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L’amore ai tempi dei cinghiali

di Vanessa Nascimbene

Giordano Meacci
Il cinghiale che uccise Liberty Valance
Collana: Nichel
Minimum fax, 2016
p. 452, 16 €

cinghiale«Ripensaci, amico». Da una battuta del quasi omonimo film (L’uomo che uccise Liberty Valance) prende avvio il romanzo di Giordano Meacci, Il cinghiale che uccise Liberty Valance.

Un’epifania, la fine dell’innocenza per una comunità di cinghiali che popolano i boschi intorno a Corsignano, paesino immaginato fra la Toscana e l’Umbria. Apperbohr, che nella nostra lingua suonerebbe come “Cinghiarossa” (non disperi l’improvvido lettore che non conosca il cinghialese: l’autore mette in appendice un utile Prontuario, con appunti grammaticali e fonomorfosintattici), capisce che la vita non è solo istinto animale, ne intuisce la complessità e le sfumature, prova per la prima volta l’amore.

Sulle scorribande dei cinghiali si innestano le scorribande degli abitanti di Corsignano, le ossessioni di ognuno, le storie, i ricordi.

«Questo raccontato nel romanzo è un universo dove Corsignano esiste, i raggi di luce dal Sole impiegano esattamente 8’ e 33’’ per arrivare sulla Terra; e Fabrizio De André, Vincenzo Cerami e Claudio Caligari sono vivi. Non solo nelle loro opere». E certo Giordano Meacci non dimentica la collaborazione al film Non essere cattivo, l’ultimo girato da Caligari: ogni pagina è una prova di sceneggiatura, intrisa di irresistibile umorismo toscano, in cui domina un citazionismo molto democratico – che per intenderci va da Nietzsche a Hulk, fino alla parodia dei cori delle tragedie manzoniane.

Certo la citazione non è fine a se stessa, anzi il rimando ad altro diventa motore di tutte le storie. La compresenza dei tempi crea un parallelo fra la morte di Cinghiarossa e Liberty Valance, frammenta l’appercezione di Apperbohr in dodici capitoli sparsi qua e là nel romanzo, e ci trasporta vertiginosamente avanti e indietro nel tempo nella scena del funerale di Agnese; allo stesso modo, la compresenza di diverse dimensioni (enucleata da uno dei personaggi, Durante, nella teoria della fata-morgana-che-invecchia) permette il contatto tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti per un disguido della fisica tradizionale.

E poi c’è la lingua, pirotecnica, enciclopedica,farcita di trascrizioni fonetiche dal tosco-romano, parole composte e giochi di parole; una lingua esplorata in tutte le sue potenzialità e sfaccettata come l’universo che racconta.

Un libro sorprendente, che spicca nel panorama attuale italiano, un mosaico cangiante di cui l’uomo non è che una tessera.

Fonte foto: http://www.minimumfax.com/upload/images/libri/nichel/72_meacci_cinghiale_x_giornali_b.jpg