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L’editoria scolastica oggi | Intervista a Federica Giardino

L’editoria scolastica è un settore che fra alterne vicende resiste sul mercato, questo perché i libri di testo che i ragazzi utilizzano per la loro formazione sono costantemente aggiornati e attrattivi, rispondendo contemporaneamente agli obbiettivi che il Ministero dell’Istruzione pone a livello nazionale. Abbiamo intervistato la Dott.ssa Federica Giardino, publisher presso Pearson, gruppo leader a livello mondiale nel settore dell’editoria scolastica.

 

Dottoressa Giardino, innanzitutto una domanda preliminare e personale: cosa l’ha spinta ad entrare nel mondo dell’editoria scolastica, che ha proprie specificità (redazionali e di commercializzazione in primis) diverse da quelle dell’editoria cosiddetta “tradizionale”?
Federica Giardino

Quando ho terminato l’università ho deciso di entrare nel mondo dell’editoria, anche se avevo un’idea molto vaga di come fosse strutturato e soprattutto di cosa potesse fare una redazione all’interno di una casa editrice. È stato un Master di Editoria simile al vostro a farmi capire un po’ meglio cosa fosse realmente il mestiere di redattore e a farmi “scoprire” il settore della scolastica.

Credo che l’aspetto che mi ha più colpito e interessato sia stato quello di poter intervenire molto sul progetto, sulla struttura e sul contenuto dell’opera, trattandosi di volumi molto complessi. Mi piaceva l’idea di lavorare su libri “pieni di elementi” e illustrati: dal testo alle immagini, alle infografiche, alle parti didattiche.

 

Pearson è un gruppo editoriale famoso a livello internazionale, che comprende al suo interno diverse case editrici, basti citare Paravia e Bruno Mondadori. Che tipo di rapporto vi è fra le diverse realtà nazionali (come quella italiana) e la casa-madre anglo-americana? In particolare, le scelte di marketing editoriale e le strategie di distribuzione a quale livello vengono assunte?

Pearson è leader a livello mondiale nel settore education. Ma per quanto riguarda la realtà italiana ha avuto grande attenzione a “non snaturare” due marchi storici come Paravia e Bruno Mondadori.

Credo che la scelta da parte della casa madre di dare autonomia al gruppo italiano nelle scelte editoriali e commerciali nasca da un lato da un’ottima considerazione del nostro gruppo dirigente, dall’altro da una comune visione che pone al centro di ogni riflessione lo studente: come si può aiutare gli allievi ad apprendere e a garantirgli la migliore istruzione possibile? Questa è la domanda che posta dall’alto viene poi declinata in ogni progetto di casa editrice. Poi certamente c’è un comune sentire rispetto al tema innovazione e in questo senso la casa madre ha dato una forte spinta allo sviluppo di contenuti e strumenti digitali.

 

Il lavoro di editing di un libro scolastico e poi la sua pubblicazione differiscono dalle modalità attraverso le quali si pubblica la narrativa tradizionale. Perché a proposito del libro scolastico si può parlare di “ciclo annuale”?

Parliamo di ciclo annuale perché la lavorazione di questi manuali è tendenzialmente di un anno: si tratta di testi complessi, da curare nel minimo dettaglio visto che i destinatari sono gli studenti di ogni ordine e grado. In genere la redazione inizia a lavorare un corso in primavera per arrivare a chiuderlo nel gennaio/febbraio dell’anno successivo. Poi comincia la propaganda, un periodo che va indicativamente da febbraio a maggio in cui gli agenti vanno nelle scuole a illustrare e promuovere i corsi. I tempi di lavorazione e distribuzione sono totalmente diversi rispetto a quelli di qualsiasi altro settore editoriale.

 

Dalla riforma Fioroni del 2007 si è cominciato a discutere delle modalità attraverso le quali sviluppare, con l’ausilio dei libri di testo e degli altri strumenti di didattica, le conoscenze ma anche le competenze degli studenti. In un libro scolastico quali scelte redazionali vengono assunte per agire su questi livelli?

Parlerei di scelte editoriali, che definiscono un progetto nel suo complesso. Ormai la didattica per competenze è un concetto che è arrivato ai docenti, ma nel corso degli ultimi dieci anni gli editori in primis hanno lavorato sui manuali inserendo apposite sezioni e laboratori che lavoravano specificamente sulle competenze: possiamo avere esercitazioni o schede che propongono attività esperienziali e compiti di realtà. L’idea generale è che i ragazzi oltre ai saperi teorici, le conoscenze, trovino sul manuale di testo anche attività che li aiutino a diventare autonomi e responsabili, a sviluppare un pensiero critico, a lavorare insieme con gli altri alla realizzazione di progetti o ancora a saper risolvere un problema. L’obiettivo è quello di aiutarli a mettersi in gioco e a dimostrare ciò che hanno imparato e ciò che sanno fare.

 

Anche l’editoria scolastica è stata notevolmente rivoluzionata dall’avvento e dalla diffusione del “digital”. Secondo le vostre analisi, quale formato del libro scolastico viene privilegiato in Italia e quali sono le prospettive future in merito?

I ragazzi oggi usano moltissimo il telefono e guardano molti video. Quindi anche dal nostro punto di vista nel progettare contenuti digitali non possiamo non tenerne conto. Abbiamo sviluppato il libro liquido, i nostri manuali scolastici sono cioè visualizzabili anche da telefono.

Un altro sistema immediato e diretto è quello del qrcode: sempre da telefono i ragazzi possono inquadrare i qrcode presenti all’interno dei manuali scolastici e accedere direttamente a varie risorse digitali, per esempio videolezioni o videosintesi.

 

I libri scolastici Pearson dimostrano di essere attenti agli obbiettivi segnalati dall’Agenda ONU 2030, come garantire a tutti un’istruzione di qualità o il focus sulle tematiche ambientali e di sostenibilità. A partire dai vostri ultimi volumi pubblicati, come si sviluppa tale attenzione a livello di scelte redazionali?

Sui volumi si è scelto di proporre una serie di contenuti, come percorsi di approfondimenti, focus sui Global Goals, indicazioni operative per vivere in maniera sostenibile: l’idea è sensibilizzare i ragazzi su questi temi per aiutarli a diventare in futuro cittadini consapevoli e responsabili. Ma la casa editrice supporta anche i docenti e sta promuovendo diverse iniziative – webinar, corsi in presenze, approfondimenti nelle guide docente – fornendo spunti e risorse didattiche.

 

 

Francesca Giacobino
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