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Hans Christian Andersen
Editoria per ragazzi,  News

IBBY Italia presenta i vincitori dell’Hans Christian Andersen Award 2020

Nell’ultimo giorno della Bologna Children’s Book Fair sono stati presentati i vincitori dell’ Hans Christian Andersen, un «premio letterario internazionale conferito a un contributo duraturo alla letteratura per l’infanzia e la gioventù» che viene considerato uno dei più prestigiosi nel campo della letteratura per ragazzi. Il premio, assegnato ogni due anni da una giuria internazionale, è stato istituito nel 1956 e inizialmente prevedeva solo la categoria autori, dal 1966 però è stata aggiunta anche la categoria illustratori. Tra i più celebri vincitori spiccano nomi come Astrid Lindgren (1958) e David Almond (2010) per gli autori e tra gli illustratori Quentin Blake (2002) e Roberto Innocenti (2008). Merita una menzione particolare l’edizione del 1970 che vide Gianni Rodari vincitore nella categoria autori e Maurice Sendak nella categoria illustratori.

L’incontro è stato moderato da Silvia Serra, direttrice di IBBY Italia (International Board on Book for Young people) che ha presentato i vincitori delle due categorie del premio Andersen che quest’anno ha visto un podio tutto al femminile.

Il premio della categoria autori è stato conferito a Jacqueline Woodson, autrice di più di 30 libri con cui mira sempre a lanciare messaggi di sapienza. Il primo titolo pubblicato in Italia è L’ultima estate (edito Mondadori), uscito nel 1991 quando la Woodson era ancora una giovane esordiente afroamericana. La storia, ambientata a Brooklyn, racconta l’amicizia tra Maizon e Margaret, due ragazze orfane di 11 anni che si vedranno costrette a intraprendere strade diverse. Un libro che parla della vita di tutti i giorni che non vuole essere un romanzo incentrato sulla vita nel ghetto, ma affrontare la sospensione e l’incertezza di ciò che succederà nella vita.

Grazia Gotti, socia IBBY, autrice e due volte membro della giuria per l’illustrazione del Premio Hans Christian Andersen, ha affermato che Jacqueline Woodson ha trasformato la prosa: «La pagina è occupata per intero, ci sono le pause come in poesia».

Durante la presentazione, è stato trasmesso anche un video della giornalista del Bronx Joshunda Sanders, la quale ha voluto celebrare la vittoria dell’autrice attraverso un videomessaggio in cui ha definito i personaggi dei libri della Woodson «pieni di forza ed empatia, che nelle situazioni di avversità che tutti noi affrontiamo, arrivano alla fine della loro storia con incredibile resilienza, perseveranza e speranza».

Il premio come miglior illustratore è stato assegnato alla svizzera Albertine, della quale in Italia sono usciti solo 5 libri di Albertine: Topipittori ha pubblicato Gli Uccelli (2010) e Il Re nudo (2019), una rivisitazione della celebre fiaba I vestiti nuovi dell’imperatore di Hans Christian Andersen, per Mondadori Grattacieli (2018), Il mio piccolino (2018) edito Bompiani e infine una raccolta di poesie di Alberto Nessi intitolata Rime facili per grandi e piccini (2018) edito da Casagrande. Durante la Bologna Children’s Book Fair è stato annunciato che a ottobre 2020 uscirà per Fatatrac Modelli, un libro con illustrazioni e immagini da colorare.

L’illustratrice svizzera è capace di disegnare utilizzando china, matita, tempera, olio e gouache, ma nonostante nei suoi disegni la tecnica a guazzo sia la più ricorrente, l’illustratrice ha dichiarato di non avere preferenze in merito e che la scelta di utilizzarne una piuttosto di un’altra è guidata dal tema e dalle idee a cui vuole dare vita. Oltre alla poliedricità nell’utilizzo delle tecniche da disegno, molteplici sono anche i temi che affronta. Infatti, insieme allo scrittore Germano Zullo, con cui forma una fortunata coppia creativa e anche nella vita reale, illustra libri che spaziano dall’ intrattenimento alla critica sociale e politica: ciò che conta di più è il valore dell’idea. Al termine dell’intervento Albertine ha affermato che solitamente lavora ogni giorno per tutta la giornata perché per lei «il disegno è una parola, un bisogno di fotografare il mondo in un istante preciso e ciò avviene 12 ore al giorno» e definisce l’atto di disegnare come un mezzo per «esplorare un territorio sconosciuto».

Sofia Carcereri