Vai alla barra degli strumenti
Libri quarantena
News

Letture da quarantena: come scegliere un libro mentre si è confinati a casa

Cosa seccante di questi giorni, è che non si fa altro che ricevere da tutti gli stessi consigli di lettura per la quarantena: il Decameron di Boccaccio, I promessi sposi di Manzoni, La peste di Camus, Cecità di Saramago; qualcuno che vuole fare l’originale si avventura al massimo a nominare Morte a Venezia di Mann, Diceria dell’untore di Bufalino…

Un errore frequente

Insomma anche questa volta si ricade sempre nel solito, grossolano errore: leggere libri sulle epidemie quando si è nel pieno di un’epidemia. Succede così tutte le volte. Leggere libri ambientati d’inverno quando si è nel pieno dell’inverno. Leggere il Canto di Natale di Dickens la sera del 23 Dicembre. Leggere i Montalbano, o Il Gattopardo, o I Malavoglia quando si passano le vacanze in Sicilia. Un mio povero amico era giunto a leggere L’isola di Arturo mentre era in spiaggia a Ischia, e a ogni pagina s’interrompeva per buttare un occhio all’isola di Procida di fronte a sé, come se avesse bisogno di controllare continuamente che non scappasse via da lì. Inutilmente cercava qualche soddisfazione nell’avere i luoghi del suo libro così a portata di mano. Era questo amico la stessa persona che leggeva La giornata di uno scrutatore di Calvino il giorno prima delle elezioni politiche. E che, guarda caso, mi ha poi confessato di non aver mai provato un solo momento di piacere nel leggere letteratura.

Quella di saper abbinare la giusta lettura al momento particolare che si sta vivendo (alla stagione, al luogo, al tempo metereologico o all’epidemia in corso) è un’arte molto più sottile di quanto si creda. Il libro giusto per l’inizio della primavera, tanto per capirci, potrebbe benissimo non essere ambientato in primavera, ma in qualsiasi altra stagione, e sposarsi bene con la primavera per il fatto di raccontare una storia che abbia il profumo di una rinascita interiore, o di un amore adolescenziale, o della nostalgia di un tempo perduto. Non Zio Fred in primavera di Wodehouse, dunque, ma volentieri Lessico famigliare della Ginzburg.

Il nostro caso

Per venire ora al caso che interessa noi. Quali sono le letture veramente adatte al momento che stiamo vivendo? Cosa leggere in queste settimane incerte, solitarie, inusuali, divise fra la sensazione di essere tutti quanti uniti in una catastrofe sanitaria ed economica di portata mondiale, e la quiete immobile, sospesa (e anche facilmente mortifera) delle nostre quattro mura domestiche?

Mondi confinati

Penso che una buona linea guida sia da ricercarsi innanzitutto in quei libri che in un modo o nell’altro ci parlano di mondi chiusi, circoscritti, ma che, lungi dall’esser per questo claustrofobici, rivelano proprio la potenzialità infinita implicita in un universo ben delimitato. La montagna incantata di Thomas Mann mi pare sia la scelta più felice in questo senso. E anche, ugualmente calzante, il Sogno della camera rossa di Cao Xueqin, romanzo cinese del XVIII secolo, bello almeno quanto il suo titolo. Per le letture più brevi posso consigliare i deliziosi saggi dialogati di Wilde, Il critico come artista e La decadenza della menzogna, in cui due amici passano intere notti nel loro salotto semplicemente a conversare. (Non si faccia però l’errore di leggere anche i loro antenati più illustri, i dialoghi di Platone: alcuni di essi sono fra i testi più belli mai scritti, senz’altro, ma sicuramente inadatti ad un periodo di quarantena forzata).

Chi ha la fortuna di abitare in un grande condominio e di aver cominciato, per noia, a spiare o a fare conoscenza, in ogni caso a interessarsi agli altri inquilini del proprio palazzo, potrà trovare spunti quanti ne vuole in La vita istruzioni per l’uso di Perec; bisognerà però che gli piacciano gli scrittori francesi sperimentali del secondo Novecento, cosa non ovvia. Chi invece soffre per la lontananza di una persona lontana, troverà conforto nel leggere il meraviglioso poemetto Il nuvolo messaggero di Kalidasa, il più grande, e il più sensuale, dei poeti dell’India.

Anche se più difficile da reperire (ma cosa ormai è veramente difficile da reperire, oggi?), un’altra lettura perfetta per questo periodo è senz’altro il Memoriale di Sant’Elena: il diario di Napoleone, finalmente spogliato di tutta la sua grandezza, tornato uomo fra gli uomini, durante il suo esilio a Sant’Elena, che diventa per lui quasi un limbo fuori dal mondo, un’anticamera dell’aldilà. Quanta leggerezza in questo.

Ricerca interiore

Penso a quella che sarebbe un’altra traccia importante da seguire: è quella delle letture che favoriscano il più possibile, in questa pausa dalla società, un ripiegamento su noi stessi alla scoperta della nostra dimensione interiore. Le onde della Woolf ci porta a scoprire le nostre connessioni più segrete e profonde, anche nella lontananza, con le persone della nostra vita. Le confessioni di Sant’Agostino invece (per chi, laico, ha il senso della metafora) ci parla della nostra tensione più profonda verso la meta segreta cui il nostro cammino di vita tende.

A volerla dire tutta però, il tempo non sembra mancare per leggersi una buona volta Alla ricerca del tempo perduto di Proust. Tutti quelli che hanno sempre detto “lo leggerò, prima o poi, quando avrò tempo”, se non colgono l’occasione ora, verosimilmente non lo faranno mai; e sarà un peccato per loro. Sarebbe stato interessante se Conte, nel suo severo discorso di qualche giorno fa in cui ha annunciato la chiusura totale del nostro paese, avesse ordinato a tutti gli italiani, oltre che di non uscir di casa, di leggere Proust. Se non l’ha fatto, è probabilmente perché non gli è venuto in mente: sarebbe stato un bellissimo esperimento sociale, e avrebbe fatto bene un po’ a tutti, credo.

Per concludere

Ho parlato anche troppo. Quelli che ho dato sono naturalmente soltanto alcuni spunti di lettura che non pretendono di avere alcun valore in sé, ma vogliono semplicemente suggerire una direzione, dare il la per avviare una propria ricerca personale di letture che non si limitino a rispecchiare la superficie di ciò che stiamo vivendo, ma ciò che si trova sotto. La scelta, sempre, è la cosa più importante nella vita, e va coniugata con la capacità di sapersi ascoltare nel profondo. Mai accontentarsi della superficie. E mai fidarsi dei consigli altrui.

Quanto ai libri, naturalmente, sono innumerevoli.

Enrico Ferratini