Qualcuno ha detto romantasy? Un tuffo nel mondo di Mate di Ali Hazelwood
«Forse potrebbe rassegnarsi all’idea di una vita senza di lei, ma…»
Un licantropo. Una ibrida. Un legame indissolubile. E mille altre complicazioni.
Tutto in questo libro grida Wattpad. E chi siamo noi, figli della gen Z, per non leggerlo? Rigorosamente per amor della scienza…ovvio.
Prima un po’ di contesto.
Il romanzo è una delle ultime uscite firmate Ali Hazelwood, in Italia edita da Sperling&Kupfer e conosciuta principalmente per The Love Hypothesis (presto anche film targato Amazon), e che, se fino a questo momento si era concentrata sul genere STEM (science, technology, engineering and maths), con Mate e il prequel Bride si è cimentata in quello che ormai viene definito romantasy, dall’unione di romance e fantasy, che indica quel filone della letteratura rosa che unisce romanticismo e avventura, amore e mondi fantastici, soprannaturali, con una dose non indifferente di spicy. Questo però non è un fenomeno completamente nuovo. Chi ha frequentato assiduamente Wattpad si ricorderà bene la quantità infinita di storie che circolavano aventi come fulcro questo legame di predestinazione che si creava tra l’alfa di un clan di licantropi e una povera donzella ignara con il solo incrociarsi di sguardi. Evidentemente la letteratura, così come la moda, è circolare: ciò che un tempo era in voga trova sempre un modo per tornare.

Al di là di Bride, che ha inaugurato questo nuovo filone narrativo della Hazelwood portato avanti anche da Mate, i restanti romanzi dell’autrice portano in scena storie d’amore ambientate in contesti particolari come quelli della scienza e della matematica, ma anche del nuoto e degli scacchi. Infatti, abbiamo biologhe, ingegneri, neuroscienziate e fisici. Il tutto è spesso complicato da rapporti interni alla coppia burrascosi e di amore e odio (i famosi enemies to lovers). Ciò che però conta davvero è la tipologia di personaggie che vengono descritte: Hazelwood scardina quella consuetudine che vuole le donne protagoniste di romance come deboli e incapaci di badare a sé stesse, sempre bisognose di un aiuto maschile per superare le prove della vita, e ci mostra invece donne brillanti, realizzate, capaci di tenere testa a chiunque e a qualunque cosa. Insomma, delle eroine moderne con lavori invidiabili (forse).

Ora parliamo di Mate.
In questo romantasy i protagonisti sono Serena, mezza umana e mezza licantropa, e Koen, licantropo puro. Anche qui si ha una situazione iniziale non idilliaca, da una parte una giovane ragazza buttata all’improvviso in un mondo a lei sconosciuto e ostile, dall’altra un uomo che ha sulle spalle la responsabilità di un branco enorme sempre a rischio di attacchi esterni ed interni. I due, compagni per destino, devono imparare a convivere (letteralmente) e a conoscersi. Tutto questo nel bel mezzo di uno scontro con antichi rivali che custodiscono segreti in grado di distruggere la coppia che via via si sta costruendo e consolidando. In realtà, leggendo ve ne accorgerete, i segreti sono tanti e tutti che rischiano di minare gli equilibri con tanta fatica raggiunti. Riusciranno i nostri eroi a cavarsela? Questo sta a voi scoprirlo…no spoiler obv.
L’opera è in formato rigido con sovracoperta e ciò che sicuramente di primo acchito attira è la grafica di quest’ultima, che richiama le ambientazioni boschive descritte nell’opera e che già ci presenta i nostri protagonisti: in primo piano Serena, umana, e in secondo piano Koen, il lupo nero che non ne perde un gesto o un passo. Nella quarta di copertina, fondamentale per il genere, gli hashtag che indentificano l’opera (#enemiestolovers, #forcedproximity e #touchherandyoudie) e il livello di spicy, in questo caso contenuto…solo 3 peperoncini su 5!
Gli elementi paratestuali sono quindi in linea con gli altri romanzi dell’autrice, dove rilievo è dato ai protagonisti e all’ambiente in cui si svolge la storia, esplicitati fin dalle copertine, che si dimostrano molto loquaci. Sempre la copertina, inoltre, si colloca perfettamente a metà tra quelle tipiche del genere fantasy e del genere romance: del primo abbiamo i colori, scuri e in contrasto, e il carattere, graziato e che richiama lo stile gotico, mentre del secondo abbiamo la presenza dei personaggi e dell’ambientazione, il cui intento è quello di anticipare in qualche modo quello che troveremo nel romanzo.

Ma quindi com’è il libro?
Scorrevolissimo. Tutto torna, tutto è spiegato e tutto coincide. Non ci sono buchi di trama seppur qualche spiegazione un po’ traballi e alcuni eventi siano gestiti in modo non eccellente ma, tutto sommato, la storia fila senza grandi problemi. I personaggi sono ben caratterizzati, ognuno con le proprie idiosincrasie e i propri pregi e difetti, e senza nessuna eccezione, dai protagonisti ai personaggi più marginali. Serena e Koen, soprattutto, non sono i tipici protagonisti piatti che ritroviamo nei romance, che rimangono inalterati nonostante gli eventi, ma li vediamo maturare e cambiare col passare del tempo. Come mutano i personaggi, così muta la storia sentimentale, che cresce e si rafforza con loro. Colpisce anche l’ambientazione, che mette in scena l’incontaminata natura del Nord America, con i suoi boschi e laghi, perfetti per celare i manti dei nostri lupi. Ciò che invece spesso spaventa del genere romantico è la pesante presenza del sesso, che spesso può occupare l’intero fulcro narrativo. Qui è presente ma non in modo invadente: sicuramente ciò su cui più si concentra l’autrice è la crescita del sentimento e non della tensione sessuale (forse).
Detto ciò, promosso a pieni voti. Non certo la lettura della vita, quella che ‘altera la chimica del cervello’, ma sicuramente ottima come distrazione tra un mattone e l’altro!
«In parole povere, non è disposto a concepire un universo in cui lei non esiste più.»
di Christabel Casera


