma lo sguardo rapito dei protagonisti e quello incredulo di chi si trova a osservare il delirio che pervade capillarmente ogni azione e ogni parola all’interno di una stravagante famiglia francese.

Ci sono un padre e un figlio, le due voci narranti del romanzo, che ruotano attorno all’irresistibile figura di donna, moglie e madre che di volta in volta si fa chiamare Renée, Josephine o Marylou a seconda del giorno e dello stato d’animo e che li apostrofa dando sempre del “voi” neanche si trovassero ad agire in un’epopea cavalleresca o in un mondo favoloso di eroi, o invece proprio perché lei crede realmente che possano trovarsi in un fiabesco tempo passato.

Questa è la storia dell’amore di un bambino che non può né sapere né capire ed è la storia dell’amore di un uomo che nonostante sappia, non può fare a meno di amare.

È la storia di una malattia che devasta e che attira tutto nel suo vortice ma che riesce a riempire di imprevedibile senso tre vite, perché in fondo «quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene».

 

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Camilo Sánchez, La vedova Van Gogh, Marcos y Marcos, 2016

 

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