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Profeti e demoni

di Francesco Zamboni

Howard Phillips Lovecraft
Il dominatore delle tenebre – Il meglio dei racconti
A cura di Sergio Altieri
Collana: Universale Economica Feltrinelli / Classici
Feltrinelli, 2012
p. 468, 12 €

lovecraft«Il sentimento più antico e radicato nel genere umano è la paura, e la paura più antica è quella dell’ignoto.» È facendo leva su questa certezza che si muove l’opera di Howard Phillips Lovecraft, maestro del soprannaturale che, tra gli anni Venti e Trenta, ha rivoluzionato l’intera letteratura fantastica.

Il dominatore delle tenebre – Il meglio dei racconti è una raccolta di alcuni tra i più significativi lavori di Lovecraft, selezionati e riproposti in due sezioni: Storie dall’abisso, che accorpa le opere strettamente legate all’horror puro, e I Miti di Cthulhu, in cui trova risalto l’invenzione per eccellenza di H. P. Lovecraft, quella “demonologia” a cui l’autore fa ricorso per tratteggiare, non senza un intento filosofico, i baratri in cui è caduto l’“uomo nuovo” novecentesco, in particolare dopo gli strascichi della prima guerra mondiale.

Con i suoi racconti e romanzi brevi, Lovecraft traghetta le pulsioni e le angosce tipiche del “profeta” Edgar Allan Poe dal contesto tardoromantico a quello industriale: l’orrore e il grottesco non sono più frutto esclusivo della mente umana, ma sono amplificati dalla presenza di forze soprannaturali che l’individuo non potrà mai comprendere fino in fondo. L’uomo lovecraftiano può scegliere di abbracciare questi demoni, oppure di opporvisi, ma in entrambi i casi il suo destino è quello di osservare la lenta disgregazione di quel suo universo solo all’apparenza rassicurante, poiché «giorno verrà in cui la composizione di un unico quadro di conoscenze spalancherà prospettive della realtà […] talmente spaventose da farci precipitare nella follia a causa di quella rivelazione, oppure da spingerci a rifuggire l’illuminazione di quella conoscenza nella pace e nella sicurezza di una nuova era oscura.»

Lo stile di Lovecraft è ricco e dalla forte carica evocativa, i dialoghi sono ridotti al minimo ma l’arma di punta dell’autore sono le descrizioni, in grado di trasmettere con maestria al lettore le cupe atmosfere che saturano i luoghi dell’universo narrato.

Fonte di ispirazione per autori del calibro di Stephen King e George R. R. Martin, l’opera di H. P. Lovecraft è più che mai attuale, come dimostra anche la recente saga di videogiochi di Warcraft (da giugno anche nei cinema con un lungometraggio), una vera e propria miniera di citazioni lovecraftiane. La presente antologia edita da Feltrinelli è rivolta sia agli appassionati del genere e ai cultori dell’autore (che potranno confrontarsi con una traduzione nuova e aggiornata), che a quanti si avvicinano all’opera di Lovecraft per la prima volta, potendo contare su un apparato introduttivo e su agili schede di presentazione a ogni racconto.

Ci sono opere che invecchiano e opere immortali che acquisiscono valore con il tempo. Quella di Lovecraft è tra le seconde. Perché «non è morto ciò che può vivere in eterno / e in strani eoni anche la morte può morire».

Fonte foto: http://www.feltrinellieditore.it/media/copertina/quarta/67/9788807901867_quarta.jpg

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