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Cronaca di una morte (ormai) annunciata: Skippy muore di Paul Murray torna in libreria

Ripubblicato da Einaudi Stile Libero a più di 15 anni dalla prima edizione italiana, Skippy muore torna in libreria offrendo una storia tragicomica che parla a adolescenti e adulti. Dalla scelta di aprire la storia con la morte del protagonista a quella di adottare una narrazione corale, Paul Murray sviluppa una riflessione esistenziale sul bisogno umano di sentirsi vivi e di essere amati

A gennaio, entrando in libreria, ai lettori sarà capitato di vedere esposto tra le novità il romanzo Skippy muore dell’autore irlandese classe 1975 Paul Murray. La loro attenzione sarà stata catturata sicuramente dalla copertina illustrata (raffigurante una ciambella rosa glassata dai colori sgargianti), ma anche dal fatto che Paul Murray, nell’ultimo anno, è stato una presenza costante tra gli scaffali delle librerie con il libro Il giorno dell’ape. Per Murray, infatti, il successo di questo romanzo familiare “disfunzionale” è stato sancito dalla vittoria del Premio Strega Europeo 2025 (riconoscimento assegnato anche al suo traduttore Tommaso Pincio).

L’autore Paul Murray (a destra) e il traduttore Tommaso Pincio (a sinistra), vincitori del Premio Strega Europeo 2025 con il romanzo Il giorno dell’ape

Edito in Italia per la prima volta nel 2010 da ISBN Edizioni, Skippy muore è stato appena pubblicato in una nuova edizione daEinaudi Editore nella collana “Stile Libero”, da sempre caratterizzata da libri dal carattere dinamico e fuori dagli schemi. Tale è anche il romanzo di Murray che, proprio nel titolo in copertina, fa lo spoiler più grande. Come suggerisce il titolo, si apre con la scena della morte, apparentemente misteriosa, di Skippy (soprannome di Daniel Juster, il ragazzino quattordicenne protagonista del romanzo): facendo a gara con il suo migliore amico Ruprecht a chi mangia più ciambelle, egli collassa al suolo. Oltre al titolo, anche il paratesto orienta la lettura: la copertina dai colori vivaci presenta l’illustrazione di una ciambella glassata che richiama in modo diretto alla scena iniziale della morte di Skippy e anticipa il tono tragicomico della storia.

Copertina del romanzo Skippy muore nella prima edizione italiana pubblicata da ISBN Edizioni

Catturando l’attenzione attraverso il racconto dell’evento cruciale della storia (un espediente narrativo che può ricordare il romanzo Dio di illusioni di Donna Tartt), a partire dal capitolo successivo Murray riesce quasi a far dimenticare questo avvenimento. Fin da subito è infatti facile immedesimarsi all’interno del college irlandese maschile Seabrook e delle sue dinamiche interne, svelate a poco a poco. Se osservato in superficie, il mondo che viene descritto è quello dei classici giovani adolescenti, protagonisti di feste, scherzi, sport, amori e divertimenti.  

Tra i punti di forza di Skippy muore ci sono sicuramente i dialoghi dal tono comico, ironico e provocatorio tipici della fase adolescenziale della vita nella quale si trovano i protagonisti. Nonostante la sua mole, il romanzo è molto scorrevole proprio perché si può percepire il divertimento provato dall’autore nello scrivere immedesimandosi di nuovo nella mente del sé quattordicenne. Fin da subito, però, ci si accorge che c’è qualcosa di più profondo e drammatico non solo dietro al personaggio e alla morte di Skippy ma che anche altri personaggi nascondono qualcosa. Non è un caso che diversi filoni narrativi si alternino, permettendo così a chi legge di cogliere la storia da più punti di vista.  

Skippy muore è un romanzo che tratta anche il tema del bullismo, della droga, del sesso e fa riflettere su cosa significhi davvero sentirsi soli, incompresi, ipocriti e falliti. I personaggi sono così credibili e umani che mostrano quanto spesso sia più semplice nascondere gli errori e mascherare le fragilità. Allo stesso tempo, però, sottolinea quanto sia importante dedicarsi alle persone che si hanno attorno, aiutandole e consigliandole nei momenti di difficoltà.  

Se lo spoiler del titolo può sembrare controproducente (considerando le oltre 700 pagine del romanzo), chi legge si renderà poi conto che la morte di Skippy è necessaria per ribadire quanto sia fondamentale sentirsi vivi nella quotidianità. Il fatto che questo romanzo sia spassoso e allo stesso tempo toccante è ancora una volta indice della capacità di racconto di Paul Murray, già emersa ne Il giorno dell’ape.  

Copertina del romanzo Il giorno dell’ape pubblicata da Einaudi Stile Libero

Dalla sua prima pubblicazione, Skippy muore ha consolidato la reputazione internazionale di Paul Murray. Il romanzo è stato da subito accolto positivamente dalla critica, entrando nella longlist del Booker Prize e venendo poi tradotto in numerose lingue.

Questo è un romanzo da consigliare soprattutto a chi ama le storie di formazione, le riflessioni di carattere esistenziale e persino le narrazioni tragicomiche. Inoltre, Murray arricchisce la storia inserendo riflessioni scientifiche sulla teoria delle stringhe. Ruprecht, il personaggio nerd obeso deriso dai compagni, è in realtà così intelligente da immaginare esperimenti per aprire altri varchi dimensionali. Dopo la morte di Skippy, Ruprecht diventerà anche un simbolo di speranza: si rifugerà nella scienza per convincersi che in un’altra dimensione l’amico sia ancora vivo, mentre in quella terrena egli continua a esistere nel ricordo di chi lo ha amato. Forse basta solo questo per convincersi a scoprire questo grande romanzo contemporaneo. 

di Arianna Stener