Concorso Lingua Madre
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Concorso Lingua Madre 2020: annunciate le vincitrici al #SalToEXTRA

Nel corso della giornata di ieri, durante la maratona virtuale del #SalToEXTRA, si è dedicata una finestra di tempo anche alle vincitrici del Concorso letterario nazionale Lingua Madre, un progetto permanente della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino che, da quindici anni, continua a dare voce alle donne straniere migranti e alle donne italiane che vogliono raccontare l’incontro con l’altro.

Concorso Lingua Madre: la storia

Il Concorso Lingua Madre nasce nel 2005 per volere di Daniela Finocchi, giornalista e saggista torinese, da sempre interessata ai temi riguardanti il pensiero femminile. Nel video d’introduzione del #SalToEXTRA, la stessa ideatrice afferma che, in questi ultimi quindici anni, sono state oltre 8000 le donne che hanno preso parte al concorso, scrivendo, fotografando e condividendo, raccontandosi attraverso storie autobiografiche e mettendosi alla prova nei più diversi generi letterari. Finocchi parla di un vero e proprio «patrimonio di letteratura della migrazione», raccolto in quindici antologie edite da SEB27 e documentato da mostre fotografiche. Ai partner consolidati – Slow Food – Terra Madre, Torino Film Festival, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Consulta Femminile Regionale del Piemonte – sono dedicati dei premi speciali. Con il passare del tempo il progetto, promosso dal Centro per il libro e la lettura, è diventato qualcosa di sempre più grande. Sono state migliaia le occasioni di incontro organizzate in tutto il paese: reading, spettacoli teatrali, convegni, seminari, laboratori e incontri che hanno coinvolto scuole, carceri, università e diverse associazioni. Eventi che in tempi di emergenza sanitaria non si sono fermati e che si sono svolti, per la maggior parte, online. Sul sito del concorso è inoltre ancora possibile partecipare alla votazione per assegnare il premio Giuria Popolare della XV edizione.

Lo scopo e l’importanza del concorso si possono riassumere nella testimonianza della stessa Daniela Finocchi durante l’intervento al #SalToEXTRA:

Le autrici del Concorso Lingua Madre suggeriscono modi e forme di ripensamento del vivere associato per decostruirne i principi di esclusione, di guerra, di violenza, per fondare nuove cittadinanze. Diffondere il loro pensiero è quindi necessario e urgente, ed è il senso politico del lavoro svolto dal progetto da quindici anni.

Le prime classificate della XV edizione

Il primo premio è stato conferito a Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez per Mille e una luna, un racconto autobiografico in cui Chávez descrive la sua vita in alta quota nelle Ande peruviane, il trasferimento a otto anni a Torino per ricongiungersi con la madre, la paura della nuova vita italiana e la successiva riscoperta delle sue origini in età adulta. Mille e una luna è per l’autrice una presa di coscienza «di [sé] stessa come donna in un mondo ancora patriarcale, come donna straniera in un mondo a volte xenofobo e come donna omosessuale in un mondo eteronormativo». Chávez dedica il racconto alle donne della sua vita, in particolar modo a sua madre e a sua nonna Adela, e a tutte le donne che si sono sentite sole e incomprese per ricordare loro che «la diversità è bellezza».

Al secondo posto, vincendo il Premio Speciale Consulta Femminile Regionale del Piemonte, si piazza I regni di Berivan, un racconto breve in forma teatrale scritto a quattro mani da Berivan Görmez, giovane ventiseienne di nazionalità turca, trasferitasi con la famiglia prima in Olanda e poi a Torino, e Alessandra Nucci, insegnante di italiano L2. In seguito all’incontro in occasione della presentazione dell’antologia Lingua Madre Duemiladiciannove – Racconti di donne straniere in Italia, le due autrici decidono di comporre insieme la storia della vita di Berivan nel contesto delle atrocità inferte ai danni del popolo curdo. Görmez ha voluto raccontare la storia della sua vita «perché era finalmente pronta a condividere degli aspetti che poi sono diventati dei grandi temi, come l’esclusione».

Terze classificate sono Tahmina Akter e Alice Franceschini con il racconto Vulnerabile. Akter, originaria del Bangladesh, è giornalista e corrispondente della rivista “Probas Mela” e lavora presso l’Ufficio Immigrazione della questura di Venezia, dove è interprete e mediatrice linguistico-culturale per gli interventi giuridico-legali e per l’antiviolenza. Insieme ad Alice Franceschini, autrice di romanzi come Ti condurrò nel deserto (LuoghInteriori, 2015) e Dimmi che mi hai voluto (LuoghInteriori, 2020), presenta la violenza contro le donne come crimine inaccettabile attraverso il racconto dell’incontro di una mediatrice linguistica in questura e una profuga siriana. A #SalToEXTRA, Akter dichiara che scrivere in italiano non è stato facile: ha dovuto prima tradurre dal bangla all’inglese, e poi in italiano. L’aiuto di Franceschini è stato estremamente prezioso per potere scegliere «una a una le parole più adatte».

I Premi Speciali

Il Premio Sezione Speciale Donne Italiane è andato a Silvia Favaretto e al suo racconto La pietra di Sisifo, in cui l’autrice si è fatta portavoce delle donne ispano-americane che «sono spesso trattate in maniera insultante e ingiusta. E spesso non possono esprimere quello che subiscono».

Ricordiamo inoltre: il Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Nadia Kibout (Francia/Algeria) con la fotografia Ombra di memoria; il Premio Speciale Slow Food – Terra Madre a Corina Ardelean (Romania) con il racconto L’altra forma dell’amore, e il Premio Speciale Torino Film Festival a Narcissa V. Ewans (Polonia) con il racconto L’usignolo nel frutteto di ciliegie non cinguetta più.

Per ulteriori informazioni sul concorso e sulle vincitrici, vi invitiamo a consultare il sito.

Giulia Pellegatta

(Credits foto: https://www.facebook.com/CLinguaMadre/)

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